Star Trek Picard – stagione 1

“Fa’ silenzio, Wesley!”

 (a Wesley Crusher, in varie occasioni)

Jean Luc.

Jean-Luc Picard nacque a La Barre, Francia, sulla Terra, il 13 luglio 2305. Lui e suo fratello, Robert, passarono la loro infanzia curando il vigneto di famiglia con il loro padre, Maurice.

Da bambino, Jean-Luc sognava avventure ed esplorazioni. Era appassionato di navi stellari, di cui era solito costruirne i modellini.

Jean-Luc provocò un certo disappunto nella famiglia quando lasciò i vigneti per dedicarsi all’Accademia della Flotta Stellare.

Sebbene non riuscì ad essere ammesso al suo primo approccio, Picard riuscì con il secondo tentativo nel 2323. In seguito, diventò uno dei cadetti più brillanti del suo corso.

Poco dopo il diploma, nel 2327, la promettente carriera di Picard stava quasi per terminare bruscamente quando fu trafitto al cuore e subì un intervento chirurgico di emergenza per sostituirlo.

Picard venne assegnato a bordo della USS Stargazer. Nel 2333, in qualità di tenente comandante, assunse il comando del vascello quando il capitano venne ucciso sulla plancia.

La Flotta Stellare premiò Picard promuovendolo al grado di capitano, facendo di lui uno dei più giovani ufficiali della Flotta Stellare che abbia mai ottenuto quella posizione.

Nel 2355, la Stargazer rimase seriamente danneggiata in battaglia.

Picard riuscì a distruggere il vascello nemico con una manovra tattica nuova (in seguito definita “Manovra Picard”), ma fu costretto ad abbandonare la Stargazer.

Nel 2364, Picard venne assegnato al comando della neo-commissionata nave stellare di Classe Galaxy USS Enterprise-D.

Picard continuò al comando dell’Enterprise fino al 2379, quando la nave venne inviata su Romulus dopo il colpo di stato architettato dal Pretore Shinzon.

Intro.

Tutti i fan di Star Trek conoscono le righe che ho appena scritto, e sanno che per descrivere Picard, e l’impatto che ha avuto nel mondo dei “trekkers”, non basterebbe un libro, figurarsi una paginetta di word.

Interpretato da Patrick Stewart, Picard è apparso nella serie televisiva “Star Trek: The Next Generation” dal 1987 al 1994, in un episodio di “Star Trek: Deep Space Nine”, e nei film “Star Trek Generazioni” (1994), “Star Trek: Primo contatto” (1996), “Star Trek: L’insurrezione” (1998) e “Star Trek: Nemesis” (2002).

Quest’anno è stata messa in onda una nuova serie “Star Trek: Picard” incentrata proprio su di lui ed appena conclusasi.

Prima di parlare della nuova serie, due premesse sono doverose.

Il primo sulla serie “The Next Generation”.

Il gruppo di Ufficiali dell’Enterprise, in quella serie, è composto da 8 personaggi: il già descritto Picard, il comandante William Riker (Jonathan Frakes), il consigliere di bordo Deanna Troi (Marina Sirtis), la dottoressa Beverly Crusher (Gates McFadden) e suo figlio Wesley (Wil Wheaton), l’ingegnere capo Geordi La Forge (LeVar Burton), il capo della sicurezza tenente Worf (Michael Dorn) e l’androide Data (Brent Spiner).

La coralità e la totale assenza di conflitti costituiscono una marcata differenza rispetto alla serie originale di Star Trek. Con questa serie molti appassionati di Star Trek della mia generazione ci sono cresciuti.

Tanto per capirci, nell’87, esordio della serie, avevo 19 anni. Quando è uscito “Nemesis”, ultimo film con i succitati attori, ne avevo 34.

Il cast ha creato una vera e propria famiglia, e la cosa si nota moltissimo sullo schermo. Per molti trekkers quelle otto persone sono parte della propria famiglia.

Seconda premessa. Avere aspettative troppo alte delude.

Aspettarsi ciò che non arriverà mai o che forse non accadrà porta irrimediabilmente ad una delusione. Lo dicono gli psicologi, mica io.

Fatte queste due premesse, che spiegheranno la conclusione di questo articolo, cerco di riassumere i dieci episodi di “Star Trek: Picard”.

La trama.

La storia parte nel 2399, quindi vent’anni dopo “Nemesis”. In quel film abbiamo lasciato l’equipaggio orfano di Data, sacrificatosi per salvare la vita al proprio capitano.

Picard si è dimesso dalla Flotta Stellare, sia per l’età (ha 94 anni…), sia perché la Federazione Unita dei Pianeti non ha aiutato i romulani ad evacuare Romulus, loro pianeta natale, che stava per essere distrutto da una supernova.

