Personalità elettrizzanti

Chi non ricorda le ore passate a studiare questo o quel teorema durante gli anni scolastici… I nomi degli scienziati, poi, erano sempre gli stessi… Ed in effetti ci sono alcuni scienziati (come ad esempio James C. Maxwell, Georges L. Leclerc o tanti altri) che hanno riempito il mondo di scoperte ed invenzioni, tanto che noi poveri studenti non potevamo esimerci dal maledirne i natali…

In principio lo scienziato era un tuttologo, che piano piano si è trasformato in uno “specializzato”, quindi trovare in tempi abbastanza moderni qualcuno che si sia occupato con un certo successo di cosmologia, di chimica, di fisica e di matematica colpisce certamente.

Franklin è stato sicuramente uno di questi ed ha spaziato in più di un settore, lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’umanità. Ma, come sempre, partiamo dall’inizio…

Benjamin Franklin nacque il 17 gennaio 1706 a Boston, nel Massachusetts. Suo padre, Josiah Franklin, era un mercante di candele e di sego, e sua madre, Abiah Folger, era la seconda moglie di Josiah. Il piccolo Benjamin fu il quindicesimo di diciassette figli, e fu inviato a studiare presso il clero locale, poiché era intenzione dei suoi genitori che si dedicasse alla professione di pastore. A causa dell’estrema povertà dei genitori, non poté terminare gli studi iniziati alla Boston Latin School, continuando così la sua educazione come autodidatta. Egli mostrò segni di genialità già in tenera età. Quando aveva otto anni, ideò delle pinne che lo aiutassero ad andare più veloce quando nuotava nelle acque del porto di Boston.

Ben smise di andare a scuola quando aveva dieci anni. All’età di dodici anni iniziò a lavorare come apprendista nella tipografia di suo fratello. Mentre lavorava lì, scrisse alcune poesie che suo fratello stampò e vendette. Ma il fratello di Ben lo trattava in modo duro e tirannico. Franklin attribuì il suo amore per l’indipendenza agli anni trascorsi come apprendista e la sua avversione verso il potere al comportamento del fratello.

Franklin amava leggere. Quando aveva sedici anni, cercò di risparmiare soldi per comprare più libri tanto da mangiare solo verdure pur di ridurre i costi per il cibo. Nello stesso anno scrisse i saggi “Silence Dogood”. Infelice di lavorare per il proprio fratello, Franklin partì e si trasferì a Philadelphia a soli diciassette anni. Vi giunse quasi senza un soldo. Egli essenzialmente tagliò i legami con la sua famiglia a Boston. Era una persona talmente carismatica che si guadagnò l’attenzione del governatore della Pennsylvania ed all’età di 18 anni Ben fu mandato a Londra per studiare gli ultimi sviluppi nelle tecniche di stampa. A venti anni, Franklin tornò a Philadelphia. Fondò la “American Philosophical Society” e l’anno successivo aprì la sua prima tipografia a Philadelphia.

A ventitré anni fondò il giornale “Pennsylvania Gazette Newspaper”. Questo fu il primo giornale ad avere al proprio interno vignette politiche. Franklin si sposò a ventiquattro anni e suo figlio William nacque l’anno successivo. A ventisei anni pubblicò la prima edizione del suo poi famoso “Poor Richard Almanac”. All’età di trenta anni Franklin fondò la prima caserma dei vigili del fuoco a Philadelphia. L’anno successivo diventò Direttore generale delle Poste di Philadelphia. A trentasei anni fondò l’Accademia della Pennsylvania, ora Università della Pennsylvania.

