Feriae Augusti

Come ho raccontato in “Si fa presto a dire cipolla”, da ragazzino ero spesso a Roccaforzata, in provincia di Taranto. Lì si festeggiava, il giovedì dopo Pasqua, la “Madonna della Camera”, con processione annessa. Un’altra tradizione che ricordo era del 15 agosto, ma non lì, bensì nel luogo in cui eravamo spesso in villeggiatura, cioè Santa Maria di Castellabate, un paese di circa 4.000 abitanti in provincia di Salerno. Lì veniva festeggiata la patrona del luogo, cioè la Madonna, nella sua denominazione locale di “Santa Maria a Mare”, il cui santuario si trova nella vicina Castellabate (località in cui sono stati girati i film “Benvenuti al Nord” e “Benvenuti al Sud”, con Claudio Bisio e Alessandro Siani).

La scelta di dedicare il tempio di culto a S.Maria a Mare è dovuta al fatto che a quel tempo tra la gente del posto vi erano numerose famiglie giunte da Maiori con l’emigrazione del XVIII secolo che portò molti pescatori amalfitani nel territorio di Castellabate. Questi ultimi, molto legati alle loro tradizioni ed origini, portarono con sé la devozione per Santa Maria a Mare, alla quale intitolarono anche la chiesa del loro paese natale.

Ma a proposito, da dove nasce il ferragosto? Facciamo un passo indietro e come sempre, vediamo l’origine di questa festività.

Ferragosto si festeggia solo in Italia, e ricorre il 15 agosto, ed oggi è dedicata all’Assunzione di Maria Vergine, ma pochi sanno che la ricorrenza è pagana. Nel 18 a.C., infatti, Ottaviano fu proclamato Augusto, quindi venerabile e sacro, dal Senato. In questa occasione l’imperatore dichiarò tutto il mese di agosto Feriae Augusti, le vacanze di Augusto, visto che questo includeva molte feste religiose, la più importante delle quali era la festa di Diana, che cadeva il 13. Il termine Augusto derivava dalla denominazione della Grande Madre siriana Atargatis, detta “l’Augusta”, cioè la più grande, la più sacra, la Dea con la corona turrita che si ergeva in piedi poggiando su due leoni.

Sembra che nel 21 a.C. le Feriae Augusti mutarono nome in Feriae Augustales, riunendo in un unico festeggiamento tutte le feste del mese. Da allora i raccolti sarebbero stati dedicati all’imperatore quale garante degli approvvigionamenti, non solo dei romani in genere, ma dei poveri che ricevevano gratis il grano e l’olio.

Le feste poste tra il 15 e il 21 agosto si celebravano in Roma in onore del Dio arcaico Consus, Dio delle messi, protettore dei raccolti e quindi dei granai e degli approvvigionamenti. Come divinità della terra, ad esso era consacrato un tempio ipogeo, sotterraneo, dell’VIII sec. a.C., in cui si lasciava entrare la luce solo in questo periodo e nei Consualia di dicembre, quando ricorreva di nuovo la sua festa.

In quella occasione avvenne il ratto delle donne sabine, e sin dai tempi di Romolo si festeggiava anche quell’evento, forse perché Roma aveva assunto delle vergini (questo è però meno credibile), più probabilmente perché il costume delle sabine era molto più libero di quello delle romane, tanto è vero che per accettare la pace scrissero delle leggi a cui i romani dovevano sottostare se volevano che esse restassero in territorio romano. Il trattato diceva che i romani avrebbero dovuto avere un comportamento rispettoso e ossequioso nei confronti delle sabine, tipo non far portare loro pesi, cedere loro il passo, non insultarle e così via.

Ma la Dea Opi, anche detta Ops o Openconsiva era in realtà l’antica Dea Madre Consiva, Dea primigenia e sabina, introdotta a Roma da Tito Tazio. La Dea era collegata alla natura e fece un figlio senza avere marito e rimanendo Vergine (come tutte le Dee Madri), poi la Dea sposò il figlio e regnò con lui, e anche questa era la prassi che proseguiva con la morte e rinascita annuale del figlio in quanto vegetazione che discendeva dalla madre e a lei ritornava.

