Il futuro dell’umanità

Di Isaac Asimov

Tentare di predire il futuro della razza umana è un progetto rischioso, e sarebbe meglio lasciarlo ai mistici e agli scrittori di fantascienza…

Ma di una cosa si può essere certi.

Ammesso che non si verifichino catastrofi mondiali, come una guerra nucleare che coinvolga l’intera Terra, o un attacco extraterrestre, o una pandemia di una nuova malattia mortale, la popolazione umana aumenterà rapidamente. Già ora è aumentata di cinque volte rispetto a due secoli fa. E la popolazione mondiale sta tuttora aumentando a una velocità impressionante. Non esistono censimenti delle popolazioni antiche, ma si può stimarle solo in modo approssimato in base a quello che sappiamo sulle condizioni di vita. Gli ecologi hanno calcolato che la riserva di cibo prima dell’introduzione delle pratiche agricole, ottenibile con la caccia, la pesca, la raccolta di frutti e bacche, avrebbe potuto mantenere in vita una popolazione mondiale non superiore a 20.000.000 di unità e,molto probabilmente, l’effettiva popolazione durante il Paleolitico era, al massimo, solo un terzo o metà di questa stima. Perciò nel 6000 a.C. non potevano esserci più di 6-10 milioni di persone, meno della popolazione di una città come Shanghai o Città del Messico. (Quando l’America venne scoperta, gli indiani che occupavano gli attuali Stati Uniti, probabilmente non superavano di molto le 250.000 unità, come se la popolazione di Verona fosse sparsa per tutto il territorio statunitense.)

Il primo grande incremento della popolazione mondiale si ebbe con la rivoluzione neolitica e la comparsa dell’agricoltura. All’inizio dell’età del bronzo la popolazione mondiale probabilmente si aggirava intorno ai 25 milioni; alle soglie dell’età del ferro ai 70 milioni; all’inizio dell’era cristiana ai 170 milioni , di cui un terzo concentrato nell’Impero Romano, un terzo nell’Impero Cinese e il resto sparso per il mondo. Nel 1600 la popolazione terrestre raggiungeva forse i 500 milioni, notevolmente inferiore all’attuale popolazione della sola Europa( non considerando che India e Cina sono sopra il miliardo…).

A quell’epoca, la velocità di crescita della popolazione, fino ad allora contenuta, iniziò ad esplodere. Gli esploratori scoprirono sui nuovi continenti circa 46 milioni di chilometri quadrati di terra quasi disabitata pronta per essere colonizzata dagli europei. La rivoluzione industriale del XVIII secolo incrementò il numero della popolazione e la quantità di cibo prodotta. Perfino nelle arretrate Cina e India si verificò un’esplosione demografica. Di conseguenza la popolazione mondiale raddoppiò non in un periodo di due millenni (come in precedenza), ma in meno di due secoli; da 500 milioni di persone nel 1600 si giunse a 900 milioni nel 1800. Da allora la popolazione è aumentata ad una velocità ancora maggiore. Nel 1900 raggiunse la cifra di 1,6 miliardi e nei primi settant’anni del XX secolo è arrivata a 3,6 miliardi nonostante due guerre mondiali.

Nel 1970 la popolazione mondiale stava aumentando alla velocità di 220.000 unità al giorno, ossia 70 milioni all’anno. A questa velocità la popolazione mondiale raddoppierebbe in circa trentacinque anni, e in alcune zone, come l’America Latina, anche in tempo minore. (La previsione si è rivelata esatta ed oggi infatti, nel 2015, la popolazione mondiale è di 7,2 miliardi. N.d. R.).

