Il talento di Mr. Sarri

Sul Web faccio parte della famiglia di “Juve a 3 stelle”. Lì scriverò, ovviamente, solo di Juve e dintorni.

Qui di seguito un mio articolo, dedicato all’inizio di Maurizio Sarri alla Juve. (Qui il link diretto all’articolo originale).

 

Ne “I promessi sposi”, ad un certo punto, il Cancelliere Antonio Ferrer, nell’attraversare la città, ordina al suo cocchiere di far presto, ma con calma:

Adelante, Pedro, si puedes” e “Adelante, presto, con juicio.

A volte è necessario agire in fretta, ma con calma. Più che altro con pazienza.

Adesso è una di quelle volte. Cerco di spiegarmi.

Maurizio Sarri è ormai dal 16 giugno l’allenatore che guiderà la Juve per le prossime stagioni e, aldilà delle perplessità personali, è stato scelto dal management bianconero per la sua idea di calcio, diversa certamente dagli ultimi 4 allenatori bianconeri, da Ranieri ad Allegri, passando per Del Neri e Conte (mi perdonino Ciro e Zac, ma anche se avevano un’idea di calcio, non hanno avuto né modo, né tempo per farcelo notare).

La formazione prediletta dal tecnico romano è sempre stata un 4-4-2 vecchio stile, leggermente riveduto e corretto nel periodo inglese, ma pur sempre di vecchio stampo. Idem Del Neri, che in carriera non ha mai usato altri moduli.

Conte, arrivato alla Juve, avrebbe voluto usare un 4-4-2 offensivo (4-2-4), ma per una serie di motivi (soprattutto per non lasciare fuori uno tra Barzagli, Bonucci e Chiellini), virò velocemente su un 3-5-2 e non lo abbandonò più.

Allegri è quello che, se vogliamo parlare di numeri e schemi, ha avuto sicuramente più inventiva e coraggio, passando dal 3-5-2 al 4-2-3-1 al 4-3-3 dell’ultima stagione.

Ma il calcio non è solo schemi e numeri. Se c’è una cosa che ha contraddistinto la Juve degli ultimi anni è stata la solidità difensiva.

Infatti, in Italia, gli ultimi 12 campionati di Serie A ha vinto il titolo la squadra con la miglior difesa; in solo 4 di questi aveva anche il miglior attacco (il discorso cambia in Europa, ma quello lo avevo già spiegato in un commento in un altro articolo: “in Champions, di quelle agli ottavi, nei gironi hanno segnato meno di noi solo Manchester Utd. e Schalke”).

Sarri negli ultimi 4 anni non ha mai avuto la migliore difesa, e, tranne una volta, mai il migliore attacco, anche se negli anni di Napoli la squadra raramente non segnava almeno un gol: 6 volte nel 2015-2016, 3 l’anno successivo e ancora 6 nell’ultimo anno del toscano sulla panchina azzurra.

La speranza è che non si venga presi dal cagasottismo al primo 4-3, solo perché si sono presi 3 gol.

Ma l’idea di gioco non è solo nei numeri, come dicevo. A volte ci siamo interrogati, anche su queste pagine, e Nino è uno che spesso se/ce lo chiede, cosa significhi “bel gioco”.

Il bel gioco è quello che cattura l’occhio, o è anche quello efficace, che ti fa vincere le partite? Conta più “lo scudetto del bel gioco” o l’albo d’oro?

“Il calcio è molto semplice: c’è una fase offensiva e una fase difensiva, e bisogna farle bene tutte due. E l’obiettivo finale è il risultato. (Max Allegri)”

“A noi piace vincere 3-1, il nostro obiettivo è la bellezza. Ci piace divertire e divertirci. (Maurizio Sarri)”

Nei tre anni napoletani di Sarri si punzecchiavano così i due allenatori, ognuno con la sua filosofia.

Ma Sarri riuscirà ad imporre la sua idea di gioco in un posto dove così radicata è l’idea che il “bel gioco” corrisponda con i risultati? Vedremo.

Intanto, fino ad ora, ho personalmente colto tre cose.

Rapporto con CR7.

Ovviamente, trattandosi di uno dei più forti calciatori di tutti i tempi, sarebbe uno spreco imbrigliarlo in schemi o tattiche. La Juve di Sarri sarà sicuramente 10+Cristiano. Ed è un passo in avanti del tecnico, che è passato dalle prime dichiarazioni: da “Ronaldo prima punta” è passato a “parte dalla sinistra ma può stare anche 10 metri più avanti” e ultimamente a “fa quello che vuole”.

Bene. Al Chelsea ci aveva messo molto di più a capire che Hazard (il suo giocatore offensivo più talentuoso) andava lasciato libero di esprimersi, e mettere la squadra a sua disposizione.

Secondo, la preparazione atletica.

