Un finale a sorpresa, mescolato, non agitato

Nei film ciò che conta, in genere, è il coinvolgimento degli spettatori.

Io non riesco a farmi coinvolgere dai film “d’autore” (è un limite, lo so), quelli che già dal titolo evocano pensieri di scarsa digeribilità.

Eccezione, i film di Clint Eastwood, che nella seconda parte della sua carriera, quella da regista, si è prodotto in film veramente belli. “I ponti di Madison County”, “Million dollar baby”, “Gran Torino” o “American Sniper” sono dei piccoli capolavori.

Ciò che a volte invece ottiene il massimo del coinvolgimento sono i film con il finale che non segue una narrazione lineare, ma tutt’altro. Il famoso “finale a sorpresa”.

Molti registi hanno deciso di osare proponendo un gran colpo di scena al finale, un vero e proprio rovesciamento a pochi minuti dal termine della pellicola.

Non è una narrazione tipica dei tempi moderni, in realtà la usavano già i greci (“Edipo Re” e “Orestea” sono gli esempi migliori) e quando ero ragazzo ricordo che la serie tv “Ai confini della realtà” faceva la stessa cosa.

Fra i finali più celebri di quella serie, ricordo l’episodio “Tempo di leggere”, in cui il protagonista, rimasto solo dopo una catastrofe nucleare e avendo di conseguenza finalmente la possibilità di dedicarsi alla sua passione, la lettura, rompe inavvertitamente gli occhiali nella sequenza finale.

Poi ci sono i film per il grande schermo; ecco alcuni dei migliori film (da recuperare assolutamente, se non li avete visti) con un finale a sorpresa.

Se7en, David Fincher (1995)
Uno dei migliori film del regista americano David Fincher. Due poliziotti, uno calmo e riflessivo (Morgan Freeman) ed un altro aggressivo ed impulsivo (Brad Pitt) danno la caccia ad un serial killer invaghito di misticismo che uccide “seguendo” i sette vizi capitali.
La caccia all’uomo continua finché il killer non si presenta autonomamente in centrale di polizia e propone un ultimo accordo. Il colpo di scena è certamente l’elemento fondante del film, tanto che la produzione decise di non accreditare Kevin Spacey fino alla proiezione del film.

I soliti sospetti, Bryan Singer (1995)
Fenster (Benicio Del Toro), Dean Keaton (Gabriel Byrne), Todd Hockney (Kevin Pollak), Ray McManus (Stephen Baldwin) e Verbal Kint (Kevin Spacey) sono 5 criminali che hanno organizzato un grande colpo, commissionatogli da Kaiser Soze, criminale senza volto che tutti temono. La polizia prova inutilmente a capirci qualcosa.
Insieme a Seven di David Fincher, è stato il capostipite di tutta una serie di film che hanno cercato di emularne la struttura narrativa, solitamente con risultati decisamente inferiori (i discreti e derivativi “Identity” di James Mangold e “Slevin – Patto criminale” di Paul McGuigan, sono un esempio perfetto).

The Game, David Fincher (1997)
Ancora David Fincher in questa rassegna, distinguendosi come uno dei più abili registi nel campo del thriller a cavallo dei due millenni. Con Micheal Douglas e Sean Penn, un uomo razionale e disilluso si iscrive ad un’associazione per giochi di ruolo. Dal momento della sua iscrizione la sua vita diventerà un incubo allucinante.

Il sesto senso, M. Night Shyamalan (1999)
Cole Sear (Haley Joel Osment) ha delle visioni extrasensoriali. Malcolm Crowe (Bruce Willis), psicologo dell’infanzia, cercherà di far luce sulla vicenda e proverà a ricucire i rapporti con la moglie.
Non poteva nemmeno mancare un film di M. Night Shyamalan, infatti il regista, del plot twist finale, ne ha fatto un vero e proprio marchio di fabbrica (come non ricordare i finali di “The village” o “Split”). Se pur al limite della scorrettezza verso lo spettatore, il finale indubbiamente funziona e difficilmente non vi rimarrà impresso. La gestione della suspense si avvicina, almeno negli intenti, a quella hitchcockiana, grazie anche ad una regia elegante, quadrata e mai modaiola.

The Others, Alejandro Amenabar (2001)
“The Others”, girato nel periodo d’oro di Nicole Kidman, è un film a cavallo tra thriller ed horror. Nel 1945 vive una famiglia sull’Isola di Jersey, i cui figli soffrono di una malattia per cui non possono essere esposti alla luce del sole. La madre interpretata dalla Kidman è iperprotettiva e paranoica, finché i suoi figli non le riferiscono di avvertire strane presenze in casa.

Saw – L’enigmista, James Wan (2004)
Primo capitolo di una serie horror che avrà un’immensa fortuna e che ad oggi conta ben otto capitoli. Saw fu girato con un budget bassissimo in una sola location, diventando in seguito un cult horror.
Un serial killer spietato dal nome Jigsaw si diverte ad uccidere indirettamente le proprie vittime tramite un sistema di sadiche torture che portano alla morte. Il film si apre “in medias res” e tocca allo spettatore risalire all’identità di Jigsaw e capire il perché delle torture.

The prestige, Christopher Nolan (2006)
Londra, età vittoriana. Due maghi apprendisti, Robert Angier (Hugh Jackman) ed Alfred Borden (Christian Bale) sono colleghi e buoni amici. Durante un numero, uno spiacevole incidente cambierà le dinamiche dei rapporti fra i due. La rivalità dei due darà inizio ad una crudele gara che si trasformerà ben presto in ossessione totale. Un film che tratta il tema del doppio e dell’illusionismo, con effetto sorpresa finale.

Shutter Island, Martin Scorsese (2010)
“Shutter Island” è uno dei film più conosciuti ed apprezzati di Martin Scorsese e una delle migliori interpretazioni di Leonardo di Caprio. Grazie ad un cast spettacolare e ad una regia abbastanza illuminata, si cerca di portar luce su un caso di evasione dalla prigione di massima sicurezza di Shutter Island.
Saranno inviati ad indagare sul caso gli ispettori Edward Daniels e Chuck Aule, ma l’isola sembra essere più ostica del previsto. Il colpo di scena finale è uno dei più conosciuti nel cinema recente.

Cito anche “Arlington Road – L’inganno”, “Orphan”, “The Mist”, “Schegge di paura” e il capolavoro “Memento”, che, oltre ad avere un finale a sorpresa, è girato al rovescio… meglio di così!

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