Psicologia – parte seconda

Un giovane, molto timido, una sera si reca ad un bar dove vede una bella ragazza sola in un angolo che beve la sua aranciata. Dopo aver raccolto tutto il coraggio il ragazzo si avvicina alla giovane e le dice: “Posso sedermi qui a chiacchierare un po’ con te?”. Al che la ragazza, immediatamente e con un tono di voce altissimo, urla verso il giovane: “No, non voglio venire a letto con te, lasciami in pace!”. Tutti i presenti si voltano per osservare bene la coppia. Naturalmente il giovane, fortemente imbarazzato, abbandona il posto e torna sconsolato al suo tavolino. Dopo qualche minuto, la ragazza si avvicina al tavolo del giovane e gli sussurra in tono accomodante: “Scusa per la chiassata di poco fa. Io sono una studentessa di psicologia e sto osservando le reazioni delle persone ad una situazione fortemente imbarazzante”. Il giovane senza perdere tempo e a piena voce allora le grida: “Cosa? 100 euro? Meglio dormire da solo che con te!”.

Visto quanto detto in “Psicologia – parte prima“, possiamo dire se il supporto psicologico sia necessario nelle scuole? La psicologia è una scienza?

In realtà la psicologia non rispetta i cinque prerequisiti di base che fanno di una disciplina una scienza rigorosa:

  • terminologia ben definita;
  • quantificabilità;
  • condizioni sperimentali controllate;
  • riproducibilità;
  • prevedibilità (e quindi la testabilità delle ipotesi).

Ogni tanto escono fuori dalla ricerca in psicologia risultati interessanti, ma è poco appropriato sostenere che stiamo parlando di scienza. Oppure dobbiamo mettere in discussione che la scienza non sia più lo studio empirico del mondo naturale? Sarebbe una operazione pericolosa, perché fuori da una precisa definizione qualunque cosa potrebbe qualificarsi come scienza.

Il dibattito sulla distinzione fra scienze “dure” come la chimica o la fisica e scienze “morbide” come la psicologia o la sociologia appartiene più all’epistemologia del Novecento che ai giorni nostri, ma è il caso di ripensarlo e riproporlo, anche perché quel vecchio dibattito sulla “consistenza” delle scienze (hard vs. soft) è vivo proprio dentro la comunità degli psicologi: non tutti gli psicologi sono d’accordo sul fatto che la psicologia sia scienza.

Forse la domanda più corretta è chiedere se la psicologia funzioni.

La rivista Science tempo fa pubblicò un articolo in cui riferiva del lavoro di un gruppo di ricercatori che, per dimostrarne la validità, aveva cercato di replicare 100 studi pubblicati su tre importanti riviste di psicologia: solo il 36 per cento delle ricerche riprodotte diede risultati significativi.

L’espressione “principio di falsificabilità”, dal tedesco Fälschungsmöglichkeit, traducibile più correttamente come “possibilità di confutazione”, identifica il criterio (formulato dal filosofo Karl Popper) per separare l’ambito delle teorie controllabili, che appartiene alla scienza, da quello delle teorie non controllabili. E la psicologia non è confutabile, perciò non è una scienza.

Come si (auto)definisce la psicologia? La psicologia è una disciplina che si occupa dello studio del comportamento umano e dei processi mentali ed affettivi che ne sono alla base.

La psicologia non è una scienza unitaria, né come teoria, né come oggetto di studio, né come metodo di indagine. Essa è una scienza a ponte fra le scienze naturali e le scienze sociali, e si colloca in un’area centrale e intermedia rispetto alla suddivisione di tutte le discipline universitarie ed accademiche.

Gli oggetti di studio della psicologia sono molteplici. Essi riguardano, ad esempio, la percezione, l’attenzione, l’apprendimento, la memoria, l’intelligenza, il ragionamento, la comunicazione, le emozioni, le motivazioni, la personalità, la frustrazione, il conflitto, l’aggressività, le relazioni interpersonali, i rapporti interni alle organizzazioni e ai gruppi, i fenomeni sociali.

