Personalità piratesche

“Non è che io nutra ripugnanza per la vita a terra. Ma la vita sul mare è più bella” (Francis Drake)

Con James Cook (1728-1779), Francis Drake è probabilmente il navigatore britannico più famoso di tutti i tempi: nel 1580 compì, infatti, la seconda circumnavigazione del mondo dopo quella di Ferdinando Magellano, attraversando il Pacifico e doppiando il famigerato Capo di Buona Speranza; negli anni successivi diresse nuove spedizioni in direzione di Panama e delle Azzorre, stabilendo nuove rotte commerciali nell’Atlantico settentrionale.

Tuttavia Drake è sempre stato maggiormente conosciuto per le straordinarie imprese piratesche condotte contro la ricca flotta di Filippo II, incluso il leggendario raid di Cadice che diede il via alla disastrosa campagna dell’Invincibile Armada. Soprannominato El Draque dagli atterriti marinai spagnoli, il comandante inglese condusse quindi una vita piuttosto avventurosa, alimentando parecchie leggende sul suo conto. Chi fu davvero Francis Drake? Un eroe o un fanfarone, coinvolto spesso in faccende poco pulite? Secondo la maggior parte degli storici egli fu entrambe le cose, e forse anche di più.

Nato a Tavistock, nel Devon, intorno al marzo 1540, Francis era l’ultimo figlio di Edmund Drake, celebre predicatore protestante della regione, e di Mary Mylwaye, imparentata alla lontana con Francis Russell, conte di Bedford, che presenziò come padrino al battesimo del neonato. Questo fatto ha suscitato parecchie illazioni nel corso dei secoli, volte a sottolineare il lignaggio nobiliare di Drake, risalente addirittura a grandi figure storiche come Sir Francis Bryan e Geoffrey Chaucer; tuttavia il navigatore sostenne sempre con amici e conoscenti di essere un semplice “uomo del popolo”, orgoglioso delle proprie modeste origini contadine. Cosa probabilmente vera, visto che il ragazzo seguì fedelmente il padre nel Kent ad appena dieci anni, dopo la drammatica rivolta contro l’introduzione del Prayer Book nel 1549. E fu proprio per sfuggire alla miseria che Francis decise successivamente di arruolarsi in marina, conducendo barconi fluviali lungo il Tamigi per diversi anni.

Nel 1563 Drake entrò infine nelle grazie del navigatore Sir John Hawkins, che lo fece partecipare alle proprie spedizioni commerciali in Africa e nei Caraibi. Non si trattò affatto di viaggi di piacere, magari conditi da qualche piccante nota di colore; anzi, i due uomini rischiarono spesso di non tornare vivi in patria, subendo numerosi attacchi da parte di pirati locali e galeoni spagnoli. Hawkins era infatti coinvolto direttamente nella tratta atlantica degli schiavi, e questo non garbava proprio al governo di Madrid, deciso a mantenere un rigido monopolio sulla “manodopera coatta” da inviare nel Nuovo Mondo. Così, nel 1568, la nave di Hawkins e Drake venne attaccata e affondata nel porto messicano di San Juan de Ulua; in quell’occasione, Francis riuscì veramente a salvarsi per il rotto della cuffia, raggiungendo a nuoto un’altra barca ancorata nella baia.

Secondo la leggenda, tale umiliazione fu all’origine del grande odio di Drake per gli Spagnoli, testimoniato dai devastanti raid condotti contro la flotta di Filippo II nei decenni seguenti. In realtà, seppur ferito nell’onore, il comandante inglese non sembrò nutrire particolari sentimenti di vendetta nei confronti dei suoi avversari iberici, pur disprezzandone stile di vita e fede religiosa. Tra il 1569 e il 1572, quindi, Drake continuò ad esercitare tranquillamente la sua attività mercantile, vendendo addirittura alcuni schiavi africani alle piantagioni spagnole dell’istmo di Panama.

