Le partite del cuore – Juventus-Argentinos Juniors 1985

Tutte le partite sono uguali, ma alcune sono più uguali delle altre (semicit.)

Ci sono partite che segnano una stagione, altre che segnano la Storia di una squadra di calcio. I tifosi della Juventus sanno, per esperienza, che una partita apparentemente inutile, o di secondo piano, può essere “la partita” di quella stagione.

E non parlo solo dei derby, o delle sfide di vertice. Partite che imprimono un’accelerazione, o danno fiducia alla squadra, o ti fanno capire che tutto è possibile.

Su queste pagine racconterò alcune di quelle partite, che chiamo “le partite del cuore”, perché è lì che restano.

 

1985-86. Boniek, Tardelli e Paolo Rossi, ceduti a Roma, Inter e Milan, vengono sostituiti da Michael Laudrup, Lionello Manfredonia e Aldo Serena.

Nonostante una prima parte di campionato galoppante (26 punti su 30 nel girone d’andata, record), la Juve porta a casa lo scudetto grazie al suicidio casalingo della Roma con il già retrocesso Lecce.

Ma prima di quello, la Juve deve giocarsi l’ultimo titolo internazionale che ancora manca nella bacheca bianconera: la Coppa Intercontinentale.

L’8 dicembre ’85, al “National Olympic Stadium” di Tokyo, l’avversario sarà l’Argentinos Juniors di un giovanissimo e già bravissimo Claudio Borghi.

La Juve parte favorita contro gli argentini che, nonostante abbiano vinto per la prima volta la Coppa Libertadores, non sembrano possano impedire ai bianconeri un’altra vittoria storica.

Ma il calcio, si sa, non si gioca con le figurine.

La Juve schiera Tacconi in porta, Favero e Brio marcatori di fianco al libero Scirea, Cabrini e Mauro sulle fasce, Bonini e Manfredonia a coprire la libertà di movimento di Platini, che si posiziona alle spalle delle punte Serena e Laudrup.

Dopo un primo tempo di studio con molta fisicità e poco nitide occasioni, gli argentini passano in vantaggio al 55′ grazie ad un’imbeccata centrale che trova impreparata la retroguardia bianconera che viene trafitta dal taglio di Ereros che dal limite dell’area supera Tacconi con un pallonetto.

La replica juventina non si fa attendere e su un cross dalla sinistra Serena viene platealmente atterrato da un difensore in maglia rossa: calcio di rigore che Platini trasforma, 1-1.

La partita diventa bellissima ed entrambe le squadre giocano a viso aperto cercando di raggiungere la vittoria ed è così che dagli sviluppi di un calcio d’angolo Platini salta un difensore con un sombrero e poi con una conclusione ad incrociare, al volo, di sinistro si insacca imparabilmente alle spalle del portiere argentino ma l’arbitro tedesco Volker Roth annulla per un inesistente fuorigioco.

Il più bel gol della partita, peccato non valga. E Platini lo fa notare in modo oltremodo simpatico.

La sfida continua e al 75° un delizioso pallone in verticale di Borghi viene trasformato in gol dall’ala destra Castro che da posizione piuttosto defilata trova una traiettoria forte e precisa che trafigge, ancora una volta, Tacconi.

Quando l’inerzia della partita sembra ormai totalmente nelle mani dell’Argentinos Juniors, la caparbietà di Laudrup, che salta il portiere e insacca quasi dalla linea di fondo dopo una bellissima triangolazione al limite dell’area con Platini, ristabilisce la parità ed i tempi regolamentari terminano sul risultato di 2-2.

La sfida verrà decisa ai rigori e qui sarà il portiere bianconero Tacconi a salire in cattedra parando due rigori agli argentini contro l’unico errore bianconero da parte di Laudrup.

Una delle partite della Juve più belle di sempre, che ancora in Argentina la gente ricorda con ammirazione.

La Juventus con quella vittoria diventa il primo e unico club al mondo a vincere tutte le competizioni ufficiali della confederazione di appartenenza.

E pensare che sino ad appena due anni prima, in memoria di finali clamorosamente perse come quelle di Belgrado e Atene, imperava il luogo comune secondo il quale la Juve era regina in campo nazionale ma cenerentola a livello internazionale.

Inoltre, Antonio Cabrini e Gaetano Scirea, dopo essere diventati i primi giocatori nella storia del calcio a vincere tutte e tre le principali competizioni UEFA per club, divennero anche i primi al mondo ad aver conquistato sia tutte e cinque le competizioni confederali sia la Coppa del Mondo FIFA.

Giovanni Trapattoni divenne il primo e unico a livello continentale ad aver trionfato in tutte le competizioni a livello di club in cui prese parte, tutte con la stessa squadra.

Una vittoria sudata, conquistata per portare a casa un trofeo, l’ennesimo, lottando fino alla fine.

3 pensieri riguardo “Le partite del cuore – Juventus-Argentinos Juniors 1985

  1. “cenerentola a livello internazionale”

    Cenerentola no, ma in proporzione avente vinto in Europa molto meno di altre squadre, basta guardare la proporzione “vittorie in coppa campioni / champions” su “numero di partecipazioni”.

    Manfredonia mi piaceva moltissimo, giocatore dal rendimento eccezionale, che ha avuto poco spazio in nazionale i rapporto a quando avrebbe meritato.

    Piace a 1 persona

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