Coronavirus – isolamento

I numeri salgono, i decreti anche, e l’Italia ha deciso il lockdown (confinamento) totale.

Come suggerivo qui e qui tre settimane fa. E non ero il primo, virologi e medici lo dicevano già da giorni prima di me.

Partiamo da un grafico, così poi vi dico dove voglio arrivare.

Molti si stanno chiedendo perché così tanti morti in Italia.

In base a questi dati, io direi:

  1. ritardo nell’applicazione del confinamento;
  2. errato conteggio dei deceduti;
  3. contagio nosocomiale.

Il ritardo (che facevo notare nell’introduzione) si vede bene anche dal grafico: la Cina ha iniziato il lockdown dopo circa 30 morti; la Spagna e la Francia dopo circa 200; l’Italia, esclusa la zona rossa iniziale (Lodigiano e Vo’ Euganeo), ha aspettato 800 morti.

Conteggio: in Italia, a differenza di quanto accade in altri paesi, vengono classificati come “decessi Covid” tutti i soggetti deceduti e positivi al test, indipendentemente dalla presenza contemporanea di altre patologie gravi.

L’ISS (Istituto superiore di sanità) ha iniziato ad analizzare un campione di cartelle (2.003, di cui 355 già analizzate) per capire e approfondire il discorso patologie.

Secondo i primi riscontri sono 3 su 355 i pazienti che presentavano “zero patologie”. Tutti gli altri pazienti vittime dell’epidemia avevano altre patologie gravi.

Quasi il 50 per cento dei deceduti aveva ben 3 patologie pregresse, e la media, tra i 352 morti per cause secondarie, è di 2,7 patologie a persona.

Inoltre, è noto che il 50% dei 50-54enni ha almeno una patologia, il 50% dei 65-69enni ha almeno due patologie e il 50% dei 75-79enni ha almeno tre patologie.

Chiaramente, se fossimo in un thriller, e Jessica Fletcher arrivasse all’improvviso, alla fine il Coronavirus sarebbe condannato, anche se in concorso con altre circostanze: sotto il profilo giuridico si chiama concausa o “condicio sine qua non” senza la quale la vittima non sarebbe morta.

Ciò ci deve far capire che non è tanto l’isolamento ad essere importante, quanto la separazione e l’isolamento degli over 65.

Cosa che magari in altri posti, come la Germania, hanno già fatto.

Poi c’è il discorso della diffusione: il virus si diffonde bene negli ospedali, e anche la SARS si comportava così.

Un piccolo indizio ce l’abbiamo dal fatto che sono stati trasferiti pazienti positivi dal piccolo ospedale di Lodi a quello di Bergamo e successivamente abbiamo avuto un aumento delle infezioni e delle morti nella provincia bergamasca.

In Lombardia ci sono più persone infettate perché il tasso di ricoveri è del 60%, rispetto ad una casistica mondiale del 15% e ad un tasso di ricoveri del 20% nel Veneto.

Un ospedale pieno di pazienti positivi al virus ricrea il caso “Diamond Princess”, dove le cabine della nave sono strette e i sistemi di aerazione sono comuni e dove quindi la percentuale di infezioni era stranamente alta.

Una cosa che pochi spiegano è l’infettività del coronavirus.

Mi spiego: la normale influenza, ha, in media, un fattore di infettività pari a 1,3-1,4. Vuol dire che per ogni contatto, si infettano così tante persone.

Quindi se io infetto 1,4 persone, a loro volta infetteranno 1,4 persone e così via.

Dopo 10 passaggi, ci saranno 28-30 persone contagiate.

Il coronavirus ha un’infettività pari a 3. Detta così non è una grande differenza.

Ma dopo 10 passaggi (io ne infetto 3 che ne infettano 9 che ne infettano 27, e così via) siamo a 59.000 contagi.

Guardate quest’altro grafico:

Una cosa che balza agli occhi guardando entrambi i grafici è la differenza tra le curve.

Mentre il coronavirus inizia a guadagnare velocità in Europa, Medio Oriente e Stati Uniti, c’è un posto in cui sembra essere contenuto: Singapore.

Come hanno fatto, a contenere così l’infezione non avendo effettuato il lockdown?

Intanto, hanno un sistema sanitario di prim’ordine, hanno attuato misure di tracciamento e contenimento rigorose e la popolazione ha accettato gli ordini del governo.

Non è una democrazia. Mi verrebbe da dire che a volte è uno svantaggio, vivere in un paese democratico.

In Italia abbiamo (in parte) il primo fattore, ma gli altri due proprio no.

Perché ho detto “in parte”?

Ho sempre affermato che il Sistema Sanitario Nazionale italiano sia uno dei migliori al mondo, e ne sono ancora convinto.

Con le sue pecche, però: è stato ridotto all’osso, svuotato della parte pubblica in favore della parte privata.

Soprattutto nelle ricche e laboriose provincie del nord.

I focolai nelle strutture private sono stati un veicolo di contagio pazzesco.

Così come nelle case di riposo, tant’è vero che nella casa di riposo di Mediglia sono morti 50 anziani.

Questo sia per impreparazione, sia per sottovalutazione del problema.

Singapore è stata molto aggressiva.

È stato uno dei primi paesi a imporre restrizioni a chiunque avesse fatto un viaggio recente in Cina e in alcune parti della Corea del Sud.

Ha un rigoroso regime di quarantena ospedaliera e domiciliare per pazienti potenzialmente infetti e sta rintracciando chiunque abbia avuto contatti.

