Santa Lucia

Di recente mi sono scagliato in un invettiva contro l’astrologia in “Astronomia e astrologia – parte seconda”, proprio perché su certi argomenti non riesco a rimanere indifferente e quando qualcuno dice una “imprecisione” mi viene istintivo correggerlo.

Oggi, 13 dicembre, è Santa Lucia.

Santa Lucia è stata una martire cristiana, morta durante le persecuzioni di Diocleziano a Siracusa; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Le sue spoglie mortali sono custodite nel Santuario di Lucia a Venezia.

È considerata dai devoti la protettrice degli occhi, dei ciechi, degli oculisti, degli elettricisti e degli scalpellini, e questa cosa mi deve essere rimasta impressa perché ogni qualvolta qualcuno non vede qualcosa che in realtà è davanti ai suoi occhi, mi viene spontaneamente fuori un sonoro “Santa Lucia!”

Un’altra cosa che tutti o quasi conoscono, è il detto “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” (in tutte le sue varianti dialettali) e molte persone probabilmente pensano che sia esatto.

La realtà invece ci insegna che il giorno più corto dell’anno non è il 13 dicembre, bensì corrisponde con il solstizio d’inverno, che ricade a seconda degli anni il 21 o il 22 dicembre. Ma allora come nacque la famosa diceria popolare?

Tutto risalirebbe a più di 500 anni fa, ovvero prima della riforma del calendario operata dal papa Gregorio XIII nel 1582. Fino a quella data infatti era in vigore il vecchio calendario introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C., che fissava la durata dell’anno solare in 365 giorni e 6 ore, le quali venivano recuperate ogni 4 anni con l’aggiunta del 29 febbraio.

Il problema però era che l’effettiva durata dell’anno solare è di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi, il che significava uno sfasamento di oltre 40 minuti ogni 4 anni tra calendario solare e calendario civile. In pratica l’anno solare correva più velocemente rispetto al calendario civile. Questa differenza accumulatasi nel corso dei secoli arrivò fino ad una decina di giorni, facendo coincidere il solstizio d’inverno proprio con il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre.

La riforma del calendario gregoriano risolse il problema cancellando 10 giorni dal calendario: nel 1582, si passò dal 4 ottobre direttamente al 15 ottobre, saltando gli altri giorni.

Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Lituania, Belgio, Olanda e Lussemburgo, e poi gli altri paesi cattolici in date diverse nel corso dei cinque anni successivi, adottarono dunque il calendario gregoriano.

I Paesi non cattolici si uniformarono invece in epoche successive: gli stati luterani, calvinisti e anglicani durante il XVIII secolo, quelli ortodossi furono poi gli ultimi. Le Chiese ortodosse russa, serba e di Gerusalemme continuano ancora oggi a seguire il calendario giuliano, infatti c’è una differenza di 13 giorni tra le festività religiose ortodosse e quelle delle altre fedi cristiane. In Giappone, invece, il calendario gregoriano fu adottato nel 1873; in Egitto nel 1875; in Cina nel 1912; in Turchia nel 1924.

Per la creazione del calendario gregoriano vennero utilizzate le misurazioni dell’astronomo Niccolò Copernico, pubblicate nel 1543 con il titolo di “De Revolutionibus orbium coelestium2; lo studioso era riuscito a calcolare, con accuratezza, sia l’anno tropico sia l’anno siderale. Il calendario gregoriano è basato sull’anno solare, ovvero sul ciclo delle stagioni.

Inoltre, per evitare il ripetersi del problema, si stabilì di togliere qualche anno bisestile. Così tra gli anni centenari (1600, 1700, 1800, 1900, 2000, ecc…), di per sé tutti bisestili, lo sono solo quelli le cui prime due cifre sono divisibili per 4. Quindi il 1600 fu un anno bisestile, il 2000 anche, ma non lo furono invece il 1700, il 1800 e il 1900.

Detto questo si può concludere che il famoso detto non è di per sé errato, ma è soltanto vecchio di più di 500 anni.

Va comunque rilevato che ancora oggi attorno al 13 dicembre cade il periodo dell’anno in cui il Sole tramonta prima. Nell’arco delle prime due settimane di dicembre l’orario del tramonto si mantiene quasi costante, tra le 16.41 e le 16.42 (per una località di media latitudine italiana): il sole tramonta perfino prima che al solstizio! Durante il solstizio, infatti, il Sole tramonta leggermente più tardi, attorno alle 16,44, ma anche l’alba è ritardata di alcuni minuti: in definitiva, pur tramontando dopo, per il solstizio il Sole resta sopra l’orizzonte circa 3 minuti in meno rispetto al giorno 13, andando così a configurare la giornata più corta dell’anno.

