Decisivo

Torno a parlare di calcio, perché l’amico Andrea, nel commento di un precedente articolo (questo qui), mi ha stuzzicato.

L’argomento è questo: quali sono i calciatori che sono stati grandi “ovunque”?

Giusto per fare un esempio: Leo Messi, uno dei più forti e vincenti calciatori di tutti i tempi, in realtà tutto quello che ha vinto, lo ha vinto con il Barcellona.

Per capirci, nel corso della sua carriera ha vinto 10 campionati spagnoli, 6 Coppe del Re, 8 Supercoppe spagnole, 4 Champions League, 3 Supercoppe UEFA e 3 Mondiali per club, tutto con una sola squadra (tra l’altro in uno dei periodi più forti, a livello tecnico, della storia del club catalano).

Cercando di non essere condannato per lesa maestà, io dico che Messi non si è mai misurato con altre realtà e, ancor peggio, non è mai stato decisivo con la propria nazionale e che quindi non è nel gruppo di giocatori più decisivi della storia del calcio. Fa sicuramente parte dei più forti, dei più vincenti, ma non mi convince la cosa che non sia mai riuscito fuori da Barcellona.

Tanto per fare un altro esempio, Diego Maradona, pur avendo vinto infinitamente meno, è stato più “provato”: ha giocato in tre campionati diversi, vincendo in tutti e tre (1 campionato argentino, 1 coppa di Spagna, 1 coppa della Liga, 1 Supercoppa di Spagna, 2 campionati italiani, 1 coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una coppa UEFA, più un Mondiale under 20 e un mondiale “maggiore”).

Il Napoli era composto per lo più da onesti pedatori, non certo dei fuoriclasse assoluti e la stessa Argentina dell’86 era una squadra di gregari a disposizione del fuoriclasse, quindi molte di quelle vittorie sono state fondamentalmente sue. Chi ha in mente certe partite del mondiale messicano sa di cosa parlo.

Ma chi sono i giocatori più decisivi della storia? E quelli più vincenti?

Intanto bisogna intendersi sui termini: sulla Treccani “decisivo” ha il significato di: “che decide, che ha valore determinante, conclusivo, definitivo”.

Ma per noi appassionati di pallone è sufficiente?

Se così fosse, i vari Robbiati, Ganz, Massaro, Padovano e Zalayeta sarebbero giocatori decisivi.

Infatti, i sunnominati hanno avuto una caratteristica in comune tra loro: segnavano tantissimo, ma da subentrati. Non sono quasi mai stati titolari nelle squadre in cui militavano, ma entrando dalla panchina spesso risultavano risolutivi.

Ma per quello che vogliamo noi non è sufficiente.

Campioni che abbiano vinto in patria e all’estero e magari anche con la propria nazionale ce ne sono pochi.

Ed escludo Franz Beckenbauer, Jupp Heynckes, Sepp Maier, Hans-Georg Schwarzenbeck e Gerd Müller, e Juan Mata, Fernando Torres e Pedro, che sono gli unici otto giocatori ad aver vinto tutti i più importanti trofei a livello di club e nazionale (i primi cinque con la Germania, gli altri tre con la Spagna). Li escludo perché, tranne Beckenbauer e Gerd Müller, gli altri erano poco più che comprimari di grandi team.

Ma anche Kaiser Franz e Müller, uno degli attaccanti più forti di tutti i tempi, esattamente come Messi, non si sono confrontati con altri campionati se non, in questo caso, con la Bundesliga.

E non considero quelli che hanno vinto caterve di titoli, come Dani Alves e Maxwell, perché non erano loro i protagonisti assoluti delle squadre di cui facevano parte, né Xavi, Iniesta e Giggs, perché pur vincendo tanto, ed essendo indubbiamente dei fuoriclasse, lo hanno fatto fondamentalmente in un solo club.

Per trovare giocatori che siano stati realmente decisivi, forse dobbiamo tornare agli anni ’90.

In quegli anni, complice l’assenza delle squadre inglesi dalle coppe, le squadre italiane fecero incetta di campioni, che erano già vincenti a casa loro o lo sarebbero stati dopo aver lasciato le squadre italiane.

