La musica nascosta

Ho avuto la fortuna, da ragazzo, di vivere a Napoli.

In realtà con i miei genitori abitavo in provincia, a Pomigliano d’Arco, ma frequentando la Scuola Militare Nunziatella ero praticamente al centro della città (quelle volte che riuscivo ad approfittare della “libera uscita”).

È molto difficile individuare un centro città, a Napoli, anche se il cosiddetto “centro storico” corrisponde al nucleo originario della città; contiene i quartieri Avvocata, Montecalvario, San Giuseppe, Porto, Pendino, Mercato, Stella, San Carlo all’Arena, Chiaia, San Ferdinando, San Lorenzo, Vicarìa e parte delle colline del Vomero e Posillipo.

Il luogo ove è ubicata la Scuola è la collina di Pizzofalcone, nota anche col nome di Monte di Dio, ed è una zona di Napoli che fa parte del quartiere San Ferdinando, situata fra il borgo Santa Lucia, il Chiatamone e Chiaia.

Sono posti bellissimi, vi si trovano stradine strette, antiche botteghe, la maggior parte delle sedi universitarie, chiese, musei, monumenti, scavi, palazzi storici e siti archeologici che sono valsi la nomina a patrimonio dell’UNESCO nel 1995.

Negli anni che ho passato da quelle parti, la nostra attività principale era girare per ammirare i vicoli e i tanti scorci che offrivano, gli interni dei palazzi, le botteghe e i negozi tipici, ma rimanevamo meravigliati soprattutto dagli abitanti.

Ricordo che una volta, mentre eravamo intenti a spiegare il “Complesso Monumentale di Santa Chiara”, più noto come “Munastero (o Munasterio) ‘e Santa Chiara”, ad un paio di donzelle (sperando ovviamente di essere ricambiati con ben altri tipi di spiegazioni), ci si parò davanti una signora anziana che ci obbligò ad entrare in casa propria ed accettare caffè e biscotti.

Sono convinto che certe cose capitino solo a Napoli.

A poco più di 200 metri dalla Chiesa dedicata alla Santa di Assisi, c’è Piazza del Gesù, una delle piazze più belle del centro di Napoli. In quella piazza si affaccia la “Chiesa del Gesù Nuovo a Napoli”, capolavoro di arte barocca, con una facciata particolare, in piperno.

Il piperno è una roccia magmatica presente nelle zone dove c’è stata attività vulcanica, quindi abbonda in Campania, e le zone da cui si ricavava erano Quarto, le zone di Soccavo e Pianura, e Nocera Inferiore.

Originariamente quella che oggi è una Chiesa era un edificio civile, un palazzo appartenente ai nobili Sanseverino che successivamente fu espropriato (pare perché la nobile famiglia appoggiava la rivolta popolare contro l’Inquisizione) e venduto dal fisco ai gesuiti alla fine del Cinquecento.

Proprio in quella piazza, la Compagnia di Gesù creò la cosiddetta insula gesuitica, affiancando al palazzo altre due strutture che si affacciano ancora oggi sulla piazza: il Palazzo delle Congregazioni e la Casa Professa dei padri Gesuiti.

Una volta acquistato il palazzo Sanseverino i gesuiti decisero di farne una chiesa, e affidarono l’incarico della ristrutturazione a due confratelli architetti, Pietro Provedi e Giuseppe Valeriano. Dell’originaria struttura del palazzo Sanseverino non rimase che la parte esterna che affaccia sulla piazza, con il suo portale rinascimentale in marmo chiaro che venne, comunque, profondamente rimaneggiato.

I lavori terminarono soltanto nei primi anni del Settecento, precisamente nel 1725. In conseguenza alla cacciata dei gesuiti dal Regno di Napoli la Chiesa passò poi all’ordine francescano per poi tornare di proprietà dei gesuiti quando questi furono riammessi nel regno.

Numerosi lavori furono svolti nel secolo successivo anche all’interno della chiesa, e si può dire che l’unico elemento che è perdurato nel tempo pressoché uguale sia appunto la sua facciata.

La sua superficie in pietra scura presenta la forma caratteristica del bugnato: si tratta di una tecnica molto antica, mai caduta in disuso sebbene si sia modificata nel tempo, che consiste essenzialmente nella sovrapposizione di grossi blocchi di pietra lavorati in modo che ogni singolo blocco risulti aggettante (che sporge in fuori), contribuendo a conferire grandiosità alle strutture dove viene impiegato.

L’effetto ottico prodotto dal bugnato è, in pratica, quello di una serie di elementi che “escono” rispetto ai giunti orizzontali e verticali dei singoli blocchi. Tra le tante tipologie di bugnato, quella adoperata per la Chiesa del Gesù nuovo è il cosiddetto bugnato “a punta di diamante”, cioè quel tipo di lavorazione a blocchi dai quali sembrano fuoriuscire tanti “punteruoli” di base quadrata, simili appunto a diamanti.

L’effetto complessivo della parte frontale del Gesù Nuovo è talmente suggestivo che, anni fa, venne persino scelta per decorare il retro dei pezzi delle diecimila lire italiane.

Roberto Sanseverino, al momento della costruzione del palazzo, fece incidere dei particolari simboli a lato delle bugne; si narra che venne creato dai cosiddetti maestri pipernieri, i quali, oltre ad essere abili manipolatori della durissima pietra di piperno, possedevano anche una profonda conoscenza di segreti esoterici, essendo in grado, per questo motivo, di caricare la pietra di energia positiva.

Ma osservando bene quei segni, si scoprì poi che in realtà sono delle lettere aramaiche (l’aramaico era la lingua parlata da Gesù). Sono solo sette segni e ognuno corrisponde a una delle note; lette in sequenza, da destra a sinistra e dal basso verso l’alto, le incisioni, tradotte in note, compongono una musica della durata di quasi tre quarti d’ora.

Il concerto è stato intitolato “Enigma”, ed è stato trascritto per organo (qui una delle versioni). In realtà molto probabilmente la partitura originale era per strumenti a plettro (liuto o mandolino), come da usanza dell’epoca.

E in quale altra città, se non in quella di Libero Bovio, Salvatore Di Giacomo, Renato Carosone, Roberto Murolo e Pino Daniele, in quella di ‘O Sole Mio, Voce ‘e Notte, ‘O Surdato ‘Nnammurato, Reginella e Malafemmena, in quale altra città se non a Napoli, sarebbe possibile trovare una partitura musicale sulla facciata di una Chiesa?

7 pensieri riguardo “La musica nascosta

  1. O ha un problema la mia app oppure lo ha WordPress.Ho controllato anche in modalità desktop via browser(sempre dal cellulare però)e sto link a me non si evidenzia.Aspettiamo riscontri da altri e poi, dal pc mi cercherò questa musica misteriosa!😈

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