Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

Quest’anno penso sarà l’ultima volta che parlerò di calcio (tranne le monografie su Juve a 3 Stelle, quelle continueranno).

Nonostante l’ottavo scudetto in otto anni, accompagnato da altri otto trofei che sono minori solo quando li vince la Juve, serpeggia la parola “fallimento”.

Certo, emotivamente, l’esclusione della Juve dalla Champions per mano dell’Ajax è un fallimento. Ma solo emotivamente, secondo me.

In “Regina di cuori”, scritta più di un mese fa su questo blog, avevo spiegato come la frase “fino al confine”, riferita alla Juventus, sia un’emerita stupidaggine.

Mi basavo sui fatti. Visti i risultati di tutte le squadre italiane, ritengo che siano altri, quelli che arrivano fino al confine. Quando ci arrivano.

Ma vediamo se la stagione 2018-2019 sia un fallimento. Intanto, la definizione tratta dalla Enciclopedia Treccani:

“falliménto s. m. [der. di fallire]. – 1. ant. a. Fallo, errore: fare f., commettere errore; senza f., infallibilmente, con certezza di non errare. b. Mancanza, difetto di qualche cosa: f. di vittovaglia (G. Villani). 2. Stato di insolvenza di un imprenditore commerciale: essere sull’orlo del f.; fare, dichiarare f.; f. doloso, fraudolento; restare al f., detto dei creditori del fallito che perdono parte del loro capitale. Nel diritto, più propriam., il procedimento giudiziario concorsuale instaurato con la sentenza del Tribunale che dichiara fallito l’imprenditore in stato di insolvenza e volto ad assicurare il soddisfacimento, a parità di condizioni, dei creditori. 3. fig. Esito negativo, disastroso, grave insuccesso: il f. dei negoziati; f. di un’iniziativa, di una politica; l’impresa è stata un vero f.; dichiarare f., riconoscere l’inutilità dei proprî sforzi, l’impossibilità e incapacità di raggiungere gli scopi fissati, rinunciando definitivamente alla lotta, all’azione.”

Effettivamente, la sera dell’eliminazione i sentimenti erano quelli. Eravamo annichiliti, avevamo assistito ad una resa incondizionata della Juve tra le proprie mura.

Ma dal punto di vista sportivo, è stato realmente un fallimento?

Leggendo i giornali, sportivi e no, online e no, pare che sia stato proprio quello. Fallimento sportivo, economico, finanziario, di immagine, storico.

A me sembra che si stia esagerando.

Parto facendo una considerazione: se la Juve ha fallito, è perché tutto il calcio italiano ha fallito.

Da quando la Juve ha iniziato il dominio in Italia, le squadre italiane in Europa non hanno vinto più nulla.

Vediamo la figura 1:

Figura 1

Dal 2011, quindi, mancando vittorie continentali per TUTTE le italiane, la Juve non ha fallito né più, né meno delle altre.

Invece, in Italia, tranne rare eccezioni, ha fatto incetta di titoli. Il palmares di questi ultimi 7 anni (stagione attuale inclusa, manca la Coppa Italia) è:

Figura 2

Chi ha fallito in Italia? Non certo la Juve.

Va bene, dicono i ben informati, ma la Juve ha il fatturato. A parte che il fatturato non casca dal cielo, ma si raggiunge con programmazione: cito, da “Il Sole 24 Ore” del 25 aprile 2012:

 “La squadra leader per fatturato è il Milan con 266 milioni (inclusi 23,5 milioni di plusvalenze). Dietro c’è l’Inter con 262 (25,7 di plusvalenze), mentre la Juve sconta una stagione difficile e senza coppe europee e si ferma a 170”.

Io più che il fatturato, vedrei quanto è stato speso dalle squadre italiane in questi ultimi anni. Figura 3:

Figura 3

Certo, la Juve ha speso il doppio del Napoli, per forza che vince. Aspettate, ben informati, fatemi finire.

Vediamo i ricavi, in figura 4:

Figura 4

A parte i complimenti a Genoa, Samp e a quelli del capoluogo toscano, vediamo che spese e entrate vanno a disegnare una classifica leggermente diversa.

Ok, ma la Juve è quella con il saldo negativo peggiore, per forza che vince, dicono sempre gli stessi ben informati.

