Coronavirus – le bufale

Ogni tanto mi sono occupato, su questo blog, di bufale.

No, non intendo gli animali da latte, ma proprio le panzane, le dicerie, le cosiddette fake news.

In questo periodo, complice l’isolamento domiciliare, i realizzatori di queste finte notizie si sono dati alla pazza gioia, arrivando a livelli eccezionali.

Non bastassero i professionisti del settore, anche i dilettanti non sono stati da meno: una donna residente a Villalago, nell’Aquilano, è stata la prima denunciata in Italia per una “bufala” lanciata sui social.

La donna aveva scritto su Facebook che nel vicino paese di Anversa degli Abruzzi ci sarebbe stato un caso di coronavirus: notizia totalmente inventata.

Il sindaco di Anversa, Gianni Di Cesare, ha subito segnalato il caso ai carabinieri, che hanno provveduto a denunciare la donna per procurato allarme.

Quindi fate attenzione, quando condividete le notizie.

Oltre ai “bufalai” (chissà se si dice così), ci sono anche i novelli Nostradamus con le loro profezie.

La prima a girare, quando ancora il virus non era sbarcato in Europa, è stata quella legata ad un libro dello scrittore statunitense Dean Koontz.

In “The eyes of darkness”, Koontz parla di

“uno scienziato cinese di nome Li Chen” che fugge negli Stati Uniti con “una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante del decennio”.

Un’arma battezzata “Wuhan-400” proprio perché viene sviluppata nei laboratori vicini alla metropoli cinese ed è “il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato in quel centro di ricerca”.

Lo scrittore definisce Wuhan-400 “un’arma perfetta” perché “colpisce solo gli esseri umani”. E ancora, nel suo romanzo Koontz parla di “una grave polmonite che intorno al 2020 si diffonderà in tutto il mondo, in grado di resistere a tutte le cure conosciute”.

In realtà, Koontz ha pubblicato più versioni del suo romanzo, cambiandone i dettagli. In quella originale, uscita nel 1981, non si parla di Wuhan ma della città sovietica di Gorki, e del virus Gorki-400; divenne Wuhan nell’edizione del 1996.

Allora, se proprio vogliamo, anche Richard Preston, nel libro “Il giorno del cobra”, o Wil Mara, con “The Gemini Virus”, oppure Stephen King, con “L’ombra dello Scorpione”, o ancora Michael Crichton con “Andromeda”, o anche Clive Cussler, con “Virus”, hanno profetizzato cose che, volendo, hanno delle similitudini con la situazione attuale.

Quella che sembra che ci abbia preso di più, però, è Sylvia C. Browne, sedicente medium scomparsa nel 2013.

Nel 2008, nel suo libro “End of Days”, scriveva:

“Entro il 2020 diventerà prassi indossare in pubblico mascherine chirurgiche e guanti di gomma a causa di una epidemia di una grave malattia simile alla polmonite, che attaccherà sia i polmoni sia i canali bronchiali e che sarà refrattaria a ogni tipo di cura.

Tale patologia sarà particolarmente sconcertante perché, dopo aver provocato un inverno di panico assoluto, quasi in maniera più sconcertante della malattia stessa improvvisamente svanirà con la stessa velocità con cui è arrivata, tornerà all’attacco nuovamente dopo dieci anni, e poi scomparirà completamente.”

Ormai lo sapete, non mi fido. Andiamo a vedere se è vero.

Dico subito una cosa: il libro esiste e la predizione anche, ma non così precisa.

Nel testo originale non si parla di “inverno di panico” né ci sono riferimenti temporali precisi al di là di quel “2020”.

Ma io so come fanno questi scrittori a prenderci: mettono tante predizioni una in fila all’altra, possibilmente ispirate a episodi già accaduti, fatte tirando un po’ a casaccio su tanti argomenti diversi.

Appena accade qualcosa tra tutte quelle profetizzate, si esalta quella e si tace su quelle sbagliate. È una tecnica ben nota in comunicazione.

Si chiama “cherry picking”: indica una fallacia logica scaturita dal selezionare le sole prove a sostegno della propria tesi, ignorando al contempo tutte le altre che la potrebbero confutare.

Può essere attuato sia in modo conscio che inconscio, e il più comune esempio di cherry picking è il bias di conferma, che è un processo mentale che consiste nell’ interpretare le informazioni in modo da porre maggiore attenzione e attribuire maggiore credibilità a quelle che confermano le proprie convinzioni, e viceversa, ignorare o sminuire informazioni che le contraddicono.

Un po’ quello che succede in Italia quando si parla di calcio o di politica. È capitato anche a me, quando ho pubblicato qualche articolo su argomenti spinosi.

Continuando a leggere il libro, si nota come ci siano molte “profezie”.

Un’infezione batterica che assomiglia a quella dei “batteri mangia-carne” di alcuni anni fa arriverà nel 2010, trasmessa agli umani da acari quasi microscopici importati inavvertitamente con gli uccelli esotici. I farmaci conosciuti e gli antibiotici saranno completamente inefficaci contro questa infezione simil-micotica, estremamente contagiosa, e le sue vittime saranno messe in quarantena finché non si scoprirà che i batteri possono essere distrutti attraverso una combinazione di correnti elettriche e di calore estremo.

