Tiri provvidenziali

[…]

Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore

Non è mica da questi particolari

Che si giudica un giocatore

Un giocatore lo vedi dal coraggio

Dall’altruismo e dalla fantasia.

[…]

Il ragazzo si farà

Anche se ha le spalle strette

Quest’altr’anno giocherà

Con la maglia numero sette.

 

Non fosse altro che sono nato nel 1968, ogni volta che mi accingo a parlare di calcio mi viene in mente la canzone di De Gregori (appunto, la “La leva calcistica del’68”, tratto dall’album “Titanic”, 1982) … Anche perché ogni volta che si parla di calcio si finisce di parlare di calci di rigore assegnati o non assegnati dall’arbitro di turno. E se il portiere avversario te li parasse quasi tutti, i rigori che hai avuto? Sicuramente non ci staresti bene…

E non si sono sentiti bene neanche i calciatori dell’Olanda poco più di 16 anni fa, quando agli Europei del 2000 il portiere della Nazionale Italiana, Francesco Toldo, ne parò addirittura tre (niente in confronto ai quattro parati da Helmuth Duckadam, portiere dello Steaua Bucarest, nella finale di Coppa dei Campioni 1986 contro il Barcellona, ma quella è un’altra storia).

Per la fase finale di quegli Europei, il commissario tecnico azzurro Dino Zoff convocò ventidue calciatori. Dopo la forzata rinuncia al bomber Christian Vieri, il selezionatore friulano si vide costretto ad un altro cambio: al posto del portiere Gianluigi Buffon, infortunatosi alla mano nell’ultima amichevole dell’Italia disputata con la Norvegia ad Oslo, chiamò il milanista Christian Abbiati, fresco dell’alloro continentale conquistato in Slovacchia con l’Under 21 di Marco Tardelli.

Una delle migliori Nazionali dei tempi moderni, anche se io ho sempre preferito quella di Vicini del biennio 88-90, perché c’era un certo Roberto Baggio in attacco… Ma neanche questa era male: in difesa c’erano Maldini, Cannavaro e Nesta nel pieno della loro carriera; a centrocampo c’erano giocatori molto forti dal punto di vista fisico come Luigi di Biagio e Antonio Conte e altri molto tecnici come Demetrio Albertini e Stefano Fiore; in attacco, c’erano Francesco Totti, Filippo Inzaghi, Vincenzo Montella e Alessandro del Piero, tutti con meno di trent’anni. Per tutto il torneo, il portiere titolare rimase Francesco Toldo, storico secondo portiere dell’Italia (in nazionale, fu spesso chiuso prima da Angelo Peruzzi e quindi da Buffon).

Gli azzurri erano nel girone con la Turchia, il Belgio padrone di casa e la Svezia. Pronti via e fu subito una vittoria per 2-1 contro i turchi allenati da Mustafa Denizli. A segno Conte e Inzaghi per l’Italia e Okan per la Turchia. Tutto facile nel secondo match contro il Belgio padrone di casa, battuto a Bruxelles per 2-0 grazie alle reti in apertura di Totti e di Fiore nel secondo tempo. Pur avendo la certezza di passare il turno, la squadra di Zoff superò 2-1 la Svezia grazie alle reti di Di Biagio e Del Piero.

Ai quarti di finale, forti del primo posto nel girone, l’Italia trovò e sconfisse la Romania con un secco 2-0 grazie alle reti di Totti e Inzaghi. In semifinale, ad Amsterdam, l’Italia trovò l’Olanda in uno stadio completamente orange.

Anche l’Olanda aveva una squadra fortissima, probabilmente più forte di quella italiana: in porta c’era Edwin van der Sar, leggendario portiere del Manchester United ora alla Juventus; in difesa c’erano Jaap Stam del Manchester United e lo storico capitano Frank de Boer (sì, proprio lui, l’ex allenatore dell’Inter). A centrocampo giocavano invece Edgar Davids della Juventus, Philip Cocu del Barcellona e Marc Overmars dell’Arsenal. Clarence Seedorf faceva la riserva, per dire. Davanti, giocavano Dennis Bergkamp dell’Arsenal, Patrick Kluivert – ex bidone del Milan, poi diventato storico attaccante del Barcellona – e Roy Makaay, all’epoca uno dei più forti centravanti in Europa (in quegli anni segnò quasi cento gol in quattro stagioni col Deportivo La Coruña). L’Olanda passò facilmente il girone (battendo anche in rimonta la Francia campione del Mondo in carica) e nei quarti di finale distrusse per 6-1 la Jugoslavia.

