Coronavirus – I partiti degli scienziati

Si stanno creando partiti contrapposti, ma non in politica.

Ci sono scienziati che stanno dicendo cosa opposte tra loro.

Non abbiamo sempre detto che la scienza non sbaglia?

No. E chi lo dice, sbaglia a sua volta.

Noi siamo abituati a pensare all’errore come a qualcosa di assolutamente negativo.

L’errore, invece, è parte integrante del processo scientifico.

La scienza si affina sbaglio dopo sbaglio.

Il metodo scientifico è la modalità con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile.

Possiamo dire che la scienza si basi sull’errore, ma ciò non deve trarre in inganno. Non vuol dire che gli esperimenti giusti sono quelli con degli errori.

Nel metodo scientifico, un’affermazione che può essere smentita dall’osservazione di fatti nuovi è un’affermazione falsificabile (da non confondere con falsa), mentre un’affermazione che risulta, anche in linea di principio, impossibile da smentire qualsiasi siano i risultati di qualsiasi esperimento, è un’affermazione non falsificabile e quindi dogmatica.

Facciamo un esempio: la legge di gravità è una legge vera, nel senso che è sempre stata verificata da ogni esperimento.

Non è però una legge non falsificabile, cioè dogmatica: se in prossimo esperimento lasciando cadere un sasso sotto la sola influenza del suo peso, questo rimanesse fermo a mezz’aria violando la legge di gravità, ecco che tale legge verrebbe falsificata.

Quindi la legge di gravità è falsificabile, ma non (fino a oggi) falsificata.

Al contrario, le affermazioni dogmatiche non sono falsificabili e quindi non sono scientifiche.

Un esempio: “L’universo, prima del Big Bang, era tutto viola e giallo.”

Questa affermazione è non falsificabile perché l’universo, prima del Big Bang, è un oggetto non osservabile.

Quindi fare ipotesi su come poteva essere, significa fare ipotesi non-scientifiche, cioè non verificabili con nessun mezzo.

Il problema della comunità scientifica è lo stesso che hanno tutti gli altri.

Come si fa a capire se una teoria è corretta oppure no?

Dal 2001 al 2011 gli studi ritrattati dalle riviste scientifiche dopo la scoperta di un errore si sono moltiplicati di 15 volte.

Negli studi di medicina e biologia gli errori in buona fede sono raddoppiati tra il 2004 e il 2009, mentre le frodi si sono moltiplicate di sette volte.

E’ un caso se tutto ciò sta accadendo proprio nell’era più “social”?

Sul Covid-19 sono state fatte affermazioni scientifiche e affermazioni non scientifiche, anche da alcuni scienziati.

Vediamo qualche affermazione e cerchiamo di capirne lo spirito.

Luc Montagnier (Chabris, 18 agosto 1932), medico, biologo e virologo francese.

Nell’aprile 2020, in occasione di un’intervista rilasciata ad un podcast francese che tratta tematiche mediche, Montagnier ha dichiarato che il virus SARS-CoV-2 sarebbe originato in un laboratorio di ricerca della città cinese di Wuhan durante alcuni studi sulla possibile creazione di un vaccino contro il virus HIV.

A riprova di ciò, Montagnier ha citato uno studio pubblicato dall’università di Nuova Delhi nel gennaio 2020, secondo cui il genoma del SARS-CoV-2 conterrebbe alcune sequenze presenti anche in quello del virus HIV.

Tale studio tuttavia aveva ottenuto diverse critiche da parte della comunità scientifica mondiale a causa di varie imprecisioni teorico-tecniche, venendo smentito da altri studi peer-reviewed, e venendo ritirato dagli autori stessi meno di due giorni dopo la pubblicazione.

Il giorno successivo alla pubblicazione dell’intervista, Montagnier intervenne in diretta durante una trasmissione del canale francese “CNews” riaffermando quanto detto, e aggiungendo che dal suo punto di vista nel diffondersi della pandemia avessero potuto avere un ruolo anche le frequenze elettromagnetiche della tecnologia 5G.

Appena pubblicata l’intervista, gli esperti internazionali hanno fatto notare che l’ipotesi non sta in piedi perché quei frammenti non sono tipici di HIV ma sono presenti in tanti altri organismi viventi, da altri virus fino a organismi superiori.

Il fatto di aver vinto un premio Nobel per un lavoro di squadra 37 anni fa, non ti rende possessore della verità.

Giulio Filippo Tarro (Messina, 9 luglio 1938) è un medico, scienziato e professore universitario italiano.

È stato allievo di Sabin, ed i loro studi hanno dimostrato l’associazione degli Herpesvirus con alcuni tumori dell’uomo.

