Est modus in rebus

Ognuno di noi a scuola ha avuto una materia preferita, e la preferenza era magari slegata dal rendimento nella materia stessa; a me, per esempio, piaceva la filosofia, non tanto perché vi eccellessi, ma perché è una materia che porta alla riflessione.

Ricordo di serate passate a chiacchierare con altri, come me, adolescenti, pieni di disagi esistenziali, brufoli e tutto l’armamentario di quell’età: serate a parlare di Schopenhauer, Kierkegaard o Nietzsche, magari capendone il 10%.

Poi si cresce, si inizia ad avere sempre meno tempo per queste cose, si è adulti, ormai, tutti si aspettano che uno impieghi il tempo in maniera più produttiva.

Io ringrazio sempre il fatto che quel ragazzo di diciotto anni non è mai scomparso del tutto, e oggi, che di anni ne ho cinquanta, ogni tanto fa capolino, tra gli impegni con il lavoro, il tempo (poco, troppo poco) passato con la famiglia e quello (ancora di meno) passato con gli amici.

Mi rendo conto che i discorsi sono cambiati, parliamo di altre cose, continuando a capirne non più del 10% (quello non cambia).

Ultimamente sto diventando intollerante a un sacco di cose, e sto diventando una mistura tra il “Bisbetico” di menandriana memoria, il vecchietto di “Up” e lo Scrooge di Dickens.

Soprattutto mi spaventa la facilità con cui si esprimono opinioni sui social pur avendo una visione parziale dell’argomento.

Voltaire alla domanda “cos’è la tolleranza?”, rispondeva:

“La Tolleranza è la necessaria conseguenza della comprensione della nostra imperfezione umana. Errare è umano e a noi questo capita continuamente. Perciò perdoniamoci gli uni gli altri le nostre follie. Questo è il primo principio del diritto naturale”.

Io mi chiedo, però, la tolleranza ha un limite? Ed è giusto tollerare gli intolleranti?

“Perdoniamoci gli uni gli altri le nostre follie”. Magari fosse così semplice.

Popper diceva che:

Se noi concediamo all’intolleranza il diritto di essere tollerata, allora noi distruggiamo la tolleranza”.

E aggiungeva che in Germania il nazismo ebbe terreno fertile proprio per il fatto che tutto doveva essere tollerato, pur di dare un’impressione di democrazia.

“Tutto è accettabile! Così il relativismo porta all’anarchia, alla mancanza di leggi, e al dominio della violenza.”

continuava Popper, inventando il famoso paradosso.

Ora, prima di portare il ragionamento ai giorni nostri, dobbiamo capire la differenza tra “pluralismo” e “relativismo”.

Il relativismo è la posizione che tutto può essere affermato, o praticamente tutto. Tutto è vero, o niente è vero. Pertanto la verità è un concetto senza significato.

Il pluralismo è la posizione che, nell’interesse della ricerca della verità dovrebbe essere favorita la competizione tra tutte le teorie. Questa competizione consiste nella discussione razionale delle teorie e nell’eliminazione critica delle teorie più deboli.

La discussione dovrebbe essere razionale, e ciò significa che dovrebbe avere a che fare con la verità delle teorie in competizione: la teoria che sembra avvicinarsi di più nel corso della discussione critica è la migliore; e la teoria migliore rimpiazza la teoria più debole.

Pertanto la questione in gioco è quella della verità.

Ma come oggi si possa arrivare alla verità, in un mondo dove gli interessi economici schiacciano la moralità, dove non vi è più rispetto per i ruoli, dove per raggiungere un risultato fai sacrifici e magari vieni schiacciato da chi la parola sacrifici non sa nemmeno come si scrive, questo neanche i filosofi migliori possono dirlo.

Etimologicamente, il sostantivo “tolleranza” deriva dal latino “tolerantia”, derivante a sua volta dal verbo “tòlero”. Anche in altre lingue, la cui origine non proviene direttamente dal latino, la radice indo-germanica vuol dire “portare”, per cui il verbo indica il “sopportare”, il “sostenere”, tanto in senso fisico (un peso) quanto, traslato, in senso figurato (il sopportare un’altra persona o un’altra condizione, altra ideologia, etc.).