La Federazione ha dovuto decidere così, perché nel 2385, contemporaneamente alla distruzione di Romulus, ha dovuto far fronte alla “ribellione” degli androidi, che attaccarono la colonia marziana di Utopia Planitia.

Ciò ha portato al bando di tutte le forme di vita artificiale all’interno della Federazione.

Picard, in seguito a una richiesta di aiuto, si trova ad indagare sulla creazione da parte di Bruce Maddox dell’Istituto Daystrom, da sempre interessato al lavoro del dottor Noonien Soong e con la volontà di emularlo, di due androide organiche gemelle, Dahj e Soji, la cui rete neurale è stata clonata da quella di Data.

Per farlo, nonostante il divieto della Federazione, riunisce in una specie di equipaggio una sua ufficiale del passato, Raffi Musiker, l’amico di lei capitano Cristobal Rios e, accompagnati dal romulano Elnor e dalla dottoressa Agnes Jurati, partono alla ricerca di Maddox.

I romulani, a seguito della distruzione del loro pianeta capitale, sembrano essere molto più aperti e disponibili nei confronti delle altre popolazioni e anche la Tal Shiar, la temutissima agenzia di spionaggio, viene tutto sommato presentata meglio di come eravamo abituati a conoscerla.

Ciò nonostante esistono ancora dei Romulani che vogliono fare i cattivi, sono i membri della Zhat Vash, un’ulteriore organizzazione segreta i cui scopi sono ancora più avvolti da mistero e morte e la cui esistenza è addirittura considerata un mito.

Proprio degli agenti della Zhat Vash cercano di capire dall’androide Soji, gemella di Dahj, che a sua volta aveva attivato la curiosità di Picard, quali siano i segreti che nasconde e che lei stessa ignora.

Già, perché Soji ancora non sa di essere un’androide e quindi non sa di avere dei segreti.

Soji arriva a bordo di un cubo Borg semidistrutto come scienziata e inizia a capire come vengano recuperati (o definitivamente eliminati) gli ex-borg.

Il Commodoro Oh, Capo della Sicurezza della Flotta Stellare, apparentemente una Vulcaniana, è in realtà un membro della Zhat Vash, e infatti si scoprirà essere una Romulana mascherata da Vulcaniana e infiltrata nella Flotta.

Mentre Picard e il suo strampalato equipaggio raggiunge Maddox, incontrando Sette di Nove, anche lei conosciuta dai trekkers, si scopre che la dottoressa Jurati è stata convinta proprio dal Commodoro Oh a infiltrarsi nel viaggio di Picard, e per essere sempre rintracciabile, le ha iniettato un tracciatore.

La Jurati, dopo che Maddox rivela a Picard che Soji è sul cubo Borg, lo elimina, ma poi si rende conto che ha tradito i suoi nuovi amici e, per evitare di essere rintracciata, si somministra una neurotossina così da finire in coma e disabilitare il tracciatore.

Nel frattempo, infatti, il gruppo ha recuperato Soji dal cubo Borg, dopo che un membro della Zath Vash, Narek, dopo averla sedotta per carpirle i segreti di cui sopra, aveva provato ad ucciderla.

L’equipaggio si separa: Picard e Soji, che ha finalmente capito di non essere umana, vanno a cercare riparo a Nepenthe, nuova casa di William Riker e Deanna Troi; Elnor e Sette di Nove restano sul cubo Borg per cercare di toglierlo al controllo dei romulani; Rios, Raffi e la Jurati sono inseguiti da Narek.

Un flashback mostra l’iniziazione di Narissa, sorella di Narek, nello Zhat Vash, su un pianeta con otto soli: sperimenta la “Ammonizione”, un avvertimento del pericolo della vita sintetica lasciato da una razza estinta da tempo.

La maggior parte delle aspiranti impazziscono a causa della visione che dà il congegno, ma Narissa mantiene la sua sanità mentale e prende come impegno di servire la causa, cioè eliminare tutte le forme di vita sintetiche.

Picard e Soji si riuniscono all’equipaggio rimasto sull’astronave, perché hanno capito dove andare: sul pianeta natale di Soji, che è proprio quello con gli otto soli.

Soji traccia un percorso per il suo pianeta natale attraverso un tunnel transwarp dei Borg, continuando ad essere inseguita dalla nave di Narek.

Sull’artefatto Borg, Sette di Nove salva Elnor; si interfaccia poi con la cellula della Regina per usare i droni Borg a bordo del cubo per provare a riprendere il controllo, ma Narissa getta la maggior parte dei droni nello spazio e invia una flotta sul pianeta di Soji.