Sono sicuro che ci sarà un miglioramento (anche perché fare peggio di quanto fatto negli ultimi anni, con giocatori fermi per infortunio nei momenti cruciali della stagione, pare un po’ impossibile), soprattutto perché Sarri sta puntando tutto sul ritmo. Se la squadra ha ritmo, tiene palla, e come diceva un vecchio allenatore,

“Palla a noi, giochiamo noi. Palla a loro, giocano loro”.

Più la teniamo, più possiamo portare avanti le idee di creare gioco, e non di subirlo. E per tenerla di più, il ritmo va aumentato. L’esperienza inglese è sicuramente servita al mister.

Terzo, la rosa. Su questo il discorso va approfondito, ovviamente.

A prescindere da quanto un allenatore voglia fare, è solo a fine mercato che avrà a disposizione la rosa definitiva. Anche alla Juve.

Consideriamo la rosa attuale, ruolo per ruolo.

Portieri.

Lì la situazione è abbastanza tranquilla, Tek titolare, Gigi farà una decina-quindicina di partite e Pinsoglio spererà, come tutti noi, di non servire mai. Perin in uscita (sarebbe uno spreco, a me il ragazzo piace, ma forse ha dei limiti caratteriali).

 

Difensori laterali.

A destra Cancelo, con De Sciglio riserva e a sinistra Alex Sandro, con Pellegrini in seconda battuta. Non so se a inizio campionato i quattro saranno sicuramente ancora questi, ma mi pare chiaro che, per uno che esce, uno di pari o maggiore livello dovrà entrare.

 

Difensori centrali.

Questo è il reparto con maggiore abbondanza (anche il centrocampo, ma lì qualche uscita è certa), dove bisognerà tenere presente una cosa.

Chiellini l’anno scorso e ahimè, anche adesso, palesa evidenti problemi fisici, ma, considerando che a meno di motivi eccezionali, Sarri predilige la difesa a quattro, abbiamo tre forti centrali (Bonucci, appunto Chiellini e il neoacquisto Deligt) per due posti, con due riserve (Demiral e Rugani).

Serviranno tutti e cinque? Dal punto di vista logico no, uno dei cinque rischierebbe di non vedere mai il campo, il che non sarebbe il massimo per chi, come Rugani (25 anni, 15-20 presenze annue, quasi mai partendo da titolare) o Demiral, 21 anni, anche lui appena acquistato, deve dimostrare di essere da Juve.

 

Mediani.

Tratto questo ruolo a parte, considerando però che fondamentalmente neanche Pjanic nasce mediano, nell’accezione moderna del termine. Regista basso, se vogliamo. Il bosniaco è in realtà l’unico che per abitudine e caratteristiche, può giocare davanti alla difesa in quel ruolo.

Né Bentancur, né Emre Can, né Rabiot hanno il suo gioco di posizione e il suo modo di stare in campo. Ma a parte questo, Pjanic dovrebbe essere centrale nel gioco di Sarri.

Centrocampisti.

Oltre ai tre già citati, c’è Ramsey, che deve ancora recuperare dall’infortunio, e quelli che molti danno per uscenti, cioè Khedira e Matuidi.

Ovvio che un paio devono uscire, anche se qui, a differenza dei centrali difensivi, parliamo di tre posti a centrocampo (sempre a meno che Sarri non cambi idea – 4-2-3-1?).

 

Esterni offensivi (escluso CR7).

Qui la situazione è più ingarbugliata, perché Douglas Costa sta recuperando dall’infortunio (quale?), Cuadrado un giorno è sul mercato e uno no, Bernardeschi e Dybala non mi sembrano esterni offensivi come i primi due. Poiché il posto è uno solo per almeno 35-40 partite (quelle che giocherà il Re), vale la pena tenerli tutti? E Pjaca? Che fine farà?

Punte (escluso CR7).

Ecco. Sulle punte io non credo che nessuno potrà capirci nulla fino all’ultimo giorno di mercato. Higuain, Mandzukic e Kean, chi per un motivo (bilancio), chi per un altro (ha già dato tutto quanto poteva), chi per un altro ancora (è ancora immaturo), sono sul mercato. O forse no.

 

Gli interrogativi che ho io nella testa immagino li abbia anche Sarri, che, però, è chiaramente più informato di me su chi resterà e su chi partirà, e soprattutto su chi schierare oppure no, visto che lo decide lui. Io ho fatto solo delle ipotesi di impiego.

Non entro nel discorso bilancio e nel discorso liste, che altri trattano con maggior competenza di me. Il mio è un discorso puramente logico.

Ma si sa che la logica e il calcio sono contrapposte, come prosa e poesia, come bianco e nero. Che sono i colori della Juve, che fino alla fine tiferò.

