Altro che amici

Molti sanno che in inglese esistono delle parole cosiddette “false friends”, ossia “falsi amici”. In pratica, in inglese, ma succede per tutte le lingue, i “false friends” sono quei termini che somigliano molto a delle parole italiane, ma il loro significato è completamente diverso da ciò che sembrano.

Ad esempio, “eventually” sembrerebbe “eventualmente” (che si dice “in case”), ma in realtà significa “infine“, “stamp” non significa “stampa” (“to print”), ma “francobollo“, “strict” potrebbe sembrare “stretto” (“close” o “tight” a seconda della frase) ma significa “rigido, severo“, “comprehensive” non c’entra l’essere comprensivo di qualcosa (che si dice “inclusive”): il suo significato è “esauriente“; e “parents” significa forse parenti? No, vuol dire “genitori”! I “parenti” sono i “relatives”, come “lunatic” non è “lunatico”, che si dice “moody”, bensì “pazzo”!

In realtà i falsi amici sono molti, molti di più (sono stati scritti addirittura dei libri con più di 380 lemmi!); ciononostante molti di quelli che parlano in inglese, soprattutto per lavoro, non li conoscono tutti e a volte fanno delle magre figure.

“Vendetta” in inglese vuol dire “faida” (“vendetta” si dice revenge) e “villain” non vuol dire “villano” (che si dice “rude”) ma “cattivo” o “malfattore” o “delinquente”. Potrei continuare per ore e ore.

Esistono poi dei termini inglesi che in realtà non esistono, ma noi li usiamo lo stesso!

Degli esempi?

Il termine “pullman”, in inglese, non esiste. Esiste invece, per indicare lo stesso tipo di veicolo, “coach” o semplicemente “bus”. Com’è successo che dal nostro “torpedone” si sia arrivati a dire “pullman” (o, se riferito a piccoli velicoli, addirittura “pulmino”)?

Verso la metà dell’Ottocento, l’industriale americano George Mortimer Pullmann ideò il “wagon-lit”, il vagone letto sui treni, che veniva chiamato “pullman sleepers” (cuccette pullman). Come il termine sia arrivato in Italia e abbia sostituito torpedone o corriera, non si sa.

La parola “camper”, che in italiano indica un mezzo da turismo a metà tra un furgone e una roulotte, in inglese vuol dire “campeggiatore” o l’azione del “campeggiare”. Molto probabilmente il termine “camper van”, cioè “furgone da campeggio”, è stato abbreviato male in “camper”.

In inglese quello che noi chiamiamo “camper” si chiama “motorhome”, cioè casa motorizzata, e negli Stati Uniti si usa molto l’acronimo R.V., che sta per Recreational Vehicle, veicolo ricreativo.

Chiedete in giro cosa sia il “footing”, e la maggior parte vi dirà che è una corsa lenta che fa bene alla salute. La radice della parola è “foot”, piede, peccato che il termine in inglese non esista. Già da qualche anno si sente nominare più spesso di “footing” la parola “jogging”, che deriva da “to jog”, cioè “correre a passo lento, andare al trotto”.

Dall’infinito inglese “to lift”, che vuol dire “tirare su, elevare, innalzare”, in Italia abbiamo inventato la parola “lifting” per riferirci alla chirurgia plastica (soprattutto a quella che rimuove le rughe). Peccato che in inglese la stessa procedura si chiami “facelift”. “To lift” vuol dire anche “accompagnare in macchina, dare uno strappo”.

Il termine water (con la pronuncia, “wôtər”, “uota” ), in inglese vuol dire acqua. In Italia a volte (troppo spesso, purtroppo, viene utilizzato per indicare il gabinetto. Su Wikipedia:

“Il vaso sanitario o water (pronuncia: /’vater/) è un apparecchio sanitario costituito da un vaso, generalmente in ceramica… destinato allo smaltimento degli escreti di funzioni fisiologiche come la minzione e la defecazione.”