E le altre? Che rapporto c’è tra soldi spesi e “tituli” vinti? Figura 5:

Figura 5

Considerando la potenza di fuoco e il solo fattore “spesa”, alla Juve bisogna spendere 62 milioni e mezzo di Euro per vincere un titolo, mentre, ad esempio, alla squadra di Milano nerazzurra non sono bastati 670 milioni (“zero tituli”, insomma).

Visto che quando si parla di queste cose si tende a non ascoltare il prossimo e a voler avere sempre ragione, io ormai non discuto più. Soprattutto, paradossalmente, mi è capitato di discutere più con “juventini” che con tifosi di altre squadre.

Certo, nessun tifoso sano di mente potrebbe essere contento di un’eliminazione contro una squadra sulla carta inferiore. E io certo non lo sono.

Come ha detto un dirigente della mia azienda, tifoso juventino, sentendo questi miei ragionamenti, “i numeri non leniscono il dolore”, ma, aggiungo io, ti fanno capire bene chi sta dicendo cagate e chi no.

La squadra poteva e doveva fare meglio, soprattutto in campo internazionale. Ma definire un fallimento questa stagione, è da ricovero.

Chiudo riportando il pensiero di un mio amico, amante dello sport praticato (fa anche gare di “Iron Man”) e conoscitore delle dinamiche delle società sportive, per le quali fa il consulente sulla sicurezza:

“Le Coppe sono difficili ed imprevedibili. La Juve è stata costantemente nelle prime in Europa negli ultimi anni, per cui è lì. È considerata una grande squadra all’estero come lo era il grande Milan.

Semmai l’analisi va fatta su altri fronti:

  • Ronaldo secondo me è stato una grande acquisto comunque. Avrà pure 34 anni, ma corre ancora forte ed ha segnato contro l’Ajax sia all’andata che al ritorno;
  • l’Ajax ha messo in crisi Bayern, Real e Juve. Non è una chimera. Hanno una filosofia vincente come società (Stadio – vendono consulenze su come si gestiscono gli stadi – gestiscono due squadre ed impianti in Brasile). Hanno insomma creato un modello. Magari vincono pure la Champions. Poi bisognerà vedere cosa succederà quest’estate quando le altre squadre cercheranno di comprargli i giocatori;
  • sulla Juve bisognerebbe riflettere su alcune strategie e situazioni che non sappiamo tipo:
  • com’è che arrivata così spenta all’appuntamento principale della stagione
  • giocatori tipo Dybala sono irriconoscibili
  • l’allenatore è all’altezza degli obiettivi della società?
  • Agnelli, al di là di essere nato padrone, è all’altezza? Ha bisogno di qualcuno diverso al timone della società? Il suo protagonismo ha creato frizioni che hanno rotto il rapporto con Marotta. Ha influito sulla stagione? Un Presidente che si occupa della distribuzione dei biglietti ai tifosi è veramente concentrato sulle cose importanti?
  • quanto tempo viene perso da giocatori e società su futili diatribe sui social…

Insomma, ce ne sarebbe da discutere. La differenza con l’Estero è che difficilmente la Juve metterà in discussione le proprie strutture interne, compresa la massima dirigenza. Ci sono però anche cose molto positive:

  • Lo stadio;
  • la seconda squadra;
  • La Juve è comunque un simbolo che attrae.

Se cercheranno veramente di eliminare i problemi che li hanno condizionati saranno più pronti il prossimo anno.

Comunque, chapeau, perché almeno sono arrivati fin lì e noi siamo stati tutti a guardarla”.

Ogni tanto qualcuno intelligente in giro c’è, e non c’è bisogno che sia juventino.

12 pensieri riguardo “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde

  1. Sono in parte d’accordo con te almeno per una certa ovvietà: alla fine la coppa la vince solo uno e non è che tutti quelli che non vincono falliscono.Detto ciò, guardando la partita di ieri devo dire che uscire per uscire mi piacerebbe vedere una squadra che gioca bene…Il Manchester ieri è uscito ma fino alla fine se l’è giocata mentre la Juve ha sempre questa mentalità al risparmio che a me proprio non va giù.
    Però c’è anche da dire una cosa…ahooo…Quando le squadre giocano contro di noi tirano fuori sempre partite perfette…mai che commettano quegli errori difensivi visti ieri…anzi…Se errori ci sono lì fa la Juve…mai una gioia!😓

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    1. Esatto. Mai una botta di culo.
      Il tema è che le migliori difese vincono i campionati, i migliori attacchi la Champions. È stata fatta una scelta, perché tutti e due non li puoi avere. Immagina però se la Juve andasse in finale di Champions e in campionato finisse terza. Cosa direbbero tutti? Che è un fallimento.