Successivamente da divinità italica divenne romana, però associata nel culto a Saturno e a Conso, di cui era sposa, ma il Dio usurpò il suo posto, diventando la principale divinità della natura e delle messi.

Tuttavia il culto della Dea si protrasse e alla sua protezione venne affidato il grano mietuto e riposto nei granai. Le furono dedicati due santuari, uno sul Campidoglio e l’altro nel Foro, e in suo onore si celebravano le feste tradizionali degli Opiconsivia il 25 agosto.

A Roma Ops aveva inoltre un sacrario nella Regia, vicino alla casa delle Vestali ed alla domus publica nel Foro romano; vi potevano accedere solamente il pontefice massimo e le Vestali. Secondo una tradizione riportata da Macrobio proprio in Ops Consiva, ma la questione era controversa, poteva essere riconosciuta la divinità tutelare segreta di Roma. Doveva restare segreta per impedire che i nemici potessero evocarla e farle abbandonare la città da lei protetta.

Come dicevo, a Roma in agosto si concentravano molte feste con relative celebrazioni, di cui la più importante era quella di Diana sull’Aventino. Diana era una Dea importantissima e molto seguita, ma non tanto nell’Urbe quanto nelle campagne di tutto il suolo italico.

Nelle campagne Diana imperava come Dea dei campi coltivati e dei boschi, nonché delle erbe selvatiche non solo mangerecce ma salutari, per cui veniva adorata anche come Dea della salute, per le erbe e le sorgenti tra cui le acque curative, ma soprattutto come Dea Maga. Ne seppe qualcosa la chiesa che vide il suo culto protrarsi per oltre 1000 anni dalla proibizione dei culti pagani, per questo condannò al rogo le streghe, perché i segreti della cura delle erbe e della magia facevano capo a Diana e venivano trasmessi in linea femminile da madre a figlia.

Prova ne sia che Paracelso, quando nel XVI sec. volle riscoprire la medicina, ormai distrutta dalla religione cristiana che aveva abolito scuole e sapere, andò per le campagne a chiedere alle donne, che gli rivelarono, almeno in parte, erbe e magie. Paracelso riconobbe la sapienza di alcune figure femminili che furono basilari per la sua conoscenza medica e non solo. Per lui la donna era la matrix (matrice), nel visibile e invisibile mondo, che nasconde in sé il segreto della natura. Mentre secondo la tradizione, a partire da Ippocrate, e pure per i greci, la donna è solo il recipiente che raccoglie il seme, per Paracelso il sentimento della donna incinta è decisivo per l’aspetto animico del figlio.

Nella festa di Diana Aventina il mondo guariva dai malanimi e dalle ingiustizie, cosicché servi e padroni si recavano insieme al tempio sull’Aventino e poi nei boschi per un sano picnic ante litteram. Ragion per cui questa fu la divinità più da temere per i cristiani, perché era la Dea dei pagus, cioè dei villaggi, e il paganesimo fu molto più duro da estirpare che non la religione ufficiale romana delle città.

Ma vediamo quali erano i giorni di festa del mese di agosto:

