Storia, magistra vitae – Il Gran Muftì

Come ogni anno, le celebrazioni del 25 aprile dividono, piuttosto che unire.

Il pensiero più interessante di questi giorni lo ha espresso secondo me il mio amico Nando, che ha affermato:

“Chi dice che il fascismo fece solo del bene, mente. Chi dice che il fascismo fece solo del male, mente. Chi dice che il comunismo fece (e fa) solo del bene, mente. Idem chi dice che ha fatto e fa solo del male. Andrebbe innanzitutto riconosciuto che comunismo, fascismo e nazismo sono tre frutti della stessa pianta socialista. Tutti si sono evoluti in sistemi autocratici illiberali. Tutti hanno oppresso e massacrato minoranze, dato che tutti e tre sono idee totalitarie.”

In effetti, erano regimi che in quegli anni prosperavano in Europa sia per contrastare la crescita della potenza comunista sia perché molti di quelle nazioni erano uscite con le ossa rotte dalla Prima Guerra Mondiale e serviva un governo forte per la ricostruzione.

Ma, esattamente, che cosa ricordiamo con il 25 Aprile?

Nei primi mesi del 1945 c’erano diverse decine di migliaia di persone, per lo più partigiani, che combattevano contro l’occupazione tedesca e la repubblica di Salò nell’Italia settentrionale, con una discreta organizzazione dal punto di vista militare.

A sud della Pianura padana nel marzo del 1945 c’erano molti soldati occupanti, raccolti per cercare di resistere all’offensiva finale degli Alleati, che si intensificò a partire dal 9 aprile lungo un fronte più o meno parallelo alla via Emilia.

L’offensiva fu da subito un successo, sia per la superiorità di uomini e mezzi degli attaccanti che per il generale sentimento di sfiducia e inevitabilità nella sconfitta, che si era diffuso tra i soldati tedeschi e i repubblichini, nonostante le volontà delle massime autorità tedesche e fasciste di continuare la guerra fino all’ultimo.

Il 10 aprile il Partito Comunista diffuse a tutte le organizzazioni locali con cui era in contatto la “Direttiva n. 16”, in cui si diceva che era giunta l’ora di “scatenare l’attacco definitivo”; il 16 aprile il CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, di cui facevano parte tutti i movimenti antifascisti e di resistenza italiani, dai comunisti ai socialisti ai democristiani e agli azionisti, cioè i membri del Partito d’Azione) emanò simili istruzioni di insurrezione generale.

I partigiani organizzarono e avviarono attacchi verso i centri urbani. Bologna, ad esempio, fu attaccata dai partigiani il 19 aprile e definitivamente liberata con l’aiuto degli alleati il 21.

Il 24 aprile 1945 gli alleati superarono il Po, e il 25 aprile i soldati tedeschi e della repubblica di Salò cominciarono a ritirarsi da Milano e da Torino. A Milano era stato proclamato, a partire dalla mattina del giorno precedente, uno sciopero generale, annunciato alla radio “Milano Libera” da Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica, allora partigiano e membro del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN).

La decisione di scegliere il 25 aprile come “festa della Liberazione” (o come “anniversario della Liberazione d’Italia”) fu presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio – il primo guidato da Alcide De Gasperi e l’ultimo del Regno d’Italia – stabilì con un decreto che il 25 aprile dovesse essere “festa nazionale”.

La data fu fissata in modo definitivo con la legge n. 269 del maggio 1949, presentata da De Gasperi in Senato nel settembre 1948. Da allora, il 25 aprile è un giorno festivo, come le domeniche, il primo maggio, il giorno di Natale e da alcuni anni la festa della Repubblica, che ricorre il 2 giugno.

La guerra in Italia non finì però il 25 aprile 1945, come ho raccontato più volte su questo blog, perché oltre alle ultime truppe naziste in fuga, ci fu il rigurgito della vendetta nei confronti di chi aveva collaborato, sia direttamente, sia indirettamente, con il regime.