L’equipaggio scopre gli abitanti sintetici di Coppelius e incontra Altan Inigo Soong, il figlio di Noonian Soong, il creatore di Data. Narek viene fatto prigioniero.

Una dei sintetici, Sutra, è identica a Soji, ma si capisce subito che ha dei secondi fini. Infatti, libera Narek, che apparentemente uccide una sintetica messa di guardia.

Prima di questo, Sutra prova la fusione mentale con la dottoressa Jurati e vede l’ammonimento, che il Commodoro Oh aveva usato per convincere la Jurati della necessità di distruggere tutti i sintetici.

In realtà quella visione è un avvertimento non di una razza estinta, bensì di sintetici altamente avanzati che, se chiamati, difenderanno i loro compagni androidi contro le minacce da forme di vita organiche.

Sutra convince il suo popolo e Soji che gli umani sono un pericolo e costruisce un radiofaro per chiamare questi super-sintetici, mettendo in custodia Picard.

La situazione precipita, si deve disattivare il radiofaro e contemporaneamente prendere tempo per ritardare l’attacco della flotta Zath Vash, comandata dal “Generale” Oh.

Mentre Rios, Raffi e Narek provano a distrarre Soji che costruisce il radiofaro, Soong si accorge che Sutra ha ucciso la sintetica di guardia e la disattiva. Nello stesso tempo Picard e la Jurati, che lo ha fatto evadere, vanno sulla Sirena e provano a far perdere tempo alla flotta romulana.

Nel cubo Borg, Narissa punta le armi contro di loro ma viene neutralizzata e uccisa da Sette di Nove.

Proprio mentre Picard riesce a convincere Soji a spegnere il radiofaro, con cui stava aprendo un varco nello spaziotempo dal quale si affacciavano minacciose delle inquietanti supercreature sintetiche, compare un’armata della Flotta Stellare comandata da William Riker, che convince Oh alla ritirata.

Lo sforzo costa a Picard l’aggravarsi della sindrome cerebrale di cui soffriva da tempo: Soji, disperata, lo teletrasporta sulla superficie del pianeta, ma l’ammiraglio spira fra le braccia di Raffi e degli altri amici.

La sua coscienza viene però preservata da Soong e Jurati trasferendola in un corpo androide progettato dal dr. Soong.

Durante il trasferimento, Picard incontra Data in una simulazione quantica: il generoso ex ufficiale androide chiede al suo vecchio capitano e amico di terminare la sua coscienza, ricostruita da Soong prelevandola da B-4, il fratello di Data, su cui egli aveva trasferito i propri ricordi dopo Nemesis, riuscendo infine ad ottenere, con la sua morte, ciò che aveva sempre inseguito: l’umanità.

Considerazioni finali.

Personalmente la serie non mi è dispiaciuta, soprattutto per tre motivi:

  • I valori produttivi sono di alto livello, con effetti speciali che non solo superano quelli delle vecchie serie TV, ma spesso eguagliano quelli dei più recenti film di Star Trek;
  • Le scene d’azione sono spesso convincenti, specie poi se paragonate a quelle presenti nelle vecchie serie;
  • Patrick Stewart, nonostante l’età, ha ancora un’indiscutibile presenza scenica, e anche gli altri attori, almeno nella maggior parte dei casi, hanno fatto il possibile col materiale a loro disposizione.

Io avrei fatto un film di due ore su una trama del genere, invece di una serie di dieci episodi e comunque, alla fine non mi è dispiaciuta. Picard aveva una ferita aperta (la morte di Data) e alla fine l’ha chiusa.

Dolenti note, che poi sono una sola: la sceneggiatura.

Se vuoi fare una serie “orizzontale”, come si usa ora, non basta dipanare e stiracchiare la trama su dieci episodi, bisogna fare di più: approfondire le situazioni, i personaggi, i dialoghi.

Forse non sarà un gran problema per chi non ha mai visto “The Next Generation”, ma un fan di lunga data farà fatica a non storcere il naso di fronte a certe scene (specialmente quelle finali).

Questo il motivo dell’introduzione. Non è possibile, a meno di avere la Delorian, tornare al passato.

Le vecchie serie non torneranno più. Punto e basta. E se uno ha le aspettative troppo alte, ne rimarrà deluso.

Le serie tv ora hanno un solo scopo (ce lo avevano anche prima, comunque): vendere un prodotto.

E il prodotto va calibrato sul pubblico. E Amazon, come Netflix, ha un intero reparto che si occupa solo di questo: accontentare la massa, non la nicchia.

E, cari i miei vecchi trekkers, voi (noi) state (stiamo) diventando “di nicchia”.

 

La prima stagione di Star Trek: Picard è disponibile nel catalogo Amazon Prime Video.

 

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