Quando aveva trentasette anni, Franklin osservò che le tempeste che si verificavano a nord-est iniziavano a sud-ovest. Pensò che fosse strano che le tempeste viaggiassero in direzione opposta ai loro venti. Dopo ulteriori osservazioni e studi sulle tempeste, predisse che il corso di una tempesta poteva essere tracciata. Scrisse le sue previsioni del tempo nel “Poor Richard Almanac”, dove tra l’altro incoraggiava il consumo di agrumi, tra cui arance, limoni, pompelmi. Coniò la frase “una mela al giorno toglie il medico di torno” e propagandò i vantaggi della frutta per aiutare a mantenere sane le gengive e la pelle.

Durante i suoi primi quaranta anni, Benjamin Franklin si dedicò principalmente alla stampa e all’editoria. Poi un giorno Nel 1746 assistette a Boston ad una conferenza sulle meraviglie e le scoperte dell’elettricità che lo entusiasmò al punto di acquistare tutta l’attrezzatura esposta; essendo abbastanza a conoscenza dei lavori e delle esperienze di Gilbert, von Guericke e Nollet, si dedicò quasi interamente agli studi sull’elettricità.

La sua scoperta più nota è quella che il fulmine non è altro che una manifestazione di elettricità, convinzione scaturita da una serie di osservazioni circa la somiglianza fra i fulmini e le scintille elettriche, nella loro forma, colore e velocità. Nel 1747 Franklin chiarì l’effetto elettrico delle punte ed iniziò le ricerche per la realizzazione di un pratico parafulmine. Nel corso dei suoi studi, nel 1752, effettuò il famoso esperimento come dimostrazione delle sue convinzioni sul fulmine. Propose quindi di installare, su torri o campanili, una gabbia metallica con pedana isolante sulla quale deve porsi l’operatore, corredata di un’asta di ferro appuntita dell’altezza di circa nove metri: in presenza di una nube temporalesca il ferro si sarebbe elettrizzato e, muovendo un filo di ferro vicino all’asta, l’operatore avrebbe provocato una corrente istantanea fra l’asta e la massa.

L’esperimento venne effettuato, con pieno successo, nel 1752 dallo scienziato francese Dalibard. Avuta la certezza della sua intuizione, Franklin inventò poi il parafulmine (il primo importante impianto di parafulmini viene installato nel 1760 sul faro di Eddystone a Plimouth). Grazie alla sua scoperta, Franklin ebbe molti riconoscimenti, ma rimase modesto e rifiutò persino di brevettare il parafulmine o tentare di trarne profitto. Per continuare il suo studio del rapporto di illuminazione e l’elettricità, il 46 anni Franklin ideò il suo esperimento aquilone famoso con l’aiuto di suo figlio di 21 anni, William.

Un giorno, durante un temporale, fece volare un aquilone nella tempesta. Non immaginava neanche che potesse essere una cosa molto pericolosa. Aveva attaccato una chiave di metallo alla fine della corda con cui teneva l’aquilone. Come la pioggia cadde e il vento soffiò, notò i peli sul cordame dell’aquilone che si drizzavano. Per sua fortuna, concluse la sua sperimentazione in quel momento, perché avrebbe potuto facilmente rimanere fulminato. Franklin sembrava solo vagamente consapevole del pericolo potenziale dell’esperimento. Gli esperimenti elettrici di Franklin lo portarono a una fama immediata e una folla si radunava spesso attorno alla sua casa, nella speranza di intravedere il “mago dell’energia elettrica.”

Nel suo quarantaseiesimo anno fondò la prima compagnia di assicurazione contro gli incendi in America. Franklin ha coniato molti dei termini elettrici che usiamo oggi, come batteria, conduttore, condensatore, carica positiva e negativa, scosse elettriche ed elettricista. Molte furono le sue invenzioni: tra queste, il parafulmine (come detto), le pinne (già teorizzate e disegnate da Leonardo da Vinci), il contachilometri, le lenti bifocali (non vedeva né da vicino, né da lontano, così trovò la soluzione per non cambiare continuamente paio d’occhiali); gli sono state attribuite anche la sedia a dondolo (anche se appare già nei quadri fiamminghi del Seicento) e l’armonica a bicchieri.