È stato spesso dichiarato che Tarro sia stato candidato più volte al Premio Nobel, ma le effettive candidature prese in considerazione dalla Fondazione Nobel sono segrete e vengono pubblicate solo dopo cinquant’anni dall’anno in questione, come è stato anche dichiarato dalla Fondazione stessa.

Tarro vene spesso presentato negli ultimi anni come “il miglior virologo del mondo” o come “il migliore virologo dell’anno”, persino snobbato in Italia a fronte dei riconoscimenti internazionali, principalmente a seguito di un premio come “miglior virologo dell’anno” ricevuto nel 2018 dalla International Association of Top Professionals (IAOTP, Associazione Internazionale dei Migliori Professionisti).

In ambito scientifico questi premi sono però noti come predatory prize, in quanto vengono solitamente assegnati a seguito di e-mail o telefonate promozionali che spingono a pagare per ottenere queste targhe commemorative o premi.

Sul SARS-CoV-2, Tarro ha rilasciato varie dichiarazioni, da “l’immunità di gregge ha una sua logica”, a “Dobbiamo usare le armi di questo paese, il sole e il mare, per aiutarci a guarire”, o ancora “Seconda ondata a ottobre? Una stupidaggine”, oppure “Coronavirus non è Ebola, il vaccino non serve”.

Il tutto mai supportato da nessuna evidenza scientifica. Queste sono affermazioni dogmatiche.

Roberto Burioni (Pesaro, 10 dicembre 1962) è un medico, accademico e divulgatore scientifico italiano, attivo come ricercatore nel campo relativo allo sviluppo di anticorpi monoclonali umani contro agenti infettivi.

Il 2 febbraio 2020 nel corso dell’intervista televisiva nella trasmissione di Rai 3 Che tempo che fa, relativamente alla recente epidemia di COVID-19, Burioni ha affermato “In Italia il rischio è 0. Il virus non circola. Questo non avviene per caso: avviene perché si stanno prendendo delle precauzioni”.

Il 27 marzo 2020 a fronte del proliferare della pandemia anche in Italia, si sente in dovere di difendersi dagli attacchi su Facebook, scrivendo: “In quel momento le autorità ci dicevano che in Italia il virus non c’era. La mia colpa è – dunque – quella di non avere avuto la capacità di prevedere che il virus sarebbe stato trovato diciotto giorni dopo. Ma io sono un medico, non un veggente. E questa incapacità di predire il futuro effettivamente è un mio limite”.

Qual è la differenza con Montagnier e con Tarro?

Che Burioni, tranne che quella unica volta, quando parla dice: “Se le persone guarite hanno una buona immunità, lo sviluppo del vaccino sarà molto più facile. Al contrario se non avranno sviluppato una buona immunità, sarà senz’altro molto più difficile”, oppure “C’è una speranza, che questo virus si trasmetta meno con climi più miti. Non sappiamo se sia così, se fosse così il contagio si attenuerebbe nei prossimi mesi. Ma, c’è un ma, dobbiamo stare pronti: potrebbe tornare in autunno”.

Periodi ipotetici. Se non ho un supporto scientifico, almeno non sparo dogmi.

Ilaria Capua (Roma, 21 aprile 1966) è una virologa ed ex politica italiana, nota per i suoi studi sui virus influenzali e, in particolare, sull’influenza aviaria.

Le sue affermazioni sono simili a quelle dei due scienziati più anziani, o del suo quasi coetaneo?

Lei ha detto “Una seconda ondata? Sarà possibile in autunno, anche con recrudescenze” oppure “Siamo di fronte ad una emergenza sanitaria, ma non è un tunnel senza fine”.

La scienza non vive di dogmi, ma di possibilità che un evento si verifichi.

20 pensieri riguardo “Coronavirus – I partiti degli scienziati

  1. Interessante.
    Chi come me ha studiato statistica (anche statistica applicata, non solo teoria) conosce bene l’approccio scientifico e la gestione dell’errore, e le curve di adattamento per capire meglio l’evolversi di una situazione (anche pandemica, per dire).
    Il problema è che ormai in Italia si vive di schieramenti (destra/sinistra, nord/sud, pro/contro in qualsiasi cosa) ed è sempre più difficile trovare il giusto approccio al capire le cose.
    Se poi si parla di argomenti dove la popolazione al 95% non capisce una fava (ma CREDE di sapere) allora il danno è presto fatto, ed il propagarsi di idee strane, o sbagliate, o volutamente errate… è un attimo.