Attualmente gli studiosi dell’incremento demografico si stanno decisamente orientando verso la teoria di Malthus, che è sempre stata criticata fin da quando venne formulata nel 1798.Thomas Robert Malthus sosteneva, nel Saggio sul principio della popolazione, che una popolazione tende sempre a crescere con un ritmo più rapido rispetto a quello consentito dalle riserve alimentari, con il risultato inevitabile di periodiche carestie e guerre. Nonostante le sue previsioni, nell’ultimo secolo e mezzo la popolazione mondiale è aumentata rapidamente senza seri ostacoli. Ma per questo rinvio della catastrofe, dobbiamo essere grati, in larga misura, al fatto che sulla Terra esistevano ancora vaste aree utilizzabili per la produzione di cibo. Ora le nuove terre coltivabili stanno cominciando a scarseggiare. La maggior parte della popolazione mondiale è denutrita, e noi dobbiamo fare degli enormi sforzi per eliminare questo stato di denutrizione cronica. Sicuramente il mare può essere sfruttato più razionalmente, traendone una quantità maggiore di risorse alimentari. L’uso di fertilizzanti chimici deve essere introdotto ancora in vaste aree. I pesticidi, usati appropriatamente, ridurranno le perdite alimentari dovute ai danni provocati dagli insetti in quelle regioni dove non si sono ancora presi provvedimenti. Esistono anche dei modi per favorire direttamente la crescita di piante e animali. Ormoni vegetali, come la gibberellina (studiata dai biochimici giapponesi…), potrebbero accelerare la crescita delle piante, mentre piccole quantità di antibiotici, aggiunte al mangime, accelerano la crescita degli animali (forse perché distruggono i batteri intestinali che altrimenti competono per il cibo che attraversa l’intestino, e forse perché eliminano lievi ma debilitanti infezioni). Tuttavia con le nuove bocche da nutrire che si moltiplicano alla velocità attuale, saranno necessari sforzi erculei solo per mantenere la popolazione mondiale nella presente condizione, già di per sé critica, in cui 300 milioni di bambini sotto i cinque anni, in tutto il mondo, sono denutriti al punto da subire lesioni permanenti al cervello.

Perfino una risorsa così comune come l’acqua dolce inizia a scarseggiare. Attualmente il consumo mondiale di acqua dolce è di quasi 7,5 trilioni di litri al giorno; sebbene le precipitazioni, che al momento rappresentano la principale fonte di acqua dolce, siano in totale pari a 50 volte questa quantità, solo una frazione delle precipitazioni è facilmente recuperabile ed utilizzabile. Negli Stati Uniti, dove il consumo totale di acuq dolce è di circa 1300 miliardi di litri al giorno e il consumo pro capite è assai più alto rispetto alla media mondiale, in un modo o nell’altro viene consumato circa il 10% delle precipitazioni totali. Di conseguenza i laghi e i fiumi della Terra sono oggetto di maggiori contese rispetto al passato. ( Le dispute della Siria e di Israele per il Giordano, e dell’Arizona e del Colorado per il fiume Colorado, sono un esempio al riguardo.) Si scavano pozzi sempre più profondi, e in molte parti del mondo il livello della falda acquifera si sta abbassando in modo pericoloso. Tra i tentativi per conservare l’acqua dolce c’è stato l’impiego di alcool cetilico per coprire laghi e bacini idrici artificiali in regioni come Australia,Israele e Africa orientale.L’alcool cetilico forma una pellicola sottilissima sulla superficie dell’acqua, riducendone l’evaporazione senza inquinare.(Naturalmente il crescente inquinamento dell’acqua, dovuto ai liquami di fogna e agli scarichi industriali, contribuisce ulteriormente alla diminuzione della riserva di acqua dolce.)