In inglese il vaso sanitario, la tazza, si chiama “toilet”, e la stanza che lo ospita “water closet”, letteralmente “stanzetta dell’acqua”, ovvero piccola stanza con i servizi igienici. Anche qui un errore di abbreviazione, probabilmente “water closet” ridotto alla sola parola “water”, italianizzando la pronuncia, ha fatto il resto.

Un altro esempio: avete presente quel tessuto con cui sono realizzati alcuni tipi di coperte o felpe? In Italia lo chiamiamo “pile” (pronunciato “pail”). Lo stesso prodotto in inglese si chiama “polar fleece” (maglione polare).

Il tessuto, quello sì che si chiama “pile”, quindi probabilmente il metodo di tessitura potrebbe essere diventato il nome del prodotto stesso.

In inglese “smoking” vuol dire fumare. Noi invece chiamiamo così anche la giacca elegante da uomo, di solito nera o bianca, con risvolti di seta, o addirittura l’abito intero.

In inglese, quello che noi chiamiamo “smoking” è il “tuxedo”. La “smoking jacket” in realtà esisteva nell’Ottocento. Era la vestaglia da camera, più o meno lunga, che veniva utilizzata in casa quando si fumava (per non impuzzolentire il pigiama).

Tutti gli appassionati di fumetti sanno chi è “Spiderman”, in Italiano “Uomo ragno”. Ma in Italia la “Spider” è un’auto sportiva, bassa, a due posti e decappottabile. Una mia zia aveva l’Alfa Romeo Spider, meglio nota come Duetto.

In inglese, una macchina del genere si chiama “roadster”, e se è una decappottabile, si aggiunge “convertible”. Da dove deriva il termine “spider” usato per le autovetture? Da una carrozza americana di fine Ottocento, trainata dai cavalli, che si chiamava appunto “spider” o “spyder”, probabilmente.

In Italia il mister è l’allenatore di una squadra di calcio. Come ci si è arrivati a questo significato, visto che “mister” in inglese vul dire “signore”? Il calcio moderno ha le sue origini in Inghilterra, nei primi anni del 1600. Qui, in alcuni college inglesi furono stilate le prime regole del gioco, come viene più o meno inteso oggi.

Un paio di secoli dopo nacque il primo club di calcio moderno: lo Sheffield Football Club. In Italia, le prime squadre, come ad esempio il Genoa, fondata nel 1893, avevano una buona parte di inglesi in organico. Tra questi, gli allenatori che venivano chiamati all’inglese: “mister”. E ancora oggi Sarri e Ancelotti vengono chiamati così.

10 pensieri riguardo “Altro che amici

  1. Pretender non è pretendente bensì bugiardo, editor non è editore bensì correttore. Interessante anche quello che succede in America (me lo ha raccontato una che ci aveva fatto uno stage, con annesso racconto di situazioni imbarazzanti), dove il bagno si chiama restroom mentre toilet è l’armadio – non so se in generale o solo quello in cui si ripongono gli schedari. Quanto alle parole inesistenti, in Alto Adige chiamano “handy” il cellulare. Una volta ho detto a uno scolaro che in inglese non si chiama così e nessun inglese capirebbe di cosa stanno parlando, e che si chiama mobàil tèlefon, e quello, disgustato dalla mia ignoranza: “mobìl telefòn, casomai”. Poi in francese per esempio c’è salir che significa sporcare, in spagnolo aceite che è l’olio… e si potrebbe andare avanti all’infinito.

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  2. Quando feci il corso di inglese un anno e mezzo fa, una intera lezione fu dedicata ai “false friends”.
    C’era chi, come te, ne conosceva moltissimi, io mi limitai a citare “horse” che non è “orso” bensì “cavallo”.
    Ma in effetti, leggendoli, ti fanno esclamare “è vero!” tanto sono ovvi.

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