Marvel Cinematic Universe – parte seconda

Come ho scritto in “Marvel Cinematic Universe – parte prima”, provo a riepilogare il Marvel Cinematic Universe, detto MCU, rivedendo la cronologia dei film, scene mid-credits (m.c.), post-credits (p.c.) e serie tv sviluppati nell’ultimo decennio dalla Marvel.

La fase 2 inizia con la proiezione di “Ironman 3”, che si colloca poco dopo i fatti di “Avengers”. Nella scena p.c. scopriamo che la voce narrante di Tony Stark presente nell’intero film faceva in realtà parte di una conversazione tra lo stesso Stark e il suo, improvvisato, psichiatra: Bruce Banner (Mark Ruffalo, che nel frattempo aveva sostituito Ed Norton nel ruolo).

L’ultimo corto, “All Hail the King”, ci fa vedere che fine fa il “Mandarino” interpretato da Ben Kingsley.

A questo punto, dal punto di vista cronologico, iniziano le serie tv del MCU: le accennerò solamente, altrimenti sarebbe troppo materiale per soli tre articoli.

La prima è “Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.”, i cui episodi si inseriscono tra film e film, come scriverò nella tabella riepilogativa finale.

Dopo i primi 7 episodi della prima stagione, si può collocare il film del 2014 “Thor: The Dark World”, nella cui scena m.c. vediamo Volstagg e Lady Sif che si recano dal “Collezionista” e, consegnandogli “l’Etere”, l’arma utilizzata da Malekith, spiegano che sarebbe troppo pericoloso custodire due Pietre dell’Infinito nello stesso posto. Quello che loro non sanno è che lo stesso Collezionista sta cercando di radunare tutte e sei le Pietre, presumibilmente per conto di Thanos. La sequenza funge dunque da preludio a “Guardiani della Galassia”.

Nei p.c., vediamo Thor che ritorna sulla Terra per stare con Jane Foster, e mentre i due si baciano, un mostro asgardiano scorrazza in giro per Londra.

Per quanto riguarda la continuity, possiamo tornare a “Agents of S.H.I.E.L.D., ma solo fino all’episodio 16, dopo il quale si colloca il film “Captain America: The Winter Soldier” del 2014.

Nella scena m.c. il Barone von Strucker, leader di una fazione dell’organizzazione terroristica HYDRA, parla di due gemelli dotati di poteri sovrumani, Quicksilver e Scarlet Witch, che ritroveremo in “Age of Ultron”.

Nella scena p.c., invece, vediamo Winter Soldier scoprire che Cap gli ha detto la verità: è davvero Bucky Barnes, miglior amico di Steve Rogers.

Si inserisce a questo punto un altro film del 2014, “I guardiani della Galassia”, le cui scene m.c. e p.c. sono autoconclusive e non rivelatrici, ma molto spassose. Nella prima, Groot balla un pezzo dei Jackson Five, mentre nella seconda compare addirittura Howard il Papero.

Possiamo proseguire con la seconda stagione di “Agents of S.H.I.E.L.D.” e contemporaneamente la serie “Marvel’s Agent Carter”, composta da soli 8 episodi ambientati un anno dopo la scomparsa di Captain America.

Il 2015 inizia con “Age of Ultron”, in cui Scarlet si unisce agli Avengers e in cui la scena m.c. è corta, ma molto significativa: vediamo Thanos infilarsi un guanto (o meglio, il guanto, visto che si tratta del “Guanto dell’infinito”), dicendo: “Bene, mi toccherà fare da solo”. Capiremo meglio lo sviluppo in “Thor: Ragnarok” e in “Avengers: Infinity War”. Niente p.c., stavolta.

Nell’estate del 2015 arriva “Ant-Man”, nella cui scena m.c. Hank Pym mostra alla figlia Hope una versione aggiornata del costume di Wasp, indossato ai tempi dalla moglie Janet Van Dyne. Nella p.c. ritroviamo Steve Rogers e Falcon, i quali hanno finalmente ritrovato, dopo due anni di ricerche, Bucky Barnes, ossia Winter Soldier.

Inizia la fase 3, con la terza stagione di AoS, seguita da 10 nuovi episodi di “Agent Carter”, al termine dei quali si piazza “Captain America: Civil War”.

