Er Natale

Io m’aricordo quanno da pischello
Venivano li giorni der Natale
Mi madre se metteva su er sinale
Co ll’ova, la farina, er stennarello

Faceva li ravioli (oddio che bello!)
Ripieni de la ciccia der maiale
Che co’ mi padre, senza fasse male,
Prendebbimo ar mercato der Tufello.

Presepe, li pastori, asino e bove
Prepara, cori, scarta li regali,
Aspetta zia, che viè chissà d’indove

E pur s’a me, me paron tutti uguali
Niuna festa ddavvero s’assomija
Vivendola d’appresso alla famija!

3 thoughts on “Er Natale

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