Qui tante volte ho raccontato storie che, quasi ci fosse un timore di dire la verità, non mi ha mai raccontato nessuno, e che nella “Storia” ufficiale sono nascoste, che nei “Libri” di scuola non vengono neanche menzionate.

Anche oggi ci provo, a raccontare una storia ignorata dai più.

“Possa sua Maestà il Sultano, così come i trecento milioni di maomettani che venerano in lui il Califfo, essere sicuri che l’Imperatore tedesco sarà loro amico per sempre!”

(Dal discorso pronunciato dall’Imperatore Guglielmo II, Kaiser di Germania, a Damasco l’8 novembre 1898)

“Se a Poitiers Carlo Martello fosse stato sconfitto, il mondo avrebbe cambiato faccia. Poiché il mondo era già condannato all’influenza giudaica (e il suo prodotto, il cristianesimo, è una cosa così insipida!), meglio sarebbe stato che avesse trionfato l’Islam. Questa religione ricompensa l’eroismo, promette ai guerrieri le gioie del settimo cielo… Animati da un simile spirito, i Germani avrebbero conquistato il mondo. Ne sono stati impediti dal cristianesimo.”

(Adolf Hitler – “Idee sul destino del mondo” – ediz. di “Ar” – Padova 1980)

“L’Islam da sempre, la Germania oggi, hanno compreso questo pericolo (l’usurocrazia ebraica n.d.r.). È per questo che io ritengo urgente una stretta alleanza fra queste due mentalità, allo scopo di lottare contro un pericolo comune che non potremmo sottovalutare”

(Savitri Devi – “L’Islam devant le National-socialisme” – ediz. “Le Documents Contemporains” – Paris s.d.)

“Il Nazismo ha due anime, tedesca e islamica”.

Adolf Hitler Berlino, novembre 1941.

Sono storicamente accertati i rapporti che intercorrevano tra Nazismo ed Islam, i quali ebbero come simbolo la figura del Gran Muftì di Gerusalemme Hajj Amin al-Husseini. Tali rapporti furono talmente stretti che, conclusa la Seconda Guerra Mondiale, numerosi nazisti scapparono proprio nei Paesi arabi, non solo nell’Argentina di Peron.

Eppure all’inizio non era così.

Il progetto iniziale del nazismo era l’espulsione “pacifica” degli ebrei. Avrebbe sicuramente attirato meno odio. E per molti nazisti l’ordine di uccidere gli ebrei fu una doccia fredda, non se lo aspettavano, né erano preparati per farlo.

Per quello furono inventati i campi di sterminio, per suddividere le responsabilità tra tutti, senza però che nessuno avesse partecipato a tutto il processo, dall’arresto degli ebrei, al loro trasporto, al confino nei campi di concentramento, fino alla loro esecuzione. Ognuno faceva un pezzo e così cercavano di alleviare le colpe.

Moltissimi uomini della Wehrmacht si suicidarono dopo aver partecipato personalmente allo sterminio di civili ebrei. Che a quel punto iniziarono a scappare in massa, cosa che al Gran Mufti di Gerusalemme non piaceva per niente.

Ma chi era costui?

Amin al Husseini (chiamato anche Al-Haji Amin) nacque nel 1897, a Gerusalemme, da una famiglia molto religiosa che, fino dalla più tenera età, educò il figlio secondo i più rigidi precetti islamici.

Ancora molto giovane, Amin mostrò simpatie nei confronti del Movimento Arabo che faceva capo allo sceriffo de La Mecca, Hussein, uno dei più importanti vassalli della Sacra Porta.

Tra il 1914 e il 1918, Amin al Husseini seguì e partecipò con interesse alla lotta condotta dallo sceriffo contro i turchi, fornendo il suo appoggio alla causa attraverso attività segrete e di spionaggio.

