Le partite del cuore – Juventus-Liverpool 1985

Tutte le partite sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre (semicit.)

Ci sono partite che segnano una stagione, altre che segnano la Storia di una squadra di calcio. I tifosi della Juventus sanno, per esperienza, che una partita apparentemente inutile, o di secondo piano, può essere “la partita” di quella stagione.

E non parlo solo dei derby, o delle sfide di vertice. Partite che imprimono un’accelerazione, o danno fiducia alla squadra, o ti fanno capire che tutto è possibile.

Su queste pagine racconterò alcune di quelle partite, che chiamo “le partite del cuore”, perché è lì che restano.

 

L’anno più difficile da raccontare, per quanto riguarda la Juventus degli anni ’70-’80, è per me il 1985.

Ma quella Coppa maledetta, che troppo spesso associa al bianco e nero della nostra maglia il rosso del sangue, non sarà il mio racconto per quell’anno.

Nel 1984 la Juventus ha vinto la Coppa delle Coppe in finale con il Porto ed è in cerca della definitiva consacrazione anche fuori dai confini nazionali.

Il Liverpool, vincitore contro la Roma della Coppa dei Campioni, è dunque l’avversario per la Supercoppa Europea.

Per qualcuno quella partita era molto più di una partita, ma non è di politica che parlerò su queste pagine.

Il primo ostacolo era trovare una data gradita alle due contendenti: entrambe si dibattevano tra campionato e competizioni internazionali e trovare lo spiraglio giusto in un calendario fitto di impegni non era semplice.

Quell’inverno era eccezionale anche per un altro motivo: il gelo investì la penisola italiana come non accadeva da anni; Torino, pur avvezza a simili situazioni atmosferiche, era avvolta da un manto bianco.

Strade gelate, mezzi paralizzati, un’ecatombe: giocare a calcio in quelle condizioni era quasi impossibile.

La Uefa aveva fissato la data di andata al 13 dicembre 1984 a Liverpool, ma, visto che entrambe le squadre erano qualificate in Coppa Campioni ed ancora il sorteggio non era avvenuto, la Juve avvisò la Uefa che non avrebbe disputato un match con il Liverpool in quella data.

Tuttavia, a seguito del sorteggio dei quarti di finale della Coppa dei Campioni 1984-1985, che non oppose bianconeri e Reds, il club italiano cambiò la sua posizione, soprattutto dopo che gli inglesi accettarono di disputare la manifestazione in partita unica a Torino.

Così si fissò la data al 16 gennaio 1985.

Il giorno della vigilia di Juventus-Liverpool, trenta centimetri di bianco ricoprivano il Comunale.

Boniperti vuole che la partita si disputi a ogni costo e per giungere all’obiettivo riesce a mobilitare le forze congiunte di Comune, Provincia e Regione.

Il ghiaccio viene rimosso dall’aeroporto di Caselle e il Liverpool, inizialmente contrario a fare un viaggio nella tormenta, può atterrare con tranquillità.

Allo stadio la situazione è però molto più complicata, al che il Presidente se en inventa una delle sue: chi avrebbe vestito i panni dello spalatore volontario, avrebbe anche visto la partita.

In men che non si dica 300 volontari iniziano a spalare la montagna di neve del Comunale e i teloni vengono tenuti per precauzione sopra l’erba ghiacciata fino quasi all’inizio della partita.


 

Vista la coltre di neve a bordo campo, il pallone è rosso: più che essere in Italia, sembra di assistere a una partita invernale della Bundesliga.

La sfida è incertissima, due superpotenze calcistiche sono una di fronte all’altra e si equivalgono sul piano tecnico.

Trapattoni schiera Bodini in porta, Favero e Brio difensori a marcare le punte avversarie, Scirea libero e Cabrini fluidificante a sinistra, Bonini e Tardelli a centrocampo a supporto degli attaccanti Briaschi, Rossi e Boniek, con il solito Platini libero di inventare a tutto campo.

La partita è equilibrata e per certi versi la formazione inglese vanta un leggero predominio, nonostante assenze come quella di Dalglish sul fronte d’attacco e la presenza in campo di Rush con un problema al menisco.

L’equilibrio è rotto a 5 minuti dalla fine del primo tempo. Da un contrasto fra Briaschi e Lawrenson nasce un contropiede bianconero, che il polacco Boniek capitalizza al meglio con un diagonale sinistro sul quale il portiere Grobbelaar non può arrivare.

Nel secondo tempo la Juventus sembra sicura di sé e non si limita più ad aspettare l’avversaria a metà campo.

A 12 minuti dal termine, cross dalla sinistra di Briaschi che mette al centro. Potrebbe intervenire Paolo Rossi ma il più lesto è ancora una volta Boniek, bravissimo a colpire di controbalzo tenendo basso il pallone. La traiettoria inganna il portiere sul secondo palo.

 

Risultato finale, 2 a 0 e Coppa a Torino.

E così, la determinazione di Boniperti e il lavoro di tanti spalatori volontari hanno avuto ragione degli eventi climatici, facendo assaporare al popolo juventino l’ennesimo trofeo di quegli anni d’oro.

4 pensieri riguardo “Le partite del cuore – Juventus-Liverpool 1985

      1. No, non aveva “il tocco”.
        Ma negli inserimenti era unico, ed anche nel puntare l’uomo e fare superiorità.
        Prova ad immaginarlo nel Barcellona a 3 (in attacco, intendo) di 5 anni fa, avrebbe fatto sfracelli.
        Ma anche nella Juve di oggi.

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...