Dalla molteplicità degli oggetti di studio della psicologia deriva conseguentemente la molteplicità degli ambiti di applicazione della disciplina. Ad esempio:

  • Psicologia sperimentale: si occupa di studiare sperimentalmente i processi mentali.
  • Psicologia clinica: si occupa di diagnosi, sostegno e riabilitazione di singoli o gruppi.
  • Psicologia sociale applicata: si occupa di studiare i fenomeni e i comportamenti sociali prevalentemente con scopi applicativi e preventivi.
  • Psicologia del lavoro e delle organizzazioni: si occupa di comprendere e intervenire sui fenomeni interni agli ambienti organizzazioni.
  • Psicologia dello sviluppo e dell’educazione: si occupa dei processi evolutivi nell’intero arco di vita.
  • Psicologia giuridica e forense: si occupa di fornire consulenze e perizie rispetto a casi di competenza del diritto civile o penale.
  • Psicologia penitenziaria e criminologica: si occupa prevalentemente di interventi all’interno delle carceri.
  • Psicologia delle emergenze: si occupa di interventi volti a favorire l’elaborazione di eventi stressanti o traumatici.

In base all’art. 1 della Legge 56/89 “La professione di Psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

Per diventare psicologo è necessario:

  • aver conseguito una laurea di secondo livello in psicologia presso un Ateneo italiano
  • aver svolto un tirocinio della durata di un anno
  • aver sostenuto e superato l’Esame di Stato necessario per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione

Per poter esercitare la professione di psicologo è inoltre necessario essere iscritti alla Sez. A dell’Albo. Che differenza c’è tra psicologo e psichiatra?

Lo psicologo è un professionista che ha conseguito la Laurea di secondo livello in psicologia.

Lo psichiatra è un professionista che ha conseguito la Laurea in Medicina e la specializzazione in psichiatria e con una formazione prevalentemente medico-farmacologica.

Ma noi siamo sicuri che la psicologia serva?

Io ho un amico psicoterapeuta e visto che gli voglio bene, e lo conosco da più di 30 anni, gli chiedo spesso consiglio, ma perché è una persona equilibrata, e il suo studio gli permette di avere molte risposte che io, ignorante, non ho.

Ecco, secondo me non dobbiamo confondere il bisogno che possiamo avere di consigli, di parole di conforto, magari anche di una semplice pacca sulla spalla, con la certezza di avere una soluzione in tasca. Che potrebbe creare molti più danni che benefici.

Casi controversi ce ne sono, come in tutte quelle attività affini alla scienza che scienza non sono; proprio a causa di questo per quanto labile confine, a volte vengono commessi errori madornali, come quando un giudice, bravo nell’applicare la legge, ma ignorante in psicologia, chiede il parere ad uno psicologo, ad esempio, per un caso di affido, o quando, come raccontavo nella scorsa “puntata”, quando vengono diagnosticati con leggerezza casi di disturbo dell’apprendimento.

“Noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, tutte necessarie al nostro sostentamento. Ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore: sono queste le cose che ci tengono in vita”. (L’attimo fuggente)

Psicologi, se proprio vi viene richiesto, date un consiglio agli insegnanti e ai giudici; di insegnare e volere fortemente l’unica cosa che conta davvero nelle vite delle persone: la bellezza.

4 pensieri riguardo “Psicologia – parte seconda

      1. Ero semi-serio.
        Ma allora anche la scienza medica potrebbe essere una falsa scienza.

        Guarda, io ho problemi dermatologici, e parlando con gli esperti, sono loro ad avermi detto che nella dermatologia i punti oscuri sono ancora moltissimi, e che la soluzione per un problema varia da persona a persona, e volte senza un motivo plausibile. Posso confermarlo su me stesso.

        Ma allora nasce una questione anche ‘filosofica’: la medicina, è una scienza o no? Certamente non è una scienza esatta, almeno con le conoscenze attuali, ma credo che servirebbe un dibattito più ampio.

        Piace a 1 persona

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