Nel mese di aprile 1920, Amin al Husseini aderì all’organizzazione di una sommossa antiebraica in Palestina e, in seguito alla creazione della Haganah (l’organizzazione armata di autodifesa ebraica), contribuì a fondare diverse bande terroristiche antibritanniche, incominciando, nel contempo, a pianificare una strategia per “eliminare fisicamente tutti gli elementi sionisti dal territorio mediorientale”.

Nel maggio 1921, Husseini fomentò nuove manifestazioni antisioniste in Palestina e, poco dopo, venne nominato Gran Muftì di Gerusalemme, la più alta carica religiosa dell’islam, acquisendo subito grande prestigio e potere.

Chiaramente, quando si vociferava dell’espulsione degli Ebrei dalla Germania e dagli stati alleati dei tedeschi, Amin si recò in visita dal nuovo console generale tedesco di Palestina, Döhle.

Nel corso dell’incontro, che definì “molto cordiale e proficuo”, Husseini confermò il suo incondizionato sostegno alla Germania di Hitler, domandando al diplomatico “fino a che punto il Terzo Reich fosse disposto a sostenere il movimento arabo contro gli ebrei”.

Nel settembre 1937, due giovani ufficiali delle SS, Karl Adolf Eichmann ed Herbert Hagen, vennero inviati a Gerusalemme per cercare di sondare il livello di affidabilità del Muftì e dei suoi collaboratori e, eventualmente, trovare i presupposti per una più concreta cooperazione politico-militare.

I colloqui segreti tra i due agenti e il Gran Muftì si rivelarono abbastanza promettenti. Alla fine, Eichmann offrì ad Husseini la protezione dei servizi segreti tedeschi e la fornitura di denaro, armi, munizioni ed esplosivi in cambio del suo impegno ad operare a fianco della Germania per debellare il “demone sionista”.

Nel settembre del 1939, all’indomani dell’invasione tedesca della Polonia, Amin al Husseini dichiarò pubblicamente di volere dare il suo esplicito sostegno al “meritevole e coraggioso condottiero Adolf Hitler”, incitando “i mussulmani a prendere le armi a fianco della Germania nazista”.

All’inizio del 1941, dai microfoni di un’emittente segreta, il Gran Muftì invocò “il diritto degli arabi a risolvere il problema ebraico con le stesse modalità e gli stessi mezzi adoperati dal Führer”, e lanciò un proclama affinché “tutti gli islamici contribuiscano con le armi al successo delle forze dell’Asse”.

Il 20 Novembre 1941 il ministro degli Esteri tedesco, Joachim von Ribbentrop, ricevette il Gran Muftì, e dal loro colloquio vennero poste le basi per il successivo incontro con Hitler.

La trascrizione della lunga conversazione tra il Muftì e Hitler venne messa a disposizione di Husseini nel maggio 1945, in una villa nei pressi della capitale tedesca, e trasmessa all’archivio dei servizi segreti statunitensi e successivamente a quello delle Nazioni Unite, dove rimase ben custodita e, curiosamente, mai pubblicizzata.

Nel corso dell’incontro, durato circa un’ora e mezza, il Gran Muftì dichiarò che

“gli arabi dovevano essere considerati amici naturali della Germania…”

e che

“egli era pronto ad adoperarsi per convincere tutti i mussulmani presenti in Africa Settentrionale, nell’Europa occupata e in Russia”

ad arruolarsi in una speciale Legione Araba (la Freies Arabien) al servizio della comune causa antisionista e antioccidentale.

“In questa gigantesca lotta, gli Arabi si batteranno anche per scacciare gli anglo-francesi dal Medio Oriente e per creare i presupposti di un grande Stato Arabo Unito, comprendente la Palestina, la Siria, il Libano, la Transgiordania e l’Iraq”.

Nel 1943, non meno di 50.000 mussulmani di varia provenienza risultavano presenti nelle divisioni SS o nei reparti speciali tedeschi.

