Una spina nel cuore

Negli Stati Uniti è quasi normale chiedere risarcimenti per qualsiasi tipo di incidente. Per tutelarsi, dimostrando di aver fatto tutto il possibile per evitare disgrazie più o meno gravi, le aziende avvisano i consumatori, anche a rischio di sembrare ridicoli. Un noto comico romano ci ha fatto interi spettacoli, sulle etichette poste sulle confezioni. Eccone alcune:

  1. Sul Nytol, medicinale per favorire il sonno: “Attenzione: può causare sonnolenza”.
  2. Sul Tiramisù semifreddo della Tesco: “Non capovolgere” (Stampato sul fondo della scatola).
  3. Sulla scatola di noccioline distribuite sui voli American Airlines: “Istruzioni: aprire il pacchetto, mangiare le noccioline”.
  4. Sul budino di pane venduto da Marks & Spencer: “Il prodotto sarà caldo dopo averlo riscaldato”.
  5. Su una confezione di noccioline: “Attenzione: contiene noccioline”.
  6. Sul salmone commercializzato dalla Salnsbury: “Attenzione: contiene pesce”.
  7. Sulle confezioni di una marca di cibi congelati: “Suggerimenti per servire il piatto: scongelare”.
  8. Su una confezione di sapone: “Istruzioni: usare come normale sapone”.
  9. Sulla medicina Boot, per curare la tosse dei bambini: “Non mettersi alla guida o operare su macchinari pericolosi dopo aver ingerito questa medicina”.
  10. Sulle confezioni di parecchie marche di luci di Natale: “Esclusivamente per uso al chiuso o all’aperto”.

Certo che una persona “normale”, leggendo queste avvertenze, ci si fa una risata. Ma su alcuni argomenti non ci riesco proprio, a farmici una risata.

Tutti noi abbiamo letto almeno una volta un foglietto illustrativo di un farmaco, detto “bugiardino”. Il nome deriva da un modo di dire toscano, dove “bugiardo” era chiamata la locandina dei quotidiani esposta fuori dalle edicole e da qui, riducendo le dimensioni del foglio, si è arrivati a denominare bugiardino il foglietto dei medicinali.

Ora, tutte le aziende farmaceutiche sono obbligate ad inserire il foglietto illustrativo insieme al medicinale nella confezione dello stesso (mentre quelle omeopatiche, di cui parlerò tra qualche tempo, no), ma non solo. Hanno anche l’obbligo di pubblicare un documento.

Questo documento è un report di quelli obbligatori, che le aziende produttrici di farmaci devono inviare periodicamente alle autorità di controllo. Questo report riporta tutti (proprio tutti) gli eventi avversi segnalati durante il periodo analizzato. Se una persona segnala un dolore alla spalla dopo vaccinazione lo segnalerà, se segnala un raffreddore lo segnalerà e la casa farmaceutica dovrà a sua volta segnalarlo alle istituzioni. Saranno queste ad approfondire. Se ad esempio un evento avverso compare molte volte, potrebbe essere utile segnalarlo, se fosse plausibile anche.

Ho già parlato di vaccini in “Una questione spinosa“ e in “Ogni rosa ha le sue spine“, affrontando ogni volta l’argomento da un punto di vista differente.

Prima di affrontare ciò che è stato pubblicato su un giornale a tiratura nazionale, vi faccio una domanda.

Conoscete tutti le malattie che i vaccini hanno sconfitto? Lo sapete cosa sono la Difterite, la Poliomielite ed il Vaiolo? Così, tanto per capire che malattie avremmo potuto contrarre se fossimo nati poche decine di anni fa.

La difterite è causata da un batterio ed è caratterizzata dalla formazione di “agglomerati” batterici che producono una tenace sostanza membranosa. Da quel punto l’infezione si propaga in tutto l’organismo. Quando queste “membrane” si formano sulle tonsille e sull’apparato orofaringeo, si determina un quadro gravissimo che può arrivare fino alla morte. Il soffocamento infatti era una delle cause tipiche di morte da difterite. In epoca prevaccinale venivano contagiati circa il 10% dei bambini con una mortalità che raggiungeva picchi del 50%.