  • 1 agosto – – TEMPLUM MARTIS ULTORIS, festa dedicata a Mars Ultor, il cui tempio era nel Forum Augusti, costruito da Augusto dopo la battaglia di Filippi.
  • 1 agosto – TEMPLUM SPEI, in onore della Dea Spes, la Speranza. Anniversario della dedicatio del tempio.
  • 5 agosto – TEMPLUM SALUTIS, in onore di Salus, Dea della salute e della prosperità privata e pubblica. Nel 311 a.C. C. Iunius Bubulcus aveva promesso alla Dea un tempio sul colle   Quirinalis.
  • 9 agosto – TEMPLUM SOLIS INDIGETIS, prima festa in onore del Dio Sol Indiges.
  • 12 agosto – LYCHNAPSIA, in onore della Dea egizia Iside.
  • 12 agosto – TEMPLUM VENERIS VICTRICIS in onore di Venus Victrix, Venere Vittoriosa.
  • 12 agosto – TEMPLUM HERCULIS INVICTI in onore di Hercules Invictus.
  • 12 agosto – TEMPLUM HERMETIS INVICTI in onore di Hermes Invictus, Ermete che dona la vittoria.
  • 12 agosto – TEMPLUM HONORIS, VIRTUTIS, FELICITATI in onore degli Dei Honor, Virtus et Felicitas, (Onore, Virtù e Felicità).
  • 13 agosto – Festa di DIANA AVENTINA (ne parliamo più avanti).
  • 13 agosto – I VERTUMNALIA, dedicati al dio Vortumno (Vertumnus o Vortumnus), Dio già etrusco delle stagioni, colui che faceva maturare i frutti.
  • 13 agosto – HERCULES VICTOR per l’anniversario del tempio dedicato al dio Ercole Vittorioso (Hercules Victor).
  • 13 agosto – FLORALIA, per l’anniversario del tempio dedicato alla Dea Flora.
  • 13 agosto – CASTOR ET POLLUX, per l’anniversario del tempio dedicato a Castore e Polluce. I “Dioscuri” che decisero le sorti della battaglia del Lago Regillo (496 a.C.) annunciandone la vittoria contro i Latini nel Foro.
  • 17 agosto – i PORTUNALIA, con la quale si festeggiava Portuno (Portunus o Portumnus), Dio dei porti e delle porte, contemporaneamente a Giano (Ianus), il Dio bifronte che guardava al passato e al futuro.
  • 19 e 20 agosto – i VINALIA RUSTICA, festa del vino in onore di Giove (Iuppiter), dove si richiedeva la protezione dell’uva in via di maturazione.
  • 19 agosto – VENUS, per l’anniversario del tempio dedicato alla Dea Venere.
  • 21 agosto – CONSUALIA, dedicate a Conso (Consus), Dio dei raccolti.
  • 23 agosto – i VOLCANALIA, dedicati a Vulcano (Vulcanus), Dio del fuoco, fabbricante di armi e fulmini.
  • 24 agosto – MUNDUS PATENS, la prima festa degli Dei inferi. Nel comitium esisteva una apertura che metteva in comunicazione con il mondo infernale. L’apertura era chiusa dal lapis manalis. Tre volte l’anno il lapis veniva sollevato.
  • 25 agosto – OPICONSIVIA, per festeggiare la dea Opis Consiva, dove Opis era una antica dea romana protettrice dell’abbondanza e dell’agricoltura, alla quale veniva dato l’attributo Consiva che significa “che semina, che pianta”, alla sua protezione era affidato il grano mietuto e riposto nei granai.
  • 27 agosto – i VOLTURNALIA, in onore del dio Volturno (in latino Vulturnus), padre della ninfa Giuturna (Iuturna), patrona della sorgente che alimentava il “lacus Iuturnae”, nel Foro.
  • 28 agosto – TEMPLUM SOLIS ET LUNAE IN CIRCO MAXIMO, per la dedicatio del Tempio del Sole e della Luna.
  • 28 agosto – le VICTORIAE, festa della Dea Vittoria, la Nike greca.
  • 30 agosto – MUNDUS PATENS, in onore dei defunti.

Oltre a questi templi tutti aperti per le Feriae Auguste, il sacerdote del Dio Quirino offriva un sacrificio su un altare nel tempio ipogeo che si trovava sotto al Circo massimo. Naturalmente per tutto il mese non si lavorava e spesso invece si banchettava davanti ai templi a spese dello stato.