Il 1° Marzo 1944, nel corso dell’ennesima trasmissione radiofonica, il Muftì ebbe modo di ribadire il suo immutato odio nei confronti degli israeliti:

“Arabi! Alzatevi come un solo uomo e combattete per i vostri sacrosanti diritti. Uccidete gli ebrei dovunque li troviate. Ammazzate, e farete cosa gradita da Allah”.

Ma intanto la guerra stava volgendo al termine e le armate di Hitler ripiegavano su tutti i fronti sotto la pressione delle forze anglo-americane e sovietiche. Catturato nel tardo aprile del 1945 in un piccolo paese della Germania occidentale dalle truppe statunitensi, Al Husseini venne tradotto in un carcere francese da dove, nel 1946, riuscì però ad evadere, rifugiandosi prima al Cairo e poi a Beirut, in Libano.

Perché queste storie non ci sono state raccontate? Perché ci è stato sempre raccontato che gli ebrei, dopo la fine della guerra, usurparono i territori dei palestinesi?

Una volta, chi vinceva le guerre, guadagnava territorio e chi le perdeva, perdeva territorio.

L’Italia ha perso la Dalmazia, che era stata italiana da sempre, per aver partecipato alla seconda guerra mondiale al fianco della Germania. La Germania ha perso territori enormi: il luogo dove nacque Kant, Königsberg, dal ‘46 fa parte della Russia e si chiama Kaliningrad.

Gli israeliani hanno combattuto la prima e la seconda guerra mondiale dalla parte dei vincitori e sono stati premiati con il loro Stato dai vincitori, secondo le regole del diritto internazionale.

I palestinesi hanno combattuto la prima guerra mondiale dalla parte dell’impero ottomano e la seconda guerra mondiale della parte di Hitler.

Gli italiani nazifascisti hanno perso l’Istria e la Dalmazia, i palestinesi nazifascisti hanno perso 19.000 km² che costituiscono il territorio di Israele.

Ma perché queste storie non sono scritte nei libri di storia?

11 pensieri riguardo “Storia, magistra vitae – Il Gran Muftì

  1. Poiché l’articolo non è firmato, non ha nessuna fondatezza storica, non solo. questo articolo risulta pieno di contraddizioni storiche allineate per uno scopo filologico di tendenza.

    Innanzitutto la data del 25 aprile la fissano gli americani con la “Carta Bianca” una sorta di STOP al lasciapassare precedente che dava il diritto di rappresaglia con scadenza alle ore 24.00 del 24 aprile 1945. Cosa diceva in sostanza: che a causa dei delitti feroci perpetrarti dal fascismo verso la popolazione italiana resa suddita alla loro follia, la parte offesa aveva tempo 24 ore per snidare e giustiziare chiunque fascista fosse stato incolpato reo col precedente regime fascista.

    Così fu.

    Partirono squadre e squadre di partigiani a snidare nelle case, cantine e bunker antiaerei i collusi additati dai parenti delle vittime.
    Dal giorno 25 aprile in poi, chiunque avesse fatto giustizia sommaria, arrestato, avrebbe subito la condanna di omicidio punibile in Ergastolo. Questo è quanto. Soddisfatta la brama giustizialista, gli eserciti e milizie partigiane sfilarono in tutta Italia per gli onori di guerra. Gli americani riorddinati gli uffici di prefettura ordineranno Prefetti, solo ed esclusivamente personale di fiducia di origine siciliana, in quanto ritenuti i soli e veri e affidabili Alleati. Ecc. ecc..

