Petricore

Stamattina ho assistito ad uno spettacolo che non si rifarà vivo fino al 31 dicembre 2028. Ho assistito solo alla parte finale del fenomeno, ma è bastato per farmi capire quanto sciocchi e insignificanti siamo di fronte a certi avvenimenti.

Parlo ovviamente dell’eclisse totale di Luna.

La Luna ci ha riservato un raro spettacolo: non solo è in fase di plenilunio e alla minima distanza dalla Terra (357.344 km), ma si è trovata anche nel cono d’ombra creato dal nostro pianeta, che si è interposto tra il nostro satellite e il Sole.

L’allineamento Sole-Terra-Luna ha dato quindi vita a un’eclissi lunare totale. Valeva comunque la pena puntare la sveglia all’alba perché per vedere un’altra eclissi totale di Luna in cui sarà visibile tutta la fase di totalità bisognerà attendere il 31 dicembre 2028, mentre per la prossima eclisse totale di Luna visibile in tutte le sue fasi si dovrà aspettare il 20 dicembre 2029.

Come tutti i fenomeni naturali, le spiegazioni sono sempre possibili. Certo, un tempo, l’uomo delle caverne interpretava quei fenomeni come dei segni divini, attribuendo loro presagi fasti o nefasti, a seconda delle situazioni.

Ma già dai Sumeri in poi, il castello di credenze popolari è stato smontato con il progredire delle conoscenze scientifiche.

Ci sono poi delle cose che non sappiamo spiegare, ma grazie ai solerti scienziati che indagano, basta armarsi di pazienza e di connessione internet per arrivarne a capo.

Ad esempio, come mai quando piove sentiamo un odore particolare?

Piove sui giusti e sugli iniqui, come Schulz faceva dire a Charlie Brown, e dopo resta sospeso nell’aria un buon profumo, che di solito sa di pulito e di terra. Il familiare profumo di pioggia è il risultato della combinazione di tre diverse fonti, dovute a una serie di reazioni chimiche e fisiche.

La prima fonte, quella che ci fa dire di sentire profumo di pulito soprattutto dopo un temporale, è l’ozono. Le molecole di ozono sono formate da tre atomi di ossigeno. Ha un odore pungente che ricorda abbastanza quello che si sente in piscina a causa del cloro, disciolto in acqua come disinfettante. I fulmini che si formano durante i temporali possono causare la rottura delle molecole di azoto e di ossigeno, portando alla formazione dell’ozono, che viene poi portato a bassa quota dalle correnti che si formano tra le nuvole. Per questo motivo molte persone avvertono il profumo della pioggia ancora prima che arrivi, soprattutto d’estate, perché l’ozono può essere trasportato dai venti a grande distanza e precedere l’arrivo del temporale.

Il naso umano riesce a distinguere facilmente la presenza dell’ozono nell’aria. In media basta che siano presenti 10 parti di ozono per miliardo per percepire l’odore di pioggia. È un bene che il nostro organismo riesca a distinguerlo così facilmente: in alte concentrazioni l’ozono è molto pericoloso perché può danneggiare i polmoni. Alle concentrazioni in cui si trova durante un temporale e più in generale nell’aria che respiriamo tutti i giorni è invece innocuo.

Il profumo di pulito che si avverte dopo la pioggia è di solito accompagnato da un altro tipo di odore, più intenso e che sa di terriccio, soprattutto se l’acquazzone si verifica dopo una lunga serie di giornate non piovose. È causato dalla presenza nel terreno dei batteri appartenenti al genere Streptomyces che nel loro ciclo vitale producono la “geosmina” (da γεω, geo, “terra”, e ὀσμή, osmé, “odore”), un composto organico che diventa particolarmente odoroso quando aumenta l’umidità nell’aria.

Rispetto all’ozono, il naso umano è estremamente più sensibile alla presenza di geosmina, ne distingue la presenza nell’aria anche quando il suo livello di diluizione è pari a 5 parti per trilione. Per questo motivo l’odore di terra spesso copre quello di aria pulita dovuto all’ozono, soprattutto se ci si trova in aree poco urbanizzate. Nei contesti urbani, invece, essendoci meno suolo libero a disposizione dei batteri, si percepisce di più l’ozono perché non viene coperto da grandi quantità di geosmina.

Il profumo dolciastro che si accompagna a quello di pulito e all’odore di terra è causato dagli oli e dalle resine che sono prodotti dalle piante. L’umidità portata dalla pioggia li fa viaggiare più facilmente nell’aria.

Cinquant’anni fa i chimici australiani Isabel Bear e R. G. Thomas provarono a scoprire quali fossero le cause del profumo della pioggia facendo seccare dell’argilla, ed estraendo gli oli trovati al suo interno. Identificarono una sostanza giallastra che aveva un odore che ricordava quello della pioggia. Bear e Thomas idearono anche la parola “petricore” per indicare il profumo di pioggia: deriva dal greco, dall’unione delle parole πέτρᾱ (“pietra”) e ἰχώρ (“icore”, cioè linfa).

Anche una cosa semplice come l’odore della pioggia non è, alla fin fine, così banale!

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2 pensieri riguardo “Petricore

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