Così Cesare Augusto donò al popolo romano un mese di ferie; ad agosto il lavoro dei campi era finito, per cui andava bene ai contadini, e a Roma erano quasi tutti giorni di festa e con quello dell’incoronazione di Ottaviano facevano 26 giorni non lavorativi, tanto valeva dichiarare festa per tutto il mese, e così fece Ottaviano, tra il plauso popolare.

Come si è arrivati a festeggiare l’Assunta il 15 agosto?

Maria, madre di Dio, non è stata molto ricordata nei Vangeli: sparisce con la discesa dello Spirito Santo, ma nei vangeli apocrifi si parla di lei con il Transito della Beata Vergine Maria attribuito a Giuseppe d’Arimatea e nel VI secolo la Dormizione della Santa Madre ad opera di S. Giovanni il Teologo.

Il culto dell’Assunzione incomincia a diffondersi soltanto tra il IV e il V secolo. A Gerusalemme si cominciò a celebrarla all’inizio del VI secolo nella chiesa costruita sui Getsemani, dove si narrava che Maria fosse stata sepolta. L’imperatore Maurizio ordinò che la celebrazione venisse estesa a tutto l’Impero e, verso il Mille diventò una ricorrenza in cui si osserva il riposo. Chiamata Dormizione, non era chiaro a quale riposo alludesse: a volte si parlava di corpo incorrotto, in altre di un corpo che veniva avvolto dalla luce e assunto in cielo dagli angeli.

Morta o addormentata? Il dibattito continuò per secoli, finché, nel 1950, Pio XII confermò che l’Assunzione è un fatto divinamente rivelato, ad opera dello Spirito Santo.

Ma il Ferragosto, come dicevo, è una festa antichissima, che, come molte altre feste divenute in seguito cristiane, ha origini pagane, la più importante delle quali cadeva il 13 ed era dedicata a Diana, patrona del legno, delle fasi della luna e della maternità. La festa si celebrava nel tempio dedicato alla dea ed era una delle poche occasioni in cui i romani, padroni e schiavi, si mescolavano liberamente.

Diana era festeggiata a Roma, in Grecia come Athena e nel vicino Oriente nello stesso periodo era festeggiata un’altra Grande Madre, la siriana Atargatis, conosciuta come dea Siria, considerata protettrice della fertilità e dei lavori dei campi. Oltre a Diana, le Feriae erano una festa dedicata a Vertumno, dio delle stagioni e della maturazione dei raccolti; a Conso, dio dei campi e a Opi dea della fertilità. In breve, le Feriae erano una celebrazione della fertilità e della maternità e, come molte altre feste, erano di derivazione orientale. Con il cristianesimo le prerogative di Diana passarono poi alla Vergine Maria, la cui solennità cominciò ad essere celebrata in luogo di quella di Diana: vergine come Diana, mentre la Dea portava il corno lunare sui capelli, la Madonna lo calpestava ponendolo sotto ai piedi insieme al simbolo dell’antico serpente, il simbolo della Grande Madre, anch’esso demonizzato.

In ogni caso, la tradizione di agosto come mese delle Feriae è rimasta, per questo fabbriche e negozi restano ancor oggi «chiusi per ferie» fino alla fine di agosto, anche se nessuno si ricorda più dell’imperatore che le istituì per autocelebrarsi.

Col cristianesimo tutte le feste pagane vennero abolite, con grande dispiacere del popolo, soprattutto per la festa al tempio di Diana Aventina. Per sedare il malcontento, ma pure per evitare che la gente si recasse all’Aventino, con tutto che il tempio era stato distrutto, nel VI sec. la Chiesa decretò nel 15 di agosto la festa della Dormizione di Maria vergine, con relativa assunzione in cielo. Però non era ancora l’Assunzione di Maria.

Dal rinascimento le feste furono decretate obbligatorie da decreti pontifici. La Dormitio, ovvero il sonno di Maria, era da intendersi come passaggio alla vita eterna tramite la sua assunzione in cielo insieme al suo corpo. Nulla di nuovo, accadde anche a Semele, nel mito greco, una Dea luna poi declassata a donna, amante di Giove e madre di Dioniso, assunta in cielo con anima e corpo al momento della sua morte, cioè un attimo prima.