Ma proviamo a essere il più ottimisti possibile, supponendo che non esistano limiti ragionevoli all’ingegno umano. Immaginiamo che, grazie ai miracoli della tecnologia, si riesca ad aumentare la produttività della Terra di dieci volte; supponiamo di estrarre minerali dall’oceano, di trovare pozzi zampillanti petrolio nel Sahara, carbone in Antartide, di sfruttare l’energia solare, di produrre energia con la fusione nucleare. E allora? Se la popolazione mondiale continuasse ad aumentare incontrollata con la velocità attuale, tutta la scienza e la tecnologia sarebbero inutili e noi ci troveremmo nella situazione di Sisifo. Se la popolazione mondiale continuasse a raddoppiare ogni trentacinque anni , nel 2570 risulterebbe aumentata di 100.000 volte. E’ estremamente difficile che la massa di materia vivente che la Terra può sostenere aumenti complessivamente (sebbene una specie possa sempre moltiplicarsi a spese di altre). In tal caso, nel 2570 la massa di esseri umani rappresenterebbe tutta la materia vivente, e se qualche uomo dovesse continuare a sopravvivere, sarebbe costretto al cannibalismo. Anche immaginando di produrre artificialmente sostanze alimentari, non si riuscirebbe a ottenere una produzione che tenesse il passo con l’inesorabile aumento della popolazione, la quale raddoppierebbe ogni trentacinque anni. A questa velocità, nel 2600 raggiungerebbe i 630.000 miliardi! Sul nostro pianeta ci sarebbe spazio solo stando in piedi. Se qualcuno ipotizzasse come soluzione l’emigrazione su altri pianeti, con l’attuale tasso di crescita della popolazione già nel 5000 ognuno di questi pianeti (supponendo 1000 miliardi di pianeti abitabili) sarebbe così sovraffollato da contenere solo gente in piedi. Ovviamente la specie umana non può aumentare per molto tempo alla attuale velocità. In realtà, non è semplicemente per il numero di esseri umani che l’aumento si arresterà. Non solo il numero di uomini, donne e bambini aumenta sempre più ad ogni minuto, ma in media ad ogni minuto vengono consumate più risorse terrestri non rinnovabili, più energia, e viene prodotta una maggiore quantità di sostanze di rifiuto inquinanti. Con una popolazione che raddoppia ogni trentacinque anni, il consumo energetico nel 1970 stava aumentando non di due volte ma di sette volte. L’istinto cieco di sprecare e rovinare con sempre maggiore velocità ogni anno ci sta conducendo alla rovina ancora più rapidamente del semplice aumento del numero di abitanti. Il fumo prodotto dalla combustione del carbone e del petrolio nelle case e nelle fabbriche viene liberamente immesso nell’atmosfera e lo stesso accade ai gas di scarico degli stabilimenti industriali. Centinaia di milioni di automobili emettono vapori di benzina e gas di combustione, per non parlare dell’ossido di carbonio e dei composti di piombo. Gli ossidi di zolfo e di azoto (prodotti sia direttamente sia tramite la successiva ossidazione per opera dei raggi ultravioletti della luce solare), insieme ad altre sostanze, possono corrodere i metalli, alterare i materiali da costruzione, rendere friabile la gomma, danneggiare i raccolti, provocare e peggiorare le malattie all’apparato respiratorio e, sono anche una delle cause del cancro ai polmoni. Quando, a causa delle condizioniatmosferiche, l’aria sopra una città ristagna per un certo tempo, le sostanze inquinanti si accumulano, contaminando fortemente l’aria e favorendo la formazione di smog, dall’inglese “smoke” (fumo) e “fog” (nebbia). Che venne descritto per la prima volta a Los Angeles, anche se già da tempo esisteva in molte città e ora esiste praticamente ovunque. Nelle condizioni peggiori può provocare migliaia di morti tra coloro che, per età o malattia, hanno polmoni non in grado di sopportare ulteriori sforzi.

Le riserve di acqua dolce della Terra vengono inquinate dai prodotti chimici di rifiuto e, di tanto in tanto, uno di questi diventa tristemente famoso. Così, nel 1970, si scoprì che i composti di mercurio scaricati imprudentemente nelle acque di tutto il mondo venivano ritrovati negli organismi marini in quantità pericolose. Di questo passo, invece di utilizzare l’oceano come riserva maggiore di cibo, lo stiamo inquinando completamente.

