L’anno che sta arrivando

Fine anno, tempo di bilanci.

Personalmente non posso lamentarmi. Lavoro ok, famiglia bene, salute nonostante tutto abbastanza bene.

Un paio di novità mi aspettano nel 2020 e saranno sicuramente foriere di entusiasmo, che aiuta a superare tutti gli eventuali ostacoli.

Intanto, i miei si avvicineranno notevolmente, e la cosa non può che farmi piacere, sia perché passerò più tempo con loro, sia perché si godranno di più il nipotino.

Mi aspetta una “novità” anche sul lavoro, il che sicuramente vorrà dire che lavorerò di più e mi pagheranno sempre uguale. Ma vedo il bicchiere pieno, è una questione caratteriale. Più lavoro uguale più opportunità

I figli crescono e anche se non vedranno lo stesso mondo che abbiamo visto noi, sono felice per loro.

L’altro giorno, mentre ero in giro con mia moglie a passeggio, abbiamo incrociato un signore anziano, mai visto prima, che ci ha sorriso e ci ha salutati.

Io ho risposto e mi è rimasto il sorriso impresso sul viso per un po’. E ho pensato che in questo mondo pochi sono così. Gentili solo per essere gentili. Non per avere qualcosa in cambio.

Temo che i nostri figli e i nostri nipoti vedranno sempre meno gesti come quello di quel signore.

Dal punto di vista della “scrittura” (chiedo scusa agli scrittori veri), il blog va bene, perché, se è vero, come dice Andrea, che le visualizzazioni possono essere farlocche, i like e i commenti no, e un +77% e un +108% rispetto allo scorso anno non possono che fare piacere.

Inoltre, da febbraio collaboro con una testata prestigiosa come “Juve a tre stelle”, e anche questo è fonte di piacere. Certo, non tutti i miei amici hanno accolto questa mia collaborazione con piacere, ma so che molti non-juventini mi leggono lo stesso.

Ho mantenuto anche il proposito di accorciare gli articoli, che adesso mediamente sono al massimo da 5-6 minuti di lettura, e quando non lo sono, li divido in più pezzi, proprio perché quella del mio blog deve essere una “lettura da wc”, poco impegnativa e veloce.

E il mondo? Com’è stato il 2019 e come sarà il 2020?

Intanto ho partecipato ad una convention sull’argomento, e la cosa più interessante è che in Europa esistono 300.000 (TRECENTOMILA!) posti di lavoro legati alla cybersecurity (e i posti di lavoro da occupare non sono esclusivamente per specializzati informatici).

Questo fa capire che le nuove generazioni dovranno svegliarsi, e non potranno più puntare al posto fisso o al vecchio genere di lavori.

Il 2019 è stato un anno dove piano piano si sono schiuse anche alcune porte del futuro.

I computer quantistici iniziano a diventare realtà: a ottobre Google ha infatti annunciato che il chip quantistico Sycamore è in grado di effettuare in 3 minuti e 20 secondi un calcolo che al più potente processore classico richiederebbe 10mila anni.

Ibm, maggiore rivale nel settore, ha però affermato che il loro computer classico può comunque effettuare quel calcolo in pochi giorni, non in diecimila anni.

Questo mi fa pensare che io sono nato in un mondo in cui il computer più potente era l’IBM System/360 Model 91, che svolgeva 16,6 milioni di operazioni al secondo.

Mio padre al computer negli anni ’60

Il pc che uso per scrivere questi articoli è superiore nel calcolo di parecchi fattori (vari miliardi di operazioni al secondo) e non solo: il 91 occupava mezza stanza mentre il mio portatile mi sta comodamente sulle ginocchia.

Ma attenzione, la velocità dei computer è come la velocità massima segnata sul tachimetro di un’auto.

Anche se la capacità di raggiungere i 300 chilometri all’ora può essere impressionante, ciò che dà veramente più valore alle automobili è come si comportano durante gli spostamenti quotidiani entro i limiti di velocità.

La velocità di un computer nell’effettuare specifiche operazioni di algebra lineare non riflette necessariamente la sua capacità di prevedere l’attività di un farmaco, addestrare reti neurali o eseguire simulazioni complesse, che sono i compiti per cui servono e serviranno computer sempre più potenti.

E quando Facebook e Carnegie Mellon University hanno creato un’Ai imbattibile a poker, non lo hanno fatto per vincere a poker, ovviamente, ma per arrivare a dare un comportamento controllabile alla cosiddetta AI (intelligenza artificiale).