Durante il mese di agosto si svolgono tuttora numerose sagre paesane e corse di cavalli. Una di queste, il Palio di Siena, ha luogo ancora oggi tradizionalmente il 16 agosto. E si chiama Palio dell’Assunta, per l’appunto, per la calendarizzazione dell’ascensione della Madonna al Cielo.

Tuttavia il Ferragosto non era veramente il Ferragosto che festeggiamo oggi, prima del Fascismo. Per dire, lo sapevate che il piatto tradizionale del Ferragosto, prima del 1925, era il piccione arrosto? Comunque, una volta salito al potere, il regime decise di organizzare, attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari.

Di suo ci mise i treni popolari di Ferragosto con prezzi fortemente scontati. Questo permise anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. L’offerta era limitata al periodo tra il 13 – 15 agosto e poteva essere acquistata in due formule: la gita di un sol giorno, nel raggio di circa 50 – 100 km; e la gita dei tre giorni a 100 – 200 km di distanza massima.

Durante queste gite la maggior parte delle famiglie italiane ebbe per la prima volta la possibilità di recarsi in villeggiatura al mare, in montagna e nelle città d’arte. Poiché che le gite non prevedevano il vitto, però, nacque anche la collegata tradizione del pranzo al sacco. Per la tradizionale grigliata di Ferragosto, bisognerà attendere il boom degli anni ’50.

In Lombardia e Piemonte, fino ai primi decenni del XX secolo, era usanza dei datori di lavoro “dare il ferragosto” (in lombardo dà el faravóst) che consisteva nel donare emolumenti in denaro o in beni commestibili ai dipendenti, in modo che potessero trascorrere lietamente il giorno di Ferragosto con le loro famiglie. Nei cantieri edili, verso la fine di luglio, veniva fissato dai muratori un grande ramo d’albero sulla parte più elevata del fabbricato in costruzione, detta “pianta del faravóst”, che serviva scherzosamente a rammentare all’impresario l’imminente esborso della tradizionale mancia, da cui è poi nato il famoso “albero della cuccagna”.

Quindi, ogni volta che festeggiate qualcosa, pensate a quanti anni ci sono voluti per radicare nella tradizione popolare quella festa. E in Italia le tradizioni popolari sono quelle cose che mantengono vivo lo spirito di un popolo.

Il mio precedente lavoro mi ha portato a viaggiare per tutta l’Italia e sono venuto così in contatto con il ricchissimo patrimonio di tradizioni, riti e costumi che caratterizza il nostro paese. Credo che le nostre memorie e quelle delle persone più anziane che ci circondano abbiano oggi un valore di testimonianza, documentino mondi in alcuni casi ormai scomparsi, in altri contaminati da altre forme di partecipazione che li hanno mutati per sempre, ma che comunque vanno mantenuti vivi, per un’identità nazionale che tutto il mondo ci invidia.

Buon ferragosto, dunque!

2 pensieri su “Feriae Augusti

  1. Buon 16 agosto, Francesco.
    La Chiesa, furbescamente, ha mantenuto moltissime delle tradizioni e festività pagane popolari, tramutandole in festività religiose.
    E’ una operazione che definisco furba, ma anche saggia. Il popolo, già ‘abituato’ a festeggiare in certe date, avrebbe fatto meno ‘fatica’ ad abituarsi al nuovo significato dei festeggiamenti, con l’adattamento a Pasqua, Natale, Epifania, Assunzione (e molte altre) di celebrazioni già esistenti.
    L’epoca attuale sta spogliando di significato tutto ciò: le feste diventano motivo o di riposo o di evasione, sempre meno associate alla religiosità dell’evento, e per religiosità non intendo solo dal punto di vista cattolico, ma dal punto di vista storico, con le tradizioni che vengono mano a mano perse e dimenticate.

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