Il succo del discorso

Ho letto un bellissimo articolo sul blog di Andrea in cui si racconta di quale sia il contenuto di alcune bevande, e di come ad esempio la bevanda “chinotto” contenga dallo 0,03% allo 0,5% dell’agrume che le dà il nome.

Che senso ha vendere una bevanda con un nome se le percentuali sono così basse? E non crediate che l’aranciata, la limonata o la cedrata, altre bevande prese in considerazione in quell’articolo stiano messe meglio: aranciata 20%, limonata 12% e cedrata il 7%.

Ma per fortuna esistono i succhi di frutta… o no?

Intanto vediamo, come sempre, un po’ di definizioni.

  • Il succo di frutta è quel prodotto ottenuto schiacciando meccanicamente o facendo macerare frutta sana e matura, fresca o conservata al freddo. Quindi il succo è sempre succo di frutta al 100%.
  • Il succo di frutta concentrato, invece, è ottenuto eliminando una certa quantità d’acqua al succo di frutta.
  • Il succo di frutta da succo concentrato si ottiene reinserendo nel succo di frutta concentrato l’acqua, a volte ripristinando gli aromi.
  • Il nettare di frutta indica un prodotto ottenuto con l’aggiunta di acqua e di zuccheri e/o miele ai precedenti o al miscuglio dei precedenti.

E fin qui, ci siamo. Sembra che siano tutti prodotti sani.

Per curiosità sono andato a cercare un po’ di etichette di succhi di frutta alla pera. Guardiamole insieme:

Iniziamo con gli ingredienti (ometto la marca perché non è il tema dell’articolo):

  • XXXX  Pera – Ingredienti: Purea di pera, acqua, zucchero, sciroppo di glucosio – fruttosio, acidificante acido citrico, antiossidante acido ascorbico;
  • XXXX  Pera – Ingredienti: Purea di pera (50%), acqua, zucchero, succo di limone;
  • XXXX  Pera – Ingredienti: Purea e succo di pera 50%, acqua, zucchero, acidificante: acido citrico; antiossidante: acido ascorbico; aromi;
  • XXXX  Pera – Ingredienti: Purea di pera (53%), Succo di pera da concentrato (44%), Zucchero, Succo di limone da concentrato, Vitamina C.

Ecco. In alcune non viene messa la percentuale, ma in tutte si nota la presenza di zucchero. Ma perché aggiungere zucchero se la frutta è già dolce di suo?

Prima di arrivare a conclusioni affrettate, vediamo un’altra cosa. Una tabella con da parte il succo di frutta alla pera e dall’altra una pera.

 

VALORI NUTRIZIONALI

Succo alla pera – 1 brik 200 ml

Pera da 200 gr

Valore energetico

118 kcal

70 kcal

Carboidrati

28 g (di cui zuccheri 28 gr)

17.6 g (di cui zuccheri 17.6 gr)

Fibre

3.2 gr

7.6 gr

Grassi

0,0 g

0,0 g

Proteine

0,4 g

0,6 g

 

In molti vedono i succhi di frutta come una comoda e altrettanto sana alternativa alla frutta: sono comodi, i bambini li bevono senza fare storie (tanto è frutta) e sono anche buoni.

Ma dalla tabella si evince che nei succhi:

  • gli zuccheri sono molti di più;
  • le fibre sono molte di meno;
  • le calorie sono molte di più.

Le fibre contenute nella frutta sono fondamentali a rallentare l’assorbimento degli zuccheri semplici, quindi nel frutto intero oltre ad esserci meno zucchero, le fibre presenti sono in grado di rallentare il suo assorbimento, cosa che evidentemente non avviene con il succo, che contiene una quantità quasi doppia di zucchero e quasi la metà del contenuto in fibre.

Inoltre, consumare un frutto sazia molto di più che berlo sotto forma di succo: le “calorie liquide”, hanno infatti un potere saziante molto inferiore rispetto agli alimenti solidi, cioè agli alimenti che necessitano una masticazione.

Una volta ho visitato uno stabilimento per la produzione di succhi di frutta e ho buttato un occhio qua e là, traendo qualche conclusione.

Cominciamo con la frutta utilizzata per la produzione: secondo me si tratta di frutta che deriva dagli scarti inviati per il consumo fresco, quindi frutta della peggiore qualità.

Questi scarti vengono poi schiacciati per ottenere la polpa, a cui viene aggiunto poi acido citrico in modo da rendere l’ambiente acido. La purea viene quindi trattata, subendo una netta diminuzione del contenuto in vitamine, minerali ed enzimi.

La successiva fase consiste nel miscelare questo prodotto con altri ingredienti: acqua, sciroppo di saccarosio e ancora acido ascorbico e acido citrico, secondo le proporzioni che stabilisce l’azienda produttrice.

A questo punto della frutta rimane ben poco: solo il contenuto calorico. Anzi, anche quello è cambiato, visto che sono stati aggiunti gli zuccheri, mentre l’acidità è nettamente aumentata: il pH finale si attesta attorno a 3,7-3,9 quindi si tratta di un prodotto decisamente acido.

Tutti i succhi di frutta vengono poi sottoposti, come accade per il latte, al processo di pastorizzazione, trattamento che provoca la distruzione di ulteriori vitamine ed enzimi (sempre che ne siano ancora rimasti).

I succhi di frutta sono spesso trattati con delle sostanze chiamati chiarificanti.

Si tratta di sostanze che rendono il succo limpido e chiaro. Non sono in molti a sapere che spesso i chiarificanti sono a base di proteine animali, come l’albumina d’uovo, le caseine, la colla d’ossa, la colla di pesce e la gelatina.