La poliomielite è una malattia causata da un virus, molto contagiosa con vari sintomi alcuni dei quali, quelli più gravi e di tipo neurologico, irreversibili. Il virus della poliomielite è “neurotropo” ha cioè molta affinità per le cellule nervose e le attacca distruggendole o danneggiandole. Oggi la poliomielite è ancora diffusa nei paesi poveri dove la vaccinazione è di difficile accesso. Molti non sanno che quelli che erano i bambini poliomielitici di qualche decennio fa ancora oggi seguono cure riabilitative (ed esistono istituti specializzati per migliorare la loro sintomatologia). Negli USA vi sono centri di altissimo livello (e costosissimi) per la riabilitazione dei “sopravvissuti da polio”.

Se la paralisi degli arti era la menomazione più evidente, centinaia di bambini (soprattutto) ed adulti venivano colpiti da paralisi respiratoria con conseguente condanna a vivere all’interno di un “polmone d’acciaio”. Questi macchinari (sconosciuti ai più giovani) erano delle enormi “bare” nelle quali l’individuo malato viveva, si alimentava e respirava, l’unica alternativa alla morte per insufficienza respiratoria.

Negli Stati Uniti, la poliomielite assunse le caratteristiche di vera e propria emergenza nazionale, un’atmosfera da caccia alle streghe con mamme che tenevano i bambini chiusi a casa per il pericolo di contagio e stragi di gatti che furono sospettati di propagare la malattia. Furono avviate campagne d’informazione vastissime e vere e proprie opere di educazione sanitaria per una malattia che poteva seriamente minacciare il benessere dell’intera specie umana.

Qualcuno sostiene che la poliomielite era così diffusa per le precarie condizioni igieniche delle nostre città ma la teoria non ha fondamento per due motivi: negli anni 60-70 le condizioni igieniche erano ad un livello accettabile e simile a quello odierno e soprattutto la drastica diminuzione dei casi di polio non sono dovuti ad una “disinfezione” generale delle città ma sono coincise con la diffusione delle vaccinazioni.

Inoltre persone di alto livello socio culturale ed economico erano colpite dalla polio esattamente come i più “poveri”; ecco un esempio noto, anche se ancora dibattuto (non è del tutto chiara la natura del suo problema), il presidente degli Stati Uniti Roosevelt.

Il vaiolo era una malattia infettiva provocata da un virus e tipica solo dell’uomo, sradicata nel 1979. Avete letto bene. Una malattia terribile che colpiva l’uomo è scomparsa per sempre, è stata eliminata da un vaccino (che è il risultato della ricerca e del genio dell’uomo) che ha affiancato il miglioramento e la programmazione dell’organizzazione sanitaria. La malattia era caratterizzata da febbre, malessere, esantema (chiazze e macchie sulla pelle), pustole ed infine croste. Ognuno di questi sintomi seguiva l’altro con il progredire della malattia. La sua conseguenza tipica è la presenza di profonde cicatrici deturpanti, in volto ma anche nel resto del corpo e la mortalità è molto elevata.

E’ ancora possibile incontrare persone con il volto sfigurato dalle lesioni del vaiolo (l‘attore americano James Woods, per esempio).

La malattia ha un decorso veloce e particolarmente allarmante. Questo virus come detto oggi non esiste più e dei campioni sono conservati a scopo scientifico negli Stati Uniti ed in Russia. E’ stato ipotizzato l’uso del virus del vaiolo come arma biologica (che sarebbe terribile) e per questo le maggiori nazioni civilizzate conservano ancora oggi molte dosi di vaccino antivaiolo. Italia compresa. Nell’eradicazione della malattia hanno avuto un ruolo fondamentale (forse più della stessa vaccinazione) misure di isolamento, quarantena ed identificazione dei focolai di malattia. La vaccinazione antivaiolosa è ricca di effetti collaterali e quindi è da effettuare solo in caso di effettiva necessità.

L’ultima persona al mondo che ha contratto il vaiolo in natura è stato Ali Maow Maali nel 1977, e non era vaccinato.

La pertosse, causata dalla Bordetella Pertussis (un batterio) è una malattie molto contagiosa che si diffonde per via aerea. E’ caratterizzata da accessi molto violenti di tosse che compaiono durante l’espirazione e possono provocare gravissimi casi di ipossia (mancanza di ossigeno). Il bambino infatti manifesta delle crisi di vero e proprio soffocamento, soprattutto nei bambini più piccoli.

