Storia magistra vitae – Italia

Quello che vediamo sopra gira in rete da un paio di giorni (più o meno, questa è una mia elaborazione).

Nella prima figura, l’Italia dei comuni e delle città stato, finalmente libera (o quasi) dalle dominazioni straniere.

La più grande difficoltà da affrontare quasi quattro secoli dopo quella situazione, durante l’Unità (o annessione al Piemonte, comunque la si voglia vedere), fu riassunta in una celebre frase: “Fatta l’Italia, bisogna fare gli Italiani”.
Questa famosa frase associata dai più a Massimo D’Azeglio, stava a significare che per quanto l’Italia fosse geograficamente e politicamente unita, in essa avrebbero regnato sempre culture, tradizioni e lingue (dialetti) differenti tra loro.

In realtà disse altro. Nella prefazione del suo postumo “I miei ricordi”, del 1867, egli scrisse: “Il primo bisogno d’Italia è che si formino Italiani dotati d’alto e forti caratteri. E pure troppo si va ogni giorno più verso il polo opposto: pur troppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gl’Italiani”.

Nella seconda immagine vediamo il risultato delle elezioni politiche di domenica 4 marzo 2018. Notate somiglianze?

Quello che ha stupito più di tutto è stato il crollo verticale della sinistra, in tutte le sue componenti, con conseguente crescita di Lega e Movimento 5 Stelle.

Io credo che il voto sia rappresentativo della società.

Una volta la sinistra aveva uno scopo, cioè di rappresentare la classe operaia in contrapposizione alla borghesia.

Impoverendosi la borghesia, è venuto a mancare questo confine e la distinzione non ha avuto più senso: la sinistra italiana (ma non solo in Italia, in Europa si salva solo il socialista portoghese) non ha portato avanti battaglie per le classi più deboli nel momento in cui è passata da un opposizione perenne al governo. Ha pensato a fare i propri interessi, con le privatizzazioni, l’aumento dell’età pensionabile e così via.

Era ovvio che la popolazione, abbandonata, rivolgesse lo sguardo da altre parti.

Così come ha sbagliato la destra, che però nel movimento iniziale di Forza Italia 20 anni fa e della Lega successivamente, ha trovato una sorta di continuità.

Anche se, a dirla tutta, il voto, così com’è, non è rappresentativo in senso stretto. Aldilà del mischione tra maggioritario e proporzionale.

Basta mettere mano alla calcolatrice.

In Italia siamo circa 60 milioni e mezzo di abitanti; l’elettorato attivo è di 50 milioni per la Camera dei deputati e 46 e rotti per il Senato.

Hanno votato 33 milioni di persone, con la percentuale di astensioni più alta mai registrata, anche se bisogna dire che si votava su un solo giorno invece che in due come altre volte.

Il partito che ha raccolto più voti è stato il Movimento 5 Stelle, con il 33%. Ma in base a quello che ho scritto, in realtà quel 33% è poco più di 20%!

In pratica 4 italiani su 5 non hanno votato M5S. Le percentuali degli altri partiti ovviamente crollano in proporzione.

Come si fa, in queste condizioni, a parlare di stabilità, governabilità e fare delle leggi che vadano a favore del popolo?

Non è che stavano meglio nel 1500?

9 Replies to “Storia magistra vitae – Italia”

  1. Il problema sta tutto nella legge elettorale, che non ho offre una stabilità di governo.
    Non si può pretendere che gli italiani votino in massa per un partito per poter avere un governo stabile, bisogna che esista una legge che lo permetta, ma noi questa legge non l’abbiamo.
    Poi gli italiano possono sempre votare per chi vogliono, ma il popolo ha diritto ad un governo, e questa stupida legge non lo consente.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...