Eliminare il superfluo

In questo periodo di “pandemia” (l’OMS, irresponsabilmente, l’ha classificata per troppo tempo “epidemia”, ma ieri ha cambiato idea) le priorità vanno cambiate.

Forse servirà, perché molti si stanno rendendo conto che certe cose, che erano considerate importanti, ora lo sono di meno.

Il superfluo riempie le nostre vite così tanto che in questi giorni di rinunce, forse ce ne stiamo rendendo conto.

Questo mi ha fatto venire in mente una storiella che girava già ai tempi dell’università.

Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra.

Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo vuoto e lo riempì con delle palline da golf.

Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di sì.

Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente.

I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di sì.

Il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancora una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un sì unanime.

Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia.

Gli studenti risero!

“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi consideraste questo barattolo la vostra vita.

Le palline da golf sono le cose importanti: la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.

I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile.

La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.

Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf.

Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.

Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci!

C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.

Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrare piena la tua vita, c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.

A me è successo già un paio di volte di rendermi conto di quanta “sabbia” ci sia nella vita, soprattutto quando, per lavoro, andavo in zone del mondo in cui c’era la guerra.

Chiaramente, qui non c’è una guerra. Ma l’atmosfera è molto simile.

Chiuse scuole di ogni ordine e grado, annullati concorsi, eventi e attività culturali, serrati musei, cinema e teatri.

Ma anche pub, discoteche, centri benessere e tutte quelle cose che sono quel superfluo di cui parlavo prima.

E, orrore degli orrori, sospese tutte le manifestazioni sportive, campionati di calcio compresi.

A prescindere da quello che accadrà, non è la prima volta che il campionato viene sospeso.

Domenica 23 maggio 1915 si sarebbe dovuta giocare l’ultima giornata del Girone Semifinale Nord.

Le partite in programma erano Genoa-Torino e Milan-Inter: la prima del girone avrebbe dovuto poi disputare la finale scudetto contro la Lazio, squadra vincitrice del Girone Semifinale Centro-Meridionale.

La classifica del Girone Semifinale Nord era: Genoa 7, Torino 5, Inter 5, Milan 3.

Quella stessa domenica 23 maggio, l’Italia dichiarò guerra all’Impero austro-ungarico: il campionato fu costretto a fermarsi.

Una volta conclusa la guerra, in Italia e nel resto dell’Europa si riprese a giocare a calcio.

Tra il 1919 e il 1929, non è ben chiaro quando perché non sono mai stati trovati documenti ufficiali, lo scudetto del ’15 fu assegnato al Genoa, poiché al momento della sospensione del campionato era prima nel Girone.

Tale decisione fu presa, secondo alcune testimonianze dell’epoca, in quanto il divario tecnico tra le due squadre era talmente ampio che l’esito della finale sarebbe stato scontato.

Non fu sicuramente giusto come la cosa fu gestita dopo (e non sarebbe stata l’ultima “cattiva gestione” della storia del campionato italiano, vedi 2006), ma sospenderlo era sicuramente l’unica cosa da fare.

Come sicuramente è giusto farlo ora.

Detto questo, cerco di rispondere ad un amico che mi ha chiesto come mai in Italia si sia diffuso così tanto il Coronavirus.

Io non ritengo che ci sia un motivo particolare, secondo me il problema non è cosa abbia scatenato il virus, ma il perché.

Riporto un divertente post di un amico:

CINA:

  • Scoppia il virus.
  • Quarantena da subito.
  • Sospensione attività lavorative.
  • Esercito per sanificare le strade.
  • Costruzione ospedali in dieci giorni.

ITALIA:

  • Arriva il virus.
  • No, ma non è virus… è che non ti sei messo la maglia della salute
  • Si muore 70 anni, 89 anni, 90 anni
  • Eh… ma tanto erano vecchi
  • Sì, ma poi non campi più con la loro pensione
  • Altri morti
  • Allora è il virus, zona rossa
  • Scappiamo dalla zona rossa
  • Svaligiamo il supermercato
  • No, le penne lisce no!
  • Mettiamo in piedi la scopa
  • Facciamo l’amuchina in casa
  • Chiudiamo le scuole
  • E allora andiamo in vacanza
  • No, ma non devi andare in vacanza, a casa devi stare
  • Riapriamo le scuole
  • Chiudiamo gli stadi
  • Riapriamo gli stadi
  • Rimandiamo le partite
  • Richiudiamo gli stadi
  • Richiudiamo le scuole
  • Tutti in discoteca
  • Guardate che riapriamo le scuole!
  • Tutti in discoteca lo stesso
  • Chiudiamo le discoteche
  • Apriamo le zone rosse piccole e poi facciamo le zone rosse grandi, le zone arancioni e le zone così e così.
  • E io me ne scappo al sud che ci sta u’ sol, u’ mar, a’ parmiggian e mammà e soprattutto non ci    sta u’ virus
  • Ma non ci sono i posti letto!
  • Pazienza, piglio la sdraio
  • Sì, ma Cristo!!!
  • Cristo lo puoi vedere in streaming sul canale YouTube del papa
  • Non ci dovete andare al sud, cazzo!
  • Allora tutti a Riccione

Comprendo le difficoltà di chi si sta trovando a gestire la peggiore crisi dal dopoguerra, e comprendo anche di come sia impossibile educare milioni di italiani in una settimana, ma vanno prese misure più severe.

E non serve un supercommissario, Gli strumenti ci sono.

Siamo un popolo fatto un po’ così. È una nostra forza, ma è anche una nostra debolezza.

Tutti questi anni di “vietato vietare” hanno fatto venire su un popolo di coglioni viziati, ma per fortuna non tutti sono così.

ESzV-fJVAAE0V35

Ce la faremo, basta restare a casa.

 

7 pensieri riguardo “Eliminare il superfluo

  1. Un momento di riflessione e di rispetto per gli altri.
    C’è da dire che qui nel Veneto le norme di sicurezza sono state prese subito sul serio, senza “spritz party” o cazzate del genere.
    Vero anche che non è “chiuso tutto” come in Cina, io per esempio sono in ufficio…

    Piace a 1 persona

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