Marvel Cinematic Universe – parte prima

Come alcuni di voi sanno, sono appassionato di fumetti e, in particolare, da piccolo mi piacevano le storie dei supereroi DC Comics e Marvel.

Tutto è nato perché un mio vicino di casa (di cui non ricordo il nome) aveva una raccolta immensa di quei fumetti e, poiché la madre non voleva che lui sudasse (sigh!), e quindi non lo faceva scendere in cortile per giocare a pallone con gli altri bambini del palazzo, gli facevo compagnia, ogni tanto, e passavamo il pomeriggio a leggere fumetti.

Non c’erano videogiochi, né canali tv tematici, e quando non ci inventavamo i giochi, leggevamo fumetti.

La rivista “Marvel Comics” esordì il 31 agosto 1939, annoverando negli anni vari supereroi, tra i quali Namor (il primo in assoluto, ereditato dalla rivista “Motion Picture Funnies Weekly”), Angel, Ka-Zar, la Torcia Umana e Capitan America, che furono il primo “nucleo” dell’Universo Marvel, per essere seguiti dall’Uomo Ragno, Devil, Hulk, gli X-Men e i Fantastici Quattro, più tanti e tanti altri.

A me i personaggi Marvel piacevano più di quelli DC, perché gli uni diventavano eroi non per scelta ma perché riuscivano a trasformare un evento sfortunato (in genere un incidente con le radiazioni) in un’opportunità, a differenza degli altri, che se la tiravano un po’ e che a volte mi erano anche un po’ antipatici.

Le storie e i personaggi dei fumetti Marvel Comics sono stati adattati e trasposti in altri media: film, serie tv, videogiochi, cartoni, attrazioni, libri da colorare, pigiami, braccioli, decorazioni per torte, qualsiasi cosa abbia la loro faccia sopra va a ruba. Tutto, tranne i fumetti.

Oggi, un albo vende un decimo di quanto vendeva negli anni Sessanta, quando, scrive il Los Angeles Times, “un fumetto costava meno delle caramelle e lo si trovava ovunque, dall’edicolante al droghiere”, mentre quelli odierni costano tra i quattro e i sei dollari e gli unici scaffali su cui è possibile trovarli sono quelli delle fumetterie (quelle ancora aperte) o su Internet.

“Per anni si è continuato a dire che i film portavano nuovi lettori, ma non è più così” ha affermato Michael Uslan, produttore esecutivo dei film di Batman e primo accademico a tenere un corso universitario sui fumetti. “I film hanno un impatto minimo sulle vendite dei fumetti. I film non stanno salvando i fumetti, li stanno rimpiazzando”.

Secondo quanto dichiarato dal presidente dei Marvel Studios Kevin Feige in una recente intervista, i primi 22 film del Marvel Cinematic Universe (da Iron Man ad Avengers: Endgame) sarebbero un’intera lunga storia, che da ora Marvel ha deciso di chiamare con il nome di “The Infinity Saga” (“la saga dell’infinito).

Niente più “fase 1”, “fase 2” e fase 3”, quindi, che negli ultimi 10 anni avevano accompagnato le presentazioni dei vari film. Quello che è certo è che Avengers: Endgame metterà la parola fine alla prima grande storia dei film Marvel. Quello che ancora non si sa è come questa continuerà, ma in fondo è ancora presto per dirlo.

Contemporaneamente, nel corso di una conferenza alla convention C2E2 (Chicago Comic & Entertainment Expo), la Marvel ha annunciato una nuova miniserie a fumetti scritta da Mark Waid per i disegni di Javier Rodriguez e Alvaro Lopez che racconterà l’intera storia dell’universo Marvel.

Intanto, la storia dei 22 film provo a riassumervela io, aggiungendoci le serie TV e le scene post-credits. A proposito di queste ultime, che sono le scene, cortissime, proiettate dopo i titoli di coda: ormai i fan più consapevoli rimangono fino alla fine della proiezione di tutti i film dalla Marvel, perché sanno che molti pezzi del puzzle si trovano lì.

Vi avviso, userò delle abbreviazioni, ma nella tabella finale ci saranno i titoli per esteso. Inoltre, spiegherò nel dettaglio solo le scene aggiuntive e i “corti”, altrimenti non basterebbe una giornata, per descrivere tutti i film. Pensate che una tv americana ha offerto 1000 dollari a chi riuscirà a completare una maratona ininterrotta di tutti i film Marvel, nell’attesa di vedere finalmente “Avengers: Endgame”. Un’impresa non da poco conto, quindi.