I pesticidi ad azione prolungata, usati in modo indiscriminato,vengono incorporati prima dalle piante e poi dagli animali. A causa di queste sostanze tossiche, alcuni uccelli hanno sempre maggiori difficoltà a formare gusci d’uovo normali: combattendo gli insetti si sta provocando l’estinzione del falco pellegrino. Quasi sempre un nuovo “progresso” tecnologico, introdotto frettolosamente senza la dovuta cautela solo per l’ansia di superare i propri concorrenti e di trarre maggiori profitti, è causa di seri problemi. Dopo la Seconda guerra mondiale , i detersivi sintetici hanno sostituito i saponi. Questi detersivi contengono vari fosfato che si accumulano nelle riserve d’acqua dove favoriscono lo sviluppo di microorganismi che, consumando la riserva di ossigeno delle acque, provocano la morte degli altri organismi acquatici. Queste alterazioni degli ambienti acquatici (eutrofizzazione) stanno causando un rapido invecchiamento dei grandi laghi americani e stanno accorciando la loro vita naturale di milioni di anni. Il lago Erie rischia di trasformarsi in una palude e le paludi Everglades potrebbero prosciugarsi completamente.

Le specie viventi sono totalmente interdipendenti. Ogni volta che la vita di una particolare specie viene facilitata od ostacolata, dozzine di altre specie ne risentono, talvolta in modo imprevedibile. Lo studio delle relazioni tra gli organismi viventi, ecologia, solo ora suscita attenzione, poiché in molti casi gli esseri umani, nel tentativo di ottenere dei benefici personali di breve durata, hanno talmente alterato l’ecosistema, da provocare danni duraturi…

Un altro fattore che rende il problema dell’aumento demografico ancora più grave è la distribuzione non uniforme degli esseri umani sulla superficie terrestre. Ovunque la popolazione tende ad accumularsi nelle aree metropolitane. Si calcola che la popolazione urbana della Terra raddoppi non ogni trentacinque anni, ma ogni undici anni.Nel 2005, quando la popolazione mondiale sarà raddoppiata, quella metropolitana sarà, di conseguenza, aumentata più di nove volte.

E’ un serio problema. Già stiamo assistendo a un disfacimento della struttura sociale, un disfacimento che è maggiormente concentrato proprio in quelle nazioni avanzate dove l’urbanizzazione è più evidente. In queste nazioni è più concentrato nelle metropoli, soprattutto nei loro quartieri più popolati. Non c’è dubbio che gli esseri viventi, quando si trovano stipati oltre un certo limite, manifestano molti comportamenti patologici. Questo si è rivelato vero in esperimenti di laboratorio sui ratti, e i giornali e l’esperienza personale ci dovrebbero convincere che ciò vale anche per gli esseri umani.

Ne consegue, allora, che se le tendenze attuali rimangono invariate, la struttura sociale e tecnologica del nostro pianeta crollerà entro la metà del prossimo secolo, con conseguenze incalcolabili. Gli esseri umani, im uno stato di pura follia, potrebbero addirittura giungere all’estrema catastrofe della guerra termonucleare.

Ma si manterranno le attuali tendenze? Chiaramente, modificarle richiede un enorme sforzo e presuppone un cambiamento di convinzioni radicate. Gli esseri umani, per la maggior parte della loro storia, sono vissuti in un mondo in cui la vita era breve e molti bambini morivano ancora piccoli. Se la tribù voleva conservarsi, le donne dovevano generare il maggior numero di figli possibile. La maternità eraesaltata e ogni tendenza che potesse diminuire la natalità era soffocata. Le donne venivano mantenute in una condizione di inferiorità in modo che potessero essere solo delle macchine per generare e allevare i figli. I costumi sessuali erano così controllati che venivano accettati solo quegli atti che portavano al concepimento, mentre gli altri venivano considerati perversi e peccaminosi.

