Brezza leggera che sale dal mare verso i monti

Keanu Charles Reeves è nato a Beirut, in Libano, il 2 settembre 1964. Suo padre, Samuel Nowlin Reeves Jr., un geologo statunitense di origini inglesi, hawaiane, cinesi, irlandesi, portoghesi, olandesi, italiane e francesi (!!!), abbandonò la moglie, Patricia Taylor, ballerina e costumista inglese, e il figlio, quando questo aveva tre anni, anche se sporadicamente faceva ritorno. Poi, quando Keanu aveva 13 anni, dopo aver passato la serata seduto con il figlio in veranda, senza peraltro dire nulla, sparì completamente per 10 anni.

Il nome (pronunciato “chi-anu”, secondo la fonetica italiana) è la forma abbreviata dell’hawaiano Keaweaheulu, che significa “brezza leggera che sale (dal mare verso i monti).

Keanu, come la sorella Kim, nata in Australia nel 1966, era dislessico, ma ciò non ne inficiò il rendimento scolastico. Nonostante questo, veniva isolato dai compagni e, pur essendo il portiere della squadra di hockey del college De La Salle di Toronto, in Canada, cambiò spesso istituto, fino ad interrompere gli studi prima del diploma.

La madre lavorava come costumista per Alice Cooper, Dolly Parton e altri, mentre Keanu, per mantenersi, lavorava come affilatore di pattini da ghiaccio, boscaiolo e per un anno fu dipendente di un negozio di pasta.

Reeves suscitò l’attenzione della critica nel 1986 per il film “I ragazzi del fiume”, e ottenne il suo primo ruolo da protagonista, sempre nel 1986, nei film sul mondo dell’hockey “Spalle larghe”, con Rob Lowe, e in “Giustizia violenta” con Kiefer Sutherland e Joe Spano. Il primo successo fu il film Bill & Ted’s Excellent Adventure, del 1989, seguito (sull’onda del successo) da Bill & Ted’s Bogus Journey (1991).

Il suo lavoro spaziò da parti in piccoli film indipendenti come “Belli e dannati” di Gus Van Sant, dove interpretava un ragazzo che si prostituiva vendendosi sia a uomini sia a donne, a “Point Break”, dove interpretava un poliziotto infiltrato, fino al ruolo di Neo, protagonista della trilogia cult di “Matrix”.

Per il ruolo di Neo, in realtà, era stato inizialmente scelto Brandon Lee. In seguito alla morte di Lee, il personaggio era stato offerto a Johnny Depp e poi a Will Smith, ma entrambi rifiutarono e la scelta ricadde su Keanu Reeves.

Nel 1991, durante le riprese di “Belli e dannati” (titolo originale “My Own private Idaho”), strinse una profonda amicizia con il co-protagonista River Phoenix, che, ancora ragazzino, grazie ad intense interpretazioni in film come “Stand by Me – Ricordo di un’estate”, “Mosquito Coast”, “Nikita – Spie senza volto”, “Vivere in fuga” (che gli valse a soli diciassette anni una nomination al Premio Oscar come miglior attore non protagonista) e “Indiana Jones e l’ultima crociata”, era stato notato sia dal pubblico che dalla critica: proprio per l’interpretazione nel film “Belli e dannati”, River vinse due importanti premi, la Coppa Volpi come migliore attore ed un Independent Spirit Award.

Durante le riprese del film molti attori fecero uso di droghe pesanti e due di loro, tra cui River Phoenix e Rodney Harvey, finirono nel tunnel della tossicodipendenza. River non ne uscì, fino a morirne, di overdose, nel 1993.

Keanu ne soffrì molto, ma dovette uscirne in fretta per le insinuazioni che tra i due ci fosse qualcosa di più di un’amicizia. Addirittura nel 1994 si era sparsa la voce di un ipotetico, ma falso, matrimonio segreto con il produttore discografico David Geffen: nonostante le numerose smentite, tali pettegolezzi continuarono a persistere fino alla fine degli anni novanta, facendogli rischiare, a quei tempi, la prosecuzione della carriera.

Nel 1998 la sua strada si incrociò con quella di Jennifer Maria Syme, conosciuta ad un party. I due si innamorarono e presto Jennifer rimase incinta. Lei era assistente di produzione a Hollywood, e aveva avuto una particina in “Lost Highway” di David Lynch.

Purtroppo il destino ancora una volta volle dare un colpo alla vita di Keanu: la piccola che aspettavano, Ava Archer Syme-Reeves, nacque morta. Jennifer lasciò Keanu e entrò in depressione post parto: iniziò ad abusare di droghe fino a che, il 2 aprile del 2001, di ritorno da una festa a casa di Marilyn Manson, sbandò con la sua Jeep Grand Cherokee e prese in pieno una fila di auto parcheggiate. Fu sbalzata fuori dal veicolo e morì sul colpo.

Keanu venne scritturato per parecchi film di successo: prestò il suo volto incarnandosi (o, meglio, reincarnandosi) nel Siddharta del notevolissimo “Piccolo Buddha” di Bertolucci e prima ancora era stato scelto da Francis Ford Coppola per “Dracula di Bram Stoker”, poi per l’action movie “Speed” ed era stato l’anima perduta (o meglio venduta) dell’avvocato Kevin Lomax in “L’avvocato del diavolo”.

Nel frattempo alla sorella Kim era stata diagnosticata una forma di leucemia e Keanu aveva amorevolmente sostenuto la sorella durante la malattia: creò un fondo per la lotta della terribile malattia con una parte dei guadagni ottenuti da “Matrix”, pur non volendo mai pubblicizzare la cosa.

Mentre girava il film “La casa sul lago del tempo” sentì per caso la discussione di due guardarobiere: una delle due piangeva perché avrebbe perso la casa se non avesse pagato 20.000 dollari. Lo stesso giorno, Keanu trasferì la somma di denaro necessario nel conto bancario della donna.

Keanu è tra le poche star ad abitare in un modesto appartamento e non in una di quelle case da 40 stanze, anche se comunque ha una discreta collezione di auto e di moto.

Nel 2010 alcune sue foto fecero il giro del mondo. Per il suo compleanno, Keanu entrò in una pasticceria e si comprò un muffin con una candela sopra e lo mangiò proprio davanti alla pasticceria, offrendo anche un caffè alle persone che si fermavano a parlare con lui. Era solo il suo modo di festeggiare il compleanno insieme alle persone comuni.

Esistono 50.000 senzatetto nella zona di Los Angeles. La maggior parte delle persone ci passa vicino ed è come se nemmeno le vedesse. Ma non Keanu. Nel settembre del 1997, Keanu, passò una mattinata insieme a un senzatetto, parlandoci, raccontando, insomma trattandolo come un suo amico.

La maggior parte delle star quando fanno un gesto caritatevole lo dichiarano a tutti i mass media. Keanu Reeves non ha mai dichiarato di fare beneficenza semplicemente perché lo fa per i suoi principi morali e non per apparire migliore agli occhi dei fan.

Quest’uomo, nonostante i colpi che gli sono stati inferti dalla vita, ha una cosa che molte persone stanno dimenticando di avere: L’UMANITÀ.