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  2. Io non la vedo in questo modo, e non mi limiterei ai numeri, per quanto interessanti.

    La Juventus ha fatto ALL-IN per vincere la Champions.
    Non l’ha vinta.
    Non è neppure andata vicina a vincerla.
    Rischiava addirittura di uscire agli ottavi.
    Per cui è un fallimento, che piaccia o no.

    Gli scudetti, che il mondo juventino conta con poca precisione, non credo siano il vostro traguardo, ne avete a bizzeffe. E comunque li vincevate anche con Vucinic, non serviva CR7.

    Mi spiace Francesco che a te magari non piaccia questo commento, ma è ciò che non solo io, ma tutti pensano.
    Se poi i tifosi sabato festeggeranno lo scudetto facendo finta che la C.L. non esista, è un problema loro.

    I confronti con le altre squadre non significano nulla, se non per alleviare un po’ la delusione.
    Negli ultimi anni: Milan in decadenza totale (grazie Galliani!), Inter non pervenuta, le altre non le considero neppure.

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    1. Il messaggio non è riferito a chi analizza le cose obbiettivamente, o chi ragiona come il mio amico che ho citato. E’ riferito a chi parla solo per parlare. Male.
      Che ognuno pensi alle sue squadre. Per me non è un fallimento uscire ai quarti di Champions, perché nelle scorse 3 stagioni il Barcellona è lì che è arrivato. Eppure niente drammi, si sono messi a lavorare per migliorarsi. O Guardiola, ritenuto il Messia, che dopo Barcellona, pur avendo delle squadre molto forti, non ha vinto una cippa. E poi, la vince solo una. Anche il Real ha dovuto aspettare quasi 30 anni per rivincere.

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      1. Nessun problema davvero.
        Tirar fuori le altre squadre per giustificare il proprio risultato, però, non mi pare giusto.
        Non è che se anche gli altri falliscono, allora il mio fallimento “pesi di meno”.
        Perché, mi spiace, ma in C.L. si tratta di fallimento bello e buono. O uscire ai quarti con CR7 contro l’Ajax vi sembra un buon risultato?

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        1. No, ma come ha dimostrato l’uscita del Manchester City o del PSG, non basta avere una squadra o un giocatore forte per passare il turno. Ti dirò di più: magari, nel doppio confronto, Napoli, o Inter o Milan o Roma, ma magari anche Lazio e Atalanta, magari avrebbero battuto l’Ajax. Ma ai quarti c’era la Juve, che da anni è l’unica squadra italiana ad andare avanti nelle coppe (eccezione, la Roma l’anno scorso). Dal punto di vista economico non è certamente un fallimento, ci sono 30 milioni di differenza tra finale e quarti. Che è una plusvalenza fatta bene.
          E, come avevo detto in https://francescodicastri.blog/2019/02/01/la-coppa-dalle-grandi-orecchie-terza-parte/, quindi più di due mesi fa, solo una la porta a casa.

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  3. Io penso che in generale quando si parla di sport sia eccessivo usare termini duri e catastrofici. Si parla appunto di sport.
    Detto questo, credo che il problema della Juve sia il gioco. Allegri é tatticamente bravissimo, negli schemi, nella fase difensiva, nel contropiede. Inoltre é superlativo nella gestione mentale dei giocatori.
    Non é invece bravo a gestire la loro forma fisica (si rompono di continuo) e nemmeno a dare un’identità alla squadra.
    L’Ajax ha vinto perché ha un gioco (bellissimo) in grado di mettere in difficoltà qualsiasi squadra.
    In molti sostengono che la Juve abbia perso per mancanza di forma fisica.
    Io credo invece che abbia perso perché per 45 ha resistito proprio grazie alla sua forza fisica, mentre nei restanti 45 l’Ajax ha imposto il suo gioco e ha dominato.
    Del resto, anche il Real é stato eliminato allo stesso modo.
    Secondo me l’unica squadra in grado di fermare questo Ajax, che rimane molto con i piedi per terra, é il Barcellona.
    La Juve rimane molto forte, gli manca appunto uno stile di gioco identitario

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