La fase parossistica dura dalle 2 alle 3 settimane, poi migliora progressivamente. Molti bambini richiedono ospedalizzazione per l’alta incidenza di complicanze (soprattutto polmoniti). Anche la mortalità è elevata (2 casi su 1000).

Con le vaccinazioni la sua incidenza è molto più limitata riducendosi a circa 150.000 casi l’anno (nel 2008) contro i quasi 2.000.000 degli anni 80 (nel mondo, dati WHO). C’è da aggiungere che la vaccinazione antipertosse non è diffusa come dovrebbe e la maggioranza dei decessi e delle complicanze riguarda i paesi meno sviluppati.

E’ inoltre una malattia che per le sue caratteristiche allarma tantissimo i genitori che non sanno come affrontare le emergenze e le crisi parossistiche. I più anziani tra i lettori, possono ricordare con terrore le nottate accanto ai propri figli con la pertosse. Bambini che arrivavano a soffocare, cianotici, sofferenti, erano un passaggio quasi “obbligatorio” nelle famiglie di qualche anno fa.

Queste sono solo alcune delle malattie debellate o ridotte drasticamente con le vaccinazioni.

Ma non fermiamoci “solo” alle terribili conseguenze fisiche di queste malattie. Pensate cosa doveva essere per un bambino la malattia e soprattutto la segregazione (i malati soprattutto nelle fasi iniziali della malattia erano tenuti in quarantena in reparti appositi). Dal punto di vista psicologico, questi bambini erano molto lontani da quelli di oggi. La famiglia (specie in zone rurali) vedeva il “sacrificio di un figlio” quasi come un obolo da pagare per il fatto stesso di essere in vita e la morte stessa non era “sempre” un evento tragico. Questo si nota ancora oggi ascoltando le storie di anziane signore: raccontano eventi drammatici (come la morte di quattro figli su otto di polio o vaiolo) come se nulla fosse, senza nessun rimpianto apparente, dicendo solo frasi come: “…a quei tempi era così…”.

Cosa provava per esempio una bambina di sei anni quando veniva ricoverata in ospedale per la poliomielite che l’aveva colpita?

“Le prime notti era un incubo perché non c’era posto per me nelle corsie dei più piccoli. Così mi misero nelle corsie dedicate agli adolescenti e non so perché, questi si divertivano a tormentarmi, cose tipo tirarmi la carrozzina o divertirsi alle mie spalle quando io piangevo  poiché ero stata separata da mia mamma. Loro si divertivano a scontrarsi con me ed io ero perplessa in quanto non gli avevo fatto nulla.

Così…sono stati giorni davvero duri. Non mi riconoscevo in una tipica bimba di sei-sette anni, non so davvero se mi dissero la verità sul perché io fossi in quel posto. Forse io pensavo di aver fatto qualcosa di terribile e di essere stata punita…”

Agli antivaccinisti: invece di raccontare che i vaccini sono inutili e dannosi, raccontatelo alle mamme di questi bambini oppure ai bambini stessi. Se avete il coraggio di farlo, naturalmente…

Ma arriviamo all’articolo di cui accennavo all’inizio. Qui di seguito troverete l’articolo, pubblicato da “Il fatto quotidiano” e una “risposta” trovata su Facebook, lanciata da un mio caro amico, Ferdinando, che lavora nel settore medicale ed è laureato in biologia (quindi io sono una capra, in confronto, sull’argomento …).

Ecco l’articolo del Fatto:

Fa discutere la sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che afferma l’esistenza di “un nesso causale” tra il vaccino esavalenteInfanrix Hexa Sk (contro difterite, tetano, poliomelite, epatite b, Haemophilus influenzae di tipo B e pertosse) prodotto da GlaxoSmithKline e l’autismo, e condanna il ministero della Salute (che ha “adottato” questo farmaco) a versare per tutta la vita un assegno bimestrale a un bimbo di nove anni affetto dalla patologia, al quale nel 2006 fu iniettato il vaccino.

