Coronavirus – il contenimento

Dice una massima:

“Mai parlare di corda in casa dell’impiccato”.

Lo scherzoso modo di dire significa parlare o ricordare a qualcuno qualcosa che vorrebbe dimenticare, o riproporre ricordi di cose che gli procurano imbarazzo, vergogna o dolore, mostrando quindi una certa mancanza di tatto.

Secondo qualcuno l’origine di questa curiosa espressione deriverebbe dal fatto che, per un’antica consuetudine, si era soliti liberare l’impiccato al quale si fosse rotta la fune nel corso dell’esecuzione; ovvio che a quelli rimanesse piuttosto indigesto sentir parlare di corde.

Cosa c’entra? Ci arriverò tra qualche riga.

Il 1° febbraio scorso un mio amico mi ha girato un delirante messaggio (che anche a lui era stato girato), che ad un certo punto diceva più o meno:

“[…] Il 18 ottobre 2019, il Johns Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con il World Economic Forum, aveva riunito “15 leader del mondo degli affari, del governo e della sanità pubblica” per simulare uno scenario in cui una pandemia di Coronavirus stava devastando il pianeta. I cinesi non furono invitati in questa straordinaria commedia e infine in un’altra simulazione, di 3 mesi or sono, la Bill e Melinda Gates Foundation aveva previsto fino a 65 milioni di morti da Coronavirus e solo due settimane dopo si verifica il primo caso in Cina. Quando si dice la casualità! Il virus, sempre per pura fatalità, rimane in incubazione giusto due settimane. Il Coronavirus (2019-nCoV) è un ceppo completamente nuovo, correlato ai virus MERS (MERS-CoV) e SARS (SARS-CoV), anche se le prime prove suggerivano che non era pericoloso.”

È colpa degli americani, progetto dei russi, responsabilità dei cinesi, piano segreto degli israeliani. Della Cia, del Kgb, del Mossad.

Il coronavirus è un’apocalisse in provetta, nato da una formula chimica per lo sterminio della razza umana, un’arma biologica cinese.

Il coronavirus è un’arma biologica, ma non cinese. È il verdetto del Medio Oriente. Il virus è

“parte di una guerra economica e psicologica degli Usa contro la Cina, per indebolirla presentandola come Paese malato (Saud Al Shehry)”

Ragazzi, sul serio c’è gente che la pensa così. Ne ho sentite mille, di queste ipotesi, compresa la “Umbrella Corporation” di “Resident Evil”.

A questo punto io sto elaborando una teoria.

E torno alla storia dell’impiccato.

Per capire di cosa stia parlando, torno a lunedì 19 novembre 2018.

La storia è iniziata con la diffusione online da parte di Dolce & Gabbana, nota casa di moda italiana, di tre video con una modella asiatica che cercava di mangiare cibo italiano, precisamente pizza, spaghetti e un cannolo siciliano, con le bacchette.

I video, accompagnati dall’hashtag “#DGLovesChina” e “#DGTheGreatShow”, dovevano promuovere una sfilata che si sarebbe dovuta tenere a Shanghai il mercoledì successivo, ma sono stati accusati di riproporre un’immagine stereotipata della Cina che non esiste più, tra lanterne, musichette ridicole e rosso ovunque, e di essere non solo ignoranti ma anche derisori.

Il video con il cannolo aveva anche un certo grado di sessismo, con una voce maschile fuori campo che diceva alla ragazza: “è troppo grande per te?”.

Un popolare account di Instagram che si chiama DietPrada, molto temuto dalle case di moda e che ha sempre avuto un pessimo rapporto con Dolce & Gabbana, criticò aspramente la campagna, e pubblicò gli screenshot dei messaggi privati tra Michaela Tranova, una collaboratrice di DietPrada, e Stefano Gabbana.

Tranova aveva chiesto conto a Gabbana dei video e aveva ricevuto in risposta da Gabbana una serie di messaggi a cascata in cui insultava la divisione cinese della sua azienda per aver cancellato i video dai social network cinesi, e la Cina in generale:

“D’ora in poi dirò in tutte le interviste che faccio che la Cina è un paese di merda e che può stare tranquilla, viviamo benissimo senza di te”.

E altre cose del genere.

Gli screenshot dei messaggi di Gabbana furono condivisi su Weibo (social media usatissimo in Cina) centinaia di volte, aumentando l’indignazione e portando poco dopo diversi attori, modelli e altre celebrità cinesi a decidere di non partecipare più alla sfilata, e annunciarlo pubblicamente.

Alla fine l’evento è stato cancellato e l’azienda Dolce & Gabbana si è scusata, dicendo che i suoi account erano stati hackerati e che i messaggi in questione non erano autentici:

“Siamo molto dispiaciuti per i disagi provocati da questi post, commenti e messaggi diretti non autorizzati. Per la Cina e la sua gente proviamo soltanto rispetto”.

Insomma, un casino in piena regola.

Ora, vi starete chiedendo, che c’entra questo con il coronavirus?

Fino al 17 febbraio scorso, nulla.

Poi leggo di uno studio per la messa a punto di strumenti diagnostici, come biomarcatori di gravità della patologia, e terapeutici, coordinato dal prof. Alberto Mantovani, per capire se le molecole dell’immunità innata, con funzioni simili agli anticorpi, riconoscono il coronavirus e svolgono un ruolo protettivo di difesa dall’infezione.

E da chi è finanziato lo studio? Ma da Dolce & Gabbana!

Ecco allora! Si chiude il cerchio. Il coronavirus è una vendetta cinese per colpire D&G che ora provano a rimediare!