    Per quanto riguarda la questione ebraica europea e poi della futura Israele, l’articolo presenta una serie di profonde lacune sull’argomento. Generico, privo di informazioni, i ritagli delle dichiarazioni ufficiali germaniche in collusione con i mussulmani andrebbe specificato che: la Prima Guerra Mondiale fu un piano Geopolitico Militare ben architettato non privo di tranelli da parte degli Stati Uniti ai danni dei popoli europei belligeranti. L’intento di matrice giudaica prevedeva l’eliminazione di tutte le case reali europee in sostituzione di un sistema democratico Capital/Liberista/Coloniale, piano architettato con francesi ed inglesi, La caduta dell’Impero Ottomano, dell’Impero Austroungarico e quello Zarista era la priorità numero uno dell’Alleanza con sede in Svizzera. (cui anche l’Italia faceva parte). Gli stati alleati erano 10.

    Gerusalemme.

    Voglio ricordare che i sovrani di Gerusalemme erano: il sovrano d’Italia Vittorio Emanuele,e il Sovrano di Spagna già detronizzato durante la Guerra Civile di Spagna ad opera delle milizie fasciste e naziste “volontarie” e la Chiesa Cattolica di Roma, oggi, l’unica pretendente avente ancora alcuni diritti di sovranità e che per farla sloggiare si stanno inscenando “accuse” mediatiche di basso livello politico e far diventare Gerusalemme: la Capitale d’Israele e del Mondo.

    Le scuole.

    All’università Statale di Milano, ufficialmente, la storia d’Italia finisce con la prima guerra mondiale in quanto ancora esistenti i reduci fascisti e oggi i simpatizzanti che ne vietano sia la classificazione e la catalogazione dell’immenso materiale nei depositi di Stato. Quindi i professori insegnanti usciti dalle Università Italiane, non avendo documenti necessari di provata veridicità, per ordine ministeriale non possono divulgare storie personali. Se si permettono un tantino, vengono rimproverati o disciplinati. Oggi con il risorgere di vetuste ideologie sacrileghe, si cerca di mettere in circolazione materiale camuffato o deformare la storia per rifarsi la verginità perduta.

    Le ideologie

    Che i popoli amino essere socialisti e condurre una vita comunitaria attraverso i “Beni Comuni” lo sancisce la nascita delle organizzazioni socialiste, prima e dopo la scrittura del Manifesto di Carlo Marx. Le organizzazioni popolari sono cresciute (fasci garibaldini inclusi) e quindi, dall’interno di queste organizzazioni sono andati al vertice una serie di agenti provocatori che ne hanno trasformato le linee giuda e i concetti di base, infangandone la storia.

    Stragi

    Le stragi di cui si menziona ai danni dei popoli sono sempre state fatte da squadre militari che, invece di difendere la Patria contro i nemici, hanno rivolto le canne dei fucili contro il popolo stesso decimando la sola parte socialista e comunista. Stragi militari erano, e tali restano. L’ideologia non c’entra nulla, se è stata usata come capro espiatorio per le ragioni dello “Stato Maggiore” le ideologie non hanno mai giustificato i metodi da macellerie bovina dei militari.

    Le ragioni economiche

    Dal 1918 in poi, in Europa e Russia, si è instaurato un sistema capitalista feroce che non vuol sentire ragioni, ma presenta un grande difetto: le materie prime sono finite e il loro sistema sta andando verso a rotoli portando con se, tutta l’umanità consumista verso ciò che chiamano L’Apocalisse Divina Programmata. Si può fermarli ? Io asserisco di si, ma solo se cambiamo modo di vivere e organizzarci. Altrimenti…
    .