Vediamo un po’ di esempi:

Marco Van Basten. Uno tra i giocatori più forti della storia del calcio, ha vinto sia in patria, con l’Ajax, sia in Italia con il Milan, sia con la nazionale olandese. Peccato che abbia smesso di giocare praticamente a 28 anni. Palmares: 3 Campionati Olandesi, 1 Coppa delle Coppe e 3 Coppe dei Paesi Bassi con l’Ajax, 4 Campionati Italiani, 4 Supercoppe Italiane, 3 Coppe Dei Campioni, 2 Supercoppe UEFA e 2 Coppe Intercontinentali con il Milan, 1 Campionato d’Europa con la Nazionale Olandese.

Zinedine Zidane. Il giocatore francese, oltre ad aver deliziato noi bianconeri, ha vinto, da protagonista, sia in Italia, sia in Spagna, sia con la propria nazionale. E ha vinto anche da allenatore. Palmares: 1 Coppa Intertoto con il Bordeaux, 2 Campionati Italiani, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa Intertoto, 1 Coppa Intercontinentale e 1 Supercoppa UEFA con la Juventus, 1 Campionato Spagnolo, 2 Supercoppe di Spagna, 1 Champions League, 1 Supercoppe UEFA e 1 Coppa Intercontinentale con il Real Madrid, 1 Campionato d’Europa e 1 Campionato del Mondo con la Francia.

Luís Nazário de Lima, conosciuto semplicemente come Ronaldo, ha vinto ovunque sia andato (in realtà in Italia non è stato fondamentale, e ha vinto solo una coppa Uefa con l’Inter) ma è innegabile che sia stato uno dei trascinatori del Brasile e delle proprie squadre di club. Palmares: 1 Campionato Mineiro e 1 Coppa del Brasile con il Cruzeiro, 1 Campionato Paulista e 1 Coppa del Brasile con il Corinthians, 1 Coppa dei Paesi Bassi con il PSV, 1 Campionato Spagnolo, 1 Supercoppa di Spagna e 1 Coppa Intercontinentale con il Real Madrid, 1 Coppa di Spagna, 1 Supercoppa di Spagna e 1 Coppa delle Coppe con il Barcellona, 1 Coppa Uefa con l’Inter, 2 Campionati del Mondo e 2 Coppe America con il Brasile.

Beh, anche Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho, è uno che ha vinto ovunque sia stato, ma anche lui ha sempre fatto parte di squadre vincenti. E anche Johan Cruijff ha vinto tantissimo, ma era leader solo in patria (da giocatore).

Michel François Platini (non lo sapevate, vero? Le Roi si chiama anche come me…) è stato un altro che ha vinto in patria, in Italia e ha trascinato la propria nazionale a trionfare in Europa (e quasi nel mondo). Palmares: 1 Coppa di Francia con il Nancy, 1 Campionato francese con il Saint-Étienne, 2 Campionati Italiani, 1 Coppa Italia, 1 Coppa delle Coppe, 1 Coppa dei Campioni, 1 Supercoppa UEFA e 1 Coppa Intercontinentale con la Juventus, 1 Campionato d’Europa con la Francia.

E anche Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro da Madeira, CR7 per gli amici, si è confrontato con campionati differenti, vincendo, ed è riuscito a creare lo stesso spirito in nazionale. Credo che se fosse nato in Brasile o in Germania, avrebbe vinto molto di più. Palmares: 1 Supercoppa di Portogallo con lo Sporting Lisbona, 1 Coppa d’Inghilterra, 2 Coppe di Lega inglese, 3 Campionati Inglesi, 2 Community Shield, 1 Champions League e una Coppa del Mondo per Club con il Manchester United, 2 Coppe di Spagna, 2 Campionati Spagnoli, 2 Supercoppe di Spagna, 4 Champions League, 3 Coppe del Mondo per Club e 2 Supercoppe UEFA con il Real Madrid, 1 Supercoppa Italiana e 1 Campionato Italiano con la Juventus, 1 Campionato d’Europa e 1 UEFA Nations League con il Portogallo.

