Storia, magistra vitae – Sovversione – parte quarta

L’ho premesso all’inizio di questo “polittico”, non sono né un fact-checker professionista, né un complottista minchione (scusate, ma non mi viene nessun altro aggettivo da associare a complottista), cerco sempre di basarmi sui fatti e di approfondire le fonti, anche se non sempre è possibile.

Come ho spiegato più volte, su quello che pubblico ci sono due fattori da tenere presenti. Il primo, ci metto la faccia. Non uso pseudonimi, falsi profili, non mi nascondo, insomma e quello che pubblico, lo pubblico a mio nome. Secondo, con il blog non ci guadagno niente, anzi, tra indirizzo e piano personalizzati ci spendo pure dei soldi. Giusto per la precisione.

Mi piace imparare cose nuove e quando ho assistito a una conferenza sulle PSYOPS tenuta dal mio amico Manuel mi si è aperto un mondo, del quale ero a conoscenza solo superficialmente.

Mi sono documentato e ho scritto questi quattro pezzi. Abbiamo visto così che un dissidente russo ci ha spiegato che la “sovversione” è stato lo strumento principale usato dall’URSS prima, da qualcun altro poi (questo lo aggiungo io), per scardinare i principi fondanti della società occidentale.

Quali sono le aree della società nelle quali si interviene per la sovversione?

Innanzitutto, la religione; distruggere la religione accettata e rispettata del paese-obiettivo, ridicolizzarla, sostituirla con sette e culti fake che portino l’attenzione della gente verso una fede primitiva, ingenua, non importa quale. La cosa importante è che il dogma religioso venga eroso lentamente e la gente allontanata dall’obiettivo supremo di ogni religione tradizionale: mantenere una profonda relazione con l’Essere supremo.

Poi, l’educazione: distrarre le persone dall’imparare cose vere, tradizionali e concrete, introducendo corsi come “storia del conflitto urbano”, “cibo naturale”, “economia domestica”, “la tua sessualità”: qualsiasi cosa, basta che allontani dal sapere vero.

Poi bisogna agire sulla cosiddetta vita sociale; rompere tutte le relazioni naturalmente stabilite tra individui, gruppi di individui e società come un tutto e sostituirle con organi artificialmente e burocraticamente controllati. Invece di relazioni naturali di amicizia e spontanea solidarietà, stabilire la mediazione di istituzioni di operatori sociali. Queste sono dipendenti della burocrazia. La loro preoccupazione principale non sarà la tua famiglia, tu o le relazioni sociali: sarà lo stipendio. Non importa cosa faranno, quello che interessa è che faranno di tutto per mostrare il loro lavoro al governo e alla gente per mostrare che sono utili, sostituendosi sempre di più alle relazioni dirette.

Poi, le strutture di potere. Gli organi di governo, tradizionalmente eletti dalla gente, vengono lentamente erosi e sostituiti da organi artificiali: gruppi di persone, che nessuno ha mai eletto ma che si trovano ad avere un potere incredibile. Un esempio sono i mass-media: chi li ha eletti? Eppure, decidono, con un potere incredibile, cosa è buono e cosa non lo è per la tua vita.

Se guardate i film degli ultimi venti-venticinque anni, gli ufficiali dell’esercito USA appaiono sempre cretini, rabbiosi, psicotici, paranoici, maniaci guerrieri. Il bandito, invece, fuma marijuana, usa eroina, ma fondamentalmente è una persona buona: è un creativo, è improduttivo soltanto perché è la società che lo opprime. Il poliziotto è un porco, rude, che abusa del suo potere. Sono generalizzazioni incentivate che portano all’odio, alla sfiducia verso le persone che devono proteggerti, che devono far rispettare la legge e l’ordine. La colpa dell’azione dei criminali è sempre della società, il singolo non è mai realmente imputabile per le sue azioni.

Infine, bisogna agire sulle relazioni di lavoro. In questa fase serve trasformare e distruggere tutte le tradizionali leggi contrattuali dirette tra padrone e lavoratore. I sindacati, da protezione dei lavoratori, diventano agenti di scontro. La contrattazione non deve avere più l’obiettivo di un accordo, che porti alla miglioria delle condizioni di lavoro e aumento di salario, bensì trasformare la relazione in scontro, in tensione, con scioperi, sabotaggi, picchetti, intimidazioni.

Su quest’ultimo punto, i più anziani dei lettori concorderanno, le aziende sono ormai un terreno di scontro tra un “padrone” e un “sottoposto”, ma una volta non era così. Il proprietario era una sorta di capofamiglia, le aziende erano luoghi dove si lavorava, ma si era anche accolti. In qualche caso è ancora così. La Ferrero, ad esempio, istituisce una borsa di studio per i figli dei dipendenti per permettere loro di frequentare l’università.

