Mister Lennon!

Esattamente 38 anni fa, il 9 dicembre 1980, ricordo che all’arrivo a scuola (frequentavo la seconda media e da poco avevo iniziato a seguire il mondo della musica in maniera attiva) mi ritrovai a commentare con i miei compagni di classe una cosa che facevamo fatica a comprendere: avevano sparato a John Lennon.

Alle 23,07 di lunedì 8 dicembre 1980, il mondo perse qualcosa di più di un bravo musicista: se ne andò un pensatore in anticipo sui propri tempi, uno strenuo difensore della pace, dei diritti umani e del dialogo tra diverse culture, ma soprattutto un “influencer” ante litteram per i movimenti giovanili dell’epoca.

Una voce dall’ombra “Mister Lennon!” e subito dopo sei colpi di pistola, cinque a segno nella schiena di John Lennon, che cadde a terra esanime sotto gli occhi della moglie Yoko Ono, all’ingresso del Dakota Building. L’attentatore, Mark David Chapman, venne disarmato e bloccato dal portiere del lussuoso palazzo newyorchese (in cui la coppia risiedeva), mentre una pattuglia della polizia accorsa sul posto prelevava il corpo del ferito e lo trasportava al vicino ospedale St. Luke’s-Roosevelt. Pochi minuti dopo l’arrivo in ospedale, i medici constatarono che non c’era più nulla da fare.

Alla notizia della morte si radunarono in migliaia davanti all’ospedale e nelle piazze di mezzo mondo, intonando tra le lacrime le immortali note di “Imagine” e “Give peace a chance”, due inni alla pace e all’uguaglianza dei popoli. Bruce Springsteen, aprendo un concerto avrebbe poi detto: “Se non fosse stato per John Lennon, oggi molti di noi non sarebbero qui”.

Dalla ricostruzione postuma dei fatti, emergerà che l’attentatore era una guardia giurata di Honolulu (Hawaii) e che aveva viaggiato fino a New York col proposito di uccidere l’ex leader dei Beatles. Le motivazioni che avrebbe rivelato agli investigatori avrebbero detto tutto del suo squilibrio psichico: la sua indignazione era nata in seguito alla frase di Lennon “i Beatles sono più popolari di Gesù”, da lui considerata una bestemmia, e per la contraddizione tra il rifiuto del possesso cantato in “Imagine” e la ricchezza personale dell’artista.

Si sarebbe poi scoperto anche che Chapman aveva incontrato in mattinata Lennon per chiedergli un autografo e la scena era stata immortalata dal fotografo Paul Goresh. In quella stessa mattinata Lennon era stato ritratto da Annie Leibovitz, nella famosa immagine che lo vede in posizione “fetale”, disteso accanto a Yoko Ono, e aveva registrato il brano “Walking on Thin Ice”, l’ultimo prima di morire e che sarebbe stato pubblicato a gennaio dell’anno dopo.

Nel 1985, in prossimità dell’ingresso di Central Park, vicino al Dakota Building (dove Lennon amava passeggiare), verrà inaugurato lo “Strawberry Fields Memorial”, un giardino intitolato alla memoria del cantante e musicista britannico (il nome riprende il titolo di una nota canzone degli “scarafaggi” di Liverpool), che mostra al centro un mosaico con la scritta “Imagine”; l’opera, donata dal Comune di Napoli, era stata realizzata da artigiani partenopei, sul modello di un antico mosaico pompeiano custodito al Museo Archeologico di Napoli.

John Winston Lennon era nato il 9 ottobre 1940 a Liverpool nel Maternity Hospital in Oxford Street. I genitori, Julia Stanley e Alfred Lennon che si erano sposati due anni prima, si sarebbero poi separati nell’aprile del 1942: Alfred si imbarcò per far ritorno nel 1945 con l’intenzione di riprendersi il figlio e di portarlo con sé in Nuova Zelanda. John, invece, preferì restare con sua madre che lo affidò alle cure di sua sorella Mimì. L’educazione impartita dalla zia fu molto severa, pur improntata ad un sostanziale affetto e rispetto.

Lo spirito di John Lennon era già di indole ribelle, avido di libertà e di nuove esperienze. In una sua intervista, John, ricordò che “in quel periodo i miei svaghi principali consistevano nell’andare al cinema o nel partecipare ogni estate al grande “Galden Party” che si teneva nella locale sede dell’Esercito della Salvezza “Strawberry Fields”. A scuola con la mia banda mi divertivo a rubacchiare qualche mela, poi ci arrampicavamo sui sostegni esterni dei tram che passavano per Penny Lane e ci facevamo dei lunghi viaggi per le vie di Liverpool”. Nel 1952 John si iscrisse alla Quarry Bank High School.

La madre Julia è stata forse la persona che più di ogni altra ha spinto il futuro chitarrista a diventare un ribelle e ad insegnargli i primi accordi su un banjo. Famosa la raccomandazione che la zia Mimì fece a John vedendolo trascorrere gran parte del suo tempo a strimpellare la chitarra: “Con quella non ti guadagnerai mai da vivere!”. La prima apparizione in pubblico dei “Quarry Men”, il primo complesso fondato da Lennon, avvenne il 9 giugno 1957.