Contro l’Italia l’Olanda partì fortissimo, prendendo un palo dopo pochi minuti con Bergkamp. Poi, al 34’, la partita dell’Italia diventò ancora più complicata: Gianluca Zambrotta si fece espellere per doppia ammonizione. Poco dopo, al 38’ del primo tempo, Cannavaro fece un fallo ingenuo in area: rigore. Tirò Frank de Boer, capitano e rigorista: De Boer prese una rincorsa corta, calciò di sinistro, non molto forte, basso. Toldo si buttò dalla parte giusta, sulla sua sinistra. Le sue mani finirono sulla palla, quelle dell’olandese fra i capelli.

L’Olanda continuò ad attaccare, arrivando più volte molto vicina a segnare. Al 62’, Iuliano entrò in scivolata in area sul suo compagno di squadra Edgar Davids. Secondo rigore. Il pallone lo prese Patrick Kluivert, che nel corso degli Europei aveva già segnato cinque gol. Kluivert, in una sera in cui Alessandro Nesta lo ricondusse alle (velleitarie) dimensioni del suo periodo italiano, prese una rincorsa centrale. Tirò forte e basso. Questa volta, Toldo andò dalla parte sbagliata, alla sua sinistra. Ma la palla finì contro la base del palo. Ancora 0-0.

Zoff allora provò a mescolare un po’ le carte, costringendo Rijkaard a modificare a sua volta l’assetto della squadra. Al 67′ il ct italiano provò a dare consistenza all’attacco mettendo dentro Delvecchio per Inzaghi. Poco più tardi sostituì lo stanco Albertini con Pessotto (e dall’altra parte Rjikard gli rispose sostituendo Zenden con Van Vossen). Infine, all’81’, l’ultimo azzardo: Totti per uno spento Stefano Fiore, mossa alla quale l’Olanda rispose buttando dentro Seedorf per Bergkamp.

Totti partiva da sinistra e la sua freschezza creò non pochi grattacapi agli orange. L’Olanda, ormai priva di Bergkamp e Zenden, perse i riferimenti offensivi. E infatti l’ultima occasione dei tempi regolamentari fu per Marco Delvecchio, che a tempo scaduto tirò fra le mani di Van Der Sar.

La partita a poker continuò nei supplementari, quando Rijkaard spostò Overmars a cercare spazi sulla sinistra e fece entrare Winter al posto di Cocu. Ma ormai era questione di nervi e muscoli. La palla della vittoria se la trovò fra i piedi Delvecchio al 10′: il lancio di Maldini lo mise solo davanti a Van Der Sar, che riuscì a toccare con la punta del piede. L’Olanda andò invece vicina al match point (esisteva la regola del Golden Goal, che l’Italia subirà proprio in quel torneo nella partita finale contro la Francia) con Kluivert al 2′ del secondo supplementare e con Seedorf al 24′. Entrambi però furono imprecisi.

La resistenza azzurra, alla fine, pagò. Gli olandesi costretti ai rigori. Rigori che però erano la maledizione della nazionale. Europei ‘80 e Mondiali ’90, ‘94 e ’98 (come ho raccontato in Tiri fatali) ci avevano sempre visto soccombere dagli 11 metri.

A tirare per prima è l’Italia ed è Zoff a decidere la sequenza. Il primo rigore lo batterà Luigi Di Biagio. L’ultima volta che gli era capitato, in un’occasione simile, era due anni prima: Mondiali, Parigi, quarti di finale contro la Francia, traversa, Italia eliminata.

Di Biagio fece quattro passi, e la mandò nell’angolo alto, sulla destra di Edwin Van der Sar, che si era buttato dall’altra parte e comunque non ci sarebbe mai arrivato.

