Coronavirus – lock down

Questo è un periodo in cui si può dire tutto e il contrario di tutto. In tutti gli ambiti.

E forse, alla maggior parte delle persone, non è chiaro che cosa stia accadendo.

Di questo dobbiamo ringraziare certa stampa, che, in cerca del click o della copia venduta in più, ha avuto più o meno l’atteggiamento descritto nel disegno qui sotto.

In realtà la situazione non è da prendere sottogamba.

Non c’è un virologo che non sostenga la necessità di rafforzare, prolungare ed estendere a tutto il paese le misure di contenimento, per rallentare la diffusione dell’epidemia e consentire al sistema sanitario di curarci tutti, come avevo già detto qui.

Vediamo prima un po’ di numeri.

Dati Lombardia aggiornati al 2 marzo:

1.254 contagiati
478 ricoverati
127 in terapia intensiva
38 decessi
139 dimessi

E di che cosa si discute in Italia? Di Juve-Inter!

Un amico, in chat, ha scritto:

Non lo so, probabilmente mercoledì verrà presentato un accordo col Coronavirus per far giocare le prossime [partite, nda] a porte aperte. Si confida nel senso di responsabilità del virus.

Che cosa sta succedendo? Mi ripeto, molte persone non hanno capito che cosa stia accadendo.

È un’emergenza sanitaria che il Paese non ha mai vissuto. O meglio, peggiore di tutte quelle che ci siano mai state.

Mi è stato girato un link. Guardatelo. Parla dell’asiatica.

L’influenza asiatica fu una pandemia influenzale di origine aviaria, che negli anni 1957-60 fece circa due milioni di morti nel mondo.

Fu causata dal virus A/Singapore/1/57 H2N2 (influenza di tipo A), isolato per la prima volta in Cina nel 1954. Nello stesso anno fu preparato un vaccino che riuscì a contenere l’epidemia.

Ma i morti, come si vede dal filmato, ci furono lo stesso.

Il COVID-19, che non è una banale influenza, non rispetta confini di continenti, paesi o regioni, e finché non lo capiremo, la risposta sarà pressappochista, come sempre.

È necessario estendere le misure di contenimento a tutto il Paese perché il virus ci ha già spiegato come si muove: dal silenzio al fragore.

Penso che nessuno di noi abbia voglia, un giorno, di svegliarsi in un Paese con la popolazione ridotta del 3% solo perché per “combattere” il virus si aprono i musei (iniziativa del sindaco di Firenze, altro genio).

Qual è il parallelo che dobbiamo fare? Con Wuhan e con la provincia di Hubei.

Wuhan è una città che ha più o meno la popolazione della Lombardia. Hubei è una provincia che ha più o meno la popolazione dell’Italia.

Ma loro cosa hanno fatto?

Guardatevi questo documentario, in cui si racconta il lock-down di Wuhan.

Circa 11 milioni di abitanti si sono ritrovati in quarantena, costretti a restare in casa per contrastare l’epidemia. È passato più di un mese.

Nella provincia dello Hubei, di cui Wuhan è capoluogo, sono morte poco più di 2.800 persone a causa del Covid-19 (dato del 3 marzo 2020). Ma i dati dei contagi sono in calo.

In Italia, sulla base dei dati resi noti dalla Protezione civile, gli esperti hanno svolto un’indagine e prodotto alcuni grafici che mostrano l’andamento della diffusione del nuovo coronavirus.

In particolare, prendendo soltanto i casi gravi, quelli in terapia intensiva, e i decessi, dal 24 febbraio al 1° marzo, i tre scienziati hanno mostrato che il tempo in cui casi raddoppiano è di poco superiore ai 2 giorni (2,4 giorni).

Qui sotto il grafico col tempo di raddoppio.

In un altro grafico, poi, gli autori hanno mostrato l’andamento dei casi critici, decessi, pazienti ospedalizzati e positivi al nuovo coronavirus, che è esponenziale, dunque molto rapido, per gli ultimi giorni, dal 24 febbraio al 2 marzo.

Ma che ovviamente rallenterà entro una o due settimane, non appena si potranno osservare gli effetti delle misure adottate.

“Nel nord Italia è in questo momento in pieno sviluppo un’epidemia nella sua iniziale fase di crescita esponenziale. Crescita sulla quale non si riflettono ancora gli effetti delle misure di contenimento messe in atto. Mentre gli effetti e l’efficacia di queste restrizioni potrà essere valutata non prima di una settimana, dati i tempi di incubazione e di sviluppo della carica virale nei soggetti di nuova infezione”.

L’incubazione, infatti, può arrivare fino a 14 giorni e i casi che stanno emergendo oggi si riferiscono a persone contagiate anche una o due settimane fa, prima che fossero state adottate le attuali misure per contenere dell’epidemia, dalla quarantena e l’isolamento al “contact tracing“, fino alla diagnosi e alla cura dei malati.

