Breve historia de lu munno

Dalla Creazione ai Comandamenti

 

Sia fatta luce! Echeggian le parole

nel puro vuoto, buio primigenio,

e subito s’infoca ‘l nostro sole.

 

S’illumina così l’inter proscenio

ed il Signore inizia la creazione,

alacre come il lampadato genio.

 

Poco riposo, poca ricreazione,

produce l’altre stelle e li pianeti,

poi fa la Terra, e la divide in zone.

 

La terraferma riempie di frutteti,

separa le stagioni, giorno e notte

e pone ‘sì le basi pei gameti.

 

La mossa successiva? Bestie a frotte

per popolar intieramente il mondo,

mari, foreste, cieli e pure grotte.

 

Il sesto dì, a completar lo tondo

fece a sé pari l’omo e sua consorte

per render lo pianeta più fecondo.

 

I due neonati pose in un resorte,

un luogo per davvero singolare,

giardin con ogni genere di scorte.

 

Unica anomalia del manducare:

un albero solingo con dei pomi

(che proprio non potevano mangiare).

 

Ma l’essere ch’avea già mille nomi

tentò la donna, e poscia l’uomo suo,

che caddero così, subito domi.

 

Il ciel fu trapuntato in stile “fluo”

da rabbia del Signore, ‘sì tradito,

che l’Eden vietò già all’ottuso duo.

 

Fato del duo illeal fu ‘sì chiarito:

per l’uomo lavorar, sudando viso,

per lei, crescer il figlio partorito;

 

per nòn avèr seguìto quell’avviso

tutta l’umanità fu condannata

a meritarsi in vita il paradiso.

 

La prole della coppia ormai esiliata

spartissi terra e caccia, sì che ognuno

sfruttasse competenza accumulata.

 

Il cacciator Caino, forte e bruno,

s’oppose al mite Abele contadino

e a questi tolse vita sotto un pruno.

 

Signor sapeva tutto, uno e trino,

anche stavolta volle darci speme

ma sol diniego ottenne da Caino.

 

Potéa far accadere cose estreme,

ma perdonò di nuovo la sua imago

e mandò Set a sparger lo suo seme.

 

Poi Enos, poi Kenan, poi sarò vago,

non nominolli tutti, per cortezza

fin che nacque Noè: più non indago.

 

Le genti Dio punì con vera asprezza:

le fiere e la famiglia del profeta

su nave antiprocella ebber salvezza.

 

Dopo quaranta dì l’acqua fu cheta

Iafèt e Cam e Sem, con lor semenza

si sparpagliaron, a popolar pianeta.

 

Da Sem prosegue ancor la discendenza:

Abramo mette Isacco sotto lame

ma vien fermato e a Cana va in partenza.

 

Poi il Popolo si sposta come sciame

nel loco ove regnava il faraone:

non sa che prospettive saran grame;

 

la Gente Cananense, ormai Nazione,

fu oppressa nel suo stare presso il Fiume

ma speme aveva di liberazione.

 

Mosè, che fu salvato già dal Nume,

chiese di far partire la sua Gente

ma ciò gli fu negato senz’acume.

 

Allor caddero piaghe in far crescente

che diedero agli Egizi buona scusa

per sterminar il Popolo con niente.

 

Mosè col suo bastone aprì la chiusa,

vermiglio mar divenne via pretoria

ch’al giunger dei soldati fu rinchiusa.

 

Poi al Sinai, fu chiamato dalla Gloria

e vennero dettate le Parole

ma questa, cari miei, è un’altra Storia!

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