La storia d’amore di Piramo e Tisbe

Piramo e Tisbe abitavano nello stesso edificio e fu proprio grazie a questa vicinanza che ebbero modo di conoscersi.

All’inizio si guardarono da una finestra all’altra del cortile, poi s’incontrarono per le scale, infine si dettero i primi baci e si amarono teneramente.

Purtroppo, però, le loro famiglie si odiavano da sempre. Si trattava di odi antichi trasmessi di padre in figlio.

Una volta sorpresi a baciarsi, Piramo e Tisbe furono rinchiusi in due sgabuzzini nelle cantine del palazzo.

Ciò nonostante, continuarono a sussurrarsi frasi d’amore: la parete divisoria che separava i due sgabuzzini aveva una piccola crepa, una fessura invisibile a tutti fuorché ai due innamorati.

I due progettarono allora un piano per fuggire. Quando i rispettivi carcerieri sarebbero venuti a portare loro la cena, li avrebbero aggrediti di sorpresa e imbavagliati.

Per quanto riguarda Tisbe, la nutrice guardiana era una vecchietta mite; facilissimo, quindi, immobilizzarla e toglierle le chiavi.

Per Piramo, poi, la fuga era ancora più semplice: si era messo d’accordo con il custode.

I ragazzi si diedero appuntamento nel bosco accanto a una fonte e a un albero di gelso.

Tisbe giunse alla fonte e si pose a sedere sotto l’albero. Ma ecco apparire una leonessa: aveva la bocca insanguinata per aver da poco sbranato un vitello.

Non appena Tisbe la scorse si rifugiò in una caverna. Nel fuggire, però, perse il mantello. La leonessa, nel frattempo, dopo essersi abbeverata alla fonte e, prima ancora di rientrare nel bosco, vide il mantello di Tisbe e lo lacerò con la bocca ancora sporca di sangue.

Piramo arrivò in ritardo: per scappare, aveva dovuto attendere l’arrivo del carceriere con il quale si era messo d’accordo.

Giunse alla fonte mezz’ora dopo Tisbe; si guardò intorno e scorse sotto l’albero di gelso il mantello della fanciulla imbrattato di sangue.

Accanto al mantello le orme di un leone.

“Ahimè, cos’ho fatto!” disse disperato, “Sono stato io a ucciderti, amor mio!

Ti ho costretto a venir qui di notte, da sola, e non ho avuto nemmeno l’accortezza di giungere per primo!

Ma adesso basta: la stessa notte vedrà la fine dei due amanti!”

Ciò detto raccolse il mantello, se lo portò alle labbra, lo baciò con passione e subito dopo si trafisse con un corto pugnale.

Ed ecco tornare Tisbe. La fanciulla aveva ancora paura ma non voleva deludere il suo amato. Lo cercò disperatamente ed era impaziente di raccontargli i pericoli che aveva evitato. Stava per andare via quando s’accorse che lì, steso a terra, c’era Piramo che le gettò il suo ultimo sguardo. Tisbe lo baciò, quindi gli tolse il pugnale dal petto e se lo puntò sul seno.

Poi, fra le lacrime, gridò: “Padre mio e padre di lui, genitori maledetti, fate in modo che almeno nell’urna i nostri corpi giacciano insieme, l’uno vicino all’altro.” E così dicendo si tolse la vita.

Vi ricorda qualcosa? Romeo e Giulietta?

Effettivamente…

Solo che questa è stata scritta 1588 anni prima, da Publio Ovidio Nasone, nel IV libro de “Le Metamorfosi”.

Altri autori della Tarda Antichità raccontano una versione sensibilmente differente da quella di Ovidio. La scena si svolge in Cilicia, dove Tisbe – per timore dei genitori – si suicida quando scopre di essere incinta di Piramo che si suicida a sua volta. Piramo si trasforma in fiume, mentre Tisbe in una fonte. Di fatto, in Cilicia c’è un fiume che si chiama Pyrămus, cosa che potrebbe indicare che questa versione corrisponde a una versione ancora più antica di quella raccontata da Ovidio.

E allora, chi è stato il primo a scriverla, questa storia? Adamo?

6 pensieri riguardo “La storia d’amore di Piramo e Tisbe

  1. “molte opere letterarie hanno radici su culture e racconti tramandati, anche oralmente, per generazioni e generazioni”. Concordo con quanto scritto da Kikka. La stessa cosa può dirsi di molti episodi legati ai culti religiosi.

    Piace a 1 persona

    1. Magari fossero presi solo così come sono, cioè racconti… Poi c’è gente che ci costituisce guerre sopra ai racconti… Ma come dico spesso, l’uomo è un virus su questa terra e presto (geologicamente parlando) sarà debellato.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...