Ma la straordinaria ricchezza della regione – centro nevralgico del traffico aurifero tra Spagna e Perù – era troppo invitante per un giovane marinaio inglese in cerca di fortuna: organizzata una piccola squadra navale, Drake lanciò un attacco in grande stile contro l’insediamento di Nombre de Dios, ma il tentativo fallì per la scarsità di uomini e mezzi. Francis però non rinunciò facilmente all’obiettivo, e progettò in pochi mesi un nuovo assalto alla città, stavolta da effettuarsi via terra con la collaborazione del bucaniere francese Guillaume Le Testu. L’impresa riuscì, regalando agli avidi pirati franco-britannici diverse tonnellate d’oro e d’argento, ma Le Testu venne catturato e decapitato dagli Spagnoli.

Braccato dalle truppe nemiche, Drake dovette abbandonare il bottino nella giungla, fuggendo attraverso montagne impervie e acquitrini infestati da alligatori; tuttavia, secondo le testimonianze dell’epoca, mantenne sempre il giusto sangue freddo, costruendo una rudimentale zattera per raggiungere la propria ammiraglia ancorata al largo della costa panamense. Scampato una seconda volta alla morte, Drake si vendicò affondando alcuni galeoni spagnoli durante il viaggio di ritorno in Inghilterra. Nell’agosto 1573 era di nuovo con Hawkins a Plymouth, portando in dote una discreta quantità d’oro rubato alla loro fiorente attività commerciale.

L’impresa di Panama lo rese famoso, e gli diede persino un certo credito presso Sir Henry Sidney e il conte di Essex, entrambi favoriti della regina Elisabetta I. Nel 1575 Drake ottenne infatti il comando della squadra navale a supporto del corpo di spedizione di John Norreys nell’Ulster, ma tale missione terminò nel massacro del clan MacDonnell all’isola di Rathlin, lasciando una macchia indelebile sulla successiva carriera del navigatore inglese.

Disgustato dagli eventi irlandesi, Francis decise di riscattare la propria reputazione con un’impresa eccezionale: la circumnavigazione del globo secondo la rotta originale tracciata da Magellano oltre mezzo secolo prima. La spedizione però venne anche concepita come un lunghissimo raid contro le rotte commerciali spagnole in Sud America, da effettuarsi in segreto per via del trattato di pace appena siglato tra Londra e Madrid sul continente europeo.

Con questo duplice scopo, Drake lasciò quindi il porto di Plymouth all’alba del 15 novembre 1577, ma forti tempeste al largo della Cornovaglia lo costrinsero a rientrare alla base dopo pochi giorni. Per nulla scoraggiato dall’incidente, il testardo comandante riprese la via del mare a metà dicembre, con cinque navi e oltre cento uomini di equipaggio.

Era l’inizio della fase più esaltante della sua lunga carriera di navigatore e corsaro al servizio di Sua Maestà Britannica.

Drake ricevette dalla regina Elisabetta il compito d’intraprendere una spedizione contro la Spagna lungo le coste americane del Pacifico. Egli fece vela da Plymouth, in Inghilterra, a dicembre, a bordo del Pelican, con quattro altre navi e più di 150 uomini. Dopo aver attraversato l’Atlantico, due delle navi dovettero essere abbandonate sulla costa orientale del Sud America. Le restanti tre navi partirono dirette allo stretto di Magellano, all’estremità meridionale del continente. Alcune settimane dopo esse riuscirono a entrare nel Pacifico, tuttavia violenti temporali distrussero una delle navi e costrinsero un’altra a ritornare in Inghilterra. Drake continuò con la sua nave ammiraglia, ora rinominata Golden Hind (la Cerva Dorata) in onore a Sir Christopher Hatton (dal suo stemma araldico).