Un team di ricercatori della “University of Massachusetts Amherst”, infatti, ha sviluppato un metodo basato su algoritmi chiamati Seldonian (dal nome di Hari Seldon, protagonista della famosa saga di romanzi “Ciclo delle Fondazioni”, ovviamente di Isaac Asimov) in grado di insegnare all’Ai a essere eticamente giusta.

Ci sono stati casi in cui algoritmi hanno avuto comportamenti indesiderati, come in quell’ospedale a triage automatico negli Stati Uniti dove il computer ha iniziato a discriminare i pazienti in base alla razza e/o alla religione.

“Quando qualcuno applica un algoritmo di machine learning, è difficile controllarne il comportamento, ma gli algoritmi di apprendimento automatico incidono sempre più sulla nostra vita ed è quindi di fondamentale importanza garantirne l’equità ed evitare danni”.

spiega uno degli autori di Seldonian.

“È importante consentire all’utente di selezionare la definizione appropriata per l’applicazione prevista. L’interfaccia fornita con un algoritmo Seldonian consente all’utente di fare proprio questo: definire cosa significa “comportamento indesiderato” per la propria applicazione”.

Questi algoritmi non si limitano a garantire un comportamento corretto, spiegano i ricercatori, ma è possibile controllare qualsiasi tipo di comportamento, ad esempio funzioni di sicurezza complesse nei sistemi medici.

Ad esempio per controllare una pompa per l’insulina automatizzata e per prevedere in modo sicuro le dosi per una persona in base ai livelli ematici di glucosio.

“Se uso un algoritmo Seldonian per trattare il diabete, posso specificare che un “comportamento indesiderato” significa la presenza di livelli di glicemia pericolosamente bassi o ipoglicemia. Posso, quindi, dire all’Ai: mentre stai cercando di migliorare il controller nella pompa per insulina, non apportare modifiche che aumenterebbero la frequenza dell’ipoglicemia. La maggior parte degli algoritmi disponibili non ti dà un modo per mettere questo tipo di vincolo sul comportamento”.

Quindi in futuro avremo sempre più computer eticamente corretti e sempre meno persone che sorrideranno, incrociandoti per caso, in mezzo a una strada.

Sta a noi capire che se una strada deve essere perseguita, non vuol dire che l’altra debba essere abbandonata.

E buon inizio anno a tutti.

11 pensieri riguardo “L’anno che sta arrivando

  1. Cavolo “papàdicastri” al lavoro.

    Le statistiche di WP sono davvero farlocche, però se fai +50% o +100% c’è molto di vero.
    Io credo che siano farlocche perché se vedo i miei dati, come è possibile che io abbia 30-35% di visite da USA e Hong Kong? Impossibile.
    Hai mai guardato le provenienze delle tue?
    Io considero “veritieri” solo i dati relativi a visite ITA.

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          1. 90% ITA è buono.
            Io extra ITA non lo considero proprio, a livello di statistiche. Posso avere 4-5 visite dell’estero al giorno, ma non 60 (al giorno!!) dagli USA.
            Ho anche contattato WP, ma secondo loro non c’è nulla di anomalo.
            Il fatto è che essendo un blog “gratuito” (e non a pagamento) ti danno solo risposte generiche. Se avessi l’indirizzo IP delle visite estere potrei capire meglio, perché secondo me arrivano tutte dallo stesso IP.

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              1. Io non ho MAI detto a nessuno tra amici e parenti del mio blog.
                Solo MDM e il mio amico Andrea che vive in Sicilia.
                Stop.
                Non lo sa neppure mio fratello, e nessun amico o collega.
                Non so se ho fatto bene o male, ma poiché parlo anche di cose personali o familiari, ho sempre tenuto ad una certa riservatezza.
                Questo ovviamente mi limita nella diffusione (amici ne ho, parenti ne ho moltissimi), ma va bene così. Pensavo che prima o poi mi avrebbero scoperto, ma dopo 10 anni… non è ancora capitato.

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      1. A me a volte capita di avere dagli USA il quadruplo delle visite dall’Italia, e magari anche il doppio da Hong Kong, e l’unica spiegazione possibile è che i conteggi sono farlocchi. Una volta invece ho trovato un solo visitatore (era poco dopo la mezzanotte) con sette stati di provenienza diversi, e un’altra volta un visitatore con 0 visite, e l’unica spiegazione possibile è che i conteggi sono farlocchi.

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