Brrrr, che caldo!

La scorsa settimana un’ondata di gelo si è abbattuta sugli Stati Uniti e sul Nord Europa.

Normale, direte voi, è inverno! Insomma… Quando vengono cancellati quasi cinquemila voli, a causa di tempeste di neve, e quando le previsioni dicono che la cosa perdurerà ancora per un paio di mesi, a me tanto normale non sembra.

Eccoli lì, i piccoli complottisti, pronti ad urlare “ecco, vedi! il riscaldamento globale è una fandonia!”. Poveri piccoli, non sanno che quello che si sta verificando è dovuto proprio al riscaldamento globale. Che poi ci sia un motivo antropico, quello è tutto da provare.

Lo avevo detto in “Pro domo nostra“,

“la mescolanza di scienza e politica è una pessima combinazione, con una pessima storia alle spalle (autocit.)”.

Che il riscaldamento globale sia in atto, nessun dubbio da parte della maggior parte degli scienziati del settore (anche se, come ricordo sempre, la scienza non è democratica); che sia in atto a causa dell’intervento dell’uomo, è ancora parte di un ampio dibattito.

Ma cosa sta accadendo in questi giorni?

Dovete sapere (faccio il saputello, ma non lo sapevo neanche io…) che sopra i poli ci sono due formazioni metereologiche, dette vortici. Tali vortici si formano tra ottobre e novembre, quando la radiazione solare inizia ad affievolirsi, e durano fino a fine marzo – inizio aprile. Hanno una duplice funzione: intrappolare l’aria artica in un’area di bassa pressione sia per tenere lontana quella più calda sia per preservare i ghiacci eterni.

Il vortice dell’Antartide (Polo Sud) è completamente circondato dal mare, mentre quello dell’Artico è molto vicino alle terre dell’emisfero nord, e con la sua forma, che non è perfettamente circolare, ma ha come delle orecchie allungate (immaginate un colbacco posizionato sul polo con i paraorecchie aperti) che scendono verso sud, influenza i fenomeni metereologici di quelle aree.

Infatti, ora che la sua forza si sta indebolendo il risultato è che l’aria gelida può scendere in basso, mentre quella calda va a riscaldare le nevi polari.

Quello che è accaduto negli USA è la prima avvisaglia che il sistema dei vortici non sta funzionando come si deve. Già l’anno scorso i meteorologi avevano notato che il vortice del nord si era spezzato in due parti.

Ma quest’anno potrebbe essere peggio.

Negli ultimi giorni gli esperti hanno notato tre vortici separati, che si stanno spostando rispetto alla loro traiettoria ideale, e hanno lanciato l’allarme: l’inverno sarà lungo e scenderà molta neve.

Chiaramente, si tratta di previsioni e come tutti sappiamo, le previsioni metereologiche sono sempre molto complesse a causa dell’immensità di fattori in ballo. E tra quei fattori ce n’è uno da tenere presente. L’effetto serra.

Infatti la riflessione della luce solare provocata dal biancore della neve in Siberia, scalda gli strati d’aria superiori e innesca il cosiddetto SSW. Con questa sigla si intende indicare un fenomeno (in inglese Sudden Stratospheric Warming) di riscaldamento anomalo della stratosfera terrestre.

Poiché l’Artico si sta sciogliendo a causa dell’effetto serra, la catena di eventi innescata con il flusso di aria che è sceso a est dalla stratosfera verso la troposfera si è andata moltiplicando. Come?

La corrente d’aria che spira a circa 10 chilometri di altitudine si indebolisce e si sposta verso sud, facendo uscire l’aria fredda delle regioni polari, proprio come accade quando si apre la porta del frigo.

Ma non è una cosa mai accaduta. Infatti ricordo che nel mese di aprile, nel 1995, nel 2001 e nel 2003, vi furono delle nevicate che paralizzarono mezza Italia. Ma mentre la prima e l’ultima volta non me ne accorsi, perché altrove (nel ’95 all’estero, nel 2003 a Taranto), ricordo che nel 2001 ero a Forlì  e rimasi bloccato in macchina quasi tutto il giorno perché, testardo, volevo andare a lavorare a tutti i costi.

Per fare il cambio stagione negli armadi, tranquilli, ci sarà ancora da aspettare.

 

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