Per l’Olanda toccò ancora Frank de Boer. Stessa rincorsa, tiro ancora peggiore: centrale, Toldo lo respinse col corpo. Forse non è un record negativo, quello del gemello De Boer, ma certo scelse il giorno peggiore per provare a stabilirlo. Per la cronaca, il record era di Martin Palermo. La stella del Boca Juniors e dell’Albiceleste riuscì nell’impresa di sbagliare ben 3 rigori durante un Colombia-Argentina valido per la Coppa America 1999, partita che poi terminò 3-0 per i colombiani.

Il secondo della serie per gli azzurri lo tirò Gianluca Pessotto. Tre passi, palla bassa nell’angolo alla sinistra del compagno di club Van der Sar, che scelse la parte sbagliata. Per l’Olanda toccava a Jaap Stam, difensore roccioso che Filippo Inzaghi, finché era stato in campo, non era riuscito a superare in velocità neppure una volta. Fu l’unico a prendere una vera rincorsa e sparò una botta che finì dalle parti del secondo anello.

Totti, partito in panchina, prese il pallone tra le mani e come aveva preannunciato al compagno Gigi Di Biagio mentre erano ancora nel cerchio di centrocampo, “Mo je faccio er Cucchiaio”. Da quel giorno, uno dei più incredibili della storia della Nazionale, il Cucchiaio è diventato il copyright di Francesco Totti. Un gesto a metà strada tra il coraggio e l’incoscienza. A insegnargli questa tecnica era stato Rudi Völler alla Roma. “Se avessi sbagliato, non sarei più uscito di casa” confessò il Pupone all’indomani del rischioso gesto. Prima del numero 10 giallorosso solo il ceco Antonìn Panenka era stato così coraggioso da calciare un cucchiaio agli Europei, nella finale del 20 giugno 1976 contro la Germania Ovest. Dopo Totti è stato il turno di Zidane, Pirlo e altri. Non a tutti, però, è andata bene: vero, Pellè?

Torniamo al 2000. Per gli arancioni si fece avanti Kluivert. Questa volta ci beccò, a mezza altezza, sulla sinistra di Toldo. Ma era tardi, troppo tardi. Il capitano Paolo Maldini calciò col sinistro. Abbastanza male perché Van der Sar riuscì a parare il primo rigore della sua carriera. Ma, ancora una volta, per l’Olanda era tardi, troppo tardi. Perché Paul Bosvelt avrebbe dovuto segnare, sperare che Alessandro Del Piero sbagliasse e che Marc Overmars mettesse dentro il suo.

Ma Bosvelt evitò il prolungamento dell’agonia: tirò sulla destra di Toldo, che puntò sulla parte giusta e prese il pallone tra le sue mani.

Il tabellino

Amsterdam Arena – Giovedì 29 giugno 2000

ITALIA-OLANDA 0-0; 3-1 d.c.r.

Reti: –

Sequenza Rigori: 1-0 Di Biagio; 1-0 F. de Boer; 2-0 Pessotto; 2-0 Stam; 3-0 Totti; 3-1 Kluivert; 3-1 Maldini; 3-1 Bosvelt

Italia: Toldo, Cannavaro, Nesta, Iuliano, Maldini, Zambrotta, Albertini (32′ st Pessotto), Di Biagio, Fiore (37′ st Totti), Del Piero, Inzaghi (22′ st Delvecchio). Allenatore: Zoff.

Olanda: Van Der Sar, Bosvelt, Stam, F.De Boer, Van Bronckhorst, Cocu (5′ pts Winter), Davids, Overmars, Bergkamp (41′ st Seedorf), Zenden (32′ st Van Vassen), Kluivert   Allenatore: Rijkaard.

Arbitro: Merk (Ger)

7 thoughts on “Tiri provvidenziali

  1. Me la ricordo perfettamente, una partita memorabile, come spesso (per fortuna) la nostra nazionale ci ha abituato. Ero troppo piccolo per ITA-GER 4-3, devo dire che ITA-OLA è una delle partite più palpitanti della nazionale da quando la seguo.

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