Ha punito una coppia che ha fornito informazioni false sulla propria storia di viaggio e ha rimosso lo stato di residenza a una persona che ha violato la propria quarantena.

“Singapore non esiterà ad agire con forza contro le infrazioni alle regole. La deliberata violazione delle regole, nella situazione attuale, richiede una risposta rapida e decisiva”

ha dichiarato il ministro della giustizia singaporiano K. Shanmugam.

E non lo ha dichiarato in diretta Facebook.

E, soprattutto, in Italia non si fa quello che l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta ormai ripetendo da giorni: monitorare, mappare, isolare.

A Wuhan 9000 persone facevano mappature dei contatti. I positivi venivano allontanati dai negativi.

Qui non vengono fatti i tamponi dalle strutture pubbliche perché sono al collasso e non riescono a farli, altro che Wuhan.

Molti dicono che qui non si è fatto in tempo a valutare la cosa.

Ma non è che la cosa è stata sottovalutata da una classe dirigente completamente impreparata?

Se il 23 febbraio il Presidente del Consiglio ha emanato il primo di questi decreti, che cosa ha fatto nei 14 giorni precedenti?

Ad esempio, perché dal 9 febbraio, spesso e volentieri, andava in onda lo spot con Michele Mirabella che diceva:

“Sì, lo so a che cosa state pensando. L’infezione da coronavirus colpisce le vie respiratorie, ma non è affatto facile il contagio, soprattutto se usiamo prudenti norme igieniche. Se avete dei dubbi visitate il sito del ministero della salute, altrimenti parlatene col vostro medico.”

Dal 9 febbraio, così, senza che ci fosse un contagio fuori dalla Cina, praticamente.

Torniamo al paradigma del “non potevano non sapere”?

E, soprattutto, cosa sapevano che noi non sappiamo? E perché non hanno agito tempestivamente?

Il fatto che esista un piano pandemico (non aggiornato, come tutti i piani di intervento “speciali” in Italia), ma che non sia stato applicato o, se è stato applicato, non si è notato per niente, fa anche capire la preparazione della nostra classe dirigente.

Ma la colpa è nostra, che per l’ennesima volta ci siamo fatti anestetizzare con l’illusione che la verginità politica potesse sostituire la competenza, o che il populismo fosse la soluzione.

Spero che noi italiani ci renderemo conto dell’opportunità che avremo, una volta tornati alla normalità.

Baudelaire, nella sua opera più famosa, diceva che dalle cose più brutte si può tirar fuori la bellezza:

“dal tuo fango ho estratto l’oro”.

Purché non resti fango. In quello, ci dobbiamo sbattere chi ci ha ridotto in queste condizioni.

19 pensieri riguardo “Coronavirus – isolamento

        1. Prima ho risposto con il cellulare e sono stato stringato. Mi spiego. Quel mio parente di Prato mi ha detto che i cinesi è vero che si sono autoisolati, ma prima che ci fosse il primo caso (quello del 30 gennaio, i due turisti cinesi) loro sono rientrati dalla Cina e parecchi sono della provincia di Hubei. Comunque anche le mie sono info di seconda-terza mano

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          1. Comunque è chiaro che non sono i cinesi, nè altri immigrati, o almeno non solo loro. La troppa democrazia qui funziona solo per chi se ne sbatte, noi che siamo ai domiciliari da un mese subiamo le loro conseguenze (scusa lo sfogo). Poi vedremo l’economia, e soprattutto vedremo la memoria corta di chi crederà ai soliti belati

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  1. Personalmente non imputo alcuna colpa alla classe dirigente, perché la situazione non poteva essere percepita nella sua totale gravità, tant’è vero che le altre grandi nazioni mondiali, pur avendo sotto gli occhi il “caso Italia”, non sono riuscite a far meglio, anzi…
    SPA, GER, FRA, UK, USA …. tutte hanno visto cosa accadeva da noi, ma NESSUNA è riuscita a prendere contromisure, forse convinte che sarebbe rimasto un caso italiano. Il loro errore di valutazione è 100 volte più grave del nostro, a mio parere, senza contare che noi siamo stati i primi nel mondo “occidentale” e non avevamo modelli cui paragonarci (i modelli di CHI, JAP, SING, SK non sono paragonabili ai nostri).

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      1. Non lo so.
        Queste decisioni vengono prese su precise segnalazioni degli organi competenti.
        Conte non è un medico, non è virologo, non è statistico, non è tuttologo.
        Se gli organi competenti manifestano un rischio basso, lui prende decisioni sulla base del rischio basso.

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      2. Perchè se avesse fermato l’Italia in un momento in cui non c’era nessuna percezione della malattia, saremmo insorti. A Nembro e Alzano Lombardo i sindaci (i sindaci!) volevano chiudere le industrie, hanno avuto contro imprenditori e lavoratori, preoccupati del rimbalzo economico. Non dico che non ci siano stati errori, dico che non è facile tenere il difficile equilibrio. Come dice Andrea, sono semmaipiù stupita dall’atteggiamento tardivo di Spagna, Francia, UK che avevano il nostro esempio sotto il naso e hanno tergiversato. Sulla sanità pubblica c’è ben altro da dire e sono d’accordo con te

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  2. Poi l’assenza del controllo di clandestini vuoi per accordi sottesi Italia Cina, vuoi per altro, dallo scoppio dell’epidemia in Cina molti venuti/ritornati in Italia nelle zone produttive. Ma lo Stato italiano sa quanti cinesi non in regola ci sono nascosti? Ricordo ancora quando Conte diceva che non era una cosa così grave da chiudere i confini ai cinesi….. Non continuo che mi incavolo.

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