Il cancro sarà sconfitto iniettando farmaci che danno dipendenza specificamente nei nuclei delle cellule tumorali, che in pratica faranno sì che le cellule cancerose si consumino e distruggano tra loro per soddisfare la loro dipendenza. Una volta pensavo che questa forma di trattamento sarebbe stata usata almeno da una manciata di oncologi eccezionali – anche se solo in via sperimentale – non più tardi del 2006. Ora non lo vedo accadere almeno fino intorno al 2010.

Sempre nel 2010, il diabete sarà significativamente ridotto e alla fine curato attraverso un brillante avanzamento nell’uso delle proteine.

I microchip impiantati alla base del cervello ripristineranno i segnali corretti tra il cervello, il sistema muscolare e quello neurologico, mettendo fine alla paralisi e al morbo di Parkinson non più tardi del 2012.

Nel 2013 o nel 2014 la distrofia muscolare, la sclerosi multipla e la malattia di Lou Gehrig [cioè la Sclerosi laterale amiotrofica, NdR] saranno sconfitte attraverso un uso altamente specializzato dell’ormone della crescita.

L’anno 2014 vedrà l’introduzione di una pillola o una capsula sicura e salutare che rimpiazzeranno il bypass e il bendaggio gastrico, e l’anoressia e la bulimia saranno eliminate da un nuovo farmaco che agirà sulla ghiandola pituitaria.

Nel 2015 non esisterà più la chirurgia invasiva. Invece, la chirurgia laser, che ovviamente viene già usata con grande successo, sarà brillantemente migliorata da un sensore computerizzato che sarà in grado di localizzare, analizzare e intraprendere gli atti medici opportuni sull’area in questione.

Ne avesse azzeccata una…

Ma queste sono fake news abbastanza innocue. Se vogliamo, sono altre le notizie che possono procurare danno. Vediamone qualcuna.

“Vitamina C a tutti quanti: bambini, adulti e soprattutto anziani, nell’ordine di 1-2 grammi al giorno”.

È ovviamente una notizia falsa. Certo, la vitamina C ha funzione antiossidante ed è adiuvante, può aiutare, ma certo non può curare né prevenire il coronavirus.

Un’altra fake news che sta circolando in queste ore è quella che bere bevande calde e risciacquare la bocca con acqua calda aiuti a eliminare il virus. Falsa anche questa, ovviamente.

Qualcuno cerca di tirare acqua al proprio mulino suggerendo che dei preparati omeopatici, ovvero l’AntiCD13 e lo Stannum, possano essere un rimedio efficace contro i coronavirus. Chi fa queste affermazioni solitamente evita di precisare che non si tratta di farmaci riconosciuti validi attraverso i normali studi scientifici.

I rimedi omeopatici non hanno mai dimostrato di avere maggiori effetti di un placebo.

L’omeopatia si basa sul principio in base al quale l’acqua avrebbe “memoria”, quindi, per ragioni non meglio chiarite, una diluizione estrema del principio attivo, aumenterebbe, secondo gli omeopati, l’efficacia del preparato.

Abbiamo parlato di omeopatia e di integratori, ma sono stati portati all’attenzione numerosi “rimedi della nonna” o presunti “miracolosi” quanto ridicoli.

Tra questi abbiamo: mangiare aglio, spargersi olio di sesamo, oppure spruzzarsi alcol o cloro addosso per «uccidere il virus». Tutti rimedi rivelatisi falsi, nel caso dell’alcol e del cloro potrebbero essere anche pericolosi.

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso.

In base a informazioni preliminari il virus potrebbe sopravvivere alcune ore sulle superfici ma gli studi sono ancora in corso.

“È assolutamente possibile che le goccioline di saliva cadendo su alcune superfici dei nostri ambienti familiari piuttosto che lavorativi per un po’ di tempo possano avere al loro interno delle cellule che albergano il virus – ha dichiarato il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, durante la conferenza stampa in Protezione civile -. È per questo che abbiamo chiaramente raccomandato nel decalogo del ministero della salute l’importanza di lavarsi frequentemente le mani e usare soluzioni detergenti adeguate per rimuovere questa possibile sorgente di infezione”.

Ma “questa modalità di contagio è assolutamente marginale rispetto al contagio interumano” ha sottolineato. “Non introdurre in casa abiti o scarpe” utilizzate all’esterno è perciò ritenuta da Locatelli una “posizione estrema”, che al momento non viene raccomandata.

Come evitare il contagio di nuovo coronavirus?

Innanzitutto restando a casa e spostandoti solo per motivi di lavoro, salute o per fare la spesa. Lavati le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche. Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani. Evita assolutamente le strette di mano e gli abbracci. Evita contatti ravvicinati e mantieni la distanza di almeno un metro dagli altri.

Come tenere pulite le superfici?

L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina). Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore).

Queste sono le cose che bisogna fare, non altre.

8 pensieri riguardo “Coronavirus – le bufale

  1. Se fossimo negli usa temo che nel decalogo sulla prevenzione avrebbero inserito tra le cose da fare quella di sparare a chiunque si stia avvicinando o stia starnutendo! 😀 Un altro modo di uccidere il virus è quello di bere acqua calda, sapone ed alcool, il virus morirà con noi! 😀

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