Sto scherzando ovviamente, ma era per dimostrare che qualunque storia può essere presa a pretesto!

A parte gli scherzi, stavolta parliamo delle misure di contenimento del virus attuate dall’Italia.

Il 31 gennaio, dopo la scoperta dei primi casi di COVID-19 in Italia (due turisti cinesi) il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria per l’epidemia.

Successivamente, il 23 febbraio, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduceva misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica.

In particolare, prevedeva che, nei comuni o nelle aree nei quali fosse risultata positiva almeno una persona (per la quale non si conoscesse la fonte di trasmissione), le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.

Ed è iniziata la famigerata “quarantena”.

Ma è una misura necessaria? E, soprattutto, funziona?

Vi faccio vedere un grafico, poi ve lo spiego.

Il colore azzurro è come una mareggiata, quello marrone come uno tsunami.

La quantità d’acqua è la stessa, ma l’impatto è diverso perché lo “tsunami”, con un alto numero di malati che hanno bisogno di assistenza sanitaria in poco tempo, mette in ginocchio un sistema sanitario.

Mentre la mareggiata ha lo stesso numero di malati, però spalmati su un periodo maggiore, quindi il sistema sanitario riesce a gestire le esigenze.

Questo significa che le misure di contenimento sono state “giustamente” applicate dall’Italia.

E gli altri stati? Io non lo so, ma in Germania e in Francia, pur dichiarando un basso numero di infetti da COVID-19, stanno avendo da un mesetto a questa parte un picco insolito di influenza e di polmoniti.

In Francia il numero dei contagi da Covid-19 è salito a 73, contro i 38 di giovedì. E anche la Germania si organizza per far fronte all’epidemia.

Siamo sicuri che non abbiano sottovalutato il problema?

Per restare alle regole e all’Italia, anche Telefono Azzurro ha creato un apposito decalogo per spiegare ai bambini e agli adolescenti il coronavirus. Guardiamolo:

  1. Prima di introdurre l’argomento del Coronavirus con i bambini e gli adolescenti, o di condividere notizie, assicurati di esserti informato sufficientemente e tramite fonti attendibili;
  2. Supervisiona, per quanto possibile, l’esposizione dei più piccoli alle notizie a riguardo, prevenendo la sovraesposizione e il controllo eccessivo della situazione;
  3. Cerca di trovare il tempo e la tranquillità necessari per stare insieme ai tuoi figli e offri loro uno spazio di dialogo;
  4. Ascolta tutte le loro domande, anche se ripetitive, insistenti e contraddittorie e rispondi con sincerità. Non fornire troppi dettagli, che potrebbero essere fonti di preoccupazione;
  5. Accogli le loro eventuali paure e timori, anche se possono sembrare eccessivi. Anche se non sei in grado di fornire una risposta specifica, l’importante è essere presenti e preservare la stabilità;
  6. Utilizza parole adatte alla loro età, scegliendo termini comprensibili per spiegare quello che sta succedendo;
  7. Presta attenzione a possibili manifestazioni di paure e di ansia, che possono esprimersi in diversi modi, per esempio, reazioni psico-somatiche o variazioni nel comportamento;
  8. Rassicurali sul fatto che la routine non cambierà totalmente. Cerca di mantenere almeno alcune delle vostre abitudini a casa (per es. gli orari della cena, la visione di un film insieme);
  9. Attenersi alle indicazioni regionali e nazionali è molto importante, al fine di permettere azioni di prevenzione efficaci. Allo stesso tempo, è bene permettere momenti in cui i tuoi figli (e anche tu) possano mantenere i contatti con la propria rete sociale, anche grazie al supporto mondo digitale;
  10. Segui i comportamenti indicati dalle linee guida del Ministero della Salute e promuovi la condivisione di queste buone abitudini all’interno della famiglia.

Ora, per chiudere, un consiglio. Queste regole, non applicatele solo ai bambini.

Soprattutto quella che dice:

“assicurati di esserti informato sufficientemente e tramite fonti attendibili”.

Questa vale sempre e su qualunque argomento, fidatevi.

20 pensieri riguardo “Coronavirus – il contenimento

  1. Io credo che l’Italia abbia agito con opportunità e tempismo (checché ne dica Salvini) data la eccezionalità dell’evento.
    E l’esecuzione del tampone “a tappeto” ha ovviamente fatto aumentare esponenzialmente il numero dei positivi.
    Lo facessero anche nelle altre Nazioni, e vedrebbero.

    Impossibile pensare razionalmente che ci siano più contagiati a Vo’ Euganeo (20 Km da casa mia, poche migliaia di abitanti) che a Londra, Parigi o New York.
    Disinformazione.

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  2. La storia del complotto è tanto assurda quanto ridicola e basterebbe usare un minimo di testa per capire che, se uno volesse creare un virus in laboratorio lo farebbe con ben altre caratteristiche a cominciare dalla sua letalità. La natura è questa, i virus esistono da sempre, si evolvono, mutano, scompaiono esattamente come tutte le altre specie viventi e noi esseri umani non possiamo far altro che conviverci cercando di non metterci inutilmente a rischio e lavarsi le mani (e non solo!) ecco, magari è una cosa che molti dovrebbero fare a prescindere!

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  3. Bello il decalogo di Telefono Azzurro, ma andrebbe applicato non solo all’emergenza coronavirus. I figli vanno sempre ascoltati e bisogna trovare il tempo e il modo per rispondere alle loro domande. Secondo me.

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