Ora però viviamo in un mondo sovrappopolato. Se vogliamo evitare la catastrofe, la maternità deve diventare un privilegio concesso con parsimonia. Le nostre idee riguardo al sesso, anche in relazione al concepimento, devono cambiare. I problemi del mondo, quelli veramente seri, sono globali. I pericoli dovuti alla sovrappopolazione, all’inquinamento, all’esaurimento delle risorse, ad un’ eventuale guerra nucleare, minacciano qualsiasi nazione, e non possono esserci vere soluzioni finché tutte le nazioni non collaborano. Ciò significa che una nazione non può più seguire una propria strada, noncurante delle altre; le nazioni non possono più agire credendo che esista una “sicurezza nazionale” per cui possono trarre vantaggio da situazioni sfavorevoli per altre. In breve, è necessario un effettivo governo mondiale, confederato in maniera che le differenze culturali abbiano modo di esprimersi e che sia in grado (si spera) di garantire il rispetto dei diritti umani. I governi cominciano a comprendere l’enorme pericolo della sovrappopolazione. La pianificazione demografica comincia ad essere incoraggiata, e la Cina attualmente si sta fortemente indirizzando verso una famiglia con un solo figlio. Con l’avvento del femminismo le donne hanno compreso l’importanza di essere in una condizione paritaria in ogni aspetto della vita e sono sempre più decise a raggiungerla. Ciò è determinante perché la donna sempre più impegnata nel mondo del lavoro ha trovato altri modi per realizzarsi oltre al ruolo tradizionale di madre o di regina della casa; anche questa presa di coscienza può avere una parte importante nell’abbassamento del tasso di natalità. Le azioni per tentare un controllo della popolazione, che sembrerebbero essenziali a chiunque fosse in grado di ragionare per un momento, trovano degli oppositori. Negli stati Uniti c’è chi si oppone non solo all’aborto, ma anche all’educazione sessuale nelle scuole e all’uso di contraccettivi che renderebbero inutile l’aborto. In questa ottica l’unico sistema consentito per diminuire il tasso di natalità è l’astinenza sessuale, una soluzione su cui non tutti si troverebbero d’accordo…

Non bisogna sottovalutare l’effetto della tecnologia sempre più avanzata. La proliferazione di satelliti per telecomunicazioni potrebbe, in un prossimo futuro, permettere di collegarsi con qualsiasi persona sulla Terra. Il mondo diventerebbe così piccolo da assomigliare, come struttura sociale, ad una specie di paese (villaggio mondiale). La nuova generazione delle nazioni in via di sviluppo potrebbe crescere apprendendo i moderni metodi agricoli, l’uso appropriato di fertilizzanti e pesticidi, e le tecniche per il controllo delle nascite. Potrebbe perfino verificarsi, per la prima volta nella storia della Terra, una tendenza alla decentralizzazione…ci sarebbe meno bisogno di accentrare ogni cosa in un grande agglomerato decadente. Anche i calcolatori e i robot porterebbero un valido contributo. Chissà allora? La catastrofe sembra vere il coltello dalla parte del manico, ma la corsa alla salvezza forse non è ancora finita.

(Da: Isaac Asimov: Il libro di biologia Mondadori 1987, pag. 316-324).

Nota : il testo che avete letto è stupefacente, considerando che è stato pubblicato per la prima volta nel 1984. E’ pieno di previsioni azzeccate, come il raddoppio della popolazione del pianeta nel giro di 35 anni, o la previsione della rete di comunicazioni che avrebbe reso il mondo un villaggio globale.

L’allarme sull’uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti chimici per mantenere i tassi di crescita della popolazione erano e restano validi ancora oggi che continuiamo ad inquinare noi e il pianeta in maniera irreversibile. L’uso di ormoni, farmaci e nutrienti artificiali su piante e animali sta distruggendo i sapori e le forme viventi e, dulcis in fundo, è direttamente responsabile di nuove terribili forme infettive come il morbo della mucca pazza o malattie degenerative come il Parkinson e l’Alzhaimer, proprio come previsto da Asimov. E ci dobbiamo domandare se Asimov sia stato semplicemenente un grande scrittore di fantascienza, e non abbia previsto invece, con profondità di immaginazione e vigore d’intelletto, quello che tanti governanti, filosofi e uomini di cultura non vedevano e non vedono ancora.

 

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