L’ora legale fu una sua invenzione pubblicata sul quotidiano francese Journal de Paris che però, all’epoca, non ebbe molto successo; fu ripresa solo nel 1907 dal costruttore inglese William Willet quando la proposta fu approvata dalla camera dei comuni di Londra dato il risparmio energetico che garantiva all’epoca. Franklin introdusse inoltre alcune migliorie tecnico-scientifiche per la pavimentazione e l’illuminazione stradale.

Fra le sue altre invenzioni è celebre la stufa Franklin, che consentiva un notevole risparmio di combustibile. Egli inventò anche la stufa in ferro, in quanto tale materiale mantiene il calore e permette una quantità di calore irradiato maggiore. Ulteriori scoperte scientifiche sono state l’introduzione del catetere in America; Franklin fu inoltre la prima persona a studiare gli effetti dei tornado, inseguendone uno a cavallo e fu il primo a introdurre nei giornali le previsioni del tempo. Studiò inoltre la natura dei gas sprigionati dai caminetti capendo che il fumo è più pesante dell’aria; fu questo che permise la realizzazione della sua stufa nota anche come caminetto Franklin insieme a Benjamin Thompson.

Come riconoscimento per le scoperte scientifiche, ricevette lauree ad honorem da varie università ed entrò a far parte della Royal Society. Nel 1749 scrisse la Proposals Relating to the Education of Youth in Pennsylvania (Proposta per l’Educazione dei Giovani in Pennsylvania) la cui pubblicazione portò alla fondazione dell’Università della Pennsylvania. I suoi studi negli anni successivi furono molto poliedrici: studiò la Corrente del Golfo e continuò il suo lavoro sui caminetti.

Ciò che ha reso i suoi successi ancora più notevoli è stato il fatto che Franklin non ha avuto istruzione formale nelle scienze. Aveva sicuramente una spiccata capacità di osservazione, un grande intelletto personale e un’immensa curiosità. Era una persona amichevole con un buon senso dell’umorismo ed aveva molti amici, tra cui molti scienziati. Dalle lettere e dalle conversazioni con questi, Franklin trasse le idee per i suoi esperimenti.

Dopo aver trascorso anni come editore di fama e scienziato di successo, Benjamin Franklin si dedicò all’attività di statista. A cinquantuno anni, Benjamin Franklin fu inviato a Londra, in Inghilterra, come delegato rappresentante della Pennsylvania. Dopo cinque anni tornò in America e dopo altri tre ritornò in Inghilterra. Durante questi viaggi in nave, Franklin, per tenersi occupato, misurò le diverse temperature in varie parti dell’Oceano Atlantico. Da queste misurazioni, fu in grado di tracciare la Corrente del Golfo nel dettaglio.

Nel 1761 Franklin assistette a Londra ad uno spettacolo eseguito su un set di bicchieri. La bellezza del suono ispirò Franklin e così si dedicò al miglioramento di tale modo di fare musica. Inventò così l’armonica di vetro che era una versione notevolmente migliorata dell’armonica a bicchieri, nella quale i bicchieri ruotavano su un manico, con le dita del suonatore ben ferme, invece di muoversi attorno allo strumento. Mozart e Beethoven erano talmente entusiasti di questo nuovo strumento musicale che ne incorporarono l’uso in molte delle loro opere famose.