Tutto è iniziato nel 2008, con il primo film dedicato ad “Ironman”, che ci ha fatto conoscere Tony Stark e, nella scena post-credits, Nick Fury, il direttore dello S.H.I.E.L.D., che nomina in quell’occasione per la prima volta il Progetto Vendicatori (Avengers vuol dire proprio Vendicatori).

Sempre nel 2008, esce “L’incredibile Hulk”, con Edward Norton, che però lascia per dissapori con la produzione (il buon Ed tende a riscriversi le parti, cosa che i produttori non sempre apprezzano). Alla fine del film, nella consueta scena p.c., c’è Tony Stark che parla con il generale Ross, nominando il Progetto Super Soldato e lasciando intendere un riferimento di nuovo al Progetto Vendicatori.

Subito dopo, il primo cortometraggio, che la Marvel ha chiamato “Marvel One-Shots”. In “The Consultant” gli agenti dello S.H.I.E.L.D. Coulson e Sitwell, facce conosciute del MCU (Coulson lo abbiamo conosciuto in Ironman) chiacchierano di un “consulente” che dovrà essere mandato a parlare con il generale Ross, ma noi sappiamo già che è Tony Stark.

Il terzo film è stato “Ironman 2”, del 2010, che, oltre a mostrarci per un attimo lo scudo di Capitan America e a dare altri indizi sparsi sul Progetto Vendicatori, si conclude nella scena p.c. con il ritrovamento nel deserto da parte dello S.H.I.E.L.D. del martello di Thor.

C’è di nuovo Coulson, che nel cortometraggio “Scena comica nel raggiungere il martello di Thor (A Funny Thing Happened on the Way to Thor’s Hammer)”, lungo la strada per il Nuovo Messico, dove è stato ritrovato Mjolnir, si ferma presso una stazione di servizio. Mentre sta scegliendo uno snack, entrano due rapinatori che però non si accorgono di lui. Sorprendentemente, Coulson si rivela e consegna loro la sua pistola, salvo poi metterli KO in pochi secondi. Pagati gli snack, consiglia alla cassiera di non dire nulla dell’accaduto e riparte per il Nuovo Messico.

Nel 2011 abbiamo fatto la conoscenza di Thor nel film omonimo. La consueta scena p.c. funge da preludio a due film: da un lato, l’introduzione del “Tesseract” si ricollega alla trama di “Captain America: il primo vendicatore”; dall’altro, la rivelazione che Loki è ancora vivo e capace di influenzare Erik Selvig porta direttamente al prologo di “The Avengers”.

A seguire proprio “Captain America: il Primo Vendicatore”, sempre del 2011, che, oltre ad introdurre Steve Rogers, ci fa conoscere anche Peggy Carter e Howard Stark (il padre di Tony). Il film si svolge durante la Seconda Guerra Mondiale e la scena p.c. è in realtà un vero e proprio trailer degli “Avengers”.

Il cortometraggio prodotto a seguire, “Agente Carter (Agent Carter)”, ci fa vedere una missione estemporanea di Peggy avvenuta dopo la morte di Steve Rogers e di come successivamente viene assunta dallo S.H.I.E.L.D. grazie ad Howard Stark.

“The Avengers”, del 2012, inaugura una nuova scena alla fine dei film, in genere proiettata a metà dei titoli di coda e per questo chiamata “mid-credits”.

Nel m.c. assistiamo a una conversazione tra “l’Altro” e il suo misterioso padrone: quando questi si gira verso la macchina da presa, scopriamo che si tratta di Thanos, che conosceremo meglio più avanti.

Nella scena p.c., invece, nessuna anticipazione: vediamo gli Avengers che si abbuffano in un ristorante di Shawarma, dopo la battaglia di New York ma prima degli addii provvisori a Central Park.

Segue un altro corto, “Item 47”, in cui Benjamin “Bennie” Pollack e Claire Wise sono una giovane coppia segnata dalle ristrettezze economiche da quando lui ha perso il suo lavoro di ricercatore. Dopo i fatti di New York, la sfortunata coppia trova un’arma chitauriana ed inizia ad usarla per rapinare le banche, attirando l’attenzione dello S.H.I.E.L.D., che ordina agli agenti Sitwell e Blake di recuperare l’arma (denominata “Item 47”) e neutralizzare i due rapinatori.

Rintracciati Bennie e Claire in un motel, Sitwell riesce ad arrestarli dopo una breve colluttazione ma, in seguito, impressionato dal lavoro svolto dallo scienziato sul manufatto alieno, anziché ucciderli come ordinatogli, propone loro di unirsi allo S.H.I.E.L.D.; Bennie viene quindi assegnato alla sezione ricerca e sviluppo mentre Claire diviene l’assistente personale di Blake.

La prossima volta vedremo lo sviluppo ulteriore del Marvel Cinematic Universe: stay tuned!

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