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    1. Ti ringrazio per il commento, al quale non risponderò punto per punto, ma riassumendo tutto in due punti principali.
      Primo: il focus di questi articoli non è scrivere manuali di Storia, che io ignoro perchè di mestiere non faccio lo storico (forse ne so appena un po’ del perido che va dalla caduta dell’impero Romano fino a Carlomagno, perchè ho letto Pirenne). Quello che voglio fare con gli articoli da me titolati “Storia, magistra vitae (lo so, si dice Historia, ma è un errore consapevole, aiuta la ricerca su google)” è portare alla luce cose che sui manuali di storia non ci sono. Poichè ho frequentato il liceo classico, ho studiato la storia, ma quella che c’era sui libri. E sui libri, come ho scritto nel primo di questi articoli della serie, tante cose vengono omesse. Chiediamo ai ragazzi del liceo (l’ho fatto, fidati) cosa fosse il Mandato britannico della Palestina o l’eccidio di Codevigo: non lo sanno. E mentre noi eravamo parzialmente giustificati, perchè oltre i manuali di storia avevamo poco o niente (le biblioteche, certo, ma io in quel periodo preferivo la compagnia di una mia coetanea alle ricerche in biblioteca), i ragazzi di adesso hanno la rete, dove possono trovare le notizie che volessero approfondire (ma non lo fanno, ho il sospetto che l’attrazione verso le pratiche a cui mi riferivo prima valga ancora, a quell’età).
      Secondo: questo non è un blog professionale, nè una testata giornalistica (lo scrivo nel disclaimer) quindi non è assolutamente “verità” assoluta quello che c’è scritto. Io, poi, sono un ignorante enciclopedico (mi interesso di tantissimi argomenti, ma so pochissimo di ognuno di quelli), quindi lungi da me voler essere un “proferitore di verbo”. Anche un’altra cosa scrivo nel “disclaimer”: il web è libero, quindi non è detto che se uno non sa chi fosse il Gran Muftì debba leggerlo sul mio blog, anzi. In più, non guadagnandoci nulla, dal blog (anzi, tra rinnovo annuale e cavolate varie ci spendo pure dei soldi…) mi permetto di allargarmi. Ma posso garantire la piena onestà intellettuale di quello che scrivo mentre lo scrivo. E non volendo fare degli articoloni infiniti, a volte mi tocca ridurre il testo originale, con le lacune che ciò comporta.
      Spero di averti risposto in maniera esauriente e ti ringrazio per gli stimoli che mi stai dando con i tuoi commenti.

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      1. Quando due come noi si permettono di approfondire le tematiche allungandole, vuol dire che siamo figli della stilografica o della Bic che regolarmente consumavamo settimanalmente. quindi ,siamo abituati alla scrittura del “foglio protocollo” che si concludaev sempre perfettamente bene evidenziando il contenuto ben definito soggetto a votazione. (ex alunni). Quello che lamenti e che molti insegnanti lamentano è che per rispettare una censura politica imposta dal Ministero dell’istruzione, alle domande di storia contemporanea degli allievi, le risposte degli insegnanti sono vaghe o date in funzione e interpretazione politica e religiosa dell’insegnante. Manca purtroppo un analisi veritiera che è riservata ai soli Dirigenti di Stato e solo la parte di loro pertinenza (segreti di stato).

        Io, per esempio, nel mio blog sto indagando sulla storia dell’arte del 900 scoprendo degli altarini inquietanti, impegnandomi a denunciare i falsi artisti e, capire le deformazioni linguistiche apportate dai Colossi della Letteratura che perseguivano fini molto discutibili, cambiando il percorso dell’Arte autoproclamandosi Genii.
        Per i professori di Storia dell’Arte che hanno studiato la materia su testi falsificati, posso avere solo che compassione e rispetto. Non ti voglio sgridare per ciò che hai scritto , ma non trovo pertinente l’aver unificato il socialismo e comunismo al nazismo accusando l’ideologia senza citare in tribunale gli ufficiali degli eserciti che hanno gestito quei massacri per conto del Nuovo Ordine Mondiale presente nelle file dei militi e nella politica da diversi secoli. Questo è un altro argomento.
        Tranquillo Francesco…. tranquillo , segui il tuo ordine mentale; la critica serve per correggere le ricerche che ti vedono impegnato come investigatore e bloger per confrontarle, eventualmente correggerle perché esporsi, lo si fa per migliorare.

