Le partite del cuore – Catanzaro-Juventus 1982

Tutte le partite sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre (semicit.)

Ci sono partite che segnano una stagione, altre che segnano la Storia di una squadra di calcio. I tifosi della Juventus sanno, per esperienza, che una partita apparentemente inutile, o di secondo piano, può essere “la partita” di quella stagione.

E non parlo solo dei derby, o delle sfide di vertice. Partite che imprimono un’accelerazione, o danno fiducia alla squadra, o ti fanno capire che tutto è possibile.

Su queste pagine racconterò alcune di quelle partite, che chiamo “le partite del cuore”, perché è lì che restano.

 

Stagione 1981-82. La Juventus campione d’Italia proseguiva nella sua campagna di rafforzamento, inserendo anno dopo anno giovani calciatori che andavano a prendere il posto dei veterani.

Quell’anno toccava a Bonini, acquistato dal Cesena, che prendeva il posto di Furino ormai in fase calante. Fu acquistato anche Paolo Rossi, ancora squalificato per lo scandalo del totonero, e tornò per la seconda volta Virdis.

Mentre Furino rimaneva comunque in rosa, dopo più di dieci anni in bianconero vennero ceduti Causio, acquistato dagli altri bianconeri dell’Udinese e Cuccureddu, passato alla Fiorentina.

La stagione iniziò con sei vittorie consecutive, ma con il passare delle giornate il campionato subì defezioni importanti in tutte le squadre di vertice, cosa che riequilibrò la lotta scudetto.

Il 4 novembre 1981, dopo aver perso per 3-1 all’andata negli ottavi di finale della Coppa dei Campioni 1981-1982 contro l’Anderlecht a Bruxelles, uno scontro con il portiere belga Jacky Munaron nella gara di ritorno costò a Bettega un grave infortunio ai legamenti del ginocchio.

La Juventus fu eliminata e Bettega perse l’intera stagione, dovendo rinunciare anche alla convocazione al campionato del mondo 1982.

Più o meno nello stesso periodo il Milan aveva perso Franco Baresi per un virus, la Roma Ancelotti e la Fiorentina Antognoni, entrambi per infortunio e quindi tutte le squadre di vertice faticavano a staccarsi dal gruppo.

Delle quattro, la Fiorentina allenata da De Sisti si appropriò del titolo di Campione d’Inverno, con la Juve alle calcagna.

Alla fine, furono proprio queste due che si staccarono e dopo un paio di sorpassi e controsorpassi, arrivarono appaiate a 44 punti all’ultima giornata.

I viola andavano a Cagliari mentre alla Juve toccava la trasferta di Catanzaro, ma la settimana che precedette queste due sfide fu movimentata per motivi, diciamo, extra campo.

Infatti, la Juve, che aveva già acquistato per la stagione successiva il polacco Boniek, annunciò di aver acquistato anche il centrocampista francese Michel Platini.

Ciò significava una cosa sola, e cioè che l’avventura in bianconero di Liam Brady era arrivata al capolinea, potendosi tesserare solo due stranieri per squadra.

Orecchie alle radioline (allora si giocava, in contemporanea, sempre): sia a Cagliari sia a Catanzaro le partite non si sbloccano e si va al riposo sullo 0 a 0.

Enrico Ameri e Sandro Ciotti si passano la linea di continuo, attentando alle coronarie dei tifosi.

Al quindicesimo della ripresa chiede la linea Ciotti da Cagliari, Graziani ha segnato su cross di Antognoni. Ma il fallo di Bertoni su Corti fa annullare la rete all’arbitro.

Alla mezz’ora Ameri descrive un’azione di attacco della Juve; affondo di Marocchino sulla destra, cross a servire Paolo Rossi che colpisce di testa e centra il palo, il pallone torna in area sui piedi di Fanna, che tira a colpo sicuro: sulla linea il difensore Celestini si sostituisce al portiere e para con la mano sinistra un pallone destinato ad entrare. Rigore per la Juve.

L’Italia intera trattiene il fiato.

Ovviamente per la testa di molti (anche juventini) passò l’idea che Brady, rigorista designato, avrebbe sbagliato apposta per vendicarsi del “tradimento”.

Liam prende la rincorsa di tre passi, piatto aperto e palla alla destra di Zaninelli che invece si butta dalla parte opposta.

Nel finale la Juve amministra, con un orecchio a Cagliari, dove il risultato al 90° è 0-0.

Scudetto, il ventesimo, e seconda stella sulla maglia, anche grazie al rigore calciato da Brady, uomo vero, juventino fino alla fine.

9 pensieri riguardo “Le partite del cuore – Catanzaro-Juventus 1982

  1. A parte il fatto che il gol della Fiorentina non era da annullare, se si parla di rigori evidenti non si dovrebbe dimenticare la gomitata di Brio sulla faccia di Borghi in piena area.

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    1. Non ero io l’arbitro, e ho riportato le cronache del tempo e i miei ricordi. E, non essendo azionista di nessuna delle società coinvolte, non ho guadagni dal raccontare le cose in un modo piuttosto che in un altro.

      "Mi piace"

  2. Non faccio facili ironie su uno scudetto vinto su rigore a Catanzaro.
    E nemmeno sulla eliminazione in Coppa Campioni.

    😀

    Scherzi a parte, tanto di cappello a Brady. Un ottimo giocatore, ed un vero signore. Sapeva che arrivava Platini, eppure fece il suo fino all’ultimo secondo, con impegno, umiltà e serietà. Ho sentito di recente su “Radio Sportiva” una sua intervista di quel periodo, lui poi rimase in Italia perché si era ambientato benissimo.
    In Irlanda è ancora un volto noto, commentatore televisivo sempre in ambito calcistico.
    Grande Liam.

    Piace a 1 persona

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