La mappa che ha cambiato il mondo

Undici Giugno 1813.

William Smith viene giudicato colpevole dal tribunale di Londra e portato in prigione, precisamente alla King’s Bench.

Il giudice stabilisce che i suoi beni vengano messi all’asta e con il ricavato si paghino i debiti contratti da Smith.

Ma chi era William Smith, e perché si trovava nei guai?

Smith era nato in un villaggio dell’Oxfordshire in Inghilterra, figlio di un umile fabbro di un allevamento locale.

Rimasto orfano a sette anni, fu allevato dallo zio contadino e frequentò una scuola del villaggio.

Appassionatosi alla geologia, divenne assistente di Edward Webb, un geometra nella vicina Stow-on-the-Wold, che nel 1791 aiutò Smith a stabilirsi nel distretto carbonifero del Somersetshire, a sud-ovest di Bath.

In quel periodo era in costruzione un canale per il trasporto del carbone e Smith partecipò ai rilievi, notando che gli strati affioranti nella parte settentrionale della regione giravano regolarmente verso est, come tante

“fette di pane e burro”.

In un lungo viaggio nel 1794, ebbe l’opportunità di osservare la preparazione degli scavi di un nuovo canale e scoprì che ogni strato conteneva

“fossili caratteristici propri”.

Il suo lavoro per la realizzazione del canale continuò fino al 1799, quando fu improvvisamente licenziato, probabilmente per una disputa ingegneristica.

Smith aveva infatti dettato a un geologo dilettante a Bath la sua ormai famosa tavola degli strati nelle vicinanze di Bath, che divenne il principale mezzo per far circolare le sue scoperte rivoluzionarie.

Smith aveva una buona reputazione a Bath, a quel tempo importante centro intellettuale e sociale, e rapidamente costruì una vasta attività come ingegnere geologico.

Nel 1804 trasferì il suo quartier generale in una casa a Londra, dove la sua collezione di fossili e le carte geologiche erano sempre in mostra.

Esponeva le sue mappe e le sezioni stratigrafiche alle fiere agricole, come le “Sheepshearings” di Holkham, a cui partecipava regolarmente.

Gran parte del suo lavoro professionale, nonostante fosse rivolto a gentiluomini che avrebbero finanziato le sue ricerche, comportava lunghi viaggi: supervisionò importanti progetti di bonifica a Norfolk e nel Galles, il ripristino delle sorgenti termali di Bath e una moltitudine di progetti di canali e miniere, a volte percorrendo 15.000 chilometri all’anno (un numero incredibile, reso possibile dall’inaugurazione degli autobus veloci nel 1784).

L’intelligenza di Smith e la conoscenza pratica della geologia e delle acque sotterranee lo portarono a primeggiare nella sua professione, ma non divenne mai ricco grazie al suo obiettivo personale: mappare la geologia dell’Inghilterra.

Infatti spese tutto il suo tempo e tutto il denaro in viaggi effettuati per riempire gli spazi vuoti sulla sua mappa, spesso dormendo in pullman.

Dove le esposizioni erano poche, usò il suolo, la topografia e la vegetazione per identificare la roccia sottostante.

La sua epocale mappa geologica dell’Inghilterra e del Galles apparve nel 1815 con il titolo “A Delineation of the Strata of England and Wales, with Part of Scotland”.

Questa fu seguita da un’eccellente serie di mappe della contea tra il 1819 e il 1824.

Durante questi anni, Smith era spesso in difficoltà finanziarie, situazione senza dubbio inasprita dalla depressione agricola che seguì le guerre napoleoniche.

Il fallimento di una cava nel Somerset lo abbatté finanziariamente e lo costrinse a vendere la sua collezione di fossili al British Museum di Londra.

E così torniamo all’inizio del racconto. Alcuni suoi creditori ottennero dal tribunale la vendita dei suoi beni per recuperare i crediti, e così avvenne.

Venduto il vendibile, Smith venne scarcerato e si trasferì in Yorkshire.

Si stabilì a Scarborough, vivendo in una specie di comune di appassionati di geologia; uno di questi lo assunse infine come consulente nella sua vicina tenuta.

Nel 1822 il suo lavoro fu elogiato da William D. Conybeare e William Phillipsnel loro libro di testo sulla stratigrafia inglese, “Outlines of the Geology of England and Wales”.

Nel 1831 ricevette dalla Geological Society di Londra la prima medaglia di Wollaston e nel 1832 una pensione annuale dalla corona.

Morì nel 1839 mentre si recava a un incontro scientifico a Birmingham.

Smith non solo era eccezionalmente attento, ma possedeva il potere di integrare le proprie osservazioni.

Vide che diversi strati di roccia contenevano differenti fossili e usò questo fatto per rintracciare gli strati per centinaia di chilometri.

La sua abilità era così grande che i geologi usano ancora tutte le tecniche che ha introdotto e le attuali mappe geologiche dell’Inghilterra differiscono dalle sue solo in alcuni dettagli.

Tra il 1815 e il 1817 pubblicò alcuni piccoli volumi sul suo lavoro, ma in un certo senso era troppo tardi.

Smith aveva sempre parlato liberamente con chiunque fosse interessato e la sua conoscenza era già proprietà pubblica applicata da geologi in ogni parte della Gran Bretagna.

La fama che Smith raggiunse nella sua vita non è stata ancora annullata ed è universalmente ammirato come il “Fondatore della stratigrafia”.

“L’uomo e i suoi fossili forse possono essere imprigionati, ma mai le sue scoperte … la collezione perduta, libri e pubblicazioni disperse, a lui fu tolta ogni cosa tranne i suoi ricordi.”

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