        ciao

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  2. Bella domanda la tua a cui non so rispondere ma a cui aggiungo una riflessione: la storia recente, prima e seconda guerra mondiale, quel che c’è stato in mezzo e dopo e gli equilibri mondiali in tutto questo periodo forse che vengono studiati a scuola? No…e già mi accontenterei se venisse colmata questa lacuna.
    Aggiungo solo una chiosa sul fato che, a proposito di 25 Aprile, Liberazione e partigiani, tanti (forse proprio perché non sanno nulla di nulla!) tendono a compiere l’equazione partigiani = comunisti quindi ne deriva che visto che i comunisti mangiavano i bambini ed erano stati dipinti come il male assoluto allora i partigiani erano anch’essi cattivi e festeggiare il 25 Aprile pare quasi una vergogna. Invece andrebbe compreso che i partigiani erano divisi in varie formazioni ed ognuna di esse aveva la propria ispirazione politica quindi, oltre alle formazioni comuniste e socialiste vi erano anche quelle democristiane, liberali, anarchiche e socialdemocratiche.

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  3. La Storia della Palestina prima del 1948 è interessante e poco nota. Ad esempio, quanti hanno sentito dire che una delle cause della mancata nascita di uno stato arabo palestinese fu la rivalità fra gli Husseini ed i Nashibibi? Un libro da leggere per capirne di più è VITTIME, di Benny Morris.

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  4. Interessanti ricostruzioni, peccato che pecchino, in origine, di eccessive semplificazioni: il nazismo non sorse in risposta al comunismo, per quello sarebbe stata sufficiente la Repubblica di Weimar che arrivò pure a fucilare pure Rosa Luxemburg. Casomai, il nazismo fu espressione di rivalsa, manifestata attraverso l’estremizzazione di pulsioni capitalistiche selvagge ed allo stesso tempo razionali e tecnologiche: contraddizioni che il capitalismo si porta ancora appresso.
    Come anche il fascismo: già nei primi anni aveva massacrato e disarticolato gli organici e strutture socialiste. Però arrivò anch’esso al potere in un impeto di folle desiderio di innovazione e riscatto di una classe dirigente inconcludente, maldestra ed ignorante, brillante solo per alcuni suoi esponenti come Gentile.
    Per quanto riguarda il muftì: a fronte dell’ingiustizia di riparare ai pogrom frequenti nell’est Europa ed all’antiebraismo così diffuso nelle società europee, non trovò di meglio che schierarsi con i nazisti, se non altro oerchè erano nemici di quella nazione che aveva ricevuto il mandato dalla Società delle Nazioni per costituire in Palestina lo stato d’Israele. In poche parole: seguì la logica del nemico del mio nemico è mio amico. Resta, alla base di tali scelte, la pretesa europea di riparare alle proprie colpe, con la pelle degli altri. Cosa che, avesse mai sfiorato la mente dell “l’ingenuo” muftì, avrebbe fatto in modo di non farlo propendere nella scelta del nazismo come alleato. Anche i nazisti,europei anch’essi, erano bravi nel pagare con la carne degli altri popoli le proprie ambizioni. Vero?

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    1. Grazie. Ovviamente le semplificazioni ci sono per due motivi: leggibilità (non è un saggio, ma un articolo su un blog gratuito) e brevità (sopra un certo numero di parole gli articoli di blog gratuiti non li legge nessuno, quasi neanche l’autore). Mi permetto di aggiungere che l’interventismo italiano era figlio della vittoria mutilata della IV guerra di indipendenza, meglio nota come prima guerra mondiale.

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  5. In effetti sembra davvero di giocare a Risiko: chi vince con i carri armati, conquista i territori.
    Se non fosse che in quei territori abitano, vivono e lavorano persone che non condividono i tuoi stili di vita, religione, usi e costumi.
    Bel caos, se pensiamo che ancora oggi da Gaza sparano razzi versi Israele, e Israele per rappresaglia ne ammazza a decine. Da non credersi, ma è cosa accaduta nelle ultime ore.

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