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  2. Dai su, non diciamo scemenze! Io l’ho visto che era giallo e viola (ma c’era un “universo” prima del Big Bang?) e l’ho anche fotografato, solo che poi è arrivato il Mossad che, per i loro loschi scopi, me le ha rubate e poi distrutte.
    Quanto a Montagnier, è il caso di ricordare che sostiene l’efficacia dell’omeopatia e la derivazione dell’autismo dai vaccini. Voglio dire, non è che quest’ultima sparata sia stata un fulmine a ciel sereno. D’altra parte anni fa ho letto di un fisico, di cui non ricordo il nome, che dovrebbe essere la quintessenza della razionalità, che ha “dimostrato” la verginità della madonna mediante le leggi della termodinamica. Capisci? Cioè, se tu credi alla verginità e al concepimento per opera dello Spirito Santo, io rispetto la tua fede e i tuoi convincimenti, ci mancherebbe, ma se poi pretendi di dimostrarmelo con argomenti scientifici, ecco…

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      1. In compenso ho visto in giro anche “ragionamenti” opposti: il fatto che abbia detto puttanate su omeopatia e vaccini non significa che non possa dire cose giuste su altri argomenti. Naturalmente il fatto che le sue “scoperte” siano state scientificamente smontare, è circostanza del tutto trascurabile. (comunque lo sanno tutti che era giallo e viola, e il fatto che tu abbia accuratamente evitato di replicare in merito mi fa sospettare che in realtà lo sappia anche tu)

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  3. Il problema maggiore secondo me non è tanto nella contrapposizione in ambito scientifico tra parti quanto invece il fatto che tali dichiarazioni finiscano in pasto ai social ed alla politica e che spesso siano mal filtrate da certi giornalisti che o traducono male, o interpretano male o non capendo giungono a conclusioni tutte loro. Il tutto, al di fuori da un dibattito scientifico serio, che se restasse circoscritto, magari in tempi non brevi, darebbe poi risposte univoche, genera il caos attuale. Internet poi ci mette il carico finale vista la enorme proliferazione di “scienziati” e tuttologi. In definitiva mi sa che è meglio se le bruciano le antenne 5G…ma anche le 4, le 3, le 2, i ripetitori tv e quelli radio e già che ci siamo…ma che bruciassero anche le dorsali in fibra ottica! Un bello spegnimento globale di internet magari a qualcuno farebbe molto bene…suggerirei tanti begli orticelli per passare meglio il tempo!

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    1. Non so se hai visto “Revolution”, serie tv purtroppo di sole due stagioni (anche perchè stava andando in vacca per lo sciopero dei sceneggiatori negli USA). Vatti a leggere la trama, se non l’hai vista. Una volta che sai di cosa sto parlando rispondi alla mia domanda: quanti sopravvivrebbero, in quelle condizioni?

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      1. Tanto tempo fa scrissi un post dove ipotizzavo proprio ciò (https://klaudiomi.wordpress.com/2015/05/29/nudi-e-crudi/) e partivo come spunto da una trasmissione di sopravvivenza. Nella situazione da te descritta(trama letta) penso che grosso modo le cose cambiano di poco. Diciamo che qualche probabilità in più l’avrebbe chi unendosi ad altri, sfruttando armi e intrallazzi, riuscirebbe a sfruttare il lavoro di altri. Ma presi singolarmente, ognuno di noi, a partire da me, difficilmente sopravvivrebbe. E io sono uno che ad esempio so usare certi strumenti, ho una certa manualità, figuriamoci chi non ha mai avuto in mano un attrezzo! Mia stima ottimistica? 90% civiltà occidentale kapput. Sopravvivrebbero naturalmente società meno complesse, sicuramente aborigeni, pigmei, indios amazzonici e da noi contadini e pochi altri.

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          1. Beh, molto dipende dalle condizioni generali. In una situazione di cooperazione me la potrei cavare. Ma se dovessi che so, ammazzare un coniglio per nutrirmi…addio…e dubito che riuscirei a difendermi da altri. Insomma… sarebbe dura.

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              1. beh, io col FAL non me la cavavo male, ma sparavo a una sagoma! La Mg era pure divertente, meno da pulire e la Browning un tantino pesantuccia da portare in giro! Però da piccolo facevo delle fionde stupende! 😀

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  4. Condivido il discorso che la scienza si fondi su un confronto di dati e verifiche incrociate. Le scienziate e gli scenziati, sono pero’ donne e uomini, con i loro ego, ed a volte, quando vedono i riflettori essere puntati su di loro, rubando la scena a calciatori e star televisive, anche loro sbarellano, con uscite che potevano francamente risparmiarsi, frasi ad effetto, ed a volte con vere e proprie boutade. Ne abbiamo viste tante purtroppo. Ho sentito dire anche che la Germania ha avuto meno morti perche’ e’ stata piu’ fortunata (da uno scenziato).

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