La sentenza cita la perizia del medico legale Alberto Tornatore, nominato dal Tribunale milanese, il quale sottolinea che “è probabile, in misura certamente superiore al contrario, che il disturbo autistico del piccolo sia stato causato, o almeno concausato dal vaccino Infranrix Hexa Sk”, e che questo vaccino “mostra una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico”. La relazione del medico legale fa riferimento a “un poderoso documento riservato della GlaxoSmithKline (GSK)”. Un documento “confidenziale rivolto agli enti regolatori”, di 1271 pagine, quasi interamente tabelle, datato 16 dicembre 2011, che IlFattoQuotidiano.it ha avuto modo di analizzare (qui è possibile leggere la versione integrale). Le tabelle mostrano i cosiddetti “eventi avversi dell’Infanrix Hexa Sk”, gli effetti collaterali del vaccino esavalente “emersi nel corso della sperimentazione clinica pre-autorizzazione o successivamente, fra l’ottobre 2009 e lo stesso mese del 2011”. Il perito del Tribunale milanese fa in particolare riferimento a “cinque casi di autismo segnalati durante i trial, ma omessi dall’elenco degli effetti avversi sottoposto alle autorità sanitarie per l’autorizzazione al commercio”.

Il documento della Glaxo è basato su 1.742 referti medici internazionali, provenienti da 41 Paesi, in prevalenza Italia, Germania e Francia, inviati “spontaneamente” nel corso del biennio 2009-2011. Secondo l’indagine, a partire dal 2000, anno di lancio del vaccino esavalente approvato in 92 Paesi, sono state distribuite complessivamente più di 70 milioni di dosi e sono tra 6 e 24 milioni – un numero variabile in base al dosaggio raccomandato – i bambini vaccinati. Il documento presenta, in forma di tabelle, le “reazioni avverse al vaccino” elencate nelle varie relazioni mediche redatte dopo la vaccinazione: 3825 casi differenti di complicazioni mediche, relative a diversi apparati del corpo, come il sistema cardiovascolare, nervoso, respiratorio, o immunitario. Di questi 559 sono considerati più gravi, ma solo 56 sono elencati nel documento ufficiale. Nelle tabelle si fa riferimento anche all’autismo, inserito tra i cosiddetti “disordini mentali”, e ai cinque casi citati dal perito del Tribunale. Il rapporto si conclude affermando che “il profilo beneficio/rischio dell’Infanrix hexa continua a essere favorevole”. Manca, però, una descrizione dettagliata dei casi e della correlazione con l’autismo, malattia che in Italia colpisce circa 600mila persone.

Una correlazione che fa discutere, mai dimostrata scientificamente, tanto da spingere l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ad affermare che “I dati epidemiologici disponibili indicano che non ci sono prove che suggeriscono che qualsiasi vaccino dell’infanzia possa aumentare il rischio di disturbi dello spettro autistico e che, in base a revisioni commissionate dall’Oms, non vi è alcuna associazione tra l’uso di conservanti come il Thimerosal, che contiene etilmercurio nei vaccini e disturbi dello spettro autistico”.

Proprio il mercurio è adesso finito sul banco degli imputati nella sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano. In attesa di nuovi progressi della ricerca, soprattutto sulle cause all’origine della malattia, ancora in parte sconosciute, c’è da giurare che le polemiche non si placheranno. Il ministero della Salute, infatti, contrariamente a quanto circolato inizialmente, ha preannunciato di aver presentato ricorso in appello contro la sentenza milanese, affermando in un comunicato che “sono destituite di ogni fondamento le dichiarazioni attribuite dalla stampa al difensore del ricorrente, secondo cui la sentenza sarebbe ormai passata in giudicato”.

Ecco il post del mio fraterno amico Ferdinando:

In questa vigilia di Natale uno vorrebbe parlare di cose amene, ma mi sono ripromesso di combattere le fake news in area medica dovunque le legga, per cui…

Vi condivido un articolo del Fatto quotidiano di tre anni fa, che riferiva del fatto che un giudice di Milano aveva riconosciuto un assegno di risarcimento ad un bambino perché avrebbe sviluppato l’autismo in seguito alla somministrazione di un vaccino. A supporto, viene condiviso un documento “riservato” della società produttrice, in cui si segnalano cinque casi di autismo osservati durante gli studi clinici per il vaccino.

Ora, questo è un lampante esempio di analfabetismo funzionale sia da parte dei giudici, che da parte dei giornalisti.

