Auguri, Madama!

Tra qualche giorno mio figlio piccolo compirà 8 anni e da qualche tempo ha cominciato a porre le domande che chi sta iniziando a conoscere il mondo, se alimentato da sana curiosità, di solito pone.

“Com’è fatto l’alluminio?” mi ha chiesto l’altro giorno. Se avessi avuto fretta, avrei potuto rispondergli “nasce direttamente in rotoli, sugli scaffali di Esselunga”, ma visto che era sabato gli ho dato una risposta più articolata.

Come me alla sua età, si sta appassionando al calcio e visto che tra qualche giorno mi chiederà “com’è nato il calcio?”, ho scritto due righe di promemoria che pubblico qui di seguito.

Già intorno al 1.000 a.C. in antica Grecia si giocava a “ἐπίσκυρος”, epískyros, un misto tra pallavolo e calcio. Il nome derivava da skyros, la linea centrale che divideva in due parti il campo, e le due squadre stavano, appunto, contrapposte davanti a quella linea.

Il gioco venne in seguito adottato dai Romani, che lo trasformarono in harpastum, latinizzazione del greco “ἁρπαστόν” (harpaston), cioè “portare via”, dal verbo “ἁρπάζω” (harpazo), “cogliere, strappare”.

Questo assomigliava un po’ di più al rugby che al calcio moderno e veniva praticato regolarmente dai legionari di Cesare durante l’invasione della Britannia. Furono dunque probabilmente loro a insegnarlo al popolo britannico.

Nel Rinascimento, a Firenze, sono state trovate testimonianze di una popolarissima forma di divertimento che veniva espressamente chiamata “gioco del calcio” e si sa che Piero de’ Medici ne era appassionato cultore, tanto da chiamare alla sua corte i più abili giocatori.

Il calcio fiorentino era un po’ calcio e un po’ rugby, e nel ventennio gli fu attribuito il ruolo di autentico e unico precursore del football, con l’intenzione di sottrarre alla “perfida Albione” il merito di aver dato i natali al calcio moderno.

Fu infatti in Inghilterra che, nel 1857, vide la luce il primo club di calcio non universitario, lo Sheffield Club. Nel 1862, a Nottingham, nacque il Notts County e da quel momento fu tutto un proliferare di società calcistiche.

Ma la data ufficiale di nascita del calcio è il 26 ottobre 1863, quando 11 clubs dell’area di Londra si riunirono alla Freemason’s Tavern di Great Queen Street per scrivere un regolamento. Si aprirono due fronti, quello che consentiva l’uso delle mani e dei piedi, mantenendo al gioco le sue caratteristiche originarie di scontro anche fisico e quello favorevole al solo uso dei piedi e a un’impostazione nettamente meno violenta.

Questi ultimi fondarono la FA (Football Association), che fu la prima federazione calcistica nazionale.

Grazie ai marinai inglesi, il calcio si diffuse in tutta Europa: Le Havre, in Francia, nel 1872, e lo stesso anno, in Spagna, lo Huelva Ricreation Club; in Italia, il club più antico è il Genoa, nato nel 1893.

Poi, nel 1897, su una panca di pietra in corrispondenza del civico 42 di Corso Re Umberto a Torino, davanti all’officina di biciclette dei fratelli Canfari, un gruppetto di studenti del Liceo Massimo D’Azeglio decise di costituire un Club sportivo che consentisse ai soci di praticare i loro sport preferiti.

Nacque così la Juventus.

E ogni primo novembre, dopo aver fatto gli auguri a tutta la famiglia per Ognissanti, rivolgo il mio pensiero alla prima della mie tre passioni, facendole i miei auguri: BUON COMPLEANNO, VECCHIA SIGNORA!

26 pensieri riguardo “Auguri, Madama!

  1. Auguri!
    Bisogna però approfondire nei particolari la storia della panchina. Il numero 42 di corso Re Umberto (dell’attuale corso Re Umberto: il sovrano in questione nel 1897 era ancora vivo e non credo che gli fosse già stato intitolato il corso) si trova alquanto lontano dal liceo. Si dice poi che la famosa panchina fosse sita davanti al Caffè Platti, e questo locale (esiste dal 1875) si affaccia sul corso Vittorio Emanuele II, nell’isolato prospiciente a quello che ospita ancora oggi il “d’Azeglio” ma all’angolo diametralmente opposto rispetto all’entrata principale della scuola.
    (Conosco bene la zona: sono stato allievo del d’Aze dal 1969 al ’74, come poi i miei due ragazzi.)
    Devo chiedere a mia moglie di controllare nei suoi libri di architettura e urbanistica quale fosse la situazione delle strade torinesi all’epoca, poi ti faccio sapere 🙂

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...