Con la scena m.c. si chiude una trama rimasta in sospeso, ossia il destino di Bucky, il quale accetta di sua sponte di farsi nuovamente ibernare in attesa di una cura per rimuovere gli innesti mentali somministratigli dall’HYDRA.

La sequenza anticipa anche a livello visivo il contenuto del prossimo “Black Panther”, poiché ci viene offerto un primo assaggio del regno di T’Calla nella giunga di Wakanda, con tanto di statua della Pantera Nera.

Il p.c., invece, è più autoconclusivo e leggero, e ci mostra Peter Parker, tornato a casa dopo la trasferta in Germania, che racconta quanto accaduto a Zia May fingendo di essere stato picchiato a scuola. Dopodiché scopre di avere uno Spider-segnale inserito nel nuovo lancia ragnatele fornitogli da Tony Stark, e ci viene ricordato un altro dei prossimi appuntamenti del MCU: “Spider-Man Homecoming”.

A questo punto, a partire dalla quarta stagione di AoS, la serie si può seguire in autonomia, in quanto non risulta più collegata alla continuity generale.

Ad ottobre 2016 esce “Doctor Strange”: la m.c. sembra suggerire che il protagonista farà capolino in “Thor: Ragnarok”, poiché Strange si offre volontario per aiutare il dio del tuono a ritrovare Odino; la seconda invece pone le basi per un eventuale sequel, con Karl Mordo che decide di eliminare gli altri stregoni e inizia sottraendo i poteri magici di Jonathan Pangborn, rendendolo nuovamente paraplegico.

Il 2017 inizia con il secondo volume dei Guardiani della Galassia, che vanta ben cinque sequenze bonus, collocate strategicamente in vari punti dei credits, presumibilmente per rendere più piacevole l’esperienza della lettura dei vari nomi legati al film tra una scena e l’altra. Due dei quattro mid-credits sono abbastanza autoconclusivi: nel primo vediamo Kraglin, erede della freccia di Yondu, cercare di usare l’arma con risultati non proprio eccelsi (a farne le spese è Drax); nel quarto invece Star-Lord fa la ramanzina a Groot, ora nella fase della ribellione adolescenziale.

Anche il post-credits è autoconclusivo, ed espande una gag vista nel film vero e proprio, con Stan Lee in compagnia degli Osservatori. Il secondo e il terzo mid-credits contengono invece degli indizi sul futuro dei Guardiani e della componente cosmica del Marvel Cinematic Universe in generale: da un lato, Stakar Ogord (Sylvester Stallone) decide di rendere omaggio alla memoria di Yondu ricostituendo una vecchia formazione dei Ravagers; dall’altro, la vendicativa Ayesha svela di aver avviato la creazione di un’entità con cui intende distruggere i Guardiani, e il suo nome sarà Adam (ossia Adam Warlock).

“Spider-Man Homecoming”, sempre nel 2017, ci dà un riferimento temporale molto preciso: inizia esattamente 2 mesi dopo gli eventi di Civil War.

Nel m.c. Adrian Toomes viene avvicinato in carcere da Mac Gargan con la proposta di allearsi per eliminare Spider-Man, offerta che viene rifiutata da Toomes; il p.c. è invece un altro video educativo con protagonista Steve Rogers, che in questa occasione parla dell’importanza della pazienza e poi, “fuori onda”, chiede quanti di questi filmati gli restino da girare (frecciatina evidente nei confronti dei piani a lungo termine del MCU).

Sempre nel 2017 esce “Thor: Ragnarok”, che si svolge 2 anni dopo AoU. La scena m.c. si colloca subito dopo la fine del film, con Thor e Loki che dibattono sulla saggezza della decisione di portare il popolo di Asgard sulla Terra. Il dio del tuono sostiene che andrà tutto bene, e proprio in quel momento fa capolino un’astronave gigantesca che molto probabilmente appartiene a Thanos, ponendo le basi per “Avengers: Infinity War”. Il p.c. è invece puramente comico, e mette in scena il Gran Maestro (Jeff Goldblum) dopo la ribellione che ha consentito a Thor e Hulk di fuggire, con uno spassoso monologo del despota che cerca di sopravvivere all’ira della folla.

Nella prossima e ultima parte vedremo la conclusione della continuity Marvel: non mancate!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...