Louis Prima

C’è stato un periodo in cui gli italoamericani dominavano il mondo della musica. Cantanti come Dino Paul Crocetti (Dean Martin), Francis Albert (Frank) Sinatra, Pierino Ronald (Perry) Como e Anthony Dominick Benedetto (Tony Bennett) erano i più famosi e popolari, imponendo uno stile particolare: erano chiamati “crooner”, stile di canto nato negli Stati Uniti dopo l’avvento del microfono. La tradizione canora precedente imponeva al cantante un’impostazione di voce stentorea e squillante, tale che il canto potesse giungere in modo chiaro fino alle ultime file dei teatri; l’utilizzo del microfono rese meno indispensabile la potenza vocale e permise al cantante l’utilizzo di una tecnica “sussurrata”.

Il crooning, quindi, non è un genere musicale specifico, ma piuttosto uno stile e una tecnica di canto che si fonde col jazz e con un certo tipo di musica ballabile. Non solo: quei cantanti, molto furbescamente, strizzavano l’occhio alla massa di emigranti italiani negli Stati Uniti e a volte cantavano canzoni mescolando inglese, slang, dialetti del Sud Italia e italiano.

Chi non conosce i versi “When the moon hits your eye/ Like a big pizza pie/ That’s amore”? Le canzoni come “That’s amore” cantata da Dean Martin e scritta da Salvatore Antonio Guaragna, alias Harry Warren, autore tra le altre di “Chattanooga Choo Choo” e “At last”, avevano un duplice obiettivo: erano intanto una dichiarazione d’affetto per l’Italia e per le sue tradizioni come la pizza e la tarantella (che da un lato contribuivano a consolidare stereotipi sugli italiani e l’Italia nella visione dell’americano medio ma anche del prototipo dell’italo-americano nell’immaginario collettivo). Dall’altro raccontavano quella mescolanza linguistica, affettiva, sociale di cui vivevano gli immigrati, a metà strada tra due mondi, più ricchi di chi è soltanto italiano o solo americano perché dotati di una duplice eredità culturale.

Il vero maestro di quella generazione fu però un altro.

Uomo di spettacolo instancabile e talento musicale sottovalutato, Louis Prima era una sorta di uragano in scena. Anche se etichettato come cantante (e trombettista) swing, spaziava anche nel jazz di New Orleans, nel boogie-woogie, nel jump blues, nell’R&B, nel rock & roll e, occasionalmente, nella tarantella. In realtà, il suo atteggiamento con cui rifiutava di prendere sul serio la musica, gli creò non pochi problemi con la critica del tempo, che lo liquidò come “intrattenitore”, anche se era un cantante molto capace.

Nato a New Orleans il 7 dicembre del 1911 da emigrati italiani, prese lezioni di violino ma ben presto passò alla tromba, pur di andare in tour (anche se come riserva) con la band del fratello maggiore. In un paio d’anni diventò solista ed iniziò, ispirato da Louis Armstrong e da King Oliver, a suonare nei teatri di New Orleans.

Ma i teatri non erano proprio i luoghi più adatti per suonare il jazz, così all’inizio degli anni ’30 emigrò a New York. Lì provò a fondare bande jazz, finché con il gruppo Dixieland “New Orleans Gang” riuscì ad avere un discreto successo. Il gruppo era formato da elementi senz’altro validi, come il clarinettista Pee Wee Russell, il pianista Claude Thornhill, il chitarrista George Van Eps, il sassofonista Eddie Miller e il trombonista George Brunies.

Nel 1937 il suo primo successo: “Sing, Sing, Sing”, poi eseguito da Benny Goodman in una famosa versione alla Carnegie Hall; ad oggi è il brano swing più suonato nel mondo.

Sciolse la band e ne formò un’altra, denominata “Louis Prima and His Gleeby Rhythm Orchestra”, che iniziò ad avere un discreto successo negli anni successivi, soprattutto con canzoni come “Angelina”, “Felicia No Capicia,” “Bacciagaloop (Makes Love on the Stoop),” “Please No Squeeza Da Banana,” e “Josephina, Please No Leana on the Bell”.

Nel 1948, Louis assunse una vocalist sedicenne, di Norfolk, Virginia, di nome Dorothy Jacqueline Keely. Intanto le cambiò il nome in Keely Smith, poi iniziò a duettare con lei, che era proprio il suo opposto in quanto a presenza scenica, tanto da sembrare quasi fuori posto, con le mani conserte davanti al corpo, i capelli corti, alla Betty Boop, e gli occhi da cerbiatto impaurito. Ma come per incanto, quando avvicinava la bocca al microfono, si capiva che il suo posto era proprio lì, sul palco.

La coppia si sposò il 13 luglio 1953, e Keely, di vent’anni più giovane di Louis, ne divenne la quarta moglie, avendo con lui due figlie, Toni e Luanne.

Alla fine del 1954 era un po’ in difficoltà nel trovare serate, ma grazie ad un amico trovò lavoro all’Hotel Sahara di Las Vegas. Poiché nel frattempo aveva sciolto la big band, doveva trovare qualcuno che lo accompagnasse: reclutò il sassofonista Sam Butera, che suonava al “500 Club”, locale del fratello di Louis Prima, incaricandolo di creare una band e raggiungerlo a Las Vegas.

Il nuovo gruppo debuttò il giorno di Santo Stefano del 1956 e poiché non avevano un nome, Louis disse a Butera di improvvisare. Butera salì sullo stage per annunciare i due cantanti Louis e Kelly e il gruppo, dicendo: “Ecco a voi Louis Prima, Keely Smith e The Witnesses”. Il nome rimase, tant’è vero che Butera fu il leader dei “testimoni” (witnesses, appunto), per quasi vent’anni.

