Le partite del cuore – Roma-Juventus 1978

Tutte le partite sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre (semicit.)

Ci sono partite che segnano una stagione, altre che segnano la Storia di una squadra di calcio. I tifosi della Juventus sanno, per esperienza, che una partita apparentemente inutile, o di secondo piano, può essere “la partita” di quella stagione.

E non parlo solo dei derby, o delle sfide di vertice. Partite che imprimono un’accelerazione, o danno fiducia alla squadra, o ti fanno capire che tutto è possibile.

Su queste pagine racconterò alcune di quelle partite, che chiamo “le partite del cuore”, perché è lì che restano.

 

Stagione 1977-78. La Juventus, dopo il campionato vinto alla quota record di 51 punti, confermò praticamente tutta la rosa, aggiungendo i giovani Virdis, Fanna e Verza.

La trattativa con Pietro Paolo Virdis fu molto particolare.

Il sardo, ritenuto da tutti l’erede di Riva a Cagliari, fu acquistato per due miliardi di lire. Ma prima di firmare, fece marcia indietro.

Era da poco morto il padre e viveva con la madre e tre sorelle e non se la sentiva di lasciarle sole.

Fatto sta che Boniperti, che era in vacanza in Sardegna, fece un paio di blitz proprio a casa sua, parlando anche con la madre, e li convinse della bontà del trasferimento a Torino.

Il sardo si convinse, ma l’annata fu sfortunata: dopo un inizio convincente, iniziò a balbettare, scatenando una ridda di ipotesi: c’era chi parlava di incompatibilità con il Trap, chi di nostalgia della Sardegna, fino a che non fu rivelata la diagnosi: mononucleosi, campionato finito.

La Juve, che comunque aveva un impianto molto solido, iniziò il campionato alla grande: 6 gol al Foggia e vittoria a Napoli, ma poi alternò prestazioni eccezionali a momenti di pausa inaspettati.

Il Milan prese la testa della classifica il giorno della tragedia di Renato Curi, centrocampista del Perugia stroncato da un infarto proprio nel match con la Juve.

La Juve, a fatica, riprese il Milan, e la vetta solitaria a due giornate dalla fine del girone d’andata, aggiudicandosi poi il titolo platonico di “campione d’inverno”.

Con l’inizio del girone di ritorno la Juventus prese velocità, arrivando a due giornate dalla fine in testa e a un punto dalla conquista matematica dello scudetto.

Il 30 aprile 1978, stadio Olimpico di Roma, la Juve si presentò contro i giallorossi con (la mia formazione preferita): Zoff in porta, Cuccureddu, Gentile e Morini in marcatura, Scirea libero, Furino e Tardelli alle spalle di Benetti a centrocampo, Causio libero di svariare e Boninsegna e Bettega in attacco.

La Juve rischia subito: al 3° minuto, su cross di Boni dalla destra, Gentile inciampa sul pallone e regala il tiro a Casaroli che però è impreciso e tira fuori.

Ripresisi dallo spavento, i bianconeri iniziano a macinare calcio: al 13° combinazione Furino – Gentile – Furino – Bettega – Furino, con il centrocampista che tira al volo poco fuori bersaglio.

Al 31° prove generali: su cross di Causio da punizione, Bettega manda di poco fuori di testa.

Dopo sette minuti, azione di contropiede e gol; Scirea libera l’area indirizzando verso Furino, che vede Bettega e lo serve: l’attaccante torinese beffa Santarini e trafigge Paolo Conti. 1 a zero Juve.

A quel punto la Roma, con 25 punti, sarebbe stata coinvolta nella mischia per non retrocedere, ma entrare in area juventina non era per niente semplice.

Al 54° minuto, su un colpo di testa a liberare di Scirea, staffilata di Agostino Di Bartolomei che si infila a sinistra dell’incolpevole Zoff. 1 a 1.

Il punteggio dava alla Juve la vittoria del campionato e alla Roma il punto che avrebbe significato salvezza matematica: si assisteva, in quei casi, a interi minuti di passaggi tra difesa e portiere, senza pressing da parte della squadra avversaria.

Così avvenne anche quella volta, per il vantaggio di tutti; 1-1 e diciottesimo titolo bianconero.

Stava per partire il mondiale e la Juve avrebbe visto tra i convocati in Argentina Zoff, Cabrini, Cuccureddu, Gentile, Scirea, Benetti, Tardelli, Causio e Bettega per un torneoche ci avrebbe visti tra i protagonisti proprio grazie all’apporto dato dai bianconeri in azzurro.

10 pensieri riguardo “Le partite del cuore – Roma-Juventus 1978

  1. Quella squadra era mitica e trasportata in nazionale ci fece giocare uno dei mondiali più belli di sempre. Peccato per quella partita con gli olandesi ma era una bella Italia ed una bella Juve.

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