Personalmente ritengo sia difficile dire se un calciatore sia stato più decisivo di un altro, e sia riuscito a farlo in ambiti differenti.

Certo, chi vince in campionati differenti, soprattutto difficili come quello inglese e quello italiano (difficili per motivi diversi), e poi riesce a far vincere la propria nazionale quasi da solo, per me ha qualche punto in più.

A questo punto non possiamo non citare Seedorf, Rijkaard o Kroos, capaci di vincere la Champions in squadre di club differenti e, tranne l’olandese Clarence, a vincere anche con la nazionale.

Ma io non sono ancora soddisfatto.

Esisterà un metodo empirico per stabilire se un giocatore è più decisivo?

Basta solo che faccia tanti gol? Allora oltre ai già citati, ci sarebbero anche Batistuta, Trezeguet e Shevchenko.

A questo punto anche Baggio, Totti e Signori, però…

Insomma, non saprei come costruire una classifica dei calciatori realmente decisivi nella storia del calcio.

Allora chiedo alla bocca della verità, mio figlio Alessandro.

“Ale, secondo te, qual è il calciatore che è stato il più grande, ovunque sia stato? Come? Ah, ok”.

Mi ha risposto Del Piero. Ecco, poi non dite che sono io, ad essere juventinocentrico…

14 pensieri riguardo “Decisivo

  1. In effetti non mettere Crujff è un po’ pesante. A volte un giocatore non lo giudichi solo dalle vittorie e dal fatto che abbia vinto in più squadre (d’accordo sul metodo che hai usato, ma appunto è un metodo). Comunque Crujff porto’ al Barcellona un campionato spagnolo dopo anni che il Barcellona subiva il predominio non solo calcistico di una certa squadra di Madrid. Lo fece in condizioni allucinanti, e lui per questo pago’ un prezzo elevatissimo anche a livello personale. Chi ha avuto la fortuna di leggere la sua autobiografia può trovarne tutti i dettagli. In pratica quel campionato lo pago’ non andando ai mondiali in Argentina. Inoltre il mondiale del 1974 che l’Olanda perse per un pelo, poteva benissimo averlo vinto. A quello del 1978 rifiuto’ di andarci per i motivi di cui sopra. Insomma Crujff è stato un tantinello importante e non entrò neanche nel merito della discussione tecnica. Comunque il tuo articolo è molto bello e lucido. Ho un altro appunto. Maradona era devastante, comunque l’Argentina 1986 non era una nazionale mediocre come si perpetua da secoli come luogo comune.

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  2. Da juventino dico che sono d’accordo con tutto l’articolo e che ero deliziato da Van Basten per la sua classe ed eleganza, davvero peccato per quella caviglia. Unico appunto che posso fare per completezza di informazione è che prima i campionati erano chiusi e quindi molti calciatori non possiamo considerarli per questo motivo!
    Ps mi sono ricordato di un certo Cruijff che se non ricordo male riportò il Barcellona alla vittoria del campionato dopo più di dieci anni e vinse qualcosa anche col Feyenord oltre al grande Ajax!

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      1. Beh si, ma come ho detto fu anche perché c’erano le frontiere chiuse e di fatto approdò a Barcellona a fine carriera. Chissà quanti campioni del passato avrebbero voluto giocare in altre nazioni ma non poterono!

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  3. Il fatto è che sbagliamo tutti, ma per primi i giornalisti, a focalizzarci solo sul “gol”.
    In realtà di giocatori super-vincenti-decisivi ce ne sono molti di più basta estendere il raggio al centrocampo, alla difesa e alla porta.
    Zoff, Buffon, Neuer (per me il migliore in assoluto), ma poi Scirea, Baresi, Roberto Carlos…
    Molti di loro sono più decisivi di altri già citati, semplicemente perché più “fenomenali” di loro nel proprio ruolo.
    Contare solo i gol a me non è mai piaciuto molto.
    Sarà perché io quando giocavo facevo un sacco di assist.

    🙂

    PS e sono d’accordissimo su quanto scritto su Messi
    PS2 manca Ibra

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