L’ultima nave restante veleggiò verso nord lungo le coste sul Pacifico del Sud America, attaccando porti spagnoli come Valparaíso durante il percorso. Catturò inoltre navi spagnole nel viaggio verso nord, facendo buon uso delle loro mappe, più accurate. Nella sua ricerca del passaggio a Nord Ovest, Drake potrebbe essere giunto fino all’odierno confine tra Stati Uniti e Canada. Non essendo in grado di trovare il fantomatico passaggio per rientrare nell’Atlantico, girò indietro e si diresse a sud.

Nel 1579 la Golden Hind entrò in una insenatura (la baia di Drake) a nord dell’odierna San Francisco per riparazioni. Sbarcò nel nord della California, o forse ancora più a nord, nell’Oregon o nel Pacific Northwest (il luogo esatto è ancora dibattuto tra gli storici) e dichiarò la terra, chiamandola “Nuova Albione”, territorio della Corona Inglese. Le mappe realizzate poco dopo riportarono scritto “Nuova Albione” su tutta la frontiera a nord della Nuova Spagna.

Quando Drake rifece vela, si diresse a ovest attraverso il Pacifico e qualche mese dopo raggiunse le Molucche, un gruppo di isole nel sud ovest Pacifico (a est dell’odierna Indonesia). Fece numerose soste nel suo viaggio verso la punta dell’Africa, doppiando infine il Capo di Buona Speranza, e arrivò in Inghilterra nel settembre del 1580. Portò con sé un ricco carico di spezie e di tesori catturati agli spagnoli e fu salutato come il primo inglese a circumnavigare la Terra. Il 4 aprile 1581 Drake fu nominato cavaliere dalla regina Elisabetta a bordo della Golden Hind e divenne sindaco di Plymouth e parlamentare.

Il carico di spezie e tesori catturati agli spagnoli dimostrarono sia la ricchezza che la vulnerabilità dell’Impero spagnolo. La regina ebbe diritto alla metà del carico e il valore di quella metà era superiore alle entrate della corona di un intero anno. La regina ordinò che tutti i resoconti scritti del viaggio di Drake fossero tenuti segreti, ai suoi partecipanti fu fatto giurare il silenzio a prezzo della vita; il suo scopo era tenere le attività di Drake lontano dagli occhi della rivale Spagna.

Nel 1585 scoppiò la guerra tra la Spagna e l’Inghilterra. Drake navigò verso il nuovo mondo e saccheggiò i porti di Santo Domingo e Cartagena. Nella tratta di ritorno del viaggio catturò il fortino spagnolo di St. Augustine (Florida). Queste imprese incoraggiarono il re Filippo II di Spagna a dare ordini per pianificare una invasione dell’Inghilterra.

Effettuando un colpo preventivo, Drake diresse una flotta su Cadice, una delle principali porte d’ingresso in Spagna, occupando la città per tre giorni e distruggendo 26 navi nemiche insieme a una grande quantità di scorte. Questo attacco ritardò l’invasione spagnola di un anno.

Drake fu vice ammiraglio in capo della flotta inglese (sotto Lord Howard di Effingham) quando essi vinsero l’Armada spagnola che stava cercando di invadere l’Inghilterra nel 1588. Mentre la flotta inglese inseguiva l’Armada lungo la Manica, Drake catturò il galeone spagnolo Rosario insieme all’ammiraglio Pedro de Vales e tutto il suo equipaggio, ma con ciò causando confusione nella flotta inglese durante lo svolgimento dell’azione. Nella notte del 29 luglio, insieme a Howard, Drake organizzò le navi incendiarie che costrinsero la maggior parte dei capitani spagnoli a rompere la formazione e a far vela attraverso il passo di Calais verso il mare aperto. Il giorno seguente Drake fu presente alla battaglia di Gravelines.