Il motivo per cui il tramonto avviene prima attorno a metà dicembre anziché al solstizio dipende dal fatto che, mentre la Terra ruota su se stessa con velocità costante, non fa altrettanto nella sua rivoluzione intorno al Sole, provocando così una differenza variabile fra l’ora solare vera e quella segnata dai nostri orologi.

L’anticipo che il Sole ha sui nostri orologi si riduce molto rapidamente all’inizio di dicembre (si perdono 8 minuti in 20 giorni), mentre cala la velocità con cui le giornate si accorciano (le giornate si accorciano di quasi 2 minuti all’inizio del mese mentre attorno al solstizio sono costanti). Per questo il Sole riesce a tramontare con 3 minuti di anticipo attorno a Santa Lucia rispetto al solstizio.

E sempre a proposito di calendari, mi sono sempre chiesto perché febbraio sia l’unico mese dell’anno che non è costituito da 30 o da 31 giorni. Di giorni ne ha infatti solo 28, che diventano 29 negli anni bisestili. Ma perché? Non era più naturale avere meno mesi da 31 giorni e allungare a 30 giorni anche febbraio? Qual è l’origine di questa anomalia?

Come dicevo prima, il calendario che adottiamo oggi nella maggior parte dei paesi del mondo, il calendario gregoriano, è una riforma del calendario giuliano promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.C. che a sua volta derivava dagli antichi calendari romani.

Prima della riforma di Giulio Cesare i calendari in uso nell’antica Roma subirono diversi cambiamenti, ripercorrendo i quali si intuiscono le risposte alle nostre domande.

In origine era un calendario lunare diviso in dieci mesi con inizio alla luna piena di marzo (il 15), istituito, secondo la tradizione, da Romolo, fondatore di Roma, nel 753 a.C.: sembra fosse basato sul calendario lunare greco.

I mesi, in realtà non lunari in quanto la durata del mese avrebbe dovuto essere di 29,5 giorni, erano:

Calendario di Romolo:

  1. Martius (31 giorni)
  2. Aprilis (30 giorni)
  3. Maius (31 giorni)
  4. Iunius (30 giorni)
  5. Quintilis (31 giorni)
  6. Sextilis (30 giorni)
  7. September (30 giorni)
  8. October (31 giorni)
  9. November (30 giorni)
  10. December (30 giorni)

In totale, quindi, il calendario durava 304 giorni e c’erano circa 61 giorni di inverno che non venivano assegnati ad alcun mese: in pratica, dopo dicembre, si smetteva di contare i giorni per riprendere nuovamente il conteggio al marzo successivo.

I primi mesi prendevano il nome dalle principali divinità legate alle attività umane: Marte (la guerra), Afrodite (l’amore), Maia (la fertilità della terra) e Giunone (la maternità e la procreazione); gli altri avevano il nome che ricordava la loro posizione nel calendario: quintilis deriva da quinque, sextilis da sex, september da septem, october da octo, november da novem e december da decem.

Nel 713 a.C. Numa Pompilio modificò il calendario aggiungendo i mesi di gennaio e febbraio che vennero posti alla fine dell’anno, dopo dicembre. A febbraio, ultimo mese, furono assegnati 29 giorni (non chiedetemi perchè, questo proprio non lo so).

Successivamente Giulio Cesare fissò l’inizio dell’anno il 1º gennaio e introdusse gli anni bisestili. Nell’anno 8 a.C., il Senato romano decise di rinominare il mese di sextilis in augustus, in onore dell’imperatore Augusto. Precedentemente era già stato fatto lo stesso con Giulio Cesare, rinominando quintilis in iulius.

Siccome luglio aveva 31 giorni e agosto ne aveva 30, si decise di aggiungere un giorno ad agosto togliendolo a febbraio. Ecco perché da allora febbraio conta soltanto 28 giorni.

9 pensieri riguardo “Santa Lucia

  1. Avevo cercato anch’io tempo fa di dare una risposta al detto di “Santa Lucia”.
    Finalmente, in un libro di matematica, trovai una risposta ben dettagliata sul fatto che alla fine il detto nascondeva una inattesa verità riguardo l’effettiva ora di tramonto.
    Credo che anche per te sia stata una scoperta abbastanza incredibile.

    Piace a 1 persona

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