Franklin fu anche un appassionato giocatore di scacchi. Giocava a scacchi già intorno al 1733, risultando così il primo giocatore di scacchi conosciuto nelle colonie americane. Il suo saggio “Morals of Chess” del dicembre 1786 è il secondo testo sugli scacchi pubblicato in America. Il saggio, che è un elogio agli scacchi e che descrive un codice di comportamento da utilizzare durante le partite, è stato ampiamente ristampato e tradotto. Un particolare episodio, riportato nella sua autobiografia, è ricollegato agli scacchi:

“Nel 1733 avevo iniziato lo studio delle lingue. Divenni in breve padrone del francese, tanto da poter leggere interi libri senza sforzo alcuno. Poi passai all’italiano. Un mio conoscente, che proprio allora vi si stava applicando, soleva spesso tentarmi a una partita a scacchi. Mi avvidi che ciò andava oltremisura a discapito del tempo che dovevo riservare allo studio e, di conseguenza, rifiutai di giocare ancora se non a questa condizione: che il vincitore di ogni partita avesse il diritto di imporre un compito, concernente parti della grammatica da mandare a memoria, o traduzioni, ecc., che il perdente doveva svolgere sul suo onore prima dell’incontro successivo. Giacché come giocatori eravamo più o meno alla pari, a forza di sconfitte imparammo entrambi quella lingua.” Franklin è stato introdotto nella U.S. Chess Hall of Fame nel 1999. Franklin suonava il violino, l’arpa e la chitarra. Compose anche della musica, particolarmente quartetti per archi in stile classico.

Quando aveva 61 anni, Franklin usò la sua influenza per fare diventare suo figlio (illegittimo), William, governatore del New Jersey. Franklin rimase poi molto deluso quando William non sostenne suo padre nella rivoluzione delle colonie. A sessantadue anni, fu inserito nell’Accademia Francese delle Scienze. Mentre era a Parigi, Franklin fu il primo a proporre l’idea dell’ora legale, sperando di fornire al mondo una maggiore opportunità di aumentare il lavoro produttivo durante la luce del giorno (più lungo nei mesi estivi).

Poi, a sessantanove anni, dopo aver trascorso anni in Francia, Franklin fu richiamato alle colonie e nominato per il Secondo Congresso Continentale. Lì, presentò gli Articoli della Confederazione degli Stati Colonie. All’età di settanta anni, nel 1776, Franklin svolse un ruolo fondamentale nella redazione e sottoscrizione della Dichiarazione di Indipendenza. Quell’anno Benjamin Franklin viaggiò con John Adams (in seguito divenuto il secondo presidente degli Stati Uniti) che appoggiò nella campagna elettorale.

Quell’anno Franklin intraprese anche una missione diplomatica segreta per la Francia. L’anno successivo, firmò un trattato di alleanza con la Francia, e l’anno successivo, fu nominato ministro per la Francia. All’età di settantasei anni, Franklin ha negoziato un trattato di pace preliminare con la Gran Bretagna con John Adams e John Jay. Tornò in Francia, e l’anno successivo firmò il Trattato di Parigi, ponendo fine alla Guerra d’indipendenza americana.

Quando era a Parigi, assistette al primo volo in mongolfiera del mondo. Franklin era molto interessato all’idea di volo, predicendo che i palloni sarebbero stati utilizzati per i voli militari e di spionaggio e per lanciare le bombe durante i combattimenti del futuro. All’età di settantanove anni, Franklin tornò di nuovo negli Stati Uniti e fu eletto presidente della Pennsylvania e membro della Convenzione costituzionale.

All’età di ottantuno anni, Franklin firmò la Costituzione degli Stati Uniti d’America. Era molto malato e spesso è stato letteralmente portato via dalle riunioni. In seguito fu eletto presidente della Società per l’abolizione della schiavitù. Il suo volto è raffigurato sui 100 dollari americani, l’unico, assieme a Alexander Hamilton, ad avere il privilegio di apparire su una banconota comune, pur non essendo stato Presidente degli Stati Uniti.

L’epitaffio sulla sua tomba dice: “qui riposa il corpo di Benjamin Franklin, stampatore. Come la copertina di un vecchio libro, privata del suo contenuto e spogliata del titolo e delle dorature, giace in pasto ai vermi. Ma la sua opera non andrà perduta, perché, come credeva il suo autore, egli comparirà di nuovo in una edizione più elegante, riveduta e corretta dall’autore”.

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