Il fatto che durante i trials clinici siano stati segnalati 5 casi di autismo su 1764 somministrazioni, NON vuol dire assolutamente che ci sia una correlazione tra la somministrazione del vaccino e l’insorgenza dell’autismo; ma che durante lo studio sono stati OSSERVATI questi casi. La differenza è sostanziale: se mentre sto guardando uno stormo di uccelli in volo, uno cade, è un’osservazione di un fatto, ma non vuol dire che l’ho fatto cadere io con lo sguardo! E’ un fatto accaduto mentre osservavo, non qualcosa correlata al fatto che stavo osservando!

Ora, come facciamo a capire se c’è un nesso causale tra i casi di autismo osservati durante lo studio e la somministrazione del vaccino? Semplice, facciamo riferimento alla prevalenza nella popolazione generale, cioè andiamo a vedere qual è la percentuale di casi di autismo nella popolazione di bambini di quell’età. Secondo l’Istituto superiore di Sanità, la prevalenza in Italia è dello 0,44%; a livello mondiale arriva a punte del 2,4% in paesi particolari come l’Islanda. Ora, qual’è la percentuale di casi osservati durante gli studi clinici? Facile, 5/1764=0,28%. Vale a dire che la percentuale di casi osservati negli studi è inferiore di circa la metà rispetto a quella osservata nella popolazione generale italiana; ed è 12 volte inferiore a quella osservata nel paese che ha l’insorgenza “naturale” più elevata.

Ergo, da un punto di vista statistico NON c’è alcuna correlazione tra l’insorgenza dell’autismo e la somministrazione del vaccino.

Se tutto quanto ho scritto è chiaro, vi auguro buon Natale. Se non è chiaro, ma vi fidate perché ho studiato e lavoro nel settore da vent’anni, vi auguro ugualmente buon Natale; se non vi è chiaro MA pensate che io l’abbia scritto per miei inconfessabili interessi e COMUNQUE le Mamme Informate di Purchiano hanno ragione, ne possiamo discutere ancora dopo che sarò tornato dal viaggio ai tropici che le aziende farmaceutiche mi pagano per fare queste cose….

PS Passerò il Natale a casa, lo dico per le Mamme Informate di Purchiano…

Dico la mia. Nel documento della Glaxo sono segnalati 5 casi di autismo ma si tratta, appunto, di segnalazioni, tanto che, tra le altre, sono segnalati un morso di ragno, violenze domestiche, un incidente stradale e formazione di tappo di cerume alle orecchie. Nella stessa scheda sono segnalati un annegamento ed un incidente stradale, significa che i vaccini causano incidenti  o tappi di cerume?

Fonti:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/28/vaccino-esavalente-documento-riservato-glaxo-cita-lautismo/1238942/
http://www.medbunker.it/2010/01/vaccini-il-mondo-senza-vaccini.html
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6 pensieri riguardo “Una spina nel cuore

  1. Applausi per te e per il tuo amico.Tra le varie perle che l’analfabetismo funzionale genera, sicuramente una gran parte è dovuta alla incapacità di comprendere dati statistici da cui appunto poter poi trarre conclusioni errate.Suggerirei al miur di inserire almeno lo studio di elementi di statistica da qualche parte…diciamo che sacrificherei l’ora di religione in suo favore ecco!
    Riguardo gli statunitensi(se dico gli americani una mia amica argentina si incazzerebbe!😜) c’è da dire che se da un lato di stupidi ce ne sono è anche vero, come mi spiegava un amico avvocato, che li, causa il loro sistema giuridico, chiunque può intentare causa per qualunque cosa e per tanto, per tutelarsi, le aziende pensano a cosa possa far la gente con le cose rispetto al normale utilizzo e lo scrive per tutelarsi! Del resto una amica ostetrica ad esempio mi ha messo al corrente di cosa si infila, con conseguenze nefaste la gente…ora…negli Usa, metti che uno si infila un tosaerba (ammesso che ci riesca!😂 ), se la ditta produttrice non ti dice espressamente che no, non è quello l’uso, se uno lo fa e si fa male fa causa, a dispetto della propria dignità, e probabilmente la vincerà!🙊
    Ricordate gli ovetti Kinder? Da piccoli contenevano l’involucro composto da due metà e noi ce le sparavamo contro!Ebbene, per una di quelle sentenze ora non solo le due metà hanno una linguetta di connessione(non si spara più!) ma, mi pare di aver sentito(non ne ho la certezza però) che negli states hanno vietato le uova con sorpresa.In compenso però puoi comprarti una 44 magnum!😬🙊🤔

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