Coronavirus dantesco

Erano i giorni del contenimento

cagione di cinese virulenza

niun potèa sortir da appartamento.

 

A fin dell’anno scorso fu emittenza

da estremo oriente della malattia

ch’ansar facèa, qual fosse un’influenza.

 

E se in principio tal patologia

pareva confinata nell’oriente

passata luna, féssi epidemia.

 

Per ella né vaccino oppur nepente

tutti tranquilli, da Bari a S.Morìtz,

e mentre l’asserivano: “fa niente!”,

 

il morbo in Bel Paese facea blitz,

venivano alla luce zone rosse,

e alcuni festeggiavan con lo spritz!

 

Allora prim decreto: chi ha la tosse,

la febbre, ‘l colanaso o ‘l raffreddore

deve avvisar dei medici la posse.

 

Ma all’infermier, al medico, al dottore

ch’erano di sollievo al covizzato

dato non fu vestito protettore,

 

così che col contatto col malato

o, meglio, con la sua salivazione,

anche lo sanitario era infettato.

 

Rapido ruzzolar di situazione

con l’emission di mille e più decreti

e ognun di lor, la certificazione.

 

Si sa che gl’italian non aman veti

e se costretti a star in quattro mura

si senton come fossero criceti:

 

mandato perciò dato alla Questura

di pecuniar chi vagola a diporto

e reca seco irregolar scrittura.

 

Accagionar lo runner collotorto

è buona scusa di chi lo barile

è uso mover in di altri orto,

 

e con comportamento molto vile

come la carta cela chi prestigia

portan ragion al proprio campanile.

 

Vien stabilito bonus, ma è sizigia,

ché connettàr sul sito per domanda

più arduo che passar Palude Stigia.

 

E come lo velier cazza la randa

lo popolo italiano si rinchiude

perché lo Conte suo glielo comanda.

 

Come la quarantena si conclude

e speme di sortir si concretizza

la nova norma la speme delude.

 

Passa lo tempo e si materializza

lo spettro del lavoro che svanisce

e dopo un po’ paur diviene strizza.

 

Italia, sì ferita, non capisce

che forza sua non sta nei governanti,

ma nell’umanità, che costruisce

 

la forza che ci unisce tutti quanti,

ché dal letame nascono li fiori,

ma nulla sorte se pianti diamanti.

 

Principiano convegni di dottori,

politici, virologi e scienziati

che dicon “statt’ a casa oppure muori!”

 

ed ogne vespro riempionci di dati

ma quei di noi che sanno calcolare

si avvedono che son tutti inventati.

 

Forzati dunque attorno al focolare

si cercan di cambiare li costumi

(e non intendo quei che serve al mare):

 

qualcuno lavor agile fa a fiumi,

qualcuno si ricicla come mastro,

altri si specializzan in dolciumi.

 

Adesso talloniam il nostro astro

sperando nel lavoro dei sapienti

ché ci tirino fuori dal disastro.

 

E mentre cala il conto dei pazienti

e molti, ancora troppi, son i morti,

noi ci auguriam che tutti i patimenti

 

passati in questi giorni ‘sì contorti

portino a poter dir con corcontento

ne siam usciti fuori ancor più forti!

14 pensieri riguardo “Coronavirus dantesco

  1. Splendido, ma per realizzare l’auspicio dell’ultimo verso, con decine di migliaia di morti e l’economia in ginocchio e un governo che vira sempre più verso la dittatura – e infatti sono sempre più numerosi i giuristi, compresi il presidente emerito e un giudice emerito della Corte Costituzionale, a denunciare l’incostituzionalità dei suoi atti – oltre a non avere la minima idea di come muoversi tranne il creare sempre nuove task force che finora sono arrivate a quindici con un totale di 450 “esperti”, mi sa che tocca aspettare di addormentarsi e fare un bel sogno. Peccato che poi tocchi comunque svegliarsi.
    Il terzo verso della terza strofa è un dodecasillabo, e non puoi risolverlo leggendo “mia” come dittongo, perché in tal caso non farebbe più rima. Mi permetto di suggerire di sostituire fecesi con féssi..

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  2. Sei bravissimo.
    Endecasillabi perfetti, ed il richiamo della rima sulla terzina successiva.
    Potresti scrivere un libro, non so se te l’avevo già detto: 100 libri o film riassunti in modo “dantesco” così come hai ora descritto la situazione dettata dal Virus.

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    1. Grazie, grazie 🙂
      In realtà quando li faccio lunghi seguo proprio il metro dantesco (ABA BCB CDC etc ZAZ) mentre per quelli corti uso il sonetto (in tutte le sue varianti).
      Sul libro: non ne avrei il tempo, e non so se sarebbe vendibile; intanto sto riscrivendo il pezzone sui buchi neri per creare un libro online gratuito.

      Piace a 1 persona

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