Ho letto un’intervista ad Elena Dogliotti, biologa nutrizionista e supervisore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi, e ne ho tratto dei brani. In uno afferma che:

“I succhi di frutta non fanno “male” in senso assoluto, ma è bene consumarli con moderazione, scegliendo quelli senza aggiunta di zucchero e all’interno di una dieta varia e equilibrata. Bisogna conoscere il contenuto di ciò che beviamo, tenere a mente che bere un succo non equivale a mangiare il frutto corrispondente, tenere sott’occhio la quantità complessiva di zuccheri che ingeriamo nella giornata e, soprattutto per i più piccoli, educare al sapore e alla consistenza del frutto intero e non solo a quelli di spremute fresche o confezionate, magari ulteriormente edulcorate.”

È importante sapere che dietro a ciò che chiamiamo genericamente “succo di frutta” esistono bevande differenti, come dicevo all’inizio, sia sul piano merceologico che su quello nutrizionale.

Vi siete mai domandati come mai sono scomparsi dagli scaffali dei supermercati i contenitori con la scritta “senza zucchero”? Ora la dicitura è bandita dalla normativa vigente, per il semplice motivo che lo zucchero c’è, eccome.

“Anche senza l’aggiunta di edulcoranti, il succo 100% frutta contiene gli zuccheri dei frutti da cui sono ricavati, fruttosio soprattutto. Inoltre a volte per accentuare il gusto dolce viene aggiunto del succo d’uva, che sempre frutta è ma va ad aumentare la concentrazione di zuccheri semplici della bevanda.”

E i bambini in età prescolare?

“Inoltre nel decalogo anti-obesità pubblicato dalla Società Italiana Pediatria (SIP) e dalla Società Italiana di Endocrinologia Pediatrica (SIEDP) è presente la raccomandazione per i bambini in età scolare di evitare bevande zuccherate, sport drink e succhi di frutta con zuccheri aggiunti, specificando che non solo il glucosio, ma anche troppo fruttosio favorisce l’aumento del grasso a livello dell’addome (viscerale).”

Possibile che un succo di frutta contenga tutti questi problemi?

A scanso di equivoci, io mangio la frutta e vi consiglio di fare lo stesso: d’altronde, come disse il serpente ad Eva:

“guarda che la frutta fa bene, contiene le vitamine, una mela al giorno toglie il medico di torno, meglio farsi le mele che farsi le pere!!! (da Parola di Giobbe)” *

 

*(Giobbe Covatta)

16 pensieri riguardo “Il succo del discorso

  1. Mi mancava il passaggio biblico, del resto, come dargli torto? A parte tutto, anch’io mangio (e faccio mangiare) la frutta, da molto molto tempo, forse perchè ho sempre avuto la perversione di leggere le etichette. Grazie per il riferimento a Elena Dogliotti, una delle poche che ha il coraggio di dire cose impopolari, ma vere e argomentate. Infatti non ne parla mai nessuno

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  2. Qualche volta capita che ne beva ma per me sono davvero occasioni eccezionali e come te preferisco mangiare la frutta intera o, se ne ho la possibilità farmelo da me il succo tipo bella e polposa spremuta d’arancia! Purtroppo però, lo stile di vita attuale ed il sempre presente “mercato”, hanno di fatto imposto il ricorso a questi surrogati della frutta ma anche di altro. Poi certo, magari risulta che siamo tutti più longevi ma, gli abitanti di questo pianeta che furono bipedi temo che con l’evoluzione si trasformeranno in umani che rotolano data la crescente obesità!

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      1. Non so se lo hai visto(io si e mi era piaciuto molto!), Wall-E dove gli umani erano tutti dei ciccioni impossibilitati a muoversi e dipendendi dalle macchine…ecco…la strada è quella mi sa però io faccio come te anche se mi sto fuori per lavoro e a volte salto…

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  3. Una volta il cibo si prendeva andando nell’orto, oggi si compra sugli scaffali… è sempre meglio consumare il cibo nel modo più vicino a come la natura ce lo offre. Se voglio un succo di frutta spremo la frutta!! Tra l’altro in pochi sono consapevoli di quando lo sciroppo di glucosio, in alte quantità, faccia male alla salute. In ogni prodotto che lo contiene ce n’è una quantità consentita dalla legge, il problema è che, in una giornata, molte persone mangiano o bevono parecchi prodotti con lo sciroppo di glucosio e questa fa sforare i quantitativi sicuri.
    Articolo interessante, a presto!

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  4. I succhi di frutta per “ragazzi” sono un concentrato di zuccheri da far paura.
    Però esistono anche i succhi di frutta con solo “succo” e senza aggiunta alcuna, mi riferisco per esempio ai brick da 1 litro, con arancia rossa, pompelmo o mela. Mi sembra che la marca possa essere Zuegg ma posso sbagliarmi. Tuttavia, nelle comode porzioni da 200 cl (per gli scolari) di succhi senza zucchero non se ne trovano proprio.

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    1. Scusa la risposta “concentrata”, ma ero in treno. Senza dubbio ci sono prodotti sani, la filiera italiana è una delle più controllate del mondo, ma il fatto che si permetta di vendere un succo che non solo non è succo, ma fa anche male per l’alta concentrazione di zuccheri, mi fa ribollire il sangue

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      1. Pensa un po’.
        Tu dai a tuo figlio/a la merenda per scuola composta da “crackers + succo” e non ti accorgi che lo stai riempiendo di zuccheri e calorie.
        Certo che alternative facili non ce ne sono, mica i ragazzi vanno a scuola con la mela da affettare.

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