Poiché si sopporta ciò che per motivi di forza maggiore non si può ne evitare, ne modificare a proprio vantaggio, appare subito evidente che il significato connota un atteggiamento sostanzialmente passivo.

La società è cambiata, e con essa la capacità di tollerare e la mancanza di una “ricetta” valida per capire e risolvere la questione sollevata da Popper ci porta a costituire una modalità di convivenza flessibile, da adattare alle singole circostanze, più che sulla base di astratti principi.

Il dubbio che ho sempre avuto è: chi stabilisce i limiti? Perché se è vero con il passare degli anni alcuni concetti restano uguali, altri si sono evoluti, e con essi i limiti di tolleranza. Ciò che fino a qualche anno fa era intollerabile, oggi non lo è. Ma chi lo stabilisce?

L’unica cosa che possiamo fare è capire, cercare di capire, mantenendo quello spirito da diciottenni curiosi che passavano le serate a discorrere della “critica della ragion pura”. E tollerare. O intollerare.

O tollerare certe intolleranze e non tollerarne altre, come pure non tollerare delle tolleranze. Vabbè, mi sono capito.

Annunci

11 pensieri riguardo “Est modus in rebus

  1. Forse la tolleranza dobbiamo accostarla alla valutazione delle conseguenze. Chiarisco il concetto terra terra come al mio solito! Ad esempio…sono ateo e sono però tollerante verso chi ha fede in religioni a patto che queste fedi non impediscano a me o ad altri di esercitare il mio diritto alla libertà di scelta. Quindi se uno si limita a credere per me va bene e resto tollerante ma se l’altro ad esempio mi impedisce che so, l’eutanasia o il divorzio o altro, sulla base del suo credo, ecco che ciò provoca una diminuzione della mia libertà e quindi un danno. Quando le conseguenze di determinate azioni provocano un danno allora si diventa intolleranti.
    Altro esempio…manifestare un dissenso è più che tollerabile ma se la manifestazione trascende e tu mi incendi l’auto allora ciò non è tollerabile. E così via…quindi alla fine credo che sia tollerabile tutto ciò che non causa danno mentre è perfettamente tollerabile tutto ciò che, anche se non ci piace, piace ad altri e purchè resti lontano dal nostro confine.

    Piace a 1 persona

    1. Quindi se ti impedisco il divorzio non per una questione di fede, non ti faccio danno? Oppure, se ti dimostro che ho ragione ad impedirlo, non ti faccio danno? Il discorso è sempre lo stesso, il confine tra tolleranza e intolleranza è opinabile e non si sa dov’è

      Mi piace

      1. Certo, anche se non è una questione di fede il danno resta palese perchè diventa una prevaricazione ma dubito che nel caso specifico vi sia chi sia contrario a ciò senza una impostazione religiosa alle spalle!
        Invece la “dimostrazione” penso che possa essere valida solo riguardo cose scientifiche e quindi dimostrabili mentre per le questioni sociali più che di dimostrazioni restiamo sempre nel campo delle opinioni e…opinioni diametralmente opposte causano attrito proprio quando tendono a voler prevalere sull’altra pur se non ce ne sarebbe necessità. Infatti ho fatto quegli esempi stupidi proprio per dire che…se io divorzio non faccio danno a te quindi perchè te dovresti preoccuparti di ciò che è della mia vita? Io penso che si, quel confine è abbastanza opinabile come dici però magari qualche discriminante in più come appunto il danno causato può aiutare a riflettere. Io almeno moralmente la penso così e non farei mai qualcosa contro altri se ciò andrebbe a far del male. Poi ovvio…se il vicino di casa alle 3 di notte mi mette lo stereo a palla magari divento un tantino intollerante pure io ma in quel caso se gli spacco lo stereo in testa magari un po’ di ragione ce l’avrei no? 😀

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...