Elisabetta I amava chiamare Francis Drake “il mio pirata” anche se ufficialmente definiva il suo protetto “un avventuriero indipendente il quale agisce per proprio conto”. Un atteggiamento ben chiaro, fin dall’inizio, a Drake e più volte ribadito a quest’ultimo: una sorta di accordo che racchiudeva in sé la versione ufficiale e quella privata. E così quando Drake tornò finalmente in patria con l’ingente bottino rubato alle navi spagnole, la regina non lo degnò di alcun onore. Non solo: chiamato a corte gli intimò di restituire l’oro agli spagnoli. L’udienza durò sei ore, alla fine fu ordinato che tutto il tesoro fosse registrato e inviato alla Torre di Londra per poi essere restituito ai legittimi proprietari. Una decisione che servì alla sovrana per prendere tempo. I preziosi non vennero mai restituiti e furono usati per rimpinguare le disastrate casse del Regno d’Inghilterra. Elisabetta e gli investitori ebbero la propria parte di tesoro e al corsaro inglese rimase la soddisfazione di ricevere la visita a bordo del “Golden Hind” proprio della sovrana. In presenza di una folla enorme, Elisabetta I lo fece inginocchiare davanti a lei, poi, rivolgendosi al rappresentante francese al suo seguito, ordinò di dare, a suo nome, a Francis Drake l’accollata che lo nominava cavaliere. Questo con la spada dorata che il re di Spagna le aveva donato per tagliare la testa al suo protetto. Da questo momento il corsaro diventò “Sir”.

Gli anni che seguirono videro Sir Francis Drake conquistare onore e gloria, e una disastrosa sconfitta che gli costò cinque anni di vita a terra, condotta lontano da Londra e dalla sua amata regina. Al culmine del successo, infatti, il corsaro convinse la sovrana che era arrivato il momento di assestare il colpo finale al potere spagnolo, attaccando Lisbona e le Azzorre. Ma fu ingannato dalle informazioni ricevute, secondo le quali era La Coruna il principale punto di concentramento delle forze navali iberiche. Entrato in porto, trovò una sola nave. Elisabetta riversò la colpa del fallimento della spedizione su di lui ponendo così fine alla sua carriera. Nell’inverno del 1592 il corsaro gentiluomo tornò a Londra e propose ad Hawkins (e a ogni altro disposto ad ascoltarlo) di compiere una spedizione nelle Indie Occidentali.

Finalmente, nell’estate del 1594, riuscì a ottenere di nuovo il comando di una nave per dirigersi verso San Juan de Portorico. Ad attenderlo navi spagnole cariche di oro e l’ultima sconfitta della sua vita. Sir Francis sapeva che tornare in Inghilterra senza bottino avrebbe significato distruggere definitivamente la propria reputazione. Dopo essere passato per Cartagena, teatro dei suoi trionfi giovanili, fece rotta per Nombre de Dios. Questa città doveva fungere da base per attaccare Panama ma, sbarcati, trovarono molte più truppe di quelle che si aspettavano. Sir Francis decise così di dirigersi verso il Nicaragua e l’Honduras ma i venti contrari lo costrinsero a riparare a Puerto Bello, un luogo infestato dalle zanzare che provocavano febbri malariche e che decimarono la ciurma. Drake stesso si ammalò: malaria e dissenteria. Il 25 gennaio 1596, per la prima volta nella sua vita, restò chiuso in cabina. Ma non abbandonò il comando: ordinò di allontanarsi da quella zona infetta. Durante la notte del 27, si alzò dal letto a fatica e indossò l’armatura.

Volle “morire da soldato”. Fu lasciato al riposo eterno in quel mare che aveva conosciuto da giovane e dove era voluto tornare, trovando però la disfatta.

4 pensieri su “Personalità piratesche

  1. Una vita avventurosa, certamente io (che soffro il mal di mare) non avrei mai potuto accompagnarlo lungo queste scorribande.
    Certo che, pensandoci adesso, il percorso per il giro del globo fu davvero pericoloso, un’impresa davvero unica.
    Ciao

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