9 pensieri riguardo “Il talento di Mr. Sarri

  1. Non ho idea di quale sarà la squadra ma rispetto al bel gioco ho una mia idea. Innanzi tutto il bel gioco lo fanno i giocatori se hanno la tecnica individuale. Al di là degli schemi se il giocatore sbaglia alte percentuali di passaggi, stop, dribbling il bel gioco uno se lo sogna. In questa ottica vedo giocatori poco inclini a garantire ciò perché dotati di piedi quadrati. Altro elemento è la testa che con un mix di personalità, fame, agonismo e intelligenza determina poi l’atteggiamento generale della squadra. Se sei forte ma non ne sei consapevole l’avversario lo sente.Se sei scarso ma ti credi forte l’avversario lo capisce. In questi aspetti allenatori e psicologi possono far tanto ma, la base deve esserci sempre.Ricordo nel volley l’arrivo di Velasco.Di base c’era un movimento fortissimo e campioni potenziali che non sapevano di esserlo.Prima di Velasco prendevano sonore mazzate, poi si invertì tutto.Quello che cambiò fu l’atteggiamento e la testa.
    Tutto questo per dire che il bel gioco io lo sintetizzo con la capacità di far giocare poco gli avversari, tirare tanto sapendo di poter far male e non avendo paura di essere propositivi, della serie ho la palla e non scelgo il passaggio comodo al portiere se sono sulla tre quarti ma rischio il cross, il filtrante, il dribbling certo di fare male ma anche certo che, qualora per caso sbaglio, io sarò il primo a cercare di rimediare ma gli altri compagni faranno lo stesso e ci riusciranno. Ecco…se hai de sciglio la vedo dura…quando in squadra hai gente come Iniesta dei tempi d’oro sai che su cento passaggi 99 saranno precisi e all’unico passaggio sbagliato lui stesso non mancherà di riprendere il pallone! Gli schemi invece credo vengono molto dopo, se prima non c’è tutto il resto.
    E niente…staremo a vedere se riusciranno a riconciliarmi col calcio…

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    1. Su De Sciglio non concordo. De Sciglio è uno dei più affidabili da quel punto di vista. Tecnica normale, ma testa tanta (nel senso di applicazione). Comunque è la prima volta negli ultimi vent’anni che non saprei proprio chi giocherà. A sto giro mi stanno sorprendendo. Al netto del fatto che le uscite di Dybala, Mandzukic, Higuain e Douglas Costa (oltre a Perin, Pjaca, Khedira e Matuidi ovviamente) consentirebbero di riportare i conti sotto controllo e garantirebbero anche buona parte delle plusvalenze che ci servono per la stagione 2019/20, nonché gli acquisti per completare la rosa, manca ancora più di un mese alla fine del calciomercato… vedremo!

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      1. Facciamo così, prossima volta, taccuino alla mano prova a contare il numero di volte che i suoi cross non sbattono contro l’avversario, il numero di passaggi in avanti riusciti sul totale e poi ne riparliamo!😂 Testa, come applicazione si, ti do ragione, l’impegno ce lo mette ma sempre ferri da stiro hai piedi ha!😬
        Se però, grazie a un suo cross in finale segnassero e vincessero la Champions ahoo…ti offro la cena!😂

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  2. Avete una rosa da sfoltire, al momento attuale possiamo parlare solo di ipotesi, perché gli scenari possono cambiare considerevolmente.
    Bisogna capire poi Sarri ed il turn-over, di fatto MAI utilizzato a Napoli, e POCO utilizzato in UK. Cosa farà con la mostruosa rosa bianconera? Farà contenti un po’ tutti, visti anche i numerosi impegni, oppure seguirà il proprio istinto?

    Capitolo mercato: siete un po’ incartati, perché è obbligatorio, a mio parere, tagliare almeno 3-4 elementi. Un centrale difensivo è di troppo, per me Rugani NON è da Juve, ma chi lo vuole, specialmente alle quotazioni richieste? E poi Khedira, sempre infortunato. E c’è la grana Higuain, il dubbio Dybala, e poca chiarezza sugli esterni d’attacco che sono a mio parere in palese sovrannumero.
    Se vi liberate di qualche zavorra, e credo che alla fine ci riuscirete, potrete fare ancora un bell’acquisto.

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  3. In famiglia seguiamo il calcio con moderato interesse, tutti tranne il mio secondogenito che è uno juventino sfegatato. Attualmente è a Leeds per il dottorato; quando ha saputo di Conte all’Inter e di Sarri in bianconero mi ha mandato un messaggio: “Basta, puoi disdire l’abbonamento a Sky, tanto del calcio non mi importa più nulla.” Ovviamente ha smaltito presto la delusione 🙂
    Come vedi la prossima stagione? Pensi che sarà più complicato arrivare a primeggiare anche questa volta?

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    1. Non credo. La differenza tra la Juve e le altre, dal punto di vista dell’organico, è persino aumentata, nonostante tutto. Nulla è certo, nel calcio, ma secondo me c’è un tale divario (soprattutto tra le cosiddette riserve) che non credo che in Italia ci saranno grosse novità. A meno che, come fa il Real, lascino perdere il campionato per puntare alle Coppe. Dove la certezza della vittoria è persino inferiore, ma la Juve penso se la possa giocare con tutte.

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