Il successivo 9 luglio nel corso di un concerto che si teneva a Woolton, il loro sound impressionò profondamente uno spettatore di nome Paul McCartney che alla fine del concerto chiese a John di essere sentito per alcuni minuti accompagnandosi con la chitarra eseguendo rapidamente “Be Bop A Lula” e “Twenty Flight Rock”. John venne colpito dal fatto che quel ragazzo non solo usava degli accordi che lui ignorava, ma anche perché conosceva perfettamente i testi di quelle canzoni. E così si costituì il duo Lennon-McCartney ed ebbe inizio l’avventura musicale chiamata Beatles.

Il 15 luglio 1958 la madre di John, Julia, morì investita da un’auto mentre era insieme al figlio. I Quarry man, ora anche con George Harrison, registrarono su nastro due brani “That’ll be the day” e “Inspite of all the danger” che successivamente vennero trasferiti su cinque acetati, di cui ne sono rimasti solo due in possesso rispettivamente di Paul McCartney e John Lowe. Nel dicembre dello stesso anno incontrò e si innamorò di Cynthia Powell al Liverpool Art College, la sua nuova scuola.

Nel 1959 i Quarry Men cambiarono il loro nome in Silver Beatles e divennero l’attrazione fissa del Casbah Club di Liverpool, gestito dalla madre del nuovo batterista, Pete Best. Nell’Agosto del 1960 debuttarono al Reeperbahn di Amburgo, con un certo Sutcliffe al basso, dove suonavano ininterrottamente per otto ore al giorno. Per tenere quel ritmo John Lennon cominciò a prendere pillole di anfetamina che i camerieri del locale fornivano tranquillamente.

Nel gennaio del 1961 eseguirono il loro primo concerto al Cavern Club di Liverpool. Il 10 aprile 1962, Stewart, che nel frattempo era rimasto ad Amburgo, morì per emorragia celebrale. Il 23 agosto Cynthia e John si sposarono al Mt. Pleasant Register Office di Liverpool. L’8 aprile del 1963 Cynthia diede alla luce, al Sefton General Hospital di Liverpool, John Charles Julian Lennon. Cominciò per John l’uso delle droghe pesanti. Nel novembre 1966 John incontrò per la prima volta Yoko Ono, avvenimento che avrebbe cambiato la sua vita. Il 18 ottobre i due vennero arrestati per possesso ed uso di cannabis.

Presentatisi davanti alla Marylebone Magistrates’Court, vennero rimessi in libertà dietro pagamento di una cauzione. Il successivo 8 novembre John divorziò da Cynthia. John e Yoko si sposarono a Gibilterra il 23 marzo 1969 ed iniziano il loro bed-in all’Hilton di Amsterdam. L’iniziativa, finalizzata a favore della pace nel mondo, ebbe grande eco sulla stampa mondiale. Come gesto simbolico, inviarono un pacchettino contenente “semi di pace” ai maggiori leader politici mondiali. John restituì la sua onorificenza di MBE alla regina, per protesta contro il coinvolgimento inglese nel massacro del Biafra e l’appoggio del governo agli Stati Uniti per la guerra del Vietnam.

Nell’Aprile del 1970 i Beatles si sciolsero ed anche se apparentemente il fatto non lo turbò più di tanto, John ingaggiò feroci polemiche con il suo ormai ex amico Paul. Nel suo primo vero disco con la Plastic Ono Band, diceva “io non credo nei Beatles, io credo solo in me, in Yoko e in me, io ero il tricheco, ma ora sono John, e così cari amici dovete solo andare avanti, il sogno è finito”. Nel disco successivo, “Imagine”, John Lennon si scagliò apertamente contro Paul McCartney con il durissimo testo di How do you sleep?: “Il suono che produci è musicaccia per le mie orecchie, eppure dovresti aver imparato qualcosa in tutti questi anni”.

Nell’Aprile del 1973 John e Yoko comprarono un appartamento al Dakota nella 72^ strada di New York di fronte a Central Park, dove andarono a risiedere; John nel frattempo aveva avuto grossi problemi col governo federale per il riconoscimento della cittadinanza americana, ed era controllato dagli agenti della C.I.A. per il suo impegno politico.

Nella seconda metà dello stesso anno John e Yoko si separarono. John si trasferì momentaneamente a Los Angeles ed intrecciò una relazione con May Pang, segretaria di Yoko. La separazione si interruppe poco più di un anno dopo, quando John e Yoko si rividero in occasione dell’apparizione di John al concerto di Elton John al Madison Square Garden del 28 novembre 1974.

In concomitanza col suo trentacinquesimo compleanno, il 9 ottobre 1975 Yoko Ono diede alla luce Sean Taro Ono Lennon. Da quel momento in poi, John dedicò tutta la sua vita alla famiglia, accumulando materiale per nuove canzoni, fino a quell’otto dicembre di 38 anni fa.

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