Il corridoio vasariano

L’Italia è un posto meraviglioso.

Meraviglia deriva dal latino “mīrabĭlia”, letteralmente “cose meravigliose”, plurale dell’aggettivo “mīrabĭlis” ed è il sentimento vivo e improvviso di ammirazione, di sorpresa, che si prova nel vedere, udire, conoscere cosa che sia o appaia nuova, straordinaria, strana o comunque inaspettata.

Chi di voi ha percorso via labicana a Roma e si è trovato stretto tra il Colosseo e Colle Oppio non può non aver provato quel senso di meraviglia. O percorrendo la strada statale 79 “Ternana”, trovandosi davanti alla Cascata delle Marmore, oppure alla vista della Marmolada (da Rocca Pietore) o di una qualunque delle bellezze del nostro paese.

Io ho avuto la fortuna di viaggiare molto, da ragazzo, anche perché la benzina costava poco e si poteva andare in giro con poche lire.

Uno dei posti più belli che abbia mai visto è a Firenze, e devo dire che sono stato fortunato, perché grazie ad un amico, ho avuto un “tour” molto particolare in questo luogo a sua volta molto particolare.

Tutto nacque nel 1565, quando nel capoluogo Toscano comandavano i Medici. Cosimo era andato al potere nel 1537, a soli 17 anni, dopo l’assassinio del duca di Firenze Alessandro de’ Medici.

Cosimo era feroce e sanguinario, ma non nei confronti del popolo, quanto piuttosto nei confronti dei nobili che non riconoscevano la sua autorità. Però capiva che l’espansione del potere andava anche per altri lidi.

Inizialmente Cosimo cercò di sposare Margherita d’Austria, figlia dell’imperatore e vedova del duca Alessandro. Ma non ottenendo che un secco rifiuto sposò nel 1539 Eleonora di Toledo, figlia di Don Pedro Alvarez de Toledo, marchese di Villafranca e viceré spagnolo di Napoli.

Su consiglio dell’architetto aretino Giorgio Vasari fondò, il 13 gennaio 1563, l’Accademia e Compagnia dell’Arte del Disegno il cui ruolo e prestigio crebbero fra il Cinque e il Seicento grazie allo straordinario contributo di Accademici come Michelangelo Buonarroti, Francesco da Sangallo, Benvenuto Cellini, Bartolomeo Ammannati, il Giambologna, Galileo Galilei, e tanti altri.

E quando il figlio, Francesco, si sposò con Giovanna d’Austria, il 18 dicembre 1565, per festeggiare l’ingresso della Toscana nel novero delle Nazioni europee, fece dei festeggiamenti che durarono mesi.

Furono realizzate grandiose scenografie in tutta la città, a partire da Santa Maria del Fiore, dove il matrimonio fu celebrato. Accanto ad esse vennero tuttavia realizzate anche delle opere permanenti, come gli affreschi nel Cortile del Michelozzo in Palazzo Vecchio, che modificarono il volto alla città.

In precedenza, sempre nell’ambito dei festeggiamenti, Cosimo aveva chiesto al suo amico Vasari di realizzare una passerella sopraelevata per collegare come via privata di collegamento il vecchio Palazzo Ducale, detto appunto Palazzo Vecchio, e Palazzo Pitti, nuova residenza granducale.

Gli esponenti della famiglia Medici avrebbero potuto così attraversare la città, Arno compreso, senza essere visti né fermati.

Il progetto del Vasari aveva previsto delle finestrelle con vista sull’Arno e sulle strade che passavano sotto. Il mercato delle carni che si svolgeva su Ponte Vecchio fu trasferito per evitare cattivi odori al passaggio del granduca e al suo posto furono spostate le botteghe degli orafi che ancora oggi occupano il ponte.

Per realizzare il Corridoio fu necessario attraversare qualche casa torre privata e tutti diedero il permesso; tutti tranne la famiglia Mannelli. Il Vasari così si vide costretto ad aggirare la torre con il percorso per non interrompere la sua corsa verso il palazzo di famiglia che si trovava Oltrarno.

Per lo meno per i primi 200 anni il Corridoio Vasariano fu utilizzato esclusivamente come passaggio tra le residenze. Il percorso, per quanto fosse lungo solo circa un km, veniva attraversato probabilmente con una piccola carrozzella, adibita al trasporto di 2 persone. Lungo il passaggio inoltre è immaginabile che vi fossero panchine e sedute per riposare.

Il corridoio esiste ancora e collega la Galleria degli Uffizi a Palazzo Pitti. Oggi è un piccolo museo a parte rispetto alla celebre Galleria, anche se attualmente è chiuso per lavori. L’ ingresso al passaggio si trova al primo piano della Galleria degli Uffizi, dietro ad un portone quasi anonimo.

Una volta superato il portone di ingresso al Corridoio Vasariano sembra quasi di entrare in un’altra dimensione, tanto l’ambiente, silenzioso e quasi surreale, appare differente rispetto a quello della Galleria.

L’allestimento espositivo è grossomodo quello studiato nel 1973 dall’allora direttore della Galleria degli Uffizi. Alle pareti del Corridoio sono appesi numerosi dipinti di autori delle scuole e “tendenze” italiane tra XVI e XVII.

Conserva inoltre la più completa collezione europea di autoritratti di artisti, da Andrea del Sarto a Chagall a Guttuso, iniziata dal Cardinal Leopoldo de’ Medici nel XVII secolo.

Poco dopo l’ingresso, l’atmosfera quasi magica del Corridoio si interrompe per alcuni metri, quando ci si trova ad attraversare un tratto che fu gravemente danneggiato da un attentato di stampo mafioso nel 1993. Nella notte tra il 26 ed il 27 maggio 1993 un’auto carica di esplosivo fu fatta esplodere nei pressi della Torre dei Pulci, tra via Lambertesca e via de’ Georgofili e 5 persone persero la vita.

Nel punto centrale in cui il Corridoio attraversa il Ponte Vecchio si apre uno dei punti panoramici più belli di tutto il percorso. In questa parte infatti nel 1939 Benito Mussolini fece realizzare delle grandi finestre panoramiche che consentono una splendida vista sull’ Arno verso il Ponte di Santa Trinità.

Le aperture furono create in occasione di una visita ufficiale di Adolf Hitler, che sembra rimase così colpito da questa vista sul Ponte Vecchio da ordinare di risparmiarne la distruzione nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

Oltrepassato l’Arno si osserva un’ennesima curiosità del Corridoio ovvero l’affaccio sulla Chiesa di Santa Felicita. Ad un tratto sulla destra si apre infatti una grande finestra con grate di ferro ed un balcone affacciati direttamente sull’ interno della Chiesa.

Da qui i Medici assistevano alla Messa, potendo contare ancora una volta su di una postazione privata e privilegiata, che consentiva loro di non mischiarsi col popolo.

Con l’arrivo dei Lorena ed il testamento dell’Elettrice Palatina Anna Maria Luisa de’ Medici gli Uffizi divennero un luogo pubblico da privato. Anche il Corridoio pertanto perse la sua funzione di passaggio privato.

Come dicevo, il Corridoio Vasariano è chiuso in questo momento. Il progetto per la ristrutturazione del Corridoio prevede la sua definitiva apertura al pubblico come passaggio tra la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti nel 2021.

E se vorrete rimanere meravigliati, vi consiglio di andarlo a visitare.

4 pensieri su “Il corridoio vasariano

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