“A questo proposito si è giustamente sottolineato il ruolo del telelavoro, della diminuzione degli spostamenti non necessari, dell’evitare gli assembramenti, del prolungamento della chiusura delle scuole. Sebbene queste misure non possano, alla lunga, impedire la diffusione del contagio, possono ovviamente abbattere il numero di nuovi contagi giornalieri, dando modo di non sovraccaricare il sistema sanitario di pazienti anche gravi”.

Lo stiamo facendo? Ovviamente no.

Il governo ha varato dei decreti-legge che hanno il sottotitolo:

“io ve l’ho detto, cosa fare, ma come lo farete, so’ cavoli vostri…”

Che senso ha scrivere:

(Art. 2 – Misure urgenti di contenimento al contagio nelle regioni e nelle province di cui agli allegati 2 e 3):
[…] “l’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone” […]

Ma qualcuno, al governo, è mai stato a Messa di domenica?

Intanto, il virus ringrazia.

Già, perché il virus è come un essere vivente, si adatta, attua strategie.

Abbiamo a che fare con un virus a RNA con una forte propensione a mutare e adattarsi.

L’uomo rappresenta una opportunità formidabile perché rappresenta una specie abbondante, che vive in promiscuità ed è sprovvisto di memoria immunologica.

Solo quando l’immunità di popolazione avrà raggiunto un certo livello, allora il virus comincerà ad essere trasmesso con maggiore difficoltà e tenderanno ad aumentare le forme lievi, croniche o asintomatiche.

Queste sono già presenti nella maggior parte degli infetti ma abbiamo ancora un 15-20% di infetti che sviluppano forme gravi che richiedono l’ospedalizzazione. Una caratteristica di questo virus è quella di essere molto contagioso.

Quindi per concludere il virus non è la peste nera ma non è neanche una banale influenza e le cose da tenere a mente sono fondamentalmente due:

L’influenza stagionale ha una mortalità di circa lo 0,1%, non banale, ma la popolazione è in gran parte immune (per pregresse infezioni, parzialmente cross-protettive verso le nuove varianti e per la vaccinazione).

In un tale contesto il virus influenzale serpeggia fra la popolazione e colpisce una frazione minoritaria delle persone senza incidere in modo significativo sulla forza lavoro di un paese.

La seconda cosa è che SARS-CoV-2 è un virus nuovo. (A proposito, SARS-CoV-2 è il nome del virus, COVID-19 è quello della malattia).

Non abbiamo memoria immunologica o immunità di gregge.

In tali casi il virus, senza misure di controllo, avrebbe un andamento epidemico, arrivando ad interessare una larga fascia della popolazione recettiva prima di cominciare a rallentare la progressione.

Questo significa che, anche in assenza di forme gravi, una gran parte della popolazione in età lavorativa, sarebbe bloccata per settimane con immaginabili ripercussioni sull’economia nazionale.

Quindi ben vengano le misure di restrizione attualmente in uso per arginare almeno i principali focolai epidemici.

Chi non lo ha capito, non ha ancora capito con che cosa abbiamo a che fare.

21 pensieri riguardo “Coronavirus – lock down

  1. Commento solo sulle misure di contenimento. Stasera Formigli ha detto che in Cina sono fortunati perchè hanno una dittatura che li ha costretti a casa. Come dire i punti di vista. Ma sentendo già diversi casi di persone teoricamente in quarantena, e praticamente in giro a spargere virus, penso anch’io che i cinesi siano, in questo momento, iù fortunati

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  2. Però può accadere qualsiasi cosa, ma Agnelli vuole il pubblico allo stadio, perché il virus è ovunque, tranne che allo Juventus Stadiium, i contagi ovunque tranne che allo Juventus Stadium.

    Spero che tu, da tifoso juventino, possa ammettere che è una contraddizione assurda.

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    1. Agnelli non ha proprio parlato, in tutto questo. Anzi, intervistato qualche giorno prima ha detto: “prima di tutto la salute pubblica, se si deve disputare a porte chiuse, si disputi a porte chiuse”. Cellino lo ha confermato. Chi ha fatto casino è qualcun altro.

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            1. Trovato da un commento su twitter: “ci sono da domenica due decreti del Governo, chiarissimi, che autorizzano le manifestazioni, con pubblico, in Piemonte, con il divieto però dell’accesso ai cittadini della zona gialla (Lombardia). In assenza di accordo tra le società, in Lega, vigono quei decreti.”

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                1. Penso di averlo già scritto. Un prodotto che fattura il 7% del PIL è in mano a incompetenti (Lega) e dilettanti (Presidenti società).
                  Molti parlano di Rozzi (Ascoli) e company come personaggi da macchietta, ma quelli erano imprenditori veri, non stranieri in cerca di guadagni o fondi di investimenti senza scrupoli.

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