Super Sic

Quando si lavora per le Forze Armate o per le Forze dell’Ordine può capitare di essere trasferiti anche contro la propria volontà; uno dei motivi per cui andai via dall’Esercito nel 2000 è stato proprio per quello: il Comando mi voleva trasferire ma io mi trovavo bene in Emilia Romagna e decisi che era giunto il momento di smettere di servire la Patria in Armi.

Rimasi così in Romagna, a Forlì, terra di Sangiovese, piadina e motori.

Il motore, che nel resto d’Italia indica il solo propulsore, in Romagna indica l’intero veicolo, tant’è vero che motocicletta si dice ’e mutòr.

Al maschile. Mentre in diciannove regioni e mezza i biker si fanno un giro con la propria passione, la propria amante, la propria fanciulla, in Romagna ’e mutòr è maschio, è come un fratello. Non è un’amante da conquistare o sedurre, è il fratello con cui fanno la lotta, con cui si scazzottano e con cui giocano. Quello che li capisce quando si devono sfogare, quello con cui andare all’avventura.

Loro non hanno un rapporto di coppia con la moto, hanno un legame di sangue, un qualcosa che li unisce e di cui si fidano. Ecco perché si affezionano al loro motore, lo coccolano, lo curano. Perché è uno di famiglia.

In Romagna, poi, le strade sembrano fatte apposta, c’è il Muraglione, c’è via Maggio, e tantissimi raduni, dal Mototopa di Durazzanino al famoso e purtroppo famigerato Mototagliatella a Predappio.

Ed ecco perché ci sono così tanti piloti di mutòr che vengono da quella regione.

Ad uno di loro sono particolarmente legato, anche se non sono mai stato un grande appassionato di moto (sì, l’ho avuta, ma molti anni prima), per un motivo particolare.

Proprio nel 2000 conobbi un ragazzo appassionato di moto, ed anche bravino, a dire il vero, al quale piaceva correre in pista. Lo accompagnai un paio di volte durante le sue “gare” ed anche a vedere qualche gara di un certo livello agonistico.

Incominciai a seguire le gare, che negli anni precedenti avevano visto vincere campioni poi affermatisi a livello internazionale, come Stefano Perugini (campione italiano nel ‘93), Paolo Casoli (‘95, ‘96, ‘97, ‘99), un certo Valentino Rossi (‘95), Marco Melandri (‘97) e Manuel Poggiali (‘98).

Non vidi la gara del 2000, anno in cui vinse Andrea Dovizioso, ma c’ero nel 2001. Il “Campionato Europeo Velocità” quell’anno lo vinse, anche se nella tappa italiana non arrivò primo, Marco Simoncelli.

Nato a Cattolica, quand’era ancora provincia di Forlì, Marco crebbe a Coriano, paesino vicino Rimini, dove iniziò a correre con le minimoto a 7 anni, vincendo un campionato italiano di categoria a 12.

Nel 2002 fu campione europeo classe 125 e debuttò nel Motomondiale in classe 125 nel Gran Premio della Repubblica Ceca col team Aprilia. Nel 2003 corse la stagione completa. Nel 2004 vennero fuori le sue incredibili doti sul bagnato: in queste condizioni arrivarono la prima pole e la prima vittoria in carriera a Jerez de la Frontera.

Nel 2005 vinse di nuovo nel difficile tracciato di Jerez e salì sei volte sul podio, chiudendo la stagione al 5º posto con 177 punti e realizzando anche una pole position in Spagna.

Nel 2006 passò alla 250 con la Gilera RSV 250; finì 10º con 92 punti, miglior piazzamento un 6º posto in Cina. Il 2007 sembrò un anno fotocopia: 10º posto con 97 punti, migliori risultati due sesti posti. Ma il Sic non ebbe più a disposizione la moto ufficiale.

Nel 2008, ancora con una moto non ufficiale, vinse al Mugello e poi in Catalogna. Ricevuta una moto evoluta, vinse al Sachsenring con ben 10″ di vantaggio su Mika Kallio, poi a Motegi e a Phillip Island. Col 3º posto a Sepang diventò campione del mondo della 250, per poi vincere di nuovo a Valencia.

Nel 2009 restò nelle 250; stravinse sotto la pioggia in Francia, ma al Mugello, ancora sul bagnato, venne bruciato dal riccionese Mattia Pasini dopo un duello entusiasmante. Il Sic si rifece al Sachsenring e poi a Brno, dove questa volta Pasini dovette cedere, e ancora a Indianapolis. Perse punti preziosi cadendo a Misano, ma poi infilò due vittorie consecutive in Portogallo e in Australia. In Malesia nemmeno il fotofinish bastò a capire se il secondo era lui o Barbera, ma lo spagnolo si aggiudicò la piazza d’onore per via del giro più veloce. A Valencia Marco però cadde e finì il campionato al terzo posto, dietro Aoyama e Barbera.

In quel 2009 il Sic provò anche la Superbike con l’Aprilia RSV4, sostituendo a Imola l’infortunato Shinya Nakano. In gara 1 cadde, ma in gara 2 arrivò terzo dopo una bella rimonta, davanti al compagno di squadra Max Biaggi.

Il 2010 è l’anno dell’esordio in MotoGP con la Honda RC212V del team San Carlo Honda Gresini; suo compagno di squadra era Marco Melandri. Finì la stagione all’8º posto con 125 punti; miglior risultato, un 4º posto in Portogallo.

Nel 2011 rimase nello stesso team, ma con Hiroshi Aoyama. Iniziò con due quinti posti, in Qatar e Francia, e due pole position, Catalogna e Olanda. Nella seconda gara in Spagna cadde dopo 11 giri mentre era in testa. In Repubblica Ceca arrivò terzo, il suo primo podio in MotoGp; a Misano 4º, in Australia arrivò 2°.

Poi, il 23 ottobre del 2011, quello che non si può dimenticare.

Non si può dimenticare quel maledetto 23 ottobre, quel Gran Premio della Malesia, quel secondo giro, quella curva 11. Quella caduta assurda, che invece di accompagnarlo fuori pista come sarebbe normale lo trascinò invece dall’altra parte, fra la selva delle ruote.

Se ne andò così Marco Simoncelli.

Il 2 novembre 2011 il consiglio di amministrazione di Santamonica S.p.A. decise di intitolare a Marco Simoncelli il circuito di Misano; il cambio di denominazione fu ufficializzato il 9 giugno 2012, in occasione del Gran Premio di Superbike di San Marino.

Il 30 maggio 2014 Marco Simoncelli è stato inserito nella Hall of Fame del motociclismo, ricevendo il riconoscimento postumo di MotoGP Legend, e l’8 settembre 2016 è stato deciso il ritiro del suo numero di gara: il 58 resterà per sempre suo.

Come resterà sempre mio, ogni anno, il 23 ottobre, giorno del mio compleanno, il suo ricordo.

5 pensieri su “Super Sic

  1. Intanto buon compleanno.
    Data che io posso ricordare per altri 2 motivi, mi scuserai se li ricordo così nel tuo blog.
    Il 23 ottobre nasceva la mia ex, che non posso che ricordare sempre anche con affetto, nonostante ci lasciammo tanti anni fa. Però eravamo rimasti insieme più di 3 anni, difficile da dimenticare.
    Poi nella stessa data moriva mia suocera, che viveva una situazione di malattia e disagio.
    Una data che io non dimentico.
    Ciao.

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