Chi pianta tamarindi, non raccoglie tamarindi

C’è un vecchio detto orientale che dice così:

“Chi pianta tamarindi, non raccoglie tamarindi”

Questo perché il Tamarindo impiega almeno 90 anni per dare i suoi primi frutti. Una volta un giovane ragazzo incontrò un vecchio e saggio coltivatore di tamarindi e gli chiese:

“Nonno, perché pianti i tamarindi se sai già che non potrai raccoglierli mai?”

E allora il vecchio e saggio nonno posò gli attrezzi, chiese al ragazzo di sedersi vicino a lui, si accese una pipa e dopo tre lunghe boccate pronunciò queste parole:

“Perché il terreno è mio e ci faccio quello che mi pare!”

E da allora il giovane capì il grande insegnamento e cominciò a farsi i fatti suoi.

12 pensieri riguardo “Chi pianta tamarindi, non raccoglie tamarindi

              1. Aglio, acqua saponata, menta, alloro, salvia e rosmarino, erba luisa, tengono lontano gli scarafaggi e le cimici dei letti (raro trovarne) e quelle degli infissi. Con quelle asiatiche è tutto un altro discorso. Stanno devastando i frutteti. Pare che ora vengano introdotte le vespe giapponesi che sono dei parassiti naturali di queste cimici, poi dovremo vedercela con queste vespe, visto che nel mio giardino, vespe e calabroni si nutrono di uva, pere, pesche, mele, cachi, prugne, fichi, albicocche e quant’altro, aiutati anche da merli, storni, passerotti, rigogoli. Io ho smesso di combatterli, lascio che si mangino quello che vogliono e compero la frutta al supermercato: meno faticoso e meno costoso.

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