La maglia nera, la maglia bianca

Da qualche tempo sono entrato a far parte della famiglia di “Juve a 3 stelle”. Lì scriverò, ovviamente, solo di Juve e dintorni.

Qui di seguito un mio articolo, dedicato ad un approfondimento sulla nuova prima maglia. (Qui il link diretto all’articolo originale).

In “La maglia bianca, la maglia nera” abbiamo visto di come la prima maglia della Juve abbia resistito alle modifiche fin da quando Gordon Thomas Savage portò le casacche a strisce dall’Inghilterra.

Variazioni però ce n’erano state, e riguardavano soprattutto le seconde e le terze maglie. La prima rimase uguale (tranne piccole modifiche) per quasi un secolo.

Lo stemma societario, quello classico, ad ovale, fece la sua comparsa sulle divise della Juventus debuttando nel 1994-95. Ma ancora non si parlava di mercato globale per le squadre di calcio. La variazione principale delle abitudini delle squadre italiane derivarono dall’ingresso degli sponsor e delle pay.tv, che davano una maggiore visibilità.

Proprio grazie all’ingresso delle sponsorizzazioni, iniziarono ad avere sempre più importanza le seconde e poi le terze maglie: fu proprio in quegli anni che si vide la comparsa di colori ed abbinamenti quanto mai strani.

Nel 1983-84 la classica divisa “away” blu scura fu sostituita da una gialloblù, chiaro omaggio ai colori della città di Torino, relegando la blu a terza maglia.

Con quella ricordo la bella vittoria contro il Porto in Coppa delle Coppe a Basilea. Ad ogni modo, tranne che per occasioni particolari, le due maglie rimasero per oltre un decennio quelle: bianconera a strisce la prima, e gialloblù la seconda.

Nel 1994-95 fece il suo esordio quella tutta blu con gli stelloni sulle spalle, che tante soddisfazioni ci ha regalato (the Champiooooons).

Per il centenario, così come era stato dieci anni prima per il novantesimo anniversario, la terza fu rosa, a ricordare le prime maglie della Juve.

Nel 1997-98, primo esperimento, perché cambiava la prima maglia.

Le strisce si allargavano, ma la maglia non piacque molto, e dall’anno dopo si tornò al classico: una casacca con canonica palatura bianconera che rispolverava dopo tre decenni un aspetto vintage con la numerazione rossa.

L’omaggio al guardaroba juventino del secondo dopoguerra continuò con la seconda divisa che, pur conservando le stelle sulle spalle, in quella stagione ne propose una nuova interpretazione su di un completo “all white” con dettagli neri, rimandando alle mute bianche di cortesia sfoggiate dalla squadra tra gli anni 1950 e 1960. Non accenno alla maglia “away” rossa del 2005-2006, per ovvi motivi di cuore.

Da quel momento in poi, quasi ogni anno c’è stato un restyling della prima maglia. Strisce larghe, strisce strette, pantaloncini e calzettoni bianchi o neri ma senza mai allontanarsi, almeno fino ad un certo punto, dalla tradizione.

Sulla seconda maglia, le variazioni più importanti.

Nel 2011-2012, infatti, arrivò il rosa shocking e la stellona smisurata: una maglia che in teoria non avrebbe dovuto incutere timore negli avversari. Eppure, proprio così i bianconeri hanno inaugurato il loro ciclo vincente che dura tutt’ora.

Nella stagione 2016-2017 la prima divisa si discostava per la prima volta dalla originale: pur mantenendo la canonica palatura, presentava cinque strisce di grande spessore, tre nere e due bianche; inoltre quelle nere inglobavano al centro delle ulteriori striscioline bianche. Il retro dell’uniforme presentava un pannello bianco che inglobava nomi e numeri neri, mentre il resto della divisa prevedeva, anche qui in contrasto con la tradizione, pantaloncini e calzettoni neri.

Da quel momento in poi, la maglia non è più un oggetto relegato al solo campo, ma uno dei fattori di crescita globale del brand Juventus.

La Juve è una delle più importanti società sportive del mondo (decimo fra i club calcistici) con 39 partner ufficiali, tra i quali, Adidas, Jeep, Cygames, Segafredo, Balocco, Noberasco, Chicco, Forex Trader, Ganten Water, Socios e Willis Tower Watson.

Così la crescita aumenta, e ogni anno, oltre ad alcuni giocatori, è diventato quasi obbligatorio cambiare la maglia. Fino al cambio epocale preannunciato all’inizio di questo racconto: via le strisce, si va al Palio!

A parte le battute, ritengo che un’azienda come la Juventus, alla ricerca di nuove fette di mercato, possa provare tutte le strade. Ma in cuor mio, pur continuandomi ad emozionare, come l’Avvocato, alla vista della lettera J, spero di tornare a vedere quelle famose 11 strisce, 6 nere e 5 bianche, che ho visto addosso ai miei paladini da quando, 40 anni fa, ho iniziato a tifare Juventus.

5 pensieri riguardo “La maglia nera, la maglia bianca

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