I principali strumenti usati nella sovversione, affermò Bezmenov, erano

“corrompere i giovani, farli interessare al sesso, allontanarli dalla religione, renderli superficiali e moralmente deboli”.

Si tratta inoltre di minare l’autorità dei leader, in modo che i giovani li disprezzino e li trovino ridicoli, e di cancellare le vecchie virtù morali, come l’onestà, la sobrietà, l’autocontrollo, la fiducia nella parola data. La sovversione, per sua natura, doveva essere realizzata principalmente in tutti quei luoghi e quelle istituzioni che si occupano di educazione, come scuole, chiese, centri culturali, mass media.

Giustamente Bezmenov sottolineò che, benché tutto lasci pensare che durante la guerra fredda l’America abbia respinto il comunismo sovietico, in realtà, proprio in virtù della sovversione ideologica, nella maggior parte delle università, nel mondo culturale e nei mass media lungo tutti gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso l’indottrinamento marxista-leninista fece passi da gigante, senza mai essere adeguatamente controbilanciato da analoghe strategie attuate in nome dei valori americani tradizionali.

Per ritornare a quanto affermato da Bezmenov e quanto da me scritto in questi quattro articoli (ma avrebbero potuto essere molti di più), se qualcuno di voi, tra le cose che ho scritto, ha notato qualcosa che corrisponde a situazioni attualmente esistenti, si inizi a preoccupare. Se non avete notato niente di strano e state pensando “ma dai, ti pare che la Russia abbia messo in moto una macchinazione del genere?”, attenzione, potreste già essere stati infettati dalla sovversione!

Ho però affermato al termine di “Storia, magistra vitae – Sovversione – parte terza” che ce la faremo. Che la società ce la farà. Come faccio ad affermarlo? Principalmente per tre motivi.

  1. L’Occidente ha complessivamente un alto numero di anticorpi, sia per la situazione sociale, in qualche modo ancora ancorata alle tradizioni, sia per il benessere che è abbastanza sviluppato. E le sacche di resistenza (ad esempio, il diritto di difendersi, che negli Stati Uniti resiste ancora) sono ancora molte.
  2. Nel 1989, con il crollo del muro e la caduta dell’URSS, ci sono voluti molti anni per ricominciare, ed in alcuni casi la sovversione aveva, come spiegò Bezmenov, preso il percorso inverso, per cui hanno dovuto ricominciare daccapo;
  3. La tecnologia ha avuto uno sviluppo che era impensabile anche per il più visionario degli uomini di cinquant’anni fa. E potrebbe essere un boomerang per i “sovvertitori” (ma anche una potente arma, attenzione).

Ricordate che ci sono ancora in giro molti ex ufficiali del KGB. Hanno sia il know-how che l’intelligenza per svolgere operazioni lungimiranti e ingegnose. Non conosciamo il loro “endgame” e nemmeno sappiamo quanto del loro addestramento nel KGB abbiano ancora, ma alla luce degli eventi attuali, ci può essere un modo per ottenere una comprensione più profonda: studiando le parole di Yuri Alexandrovich Bezmenov, un ex agente del KGB scappato in Canada nel 1970.

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6 pensieri riguardo “Storia, magistra vitae – Sovversione – parte quarta

  1. E tutto interessante e plausibile però a me pare che in tutto ciò manchi la controparte che in quanto a capacità di macchinazione e persuasione occulta non è seconda a nessuno! Ricordo ad esempio tutto il contrabbando di oggetti del desiderio che la Cia mise in piedi per “corrompere” i giovani sovietici con il mercato nero di LP, di jeans, profumi ecc ecc! A mio avviso in questa guerra hanno perso tutti.Anzi, i soli vincitori che si son presi il controllo di risorse materiali ed economiche sono le grandi multinazionali e organizzazioni finanziarie nei cui consigli di amministrazione puoi tranquillamente trovare seduti fianco a fianco un russo e uno statumitense ma anche un arabo con un ebreo della serie che chi fa i soldi, quelli veri vive altre vite! Unici che forse, e sottolineo il forse perché non ho una buona conoscenza di loro , dico gli unici al di fuori forse sono i cinesi che…se continuano così comprano Usa, Europa e Russia tutte insieme…

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    1. 🙂 se nessuno si è preso la briga, caduta l’Unione Sovietica, di invertire la rotta, forse è perché a qualcuno che conta questa situazione fa comodo. Avere un buon numero di persone che non hanno gli strumenti per difendersi dal condizionamento fa molto comodo

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