Le partite del cuore – Juventus-Palermo 1979

Tutte le partite sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre (semicit.)

Ci sono partite che segnano una stagione, altre che segnano la Storia di una squadra di calcio. I tifosi della Juventus sanno, per esperienza, che una partita apparentemente inutile, o di secondo piano, può essere “la partita” di quella stagione.

E non parlo solo dei derby, o delle sfide di vertice. Partite che imprimono un’accelerazione, o danno fiducia alla squadra, o ti fanno capire che tutto è possibile.

Su queste pagine racconterò alcune di quelle partite, che chiamo “le partite del cuore”, perché è lì che restano.

 

Stagione 1978-79. Il lungo mondiale disputato dalla nazionale italiana in Argentina ebbe la conseguenza di consegnare i giocatori della Juve all’appuntamento con il campionato molto stanchi.

Infatti il blocco juventino costituiva 7-8 undicesimi della formazione titolare dell’Italia e il bel percorso degli azzurri in Sudamerica si rifletté negativamente sulle prestazioni dei bianconeri, che non entrarono mai nella lotta scudetto, ristretta a Milan e Perugia.

Anche in Coppa dei Campioni non andò meglio, anzi, la Juve fu eliminata al primo turno dai Rangers.

Diverso fu il cammino in Coppa Italia: dopo aver superato il girone che la vedeva contrapposta a Fiorentina, Monza, Nocerina e Taranto, in primavera la Juve eliminò l’Inter ai quarti e il Catanzaro in semifinale.

Il 20 giugno la finale si disputava al San Paolo di Napoli.

La Juve schiera Zoff in porta, Gentile e Morini in marcatura, Scirea libero, Cabrini fluidificante a sinistra, a centrocampo Tardelli e Furino alle spalle del regista Benetti, e in attacco Causio e Bettega che agiscono ai lati del centravanti Virdis.

Pronti, via, e il Palermo passa in vantaggio.

Al primo minuto, su un pallone vagante dalla trequarti juventina si avventa l’ala sinistra Conte che si infila tra Zoff e Gentile e sul rimpallo serve Chimenti sulla sinistra che appoggia in rete indisturbato per il vantaggio del Palermo.

I bianconeri non si scompongono più di tanto e iniziano a macinare gioco, ma il catenaccio dei siciliani resiste.

Prima un tiro di Causio, che, servito da Tardelli, supera il portiere Frison ma trova sulla traiettoria il difensore Citterio che respinge davanti alla porta sguarnita.

Alla mezz’ora ci prova Boninsegna di testa, Frison respinge, ma sui piedi di Morini che tira in porta a botta sicura: stavolta è il centrocampista Magherini a respingere sulla linea.

Pochi minuti dopo altro tentativo della Juve con Tardelli, botta da fuori deviata in angolo dal portiere palermitano.

Pochi minuti dopo il rientro dall’intervallo, il Trap tenta il tutto per tutto: fuori Morini e Virdis, dentro il neo acquisto Brio, comprato proprio per sostituire in prospettiva il biondo stopper ormai a fine carriera, e Boninsegna.

Gol annullato proprio a Boninsegna per fuorigioco, atterramento di Bettega in area non fischiato dall’arbitro, ma proprio quella palla non vuole entrare.

Nel contrasto Bettega si rompe tre costole, ma visto che i cambi consentiti sono due, l’attaccante esce e il Trap chiede al giovane Brio un ulteriore sacrificio: fare anche il centravanti.

E a sette minuti dalla fine, su un cross dalla sinistra di Tardelli dalla sinistra ciccato da Boninsegna e deviato troppo poco da Frison, proprio Brio irrompe in area segnando il gol del pareggio. 1-1.

Tempi supplementari. La Juve in dieci, e stanca dalla rincorsa, rallenta il ritmo.

A tre minuti dalla fine del secondo tempo supplementare, Tardelli crossa da sinistra, Boninsegna centra di testa dalla destra e serve Causio al centro dell’area. Stop del “Barone”, controllo e tiro di destro alla sinistra di Frison. 2-1

Con questa sofferta, combattuta vittoria, la Juve vinse la sesta Coppa Italia della sua storia e si qualificò alla Coppa delle Coppe per la stagione successiva.

E anche se contro una squadra di Serie B, la Juve, ancora una volta, chiuse la stagione con un trofeo.

6 pensieri riguardo “Le partite del cuore – Juventus-Palermo 1979

  1. Tu non sai quanto mi manca la Coppa delle Coppe.
    La trovavo una competizione avvincente, mentre la formula attuale della CL ha rovinato tutto.
    E non torneremo indietro, anzi.
    All’orizzonte la Super League destinata ai più ricchi, ed il campionato nazionale diventerà solo un fastidio.
    Come nel rugby, dove Treviso ormai partecipa solo alla Euro League, e nemmeno più al campionato.
    Hanno rovinato tutto, e troveranno il modo di peggiorare ulteriormente.

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