Copriti, che fa freddo!

Totò: “E’ camicia questa?”

Titina: “Quello che si vede è di camicia, quello che non si vede che si fa a fare? È stoffa che si spreca!”

Totò: “E metti che mi succede un incidente? Che figura ci faccio?”

Una delle scene più comiche che tutti noi abbiamo dovuto affrontare, essendo stati figli (di mamme apprensive), è la sequela di raccomandazioni in caso di partenza dalla casa paterna. Dico comiche perché le raccomandazioni delle mamme non si fermano davanti a nulla, arrivando ad affermare “vai piano” anche quando viaggiamo in treno!

Io, essendo partito per il militare molto giovane, ne ho sentite molte, ma per fortuna mio padre, il più delle volte, arrivati alla terza raccomandazione di fila, riusciva a stoppare la verve di mia madre. Una volta sola, ricordo che partivo per il Mozambico per una missione ONU, ebbi la cattiva idea di rispondere, minimizzando: “Va bene, ma mica vado in Africa!”.

Altre raccomandazioni assurde, tra le tante, sono quelle che riguardano l’abbigliamento, soprattutto la mitica “maglia della salute”, che secondo l’opinione delle mamme andrebbe indossata anche con 40 gradi all’ombra.

“Non sudare”, comunque, è al primo posto indiscusso tra le raccomandazioni ed è stata la colonna sonora dell’infanzia per me e per tanti altri bambini. Questa frase ci accompagnava dal momento in cui avevamo già una gamba fuori dalla porta di casa per andare a giocare a pallone in cortile. Ma come “Non sudare”? La mamma di Cristiano Ronaldo o quella di Messi mica glielo dicevano, “non sudare”!

“Non prendere freddo!” è invece probabilmente la frase che si sente dire più spesso in inverno. Ed è accompagnata quasi sempre da un “altrimenti ti ammali!”. Ma è proprio vero, che il freddo e il raffreddore sono correlati?

La convinzione che stare al freddo faccia ammalare è molto diffusa, soprattutto nei paesi dove il clima è mite per buona parte dell’anno, ma non ha basi affidabili: a oggi nessuna ricerca scientifica ha dimostrato in modo incontrovertibile che aria fredda, neve, pioggia e vento causino più facilmente raffreddore, mal di gola o influenza.

Per ammalarsi è infatti necessaria la presenza di un virus: in sua assenza semplicemente non può verificarsi un’infezione delle vie aeree superiori, quello che di solito chiamiamo appunto raffreddore.

In molti tendono a mettere il freddo in correlazione con il raffreddore, ma non c’è necessariamente un legame causa-effetto tra le due cose. I virus che lo causano, così come quelli dell’influenza, sono più diffusi nella stagione fredda ed è quindi naturale che ci sia un più alto rischio di ammalarsi tra autunno e inverno.

Questo è anche il periodo dell’anno in cui stiamo di più al chiuso, condividendo spazi ristretti e molto affollati con decine di altre persone: in ufficio, nei bar, alla posta e sui mezzi pubblici. L’areazione è molto ridotta rispetto alla stagione calda, per non disperdere il calore ed evitare che entri il freddo, e di conseguenza i virus che si diffondono per via aerea sono molto più concentrati e possono contagiare più persone.

Paradossalmente nella stagione fredda è il caldo a farci ammalare. Il riscaldamento negli edifici porta l’aria a essere più secca e a ridurre quindi l’idratazione delle mucose del naso (seni paranasali), una delle barriere che aiutano il sistema immunitario a tenere sotto controllo i virus. La mancanza di umidità rende anche più semplice la diffusione dei virus, che non trovano particelle d’acqua cui legarsi che li farebbero poi precipitare sugli oggetti, rimanendo per meno tempo in sospensione nell’aria.

Il rapporto causa-effetto tra freddo e raffreddore continua a essere una convinzione molto diffusa, dovuta in parte al senso comune e alla propria esperienza personale. Un raffreddore viene spesso spiegato col fatto di aver preso freddo il giorno prima, magari perché non ci si è coperti a sufficienza: “Ieri mi sono dimenticato la sciarpa e oggi ho mal di gola”.

Per come funziona il nostro modo di ragionare, tendiamo a notare di più le casualità quando sono utili per spiegare le cose che ci succedono. Pensiamo di aver preso il mal di gola perché eravamo senza sciarpa, trascurando il fatto che avremo sicuramente dimenticato di indossarla in molte altre circostanze, senza esserci mai ammalati.

Il mal di gola è stato causato da altro: un virus, che inoltre impiega diverso tempo prima di causare i sintomi; la causa del malanno era probabilmente già stata contratta prima della passeggiata senza la sciarpa.

Il freddo può causare ipotermia o congelamento, ma non potrà mai, da solo, causare il raffreddore.

9 pensieri su “Copriti, che fa freddo!

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