Tutti insieme, riuscirono a creare uno show dal vivo tra i più coinvolgenti. Nel 1954 incisero il medley “Just a Gigolo/I Ain’t Got Nobody”. “Just a Gigolo” è la cover della canzone italo-tedesca “Schöner Gigolo”, scritta nel 1929 da Nello Casucci (musica, italiano) e Julius Brammer (parole, tedesco). La canzone divenne globalmente nota quando Irving Caesar, autore tra le altre di “Animal Crackers in My Soup”, brano cantato da Shirley Temple nel film “Riccioli d’oro” e di “Tea for Two”, la adattò in lingua inglese col titolo di “Just a Gigolo”.

Lo show, pubblicizzato come “The Wildest Show in Las Vegas”, divenne residente, con fino a cinque repliche a sera e anche se rivolto ad un pubblico “anziano”, proprio per il mix che si era creato sul palcoscenico riuscì a coinvolgere tutte le fasce di età.

Nel 1956, Prima e il suo gruppo firmarono per la nota casa produttrice “Capitol Records”, che tra gli altri ha prodotto o produce The Beatles, Paul McCartney, Mary J. Blige, the Beach Boys, Beastie Boys, Neil Diamond, Eagles, Katy Perry, Brian Wilson, Beck, Avenged Sevenfold, 5 Seconds of Summer, Don Henley, Sam Smith e Emeli Sandé.

In quel periodo il gruppo produsse un bel po’ di successi, tra cui “Just a Gigolo/I Ain’t Got Nobody”, “Jump, Jive an’ Wail”, “Buona Sera”, “Oh Marie” e “The Lip”. Nel 1958 Louis e Keely vinsero il Grammy per la loro versione di “That Old Black Magic”.

Ma mentre sul palco la loro coppia diventava sempre più forte, nella vita ci fu un allontanamento. All’inizio del ’61 ci furono un po’ di cambiamenti, la casa discografica e il locale, passando dalla “Capitol” alla “Dot” e dal “Sahara Hotel” al “Desert Inn”, che portarono un bel po’ di soldi nelle casse della coppia; ma a fine anno qualcosa si ruppe: il loro matrimonio.

Nel 1962 trovò un’altra voce femminile, Gia Maione, di trent’anni più giovane di lui, che l’anno dopo divenne la sua quinta moglie. Ma l’alchimia e il successo di un tempo non tornarono più.

Nel 1967 diede la sua voce al personaggio di King Louie (Re Luigi) nella versione originale del film Il libro della giungla di Walt Disney. La canzone “I Wanna Be Like You”, tratta dalla colonna sonora del film, fu un grande successo.

All’inizio degli anni settanta Louis Prima ritornò a vivere a New Orleans e a suonarvi con Butera. Nel 1975, in seguito ad un intervento per l’asportazione di un tumore al cervello, entrò in coma, da cui non si risvegliò più. Morì tre anni più tardi, il 24 agosto. L’epitaffio sulla sua tomba è una citazione da Just a gigolo, una delle sue canzoni più famose:

When the end comes I know They’ll say Just a gigolo As life goes on without me”

“Quando arriverà la fine, lo so, diranno è solo un gigolò, mentre la vita va avanti senza di me”

Alcuni dei suoi brani hanno rilanciato carriere, come quella dell’ex Van Halen, il cantante David Lee Roth, che ha segnato il colpo più ricordato del suo periodo solista con una versione di “Just a Gigolo/I Ain’t Got Nobody” nel 1985; nel 1998 una sua versione di “Jump, Jive an’ Wail” è stata utilizzata per uno spot dell’azienda Gap (pantaloni) portando la sua musica anche alle nuove generazioni.

Qualche giorno fa, tre “comedians” italiani, Virginia Raffaele, Claudio Gregori e Pasquale Petrolo, questi ultimi meglio noti come “Lillo e Greg”, hanno proposto un medley di due canzoni di Louis, la bellissima “Angelina” e la divertentissima “Zooma Zooma”. E se trovate la canzone sul web, un consiglio, ascoltatela.

“I eat antipasta twice

just because she is so nice

Angelina

Angelina

the waitress at the pizzeria

I eat zuppa and minestrone

just to be with her alone

Angelina

Angelina

the waitress at the pizzeria

Ti voglio bene

Angelina I adore you

Ti voglio bene

Angelina I live for you

E un passione

You have set my heart on fire

But Angelina

never listens to my song

I eat antipasta twice

just because she is so nice

Angelina

Angelina

the waitress at the pizzeria

If she’ll be a my cara mia

then I’ll join in matrimony

with a girl who serves spumoni

and Angelina will be mine

C’e’ la luna ‘n mezzo ‘u mare

Mamma mia me maritari

Figghia mia a cu te dari?

Mamma mia pensaci tu

Si ci dugnu li musicanti

iddu va, iddu veni

sempre lu strumento ne manu teni

Si ci pigghia ‘a fantasia

lu strumento a figghia mia

O mamma, zooma zooma baccala

O mamma, zooma zooma baccala

o mamma, zooma zooma baccala

zooma zooma zooma zooma

zooma baccala

C’e’ la luna ‘n mezzo ‘u mare

Mamma mia me maritari

Figghia mia a cu te dari?

Mamma mia pensaci tu

Si ci dugnu pisciaiolu

iddu va, iddu veni

sempre baccala ne manu teni

Si ci pigghia ‘a fantasia

baccala a figghia mia

O mamma…”